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Per ogni prodotto si dovrebbero seguire altresì le variazioni
 di prezzo nei successivi passaggi.
E tutto ciò non per giungere all’assurdo risultato di stabilire
 l’equo prezzo, ma per avere i dati e gli elementi di giuldizio
 necessari a migliorare, ove occorra, le condizioni nelle
quali si svolge tutta la serie di operazioni che portano le
derrate alimentari dai centri di produzione interni od esteri
a quelli di consumo.
Si avrà così la possibilità di suggerire al Governo un micliore
 ordinamento dei servizi ferroviari su alcune linee per
assicurare una più rapida affluenza delle derrate deperibili,
una modificazione in alcune tariffe di trasporto, una più
sfficace tutela delle merci in alcuni centri di smistamento, ecc.,
oppure proporre la modificazione nel funzionamento dei mersati
 in alcune città, l’ampliamento dei frigoriferi, la modificazione
 di alcune voci di dazio consumo, ecc.
E questo studio, che permetterebbe di porre in luce gli
nconvenienti da eliminare, dovrebbe essere il risultato di
una accurata inchiesta da compiersi in collaborazione fra
Camere di commeréio e Comuni con il più ampio appoggio e
le più ampie facoltà da parte del Governo.

Ed un’altra lacuna occorrerebbe colmare.
Con la riduzione delle spese facoltative da parte dei
Comuni e delle Provincie molti Uffici del lavoro, che svolgevano
 anche importanti funzioni di raccolta ed elaborazione
di prezzi e di altri dati statistici. sono stati ridotti o soppressi.


Spesso quindi, ed ora nuovamente lo constatiamo, mancano
 dati sicuri che permettano di seguire con sufficiente
esattezza l’andamento del costo della vita nei vari centri
T’Italia. Un lavoro di riassunto è poi, per varie ragioni, assolutamente
 impossibile. Occorre senza indugio eliminare
questa deficienza.

Ti Governo e le Autorità locali debbono avere sempre la
“onoscenza più esatta degli indici economici del nostro Paese