CAPO XII.

[ LAVORI DIPENDENTI DAL TERREMOTO

Si è accennato alla ripercussione che il terremoto del 28 dicembre 1908 ha
avuto nello svolgimento dei lavori in Calabria ed ai provvedimenti adottati in dipendenza
 di quel disastro. Poichè essi hanno assorbito per più anni quasi intera la
attività del Governo nelle provincie devastate, è opportuno esporre più particolarmente
 le forme principali in cui l’intervento statuale si è manifestato.
Il terremoto colpì quasi totalmente la provincia di Reggio Calabria, toccò una
parte di quella di Catanzaro, lasciando intatta la provincia di Cosenza. Le accurate
indagini fatte in sèguito alla legge del 12 gennaio 1909, n. 12, per accertare quali
Comuni potessero considerarsi come danneggiati, portarono alla formazione dell’elenco
 approvato coi R. D. 3 agosto 1909, N. 595, € 3 marzo Iglo, n. 111, che delimita
 la zona di applicazione dei provvedimenti (1).
Tutta l’opera di soccorso può dividersi in due grandi fasi: misure provvisorie
per ristabilire le condizioni di vita, provvedimenti definitivi per ridonare uno stabile
assetto ai centri danneggiati. La prima fase è compiuta; la seconda è ancora in
corso di attuazione per quanto già attivamente iniziata ; più complessa la prima,
più importante la seconda per il riflesso che avrà nell’economia del paese.
Le prime cure del Governo furono dirette a ricoverare i superstiti che erano
rimasti senza tetto, Per alcuni Comuni, come Reggio, Palmi, Bagnara, Scilla, si trattava
 della quasi totalità degli abitanti. Ma anche nei centri non interamente distrutti
il bisogno era grande, perchè le popolazioni atterrite erano fuggite dalle case lesionate
 che minacciavano rovina. Si provvide perciò subito alla costruzione di baraccamenti
 in quasi tutti i Comuni. E l’opera fu vastissima.
Impiantare le baracche su suoli pubblici non era in massima possibile, sia perchè
 le vie e le piazze erano minacciate dalle rovine degli edifizi attigui, sia perchè
la disposizione che ne sarebbe risultata nei baraccamenti sarebbe stata poco razionale.