e particolarmente di quegli indici che si riferiscono ai prezzi
ed al costo della vita.
Sembrerebbe perciò necessario disciplinare questa materia
 e disporre che le Camere di commercio, le quali per
prime in Italia stabilirono speciali uffici per 1a elaborazione
dei numeri indici, provvedano a sviluppare questo servizio e,
d’accordo con i Comuni, si pongano in grado di rilevare ed
alaborare anche i dati relativi ai prezzi al minuto ed al costo
della vita per tutte le città capiluogo di Provincia o che abbiano
 una popolazione superiore ai 50,000 abitanti. |
Dovrebbe essere concretato un sistema uniforme di
raccolta e di elaborazione che assicuri l’omogeneità dei risultati
 e permetta quindi la successiva unificazione alla
quale potrebbero provvedere le due Associazioni nazionali
dei Comuni e delle Camere di commercio. Nessuna spesa così
3raverebbe per questo servizio sull’Erario.

Riassumendo:
I prezzi all’ingrosso delle merci in generale e del gruppo
lelle derrate alimentari hanno in Italia un andamento non
jissitnile da quello che si rileva negli altri Paesi.
L'indice del costo della vita, il bilancio alimentare ed
| prezzi al minuto delle derrate alimentari in Italia mostrano,
per ora almeno, una tendenza all’aumento con scarti proressivamente
 crescenti rispetto ai prezzi all’ingrosso.
Concorrono a determinare l'aumento di questi scarti
cause d’indole generale (specialmente i maggiori oneri tributari
 e l’aumento dei. fitti dei negozi) e cause di carattere
particolare nei diversi centri (inasprimento delle tariffe daziarie
 comunali, dei tributi locali, ecc.).
All’infuori di ogni intervento vincolativo da parte
dello Stato o di altri Enti, può riuscire utile l’esame accurato,
 per ciascun centro e per le principali derrate alimentari.
 dei sistemi di rifornimento e di distribuzione.
Sarebbe così possibile rilevare e cercare di eliminare
pli inconvenienti che determinano maggiori spese e quindi