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        <title>Il problema del costo della vita</title>
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            <idno>1949955206</idno>
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        <pb n="1" />
        UNIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO
E INDUSTRIA ITALIANE

ROMA — Foro "TRAIANO,

IL PROBLEMA

DEL

COSTO DELLA VITA

RELAZIONE PRESENTATA AL CONVEGNO
DELLE RAPPRESENTANZE DEGLI ENTI
LOCALI È DELLE ORGANIZZAZIONI ECO-NOMICHE
 TENUTO A ROMA IL 22 GIU-GNO
 ‘Ig23 SOTTO ILA PRESIDENZA DI
S. E. L'ON. ROSSI, MINISTRO PER
L'INDUSTRIA, COMMERCIO E LAVORO ::

ROMA
STABILIMENTO TIPOGRAFICO CARLO COLOMBO

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        UNIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO
E INDUSTRIA ITALIANE

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IL PROBLEMA (1-5
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RELAZIONE PRESENTATA AI, CONVEGNO
DELLE RAPPRESENTANZE DEGLI ENTI
LOCALI E DELLE ORGANIZZAZIONI ECO-NOMICHE
 TENUTO A ROMA IL 22 GIU-GNO
 1I923 .SOTTO LA PRESIDENZA DI
SS. E. L'ON. ROSSI, MINISTRO PER
L'INDUSTRIA, COMMERCIO È LAVORO ‘*

ROMA

STABILIMENTO TIPOGRAFICO CARLO COLOMBO

022
        <pb n="3" />
        Il problema del costo della vita è nuovamente in discussione.

Il Consiglio dei Ministri se ne è occupato recentemente
e se ne occuperà ancora quanto prima.
Questa volta però non si torneranno a discutere i sistemi
vincolistici dei quali il nostro Paese ha già fatto lunga e dolorosa
 esperienza.
S. E. l’on. De Stefani, nel suo discorso al Senato di
pochi giorni fa, dopo aver rilevato che «1a persistenza degli
alti prezzi sul mercato al dettaglio non è spiegabile in molti
casi con l’andamento dei costi di produzione e di importazione
 » ha esplicitamente dichiarato che il Governo non ricorrerà
 a provvedimenti anti-economici, ma «intende ottenere,
per via indiretta, la riorganizzazione dei mercati, la unificazione
 dei prezzi, la riduzione degli intermediari e, in generale,
una più stretta corrispondenza tra i prezzi all’ingrosso ed i
prezzi al minuto e tra i prezzi delle stesse cose in luoghi
diversi ».
Così posto il problema, il Governo ha voluto, prima di
adottare provvedimenti definitivi, udire il pensiero dei competenti
 per concretare un piano d’azione vasto e ben coordinato
 che valga a ridurre possibilmente l’alto costo della
vita ed a contrastare efficacemente ogni eventuale tendenza
dei prezzi al rialzo, specie per i generi di consumo ponolare.

Sarebbe superfluo ricordare qui i numerosi sistemi escozitati
 durante la guerra e nel periodo post-bellico per influire
sull’andamento dei prezzi.
        <pb n="4" />
        L’intervento dello Stato nella produzione, nella distribuzione,
 nel consumo, nei prezzi all’ingrosso ed in quelli al
minuto assunse le forme più diverse, dall’incitamento alla
coercizione, ma sì mostrò sempre inadatto allo scopo da raggiungere
 e spesso anzi dannoso.
Ma prima di entrare nell’esame di quegli altri provvedimenti
 che potrebbero essere adottati per ottenere una qualche
 diminuzione nel costo della vita, occorre soffermarsi,
sia pure in maniera sommaria, sull’andamento del costo della
vita in questi ultimi tempi.

