Vi sono indubbiamente altri elementi che determinano
in gran parte tali sperequazioni di prezzi.
E questi elementi vanno ricercati specialmente nell’organizzazione
 del sistema di rifornimento e di distribuzione
delle derrate alimentari nei vari centri.
Saranno in un caso condizioni speciali che permettono
la formazione di monopoli o di altre situazioni privilegiate,
in un altro caso la deficiente organizzazione dei mercati di
rivendita, la non sufficiente celerità dei trasporti, la scarsezza
dei mezzi di conservazione delle derrate deperibili, l’eccessivo
 frazionamento delle funzioni nei vari passaggi fra produttore
 e consumatore ecc.; cause di natura locale quindi,
che possono essere svariatissime e per le quali qualsiasi
provvedimento di indole generale sarebbe inadeguato.

Il Governo ha dichiarato che intende influire indirettamente
 per determinare un ribasso nel costo della vita e,
come primo provvedimento, ha stabilito forti riduzioni di
dazi su alcuni generi alimentari. -
Certamente non può attendersi un ribasso nei prezzi al
minuto uguale a dette riduzioni.
Occorre tener conto anche delle variazioni dei cambi e
dell'andamento dei prezzi all’ingrosso all’estero (per il tonno
ad esempio i prezzi sono in aumento a causa della scarsa
pesca in Ispagna).
È poi da rilevare che la riduzione dei dazi, se potrà determinare
 una diminuzione dei prezzi e quindi un abbassamento
 dell’indice del bilancio alimentare, provocherà
però anche una diminuzione nelle entrate dello Stato che,
per le derrate di esclusiva importazione dall’estero, sarà
uguale od anche superiore al beneficio che potranno risentire
 i consumatori.
L’onere quindi, almeno in parte, verrebbe a passare
dal consumatore all’Erario e da questo poi logicamente
tornerebbe sotto altra forma, a gravare sullo stesso consumatore.
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