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‘imenti nel porto nuovo da corsi d’acqua in via di sistemazione (Pignataro) o di prossima
 sistemazione (Esaro, Neto), ed essendo quelli nel porto vecchio prodotti da materie
argillose e sabbiose provenienti dalle corrosioni del litorale da Cotrone a Capo Colonna,
5en maggiore è il processo naturale in questo secondo caso e assai più difficile ripararvi.
Le difficoltà nautiche di entrata e di uscita si verificano in condizioni inverse
per i due porti con bocca in direzione opposta, avvenendo che il vento di traversia
rende più difficile l’ingresso al porto Sud (il che è più grave), e la uscita dal porto
Nord.
Aggiungasi che per costruire un porto sicuro a Sud occorrerebbero opere di
‘ale sviluppo ed importo che per ciò solo fin da principio se ne escluse la possibilità.
 Comunque, la discussione sul porto nuovo presentemente non può essere posta
come se ancora fosse da intraprendere.
Le ingenti spese sostenute per esso devono pertanto indurre l’Amministrazione
 a proseguirne la costruzione.
Del resto, molti degli inconvenienti rilevati allo stato attuale del porto, saranno
eliminati o assai ridotti ad opera finita, e nulla impedisce che nello svolgimento
graduale dei lavori si facciano gli adattamenti che l'esperienza dimostrerà utili; non
sotendo ammettersi che il piano regolatore abbia valore assoluto ed immutabile.
Agli insabbiamenti che tuttavia si formassero, in attesa che il regime dei fiumi
sia sistemato, o comunque per inevitabile processo naturale, sarà sempre rimedio,
come del resto in tutti i porti, il periodico lavoro di escavazione,
Riassumendo, può affermarsi che le opere marittime in Calabria hanno avuto
un notevole sviluppo (11), e tutto fa ritenere che il programma preordinato dalle
‘eggi sarà adempiuto (12). .

NOTE AL CAPITOLO.

(1) A Diamante, a Pizzo, a Tropea, a Bagnara, a Rossano, a Trebisacce,
(2) Così a Paola, a S. Eufemia, a Gioia Tauro, a Gerace Marina. a Siderno, a Roccella Ionica, a
joverato, a Catanzaro Marina,
(3) Così pei porto di Paola, di Cotrone, di Scilla (riparazione straordinaria) e, fra breve, per quello
di Tropea,
(1) A Reggio per le urgenti riparazioni ai danni del terremoto,
(5) A Cotrone per riparazion' di scogliere, a Reggi&gt; per lavo-i indilazionabili d’p&gt; il terremto
salpamento di massi rovesciati nel fondo del porto, pontile e magazzini provvisori, di legno).
(6) Eccettuato quello dî Pizzo, di muratura, dato ad appalto pubblico.
(7) Appalto Vitali, 18 aprile 1907.
(8) Appalto Rossi, 23 maggio 1912.
(9) Ne fu data notizia formale, nell' adunanza tenuta il 4 luglio 1913 a Reggio Calabria da funziolari
 dell’amministrazione dei lavori pubblici, ai rappresentanti degli enti locali intervenuti,
(10) Legge 11 luglio 1913, n. 985,
‘11) Relazione 30 agosto 1912 degli Ispettori Inglese e Rossi.