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importanti centri danneggiati ritraevano ricchezza e lavoro. Quasi tutti i porti della
costa calabra furono gravemente danneggiati dalla furia del maremoto ; a Villa San
Giovanni rimasero lesionati il faro di Punta di Pezzo, i moli in costruzione, le banchine;
 a Reggio affondò la boa d’ormeggio nella rada, si sprofondarono nel porto
le banchine, si abbassò sino a sommergersi il molo di protezione. Pertanto, mentre
si elaborava un programma di lavori organici, di cui è cenno in altra parte di questa
relazione, si provvide però in via di urgenza ad un primo gruppo di lavori indilazionabili
 per permettere la ripresa dell’attività commerciale. Furono così eseguiti il
consolidamento del fanale alla testata del molo di Reggio Calabria, il ricupero e il
ricollocamento a posto del corpo morto e della boa di ormeggio nella rada, ed altre
opere nel porto di Villa S. Giovanni, incontrandosi una spesa di più di mezzo
milione di lire.
Gravissimo compito fu lo sgombro delle macerie cadute in conseguenza del
terremoto. Questo lavoro si riannodava alle misure di carattere provvisorio, in quanto
occorreva liberare le aree pubbliche per ristabilire la circolazione nelle vie, ed a
quelle di carattere definitivo, in quanto era necessario sgombrare anche le aree private,
 per restituire i suoli alla fabbricazione. Fu perciò diviso in due momenti. Si
provvide dapprima allo sgombro delle aree pubbliche ; e il provvedimento fu generale
 per tutti i Comuni danneggiati della provincia di Reggio Calabria, non occorrendo
 lavori per quella di Catanzaro. Il volume del materiale trasportato fu di
mc. 740 mila circa, di cui 260 mila per la sola città di Reggio, e la spesa di
1.060.000 lire. Lo sgombro delle aree private fu disposto soltanto nei centri di
maggiore importanza, cioè Reggio Calabria, Palmi e Villa S. Giovanni; negli altri
Comuni si lasciò l’iniziativa del provvedimento alle Amministrazioni comunali,
dando però ad esse la facoltà di farvi fronte coi proventi dell’addizionale. Ora si
hanno interamente libere le aree di Reggio Calabria ed è pure quasi finito lo sgombro
 di Palmi e Villa S. Giovanni, mentre tra breve si inizierà quello di Bagnara
e di Scilla a cura dei Municipi, che si sono fatti autorizzare ai lavori. La spesa sinora
incontrata è di circa 2 milioni.
Chiuso così il ciclo dei provvedimenti immediati, rimane aperta la via all’ attuazione
 dei definitivi, i quali sono ancora all’inizio, ma con un programma già pienamente
 delineato. Essi si assommano in due gruppi: esecuzione di piani regolatori,
costruzione di edifizi stabili.
L'esecuzione dei piani regolatori è lasciata, come di norma, ai Comuni, ma lo
Stato provvede, ove occorra, alla spesa, erogando su istanza dei Municipi i proventi
dell’imposta addizionale. La legge 12 gennaio 1909, n. 12, ha tolto il limite che la
legge organica sulle espropriazioni del 25 giugno 1865 poneva alla formazione dei
piani, disponendo che vi possano addivenire anche i Comuni che abbiano popolazione
inferiore ai diecimila abitanti. Diverse Amministrazioni comunali della provincia di