Con un vasto e paziente lavoro di ricerche mediante l'ausilio di molteplici
stat stiche indirette, Iraendo anche profitto dai dati del censimento del 1911 ed
3lla luce degli studi di Santoro, Tivaroni, Gini, Mortara, Coppola D'Anna e Golzio,
 abbiamo potuto ottenere, con un procedimento di valutazione sintetica, la presunta
 distribuzione regionale del prodotto netto privato italiano per la media
degli anni 1910-12, in lire del 1211.
Senza dubbio questa stima, oltre che presentare una precisione minore di
quella delle valutazioni relative al 1928 ed agli altri anni considerati, non
è rigorosamente confrontabile con le altre, per la incompleta omogeneità dei
dati; tuttavia i risultati conseguiti — non raggiungibili per altra via — possono
Dortare — se correttamente interpretati, — una chiara luce su un importante e
jibattuto oroblema che esamineremo nelle pagine sequenti.

2. — Un'analisi compleia dell’evoluzione. demografica della Sicilia — nei
suoi molteplici aspetti — ci condurrebbe troppo lontani dagli scopi che vogliamo
conseguire con questo studio ; tuttavia, per poter intendere e valutare esaltamente
 il significato di alcuni risultati che illustreremo nelle pagine che seguono, non
possiamo fare a meno di accennare brevemente ad alcune caratteristiche strutturali
 ed a quelle variazioni della popolazione siciliana che nel corso del tempo
sono apparse strettamente connesse allo sviluppo economico dell'Isola.
Le prime valutazioni della popolazione siciliana — non troppo arbitrarie ed
imprecise, ma fondate su particolari rilevazioni che, sebbene incomplete ed
assai lontane dalle forme moderne, possono offrire elementi preziosi per una seria
-icostruzione storica - risalgono, com'è noto, all'inizio del secolo XVI.
Sulla base di statistiche congetturali e delle rilevazioni dei fuochi sono state
compiute varie stime della popolazione dell'Isola, ad opera di diversi autori:
le successive valutazioni appaiono nella tavola XXVI insieme ai risultati dei
moderni censimenti {1}. .

{1} Il movimento della popolazione siciliana sarebbe risultato progressivo durante i secoli
juinto e quarto avanti Cr.; stazionario nel secondo secolo e poi decrescente. Ben scarso valore
uttavia possono avere le popolazioni attribuite dai vari autori all'Isola nelle diverse epoche
&gt;rima del X secolo d. C. Durante i secoli X e XI la popolazione siciliana — secondo i calcoli di
Airoldi, Amari, Palmieri, Maggiore Perni, ecc. — si sarebbe aggirata attorno ai 2 milioni di abitanti,
on lievi variazioni dovute a guerre interne, a persecuzioni dei cristiani, ad epidemie, ecc.
del secolo XII invece la popolazione avrebbe subìto notevoli sbalzi per le frequenti rivoluzioni.
Nel 1070 si sarebbero contati circa 1.900.000 abitanti, mentre alla morte di Guglielmo Il,
ossia nel 1189, la cifra si sarebbe assottigliata ad 1.750.000. | Normanni, per colmare il
vuoto arabo, fecero sì che colonie di commercianti italiani venissero è stabilirsi nell'Isola.
Durante il governo di Ruggero la popolazione rimase quasi stazionaria. Verso la fine del sec.
XII! la popolazione sarebbe scesa a 1.550.000 abitanti. Eventi naturali e fattori politici- influirono
sulla forte diminuzione: le stragi effettuate fra cristiani e musulmani, la presa di Catania ed
| successivo saccheggio, l'esodo dei mercanti pisani e genovesi, la peste in Palermo, le infezioni
 e carestie per l'invasione delle cavallette, le lotte fra svevi e angioini, la gravosità delle
mposte, determinata dalle esigenze della finanza pubblica per le continue guerre, ecc. Sul finire
jel XIV sec. la popolazione sarebbe diminuita ancora e calcolata, secondo i fuochi, circa 1.150.000
sbitanti. La continua diminuzione, durante il secolo XIV sarebbe stata sempre influenzate
jalle incessanti querre intestine e dalle pesti, fra le quali famosa rimase auella del 1347 che