i

Premesso che nel nostro esame terremo conto specialmente
 dell’andamento dei prezzi nel semestre novembre 1922-aprile
 x923 e dei dati relativi al mese di maggio dei quali è
Stata possibile la raccolta (1), rileviamo anzitutto una notevole
 uniformità nelle curve dei prezzi all’ingrosso (merci in
generale) relative ai principali Stati.
Tolta la Francia, per la quale si’ osserva un rapido
aumento dei prezzi dal novembre al marzò (100-122.68) ed
una lievissima deflessione nell’aprile (121.73), tanto per
l'Inghilterra quanto per gli Stati Uniti si rileva che, con il
principio del 1923, i prezzi cominciano: a salire; in Italia 1a
variazione corrispondente si determina invece alla fine del
gennaio, ma il successivo andamento della curva dei prezzi
è quasi identico a guello per l’Inghilterra e gli Stati Uniti,
I fattori economici e politici di carattere generale che
influiscono sull’andamento dei prezzi hanno avuto quindi
uguale ripercussione tanto in Italia, quanto negli Stati Uniti,
quanto in Inghilterra, mentre per la Francia evidentemente
si sono aggiunti altri fattori economici e politici di natura
particolare.

(1) Vedi allegati.
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Questa solidarietà del inercato italiano all’andamento
dei prezzi dei maggiori mercati mondiali è rilevata dal Boltettino
 del Federal Reserve Board degli Stati Uniti ilv quale
appunto osserva che « ormai è pressochè scomparsa per l’Italia
 la discordanza fra prezzi interni e prezzi esterni... e che i
prezzi italiani sono pressochè pari ai prezzi americani ed ai
prezzi inglesi ».
Non v’è dubbio che questo sia uno dei primi risultati
della politica del' nuovo Governo il quale ha rapidamente
ed energicamente modificate quelle condizioni di ambiente
e quelle preoccupazioni nei riguardi dell’Italia che " rendevano
 più intensa, se sfavorevole, l’influenza dei fattori ecodomici
 internazionali sui prezzi dei nostri tnercaàti. o l’attentiavano
 se favorevole.
Una riprova di ciò si ha dal raffronto fra l’andamento
lei numeri indici del costo della vita in Italia, in Iughilterra,
 in Francia ed in Isvizzera. Tenuto conto delle partisolari
 cause che hanno agito nei riguardi della Fraticia, sì
osserva come le curve di questi numeri indici si svolgano
quasi uniformemente.

Un esame più dettagliato dell’andamento dei nostri
mercati ci mostra come i prezzi all’ingrosso delle merci in
xenerale, escluse le derrate alimentari, siano andati diminuendo
 dal novembre al gennaio per risalite poi finò al mese
di maggio e diminuire quindi, sensibilmente, in questo ultimo
 mese. I prezzi all’ingrosso delle derrate alimentari
hanno subìto variazioni quasi identiche. i
Non è avvenuto altrettanto per l’indice del costo della
vita e per i prezzi al minuto dei generi alimentari. Le variazioni
 relative sono state molto meno accentuate in tutto il
periodo dal novembre all’aprile; però nel mese di aprile i
prezzi al minuto dei generi alimentari e nel mese di maggio
questi prezzi ed il costo della’ vita hanno subìto notevoli
aumenti che non sembrano in relazione éon le variazioni déi
prezzi all’inerosso.

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        <pb n="6" />
        Per Milano, ad esempio, si osserva che, mentre i prezzi
all’ingrosso delle derrate alimentari sono discesi da 100 del
novembre a 96.70 in febbraio, per passare poi a 97.63 in marzo,
a 99.95 in aprile e scendere di nuovo nel mese di maggio
a 07.00, i prezzi al minuto di nove generi alimentari di
prima necessità da 100 del novembre sono discesi a 92.16
nel febbraio, per risalire poi fino ‘a 115.63 nel mese di
maggio.
Mancano ancora i dati dei prezzi al minuto delle derrate
alimentari per molti dei principali centri d’Italia e così pure
gli indici del costo della vita, ma è fuori di dubbio che, mentre
i prezzi all'ingrosso delle merci in generale e quelli delle derrate
 alimentari (animali e vegetali) sono in lieve diminuzione,
i prezzi al minuto delle derrate alimentari e gli indici del costo
della vita sono in aumento.
Dall'esame di questi ultimi si rileva poi come l’aumento
sia dovuto quasi esclusivamente alle voci che formano il
bilancio alimentare e che tale aumento annulla o supera le
diminuzioni, sia pure lievi, di molte altre voci.

