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l’aumento dei prezzi al minuto e la sperequazione di detti
prezzi fra i vari centri {migliore organizzazione dei trasporti,
lei mercati, dei sistemi di conservazione delle derrate, ecc.).
Tale esame e la formulazione di concrete proposte
dovrebbero essere essere affidati alle Camere di commercio
2d ai Comuni.
Le Camere di commercio dovrebbero altresì sviluppare
 il proprio servizio di statistica allo scopo di fornire,
con il concorso dei Comuni, anche i dati relativi ai prezzi
al minuto ed al costo della vita nei vari centri.
Alla successiva elaborazione ed unificazione di questi
dati dovrebbero provvedere l’Unione delle Camere di commercio
 e l’Associazione dei Comuni sotto il controllo del
Governo in modo che questo possa avere maggiori e più
sicuri elementi per lo svolgimento della politica economica
 in relazione al costo della vita.
L’azione dello Stato, per quanto riguarda il costo
della vita, deve limitarsi a migliorare le condizioni generali
 nelle quali si svolgono la produzione ed i traffici.
Allo scopo di diminuire la sproporzione fra la produzione
 ed il consumo nazionale lo Stato, come consumatore,
deve cercare di pesare quanto meno è possibile sul mercato
nazionale delle derrate alimentari e ricorrere invece — sempre
 quando ve ne sia la convenienza economica — all’importazione;
 ciò specialmente per quanto si riferisce alla carne
per l’Esercito e la Marina.
Roma, 20 giugno 10922.

[1 PRESIDENTE
M. Cassin.

[L SEGRETARIO GENERALE
V. Ciucci, relatore.