Un semplice sguardo ai dati stimati o censiti di questa tavola consente di rilevare
 come, attraverso fluttuazioni più o meno intense ed irregolari, la popolazione
siciliana negli ultimi quattro secoli e mezzo si sia più che quadruplicata.
A dir il vero, la decisa tendenza generale all'aumento si è manifestata
soltanto nel XVII secolo -- dopo le molteplici vicissitudini del precedente periojo
 storico - e si è accentuata nel secolo XVIII.
| primi anni del secolo XIX sono stati abbastanza favorevoli ad un miglioamento
 delle disagiate condizioni sociali, economiche e politiche dell'Isola e
quindi allo sviluppo della sua popolazione, onde il numero degli abitanti sarebbe
stato stimato, per il 1814, pari a 2.023.000. Dopo il 1814 — a seguito della pertenza
 di circa 30.002 immigrati e 10.000 soldati inglesi — si è avvertita una diminuzione.
 Per qualche tempo la popolazione è rimasta poi stazionaria e varie volte
è stato proposto un censimento che — rinviato per molteplici cause — è stato
seguito anzitutto nella provincia di Trapani, e poi, dal 1829 al 1833, esteso
3 tutta l'Isola, con il nome di censimento del 1831. | dati — invero non troppo
salti — sono stati raccolti e riordinati dalla Direzione della Statistica Siciliana,
-ostituita a tale scopo nel 1832.

&gt;rovocò l'abbandono di molte attività commerciali ed agricole. Dopo la cacciata degli angioini
dalla Sicilia, la dominazione degli aragonesi avrebbe portato qualche vantaggio economico e
sociale. Così nei primi decenni del 1400 la popolazione dell'Isola si sarebbe aggirata attorno
ad 1.175.000 abitanti e verso il 1470 attorno ad 1.180.000. Ma al termine del XV sec. la popolazione
 sarebbe ridiscesa a circa 1.050.000, sopratutto a causa della peste del 1482-1483 {con 24000
morti) e della cacciata degli ebrei nel 1493, che produsse una emigrazione di circa 96.000
Jjomini. Comunque, le condizioni economiche della Sicilia durante il XV sec. migliorarono
sensibilmente ; le imposte furono ridotte e per i bisogni dello Stato si adottò il criterio della
/endita dei beni demaniali.
Dal sec. XVI le notizie sulla popolazione appaiono meno imprecise in quanto fondate su
3slcuni censimenti, sebbene si tratti di censimenti incompleti e con caratteristiche ben lontane da
quelle dei censimenti moderni. Nel 1501, secondo le rilevazioni dei fuochi — opportunamente
-ompletate mediante stime — sotto il Re Federico il cattolico la popolazione si sarebbe aggi--ata
 attorno a 1.018.000 ; nel 1548, sotto Carlo V, attorno a circa 1.010.000; nel 1570, con Re Fede-‘ico
 ll, sarebbe salita a 1.062.000; nel 1574, con Carlo D'Aragona a 1.098.000; ma nel 1583, con
Marco Antonello Colonna, avrebbe ripreso a scendere, toccando la cifra di 1.090.000; nel 1595, con
/icerè Olivares, sarebbe diminuita a 1.060.000; e nel 1597, con Giovanni Ventimiglia, a 1.048.000.
L'ammontare della popolazione del 1591 risentì in gran perte, l'effetto della peste che
3fflisse l'Isola, ed in particolar modo Messina e Siracusa, ed i fattori che influirono sulle va-‘iazioni
 della popolazione siciliana del XV! secolo furono molteplici.
la cacciata degli ebrei determinò nell'Isola un notevole peggioramento economico, ne
-isentirono notevolmente l'industria, il commercio ed il sistema monetario ; i fallimenti si succejettero
 paurosamente ed in breve l'isola languì nella miseria mentre i tumulti aumentarono per
3li abusi della dominazione straniera.
A queste condizioni politiche si aggiunsero i disastri naturali: la peste del 1523, che si
srolungò fino al 1530, l'eruzione dell'Etna nel 1539, i terremoti nella Val di Noto e Messina
nel 1542-44. Inoltre, le strade meal sicure, le coste infestate dai turchi e le campagne dai banditi,
:ontribuirono ad arrestare lo sviluppo economico e demografico dell'Isola.
Dopo questo periodo si ebbe una relativa stabilità e poi un aumento della popolazione
sino al 1574, anno in cui il Terranova fece eseguire un censimento che — nonostante le noteoli
 lacune — può essere ritenuto meno incompleto dei censimenti predetti.