Il problema è quindi chiaramente circoscritto. Occorre
agire, se possibile, sui prezzi al minuto delle derrate alimentari
 analizzando. anzitutto le ragioni dei recenti aumenti,
ragioni di carattere generale per tutti i centri di consumo e
di carattere particolare per ciascuno di essi.
Fra le prime dobbiamo rilevare:
1°) aumenti spesso sensibili degli oneri tributari;
2°) aumenti sensibilissimi dei fitti dei negozi.
Il più accurato funzionamento dei servizi di accertamento
 dei redditi, che $. E. l’on. De Stefani ha posto come
primo punto del suo programma finanziario, ha portato come
conseguenza notevoli aggravi, specialmente a carico degli
esercenti.

La progressiva eliminazione dei vincoli sui contratti di
fitto ha poi determinato un forte aumento sui canoni d’affitto
dei locali ad uso negozi.
        <pb n="7" />
        Questi due aggravi, per la loro stessa natura, hanno avuto
una diversissima ripercussione sui prezzi all’ingrosso e su
quelli al minuto. La base di suddivisione dei maggiori oneri,
nel caso dei rivenditori al minuto, è molto più ristretta di
quella sulla quale operano produttori e grossisti e lo scarto
quindi fra prezzi all’ingrosso e prezzi al minuto si è automaticamente
 accresciuto.
Non vogliamo dire corrispondentemente perchè è doveroso
 rilevare come in casi, purtroppo non infrequenti, i prezzi
al minuto aumentino più intensamente delle spese d’esercizio,


Un altro fenomeno di carattere generale il quale ha certamente
 la sua influenza sull’andamento dello scarto fra
prezzi all’ingrosso e prezzi al minuto è il continuo -accrescersi
 degli esercizi pubblici.
Si potrebbe ritenere che questo fatto valga a rendere
più attiva la concorrenza. In pratica però avviene che per
diverse ragioni {distanze nei grandi centri, deficienza di personale
 di servizio nelle famiglie, ecc.) anche esercizi nuovi
riescono a farsi una propria clientela. Diminuisce così il volume
 degli affari per ciascun esercizio e l’aliquota delle spese
generali viene corrispondentemente ad accrescersi e ad incidere
 quindi maggiormente i prezzi al minuto.

Un’analisi delle ragioni particolari che in ciascun centro
determinano un eccessivo scarto fra i prezzi all’ingrosso ed
i prezzi al minuto non sarebbe qui possibile.
Vogliamo soltanto accennare ad alcuni rilievi più
evidenti.

Un esame anche sommario dei prezzi al minuto nelle diverse
 città per uno stesso genere di largo consumo e di facile
 e regolare rifornimento (ad es. la carne bovina) mostra
come vi siano differenze che non sembrano sufficientemente
giustificate dalle differenze nei costi di trasporto, nelle tariffe
 dei dazi comunali, nei tributi locali, negli affitti dei negozi,
 ecc.
        <pb n="8" />
        Vi sono indubbiamente altri elementi che determinano
in gran parte tali sperequazioni di prezzi.
E questi elementi vanno ricercati specialmente nell’organizzazione
 del sistema di rifornimento e di distribuzione
delle derrate alimentari nei vari centri.
Saranno in un caso condizioni speciali che permettono
la formazione di monopoli o di altre situazioni privilegiate,
in un altro caso la deficiente organizzazione dei mercati di
rivendita, la non sufficiente celerità dei trasporti, la scarsezza
dei mezzi di conservazione delle derrate deperibili, l’eccessivo
 frazionamento delle funzioni nei vari passaggi fra produttore
 e consumatore ecc.; cause di natura locale quindi,
che possono essere svariatissime e per le quali qualsiasi
provvedimento di indole generale sarebbe inadeguato.

