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1d escavazione periodica. La superficie difesa è di circa 4 ettari; i fondali ottenuti,
&gt;on la escavazione fino al massimo di m. 5, si limitano a circa 1 ettaro.
I bassi fondi precludono così l’entrata alle navi di qualche importanza; il poco
spazio difeso utilizzabile rende assai limitato il numero di quelle che potrebbero ripararvisi
 in tempo di fortunale.
La necessità di creare un ricovero sicuro lungo l’esteso litorale da Reggio Ca-‘abria
 a Taranto, privo di altri rifugi, suggerì l’idea di provvedere Cotrone di un
porto più vasto e con fondali maggiori. Si manifestarono due tendenze, una per
l’ampliamento del porto vecchio, con opere necessarie ad aumentare lo specchio
d’acqua, ad ottenere fondali maggiori e ad impedire l’interrimento: l’altra propensa
ad abbandonarlo ed a crearne uno nuovo nel seno settentrionale, riparato del tutto
dalla traversìa principale (N-E.-S-E.).
Le due soluzioni furono esaurientemente discusse dalla Commissione Centrale dei
porti nelle adunanze 2 maggio 1878 e 9 dicembre 1879, e su maturo esame delle
condizioni idrografiche e nautiche, le conclusioni furono — senza riserve — per la
scelta del porto a Nord. Ciò non di meno più volte, durante gli appalti in corso o
in occasione di nuovi, la questione fu rimessa in campo dagli interessati senza che,
però, sia risultata la opportunità di modificare la decisione presa.
L’importanza del porto di Cotrone non è solo per ragioni di rifugio, ma pel commercio
 che si va sviluppando con le industrie locali, e per la sua estesa zona dî
‘nfluenza (circa 27 Comuni), che avrà sempre maggiore incremento quando î prodotti
jei boschi silani potranno essere utilizzati con la ferrovia Cosenza-Cotrone, ed un
+omodo approdo renderà facile l’accesso a navi di maggiore portata, La stessa creazione
 di laghi artificiali (10) nel bacino del Neto e dei suoi affluenti, porterà, con
la produzione di copiosa energia elettrica e con la irrigazione della pianura cotronese,
 un prezioso incremento nell’agricoltura e in nuove industrie che troveranno la
sonvenienza di venire ad impiantare gli opifici presso il porto,
I lavori del porto nuovo furono ideati fin da principio (progetto 31 luglio 1882)
in opere di difesa costituite da un molo foraneo continuo lungo m. 971, formato di
ire bracci, provveduto di convenienti banchine di ormeggio per la lunghezza di m,
800 a partire dalla radice del molo stesso staccantesi dai bassi fondi che limitano
a nord il porto vecchio, e che, per ragione di igiene e comodità di accesso dalla
;sittà al nuovo molo, dovevano essere colmati.
Per agevolare le operazioni commerciali, diminuire l’agitazione dell’acqua entro
il porto, ed arrestare il possibile movimento di sabbie, era prevista anche la costruzione
 di un ponte sporgente di fronte al palazzo Giunti, tale da formare, in linea
on la futura testata del molo, una bocca di m. 640; specchio d’acqua protetto Ettari
 16.50, dei quali 4.90 costituiti da fondo roccioso e fondali fino a m. 5, Ettari
5.40 con fondo da m. 5 a 8, Ettari 6,20 con fondali da m, 8 a 13.