se

tali provvedimenti quello che .ha manifestato particolare efficacia è costituito dalla
legge n. 32 dell'8 luglio 1948, riguardante l'abolizione della nominatività dei titoli
azionari delle nuove società aventi fini industriali.

4. — « L'interesse regionale — scriveva M. Pantaleoni nel 1891 — ha il suo
lato buono e molti lati cattivi; ma è innanzi tutto un fatto, e quindi tanto per
chi ne è contento quanto per chi ne piange, una stima possibilmente esatta
della forza economica delle varie regioni è talora un necessario istrumento di
polemica, talora un necessario criterio direttivo, ma sempre la spiegazione
principale che occorre dare a sè stesso di quello che avviene, e della misura
e del modo come avvenga».
All'epoca in cui venivano scritte queste parole, alla luce delle nozioni
reoriche prevalenti e secondo le modeste possibilità consentite dai dati statistici
disponibili in Italia, non si riteneva ancora di poter stimare il reddito di un paese
o di una regione con | moderni criteri e quando si parlava di forza o potenza
economica praticamente valutebile si alludeva, in generale, all'ammontare della
ricchezza intesa come valore dei patrimoni delle persone fisiche e giuridiche
componenti la collettività considerata. A quell'epoca fervevano, inoltre, le dispute
2 le polemiche sulla