Il Governo ha dichiarato che intende influire indirettamente
 per determinare un ribasso nel costo della vita e,
come primo provvedimento, ha stabilito forti riduzioni di
dazi su alcuni generi alimentari. -
Certamente non può attendersi un ribasso nei prezzi al
minuto uguale a dette riduzioni.
Occorre tener conto anche delle variazioni dei cambi e
dell'andamento dei prezzi all’ingrosso all’estero (per il tonno
ad esempio i prezzi sono in aumento a causa della scarsa
pesca in Ispagna).
È poi da rilevare che la riduzione dei dazi, se potrà determinare
 una diminuzione dei prezzi e quindi un abbassamento
 dell’indice del bilancio alimentare, provocherà
però anche una diminuzione nelle entrate dello Stato che,
per le derrate di esclusiva importazione dall’estero, sarà
uguale od anche superiore al beneficio che potranno risentire
 i consumatori.
L’onere quindi, almeno in parte, verrebbe a passare
dal consumatore all’Erario e da questo poi logicamente
tornerebbe sotto altra forma, a gravare sullo stesso consumatore.
 e
        <pb n="9" />
        E ciò prescindendo dalle ripercussioni che le riduzioni
di dazio potranno avere sulla produzione nazionale, come nel
caso del tonno.

La verità è che 1 due termini produzione e consumo sono
ancora lontani dal. punto di coincidenza e che occorre anzitutto
 cercare di influire su di essi. i
Compito questo assai difficile.
Qualche cosa tuttavia si può fare. i
È noto ad esempio come il consumo della carne congelata
in Italia sia assolutamente esiguo e come, nonostante la larga
ricostituzione del nostro patrimonio zootecnico, l’allevamento
del bestiame sia ancora insufficiente a fornire un quantitativo
 di carne fresca corrispondente al mutato tenore di vita
della nostra popolazione.
Si è ripetuto che la carne congelata non incontra il gusto
del consumatore italiano e che riuscirebbe vana qualsiasi
azione diretta a diffonderne l’uso.
In effetti però in Italia i sistemi razionali di scongelamento
sono stati sempre. poco curati, mentre è noto quanta importanza
 essi abbiano agli effetti dell’appetibilità e dell'uso
della carne.
È poi da tener conto che, all’infuori anche del consumo
familiare, la carne congelata potrebbe costituire l’alimento
fondamentale dell'Esercito, della Marina e di moltissime collettività.
 Si otterrebbe così una forte diminuzione del consumo
della carne fresca, e quindi una maggiore corrispondenza
fra le possibilità della produzione zootecnica nazionale e le
richieste dei nostri mercati ed una conseguente diminuzione
dei prezzi.
Basta pensare a questo proposito che il consumo di carne
per l’Esercito e la Marina si aggira intorno a 24,000 tonnellate
 all’anno, delle quali 14,700 di carne fresca e soltanto
9300 di carne congelata.
Un esame della possibilità di accrescere la produzione
del bestiame da macello ci porterebbe in un altro campo che
        <pb n="10" />
        non è il nostro. Certo è però che un più esteso consumo dei
panelli da foraggio e di altri alimenti in sostituzione o ad
integrazione dei foraggi comuni ed una maggiore possibilità
economica dell’uso della motocoltura, anche elettrica, potrebbe
 dare un notevole incremento alla produzione del
bestiame da macello.
Come per la carne, così per le altre derrate alimentari
il problema dell’incremento della produzione è quanto mai
ldifficile e certo non di pronta soluzione.
L’intervento del Governo in questo campo può senza
dubbio essere utile; si tratta di predisporre ed attuare programmi
 complessi che valgano ad incoraggiare la. produzione
lasciando sempre che questa si svolga attraverso le private
iniziative. .
I risultati quindi non potrebbero aversi che a scadenza
più o meno lunga, mentre ora urge vedere come sia possibile
 agire per ottenere risultati, anche più modesti. ma più
immediati.

