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Fu perciò necessario occupare grandi estensioni di terreni privati, terreni alle volte
di costo assai elevato, per la loro posizione in vicinanza degli abitati e quindi per
la qualità superiore della loro coltura. Atteso l’uso provvisorio a cui questi fondi
dovevano servire, sarebbe bastata, a dir vero, una occupazione temporanea; ma si
comprese ben presto che il danno che si sarebbe loro arrecato colla distruzione
delle culture equivaleva quasi all’intero valore dello stabile, e che conveniva quindi,
anzichè sborsare un indennizzo rilevantissimo, acquistare la piena proprietà dei terreni.
 Quasi tutte le occupazioni fatte in via d’urgenza si convertirono, perciò, in espropriazioni
 definitive e si formò un considerevole demanio prediale. l’estensione
delle zone occùpate ed espropriate nelle due provincie può così determinarsi:

Terreni occupati temporaneamente :
Reggio Calabria mq. 421,539
Catanzaro » 253,250
Totale mq. 674,789

Terreni espropriati:
Reggio Calabria mg. 3,452,928
Catanzaro &gt; 16,440
Totale mq. 3469,368.

La spesa complessiva fu di circa 9 milioni per Reggio Calabria e di L. 80 mila per
Catanzaro.
Segui rapidamente, in ragione delle difficoltà che la natura dei luoghi oppoaeva,
 la costruzione delle baracche, le quali furono fatte di tipi diversi a seconda
che dovevano servire per pubblici uffici o per abitazioni private. Agli uffici, le scuole
e le caserme si destinarono padiglioni a più vani; per i privati in genere furono elevate
 baracche di due vani ognuna, delle dimensioni di m. 4X4.
Il numero complessivo delle baracche costruite nelle provincie di Reggio Calaoria
 e Catanzaro è di 22.580, e cioè 20.756 per la prima e 1824 per la seconda ;
In questa cifra sono compresi i padiglioni per gli uffici pubblici in numero di 425
per Reggio Calabria, e 64 per Catanzaro.
Ma l’impianto dei baraccamenti era problema complesso che richiedeva anche
a soluzione di altri problemi accessorii. Occorreva provvedere alla costruzione di
strade, che oltre a dar facile accesso ad ogni baracca, agevolassero anche i traffici
che si andavano ristabilendo. Furono perciò aperte nuove vie della larghezza da
5 a 8 metri in tutti ij centri baraccati, furono sistemate le acque piovane, gettati
ponti in legno o in cemento armato sui torrenti. Per lo smaltimento dei rifiuti si
costruirono pozzi neri in ogni cortile e in qualche Comune del Circondario di Palmi
si impiantarono pure alcuni tratti di fognatura. A compiere la serie dei provvedimenti
igienici fu poi studiato ogni mezzo per fornire i centri baraccati di acqua potabile ;
si estesero le vecchie condutture, se ne costruirono di nuove e si scavarono pozzi ;
a Reggio Calabria, oltre a riattare ed estendere le derivazioni antiche, si allacciarono
le sorgenti del Mulinello e si condussero in città, costruendo due serbatoi in cemento