Per Milano, ad esempio, si osserva che, mentre i prezzi
all’ingrosso delle derrate alimentari sono discesi da 100 del
novembre a 96.70 in febbraio, per passare poi a 97.63 in marzo,
a 99.95 in aprile e scendere di nuovo nel mese di maggio
a 07.00, i prezzi al minuto di nove generi alimentari di
prima necessità da 100 del novembre sono discesi a 92.16
nel febbraio, per risalire poi fino ‘a 115.63 nel mese di
maggio.
Mancano ancora i dati dei prezzi al minuto delle derrate
alimentari per molti dei principali centri d’Italia e così pure
gli indici del costo della vita, ma è fuori di dubbio che, mentre
i prezzi all'ingrosso delle merci in generale e quelli delle derrate
 alimentari (animali e vegetali) sono in lieve diminuzione,
i prezzi al minuto delle derrate alimentari e gli indici del costo
della vita sono in aumento.
Dall'esame di questi ultimi si rileva poi come l’aumento
sia dovuto quasi esclusivamente alle voci che formano il
bilancio alimentare e che tale aumento annulla o supera le
diminuzioni, sia pure lievi, di molte altre voci.

Il problema è quindi chiaramente circoscritto. Occorre
agire, se possibile, sui prezzi al minuto delle derrate alimentari
 analizzando. anzitutto le ragioni dei recenti aumenti,
ragioni di carattere generale per tutti i centri di consumo e
di carattere particolare per ciascuno di essi.
Fra le prime dobbiamo rilevare:
1°) aumenti spesso sensibili degli oneri tributari;
2°) aumenti sensibilissimi dei fitti dei negozi.
Il più accurato funzionamento dei servizi di accertamento
 dei redditi, che $. E. l’on. De Stefani ha posto come
primo punto del suo programma finanziario, ha portato come
conseguenza notevoli aggravi, specialmente a carico degli
esercenti.

La progressiva eliminazione dei vincoli sui contratti di
fitto ha poi determinato un forte aumento sui canoni d’affitto
dei locali ad uso negozi.