Si è già detto che un esame dell’organizzazione dei rifornimenti
 e della distribuzione delle derrate alimentari nei
diversi centri potrebbe porre in luce inconvenienti e difetti
di varia natura che contribuiscono a mantenere elevato e ad
accrescere lo scarto fra i prezzi all’ingrosso e quelli al minuto.
Molti di questi inconvenienti e difetti potrebbero essere
2liminati; le condizioni nelle quali si svolgono i numerosi e
complicati passaggi delle derrate alimentari dai produttori
ai consumatori verrebbero così migliorate ed i prezzi sarebbero
sottratti all’influenza di fattori anormali.
Ciò prescindendo naturalmente da qualsiasi idea di intervento
 anti-economico da parte dello Stato. Comuni od
altri Enti.
Si tratterebbe insomma di avere per ogni centro una visione
 esatta e completa di guel sistema di canali che permette
 l’affluenza delle derrate alimentari di largo consumo e
la successiva distribuzione fino al consumatore.
        <pb n="11" />
        ’ 1

Per ogni prodotto si dovrebbero seguire altresì le variazioni
 di prezzo nei successivi passaggi.
E tutto ciò non per giungere all’assurdo risultato di stabilire
 l’equo prezzo, ma per avere i dati e gli elementi di giuldizio
 necessari a migliorare, ove occorra, le condizioni nelle
quali si svolge tutta la serie di operazioni che portano le
derrate alimentari dai centri di produzione interni od esteri
a quelli di consumo.
Si avrà così la possibilità di suggerire al Governo un micliore
 ordinamento dei servizi ferroviari su alcune linee per
assicurare una più rapida affluenza delle derrate deperibili,
una modificazione in alcune tariffe di trasporto, una più
sfficace tutela delle merci in alcuni centri di smistamento, ecc.,
oppure proporre la modificazione nel funzionamento dei mersati
 in alcune città, l’ampliamento dei frigoriferi, la modificazione
 di alcune voci di dazio consumo, ecc.
E questo studio, che permetterebbe di porre in luce gli
nconvenienti da eliminare, dovrebbe essere il risultato di
una accurata inchiesta da compiersi in collaborazione fra
Camere di commeréio e Comuni con il più ampio appoggio e
le più ampie facoltà da parte del Governo.

Ed un’altra lacuna occorrerebbe colmare.
Con la riduzione delle spese facoltative da parte dei
Comuni e delle Provincie molti Uffici del lavoro, che svolgevano
 anche importanti funzioni di raccolta ed elaborazione
di prezzi e di altri dati statistici. sono stati ridotti o soppressi.


Spesso quindi, ed ora nuovamente lo constatiamo, mancano
 dati sicuri che permettano di seguire con sufficiente
esattezza l’andamento del costo della vita nei vari centri
T’Italia. Un lavoro di riassunto è poi, per varie ragioni, assolutamente
 impossibile. Occorre senza indugio eliminare
questa deficienza.

Ti Governo e le Autorità locali debbono avere sempre la
“onoscenza più esatta degli indici economici del nostro Paese
        <pb n="12" />
        e particolarmente di quegli indici che si riferiscono ai prezzi
ed al costo della vita.
Sembrerebbe perciò necessario disciplinare questa materia
 e disporre che le Camere di commercio, le quali per
prime in Italia stabilirono speciali uffici per 1a elaborazione
dei numeri indici, provvedano a sviluppare questo servizio e,
d’accordo con i Comuni, si pongano in grado di rilevare ed
alaborare anche i dati relativi ai prezzi al minuto ed al costo
della vita per tutte le città capiluogo di Provincia o che abbiano
 una popolazione superiore ai 50,000 abitanti. |
Dovrebbe essere concretato un sistema uniforme di
raccolta e di elaborazione che assicuri l’omogeneità dei risultati
 e permetta quindi la successiva unificazione alla
quale potrebbero provvedere le due Associazioni nazionali
dei Comuni e delle Camere di commercio. Nessuna spesa così
3raverebbe per questo servizio sull’Erario.

Riassumendo:
I prezzi all’ingrosso delle merci in generale e del gruppo
lelle derrate alimentari hanno in Italia un andamento non
jissitnile da quello che si rileva negli altri Paesi.
L'indice del costo della vita, il bilancio alimentare ed
| prezzi al minuto delle derrate alimentari in Italia mostrano,
per ora almeno, una tendenza all’aumento con scarti proressivamente
 crescenti rispetto ai prezzi all’ingrosso.
Concorrono a determinare l'aumento di questi scarti
cause d’indole generale (specialmente i maggiori oneri tributari
 e l’aumento dei. fitti dei negozi) e cause di carattere
particolare nei diversi centri (inasprimento delle tariffe daziarie
 comunali, dei tributi locali, ecc.).
All’infuori di ogni intervento vincolativo da parte
dello Stato o di altri Enti, può riuscire utile l’esame accurato,
 per ciascun centro e per le principali derrate alimentari.
 dei sistemi di rifornimento e di distribuzione.
Sarebbe così possibile rilevare e cercare di eliminare
pli inconvenienti che determinano maggiori spese e quindi
        <pb n="13" />
        £3

