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L'imposta: personale progressiva sul reddito.

Ci rimane a vedere i nuovi cespiti di entrata capaci
di fronteggiare la perdita derivante dalla parziale abolizione
 del dazio. Qui soccorre il secondo dei principii generali
 già inseritti nel programma minimo del partito: l’ imposta
 progressiva sull’entrata netta dei cittadini. |
Noi siamo ben lungi dal ritenere che, nello stato attuale
della finanza italiana, si possa pensare ad una imposta
unica progressiva sul reddito globale, da sostituire ad ogni
altra imposta. Siamo però persuasi che questa imposta
possa oggi applicarsi come imposta complementare, iniziando
 così, con origini modeste, le sue future espansioni.
È inutile esporre qui la ragionevolezza di adottare saggi
progressivi in questa imposta personale. Chi paga dieci per
un reddito di cento, non compie un sacrificio dieci volte
maggiore di chi paga uno per un reddito di dieci. Perchè
i due sacrifici siano identici, ossia perchè si attui una perfetta
 giustizia tributaria, bisogna diminuire il sacrificio di
chi possiede dieci ed aumentare quello di chi possiede cento.
Così pure è inutile ripetere le ragioni per cui questa
imposta deve essere erariale. Attualmente essa è applicata
dai Comuni sotto forma di tassa di famiglia e di tassa sul
valor locativo, ma variando di forma, di quantità, e di
natura da Comune a Comune, essendo diffusissima in alcune
regioni e sconosciuta in certe altre, progressiva in alcuni
luoghi e ridotta ad un testatico odioso in alcuni altri, essa
finisce ad essere la cosa più capricciosa © meno equa che
si potesse imaginare.
Bisogna dunque che, abolendo le due attuali forme di
tassazione locale del reddito, si trasferisca per intero questa
tassazione allo Stato. Allora, a somiglianza degli Stati più
progrediti, 1’ imposta personale progressiva sul reddito con
l'esonero delle quote minime, sarà anche in Italia lo strumento
 di tassazione più perfetto e più equo.