Il problema del costo della vita è nuovamente in discussione.

Il Consiglio dei Ministri se ne è occupato recentemente
e se ne occuperà ancora quanto prima.
Questa volta però non si torneranno a discutere i sistemi
vincolistici dei quali il nostro Paese ha già fatto lunga e dolorosa
 esperienza.
S. E. l’on. De Stefani, nel suo discorso al Senato di
pochi giorni fa, dopo aver rilevato che «1a persistenza degli
alti prezzi sul mercato al dettaglio non è spiegabile in molti
casi con l’andamento dei costi di produzione e di importazione
 » ha esplicitamente dichiarato che il Governo non ricorrerà
 a provvedimenti anti-economici, ma «intende ottenere,
per via indiretta, la riorganizzazione dei mercati, la unificazione
 dei prezzi, la riduzione degli intermediari e, in generale,
una più stretta corrispondenza tra i prezzi all’ingrosso ed i
prezzi al minuto e tra i prezzi delle stesse cose in luoghi
diversi ».
Così posto il problema, il Governo ha voluto, prima di
adottare provvedimenti definitivi, udire il pensiero dei competenti
 per concretare un piano d’azione vasto e ben coordinato
 che valga a ridurre possibilmente l’alto costo della
vita ed a contrastare efficacemente ogni eventuale tendenza
dei prezzi al rialzo, specie per i generi di consumo ponolare.

Sarebbe superfluo ricordare qui i numerosi sistemi escozitati
 durante la guerra e nel periodo post-bellico per influire
sull’andamento dei prezzi.