l’aumento dei prezzi al minuto e la sperequazione di detti
prezzi fra i vari centri {migliore organizzazione dei trasporti,
lei mercati, dei sistemi di conservazione delle derrate, ecc.).
Tale esame e la formulazione di concrete proposte
dovrebbero essere essere affidati alle Camere di commercio
2d ai Comuni.
Le Camere di commercio dovrebbero altresì sviluppare
 il proprio servizio di statistica allo scopo di fornire,
con il concorso dei Comuni, anche i dati relativi ai prezzi
al minuto ed al costo della vita nei vari centri.
Alla successiva elaborazione ed unificazione di questi
dati dovrebbero provvedere l’Unione delle Camere di commercio
 e l’Associazione dei Comuni sotto il controllo del
Governo in modo che questo possa avere maggiori e più
sicuri elementi per lo svolgimento della politica economica
 in relazione al costo della vita.
L’azione dello Stato, per quanto riguarda il costo
della vita, deve limitarsi a migliorare le condizioni generali
 nelle quali si svolgono la produzione ed i traffici.
Allo scopo di diminuire la sproporzione fra la produzione
 ed il consumo nazionale lo Stato, come consumatore,
deve cercare di pesare quanto meno è possibile sul mercato
nazionale delle derrate alimentari e ricorrere invece — sempre
 quando ve ne sia la convenienza economica — all’importazione;
 ciò specialmente per quanto si riferisce alla carne
per l’Esercito e la Marina.
Roma, 20 giugno 10922.

[1 PRESIDENTE
M. Cassin.

[L SEGRETARIO GENERALE
V. Ciucci, relatore.
        <pb n="14" />
        NUMERI INDICI DEI PREZZI ALL’INGROSSO IN ALCUNI STATI (merci in generale).
(Calcolati in base ai dati dell’Ufficio Statistica della Camera di commercio e industria di Milano).

VAESI

Novembre 1g22,

Dicembre a .

Gennaio 1923.

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

ITALIA {100}*

ITALIA (Milano) (125)*
{Camera di ommercio
di Milano}

FRANCIA (45) *

{Pachi)}

(Statistique générale
de la France)

ì novembre | novembre | novembre
= 10 19193 = 1 1913 = 100
913 ° 1922 = 100] 913 100 1022 = 100 9 3 IQg22 = 100

598, 65 1

100, — |

558, 22 1

100, —

246. 52

100, —

98. 18 |

92, 47

103. 56

96. 45

go. 20

108 62

96. 66

02, 02

[17.30

97. 64

nd. 48

122 68

98, 16

94. 88

121, 73

97. 59

(NGHILTFRRA (-}"

STATI UNITI (404}*

{Economist}

(Bureau of Labour
Statistics}

914 = 100]

nove e mbre
'ovembr {1913 — 100) Povemb:
1g22 = 100 1922 =100

166, 60

100, —

156, —

100, —

FOO, —

100, —

100, 48

IOO, —

102. IO

IO0, 64

102, 88

[OI, 92

103. 33

* Numero delle merci considerate,
        <pb n="15" />
        NUMERI INDICI DEI PREZZI ALL'INGROSSO E DEL COSTO DELLA VITA, ®

MESI

Novembre Ig22, .

Dicembre » ..

Gennaio 1923. .

