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Una tale imposta, secondo i calcoli del -Wollemborg,
potrebbe, se applicata fra i due saggi, minimo e massimo,
del 0,50 e del 4 per cento, dare da 50 a 60 milioni. Ossia
potrebbe coprire pressochè interamente la perdita derivante
dalla parziale abolizione del dazio.

I prinoipii da adottare
nell’ assegnazione del compensi.

Noi abbiamo esposto i punti fondamentali di una riforma
 tributaria di attuazione immediata, senza entrare in
alcun dettaglio, e senza formulare un preciso disegno. Ma
noi crediamo che una più minuta soluzione del problema
esorbiterebbe dai compiti e anche dalla competenza di un
Congresso di partito. Un siffatto Congresso non è nè un
assemblea di studiosi, nò un convegno di legislatori che
abbia incarico di formulare delle precise proposte. Qui
occorre soltanto fissare dei principii di politica tributaria
sufficienti a guidare la nostra azione parlamentare.
Per questo non abbiamo insistito sui modi con cui si
ristabilirà l’ equilibrio nelle finanze comunali e in quelle
arariali. È ovvio che l’abolizione parziale del dazio peserà
in parte sul bilancio dello Stato (abolizione della parte
residua dei canoni) e in parte sui bilanci comunali, a cui
verrà anche a mancare l’attuale tassazione personale, mentre
 il compenso derivante dall’imposta personale progressiva
 sul reddito andrà a profitto dello Stato. Come dunque
coprire le perdite coi compensi ?
I modi possono essere parecchi, e noi, ripetiamo, non
vogliamo affatto chiamare il Congresso a pronunciarsi su
queste questioni tecniche. Soltanto crediamo di dover affermare
 il principio che lo Stato non deve provvedere a colmare
 il disavanzo dei bilanci comunali con sovvenzioni
n dotazioni fisse.