Febbraio I

Marzo

Aprile

Maggio

PREZZI ALL'INGROSSO
delle merci in generale

(Bachi)

(Camera comm. di Milano} *

luglio 1920 |}
= 100

nov. 1922
= 100

' IgI3 = 100

93. 4
*# 508 22

Too. —
* TOO. —

RI

97. 27
92.47
96. 54
go. 20
97. 69
92, 02
98, 33
94. 48
98. 74
94. 48

sz

7, 37

PREZZI ALL'INGROSSO
delle merci in generale
ascluse le derrate alimentari

(Bachi)
Camera comm. di Milano) *

luglio 1g20
. 1
= 100 | nov. 122

* 1913 = 100

89. o1
* 547, 48

100, —
* I00. —

97. 85
* 95.93
97. 96
* 94. 38

98. 37
96, 31

98. 41
99. 05

98. 07
98, 98

96, 24

PREZZI ALL'INGROSSO
delle derrate alimentari
(animali e vegetali)
(Bachi)
(Camera comm. di Milano) *

luglio 1920
i o | «nov, r922
= 106

# 1923 = 100

112, 15
* 584. 63

"100, —
* 100 —

97. 90
* 96, 35

. 97. 10
# 92. 37
96, 70
* 93. 94
97. 63
* 95.77

99. 95
97, 26

x

97. go

COSTO DELLA VITÀ
{media di 21 città del Regno)

(Bollettino
di notizie economiche)

luglio 1920 | nov. rg22
= 300 = 100

120. 09

100, —

9g, 60

08, 21

98. 80

97. 06

37, 52
        <pb n="16" />
        NUMERI INDICI DEL’ COSTO DELLA VITA E DEI PREZZI AL MINUTO
DEI GENERI ALIMENTARI IN ALCUNI STATI. i

Calcolati in base ai dati dell'Ufficio Statistica della Camera di commercio e industria di Milano e del Bollettino di notizie economiche).

ITALIA
Milano}

FRANCIA |

(Parigi)

‘ SVIZZERA
(23 città)

REGNO UNITO

(630 città}

TESI

Novembre 1922, .

Dicembre » ..
Gennaio 1923. .
Febbraio x è

Marzo ‘

Aprile

Maggio

“osto vita

IOO0, —

99. 42

98. 98

97. 99

37. 91

37, 78

Nove generi
alimentari
Camera comm,
di Milano)

[OO —

97, 46

94. 66

g2. 16

93. 04

35.05

15. 63

Costo vita

LO0, —

IOI. 35

104, 05

106. 42

[0g, 45

Generi

alimentari

100, —

102. 70

104. 04

106. 40

108. 08

Costo vita

I[O00, —

100. 62

100, —

98. 75

{00. 62

Generi -

alimentari

I00. —

100. —
99. 35
98. 07

100,

Costo vita

100 —

98. 88

98. 33

97.77

97.77

Ceneri

alimentari

100, —

101. 13

99. 43

98. 29

97. 15
        <pb n="17" />
        NUMERI INDICI DEI PREZZI ALL'INGROSSO DELLE DERRATE ALIMENTARI, DEI PREZZI AL MINUTO DI NOVE
GENERI ALIMENTARI DI PRIMA NECESSITÀ, DEL BILANCIO ALIMENTARE E DEL COSTO DELLA VITA PER
LA CITTÀ DI MILANO.

VIESI

Novembre 1922, .

Dicembre » ..

rennaio 1923, .

Febbraio

Varzo

Aprile

Maggio

PREZZI ALL'INGROSSO
delle derrate alimentari
(animali e vegetali)
(Camera comm. di Milano)

IQ13 = roo

novembre
[g22 = 100 ]

548. 63

loo, —

96, 35

92, 37

33. 94

35. 77

37. 26

PREZZI AL MINUTO
di nove generi alimentari
di prima necessità

(Camera comm. di Milano}

media
[g12 = 100 |

novembre
Ig22 = 100

507, 58

100, —

97, 46

94. 66

92, 16

93. 04

95. 05

LI5. 63

BILANCIO ALIMENTARE

nuova serie

{Camera comm. di Milano}

luglio I
t920 = 100 '

novembre
1922 “= 100

rg, 13 |

100, —

99. 05

97. 78

96, 03

95. 77

36, 02

COSTO DELLA VITA

(Bollettino di notizie econom.)

luglio
1920 = 100 |

novembre
Iq22 = 100

120, 09

IGO, —

99. 42

98. 98

97, 99

97. 9I

97, 78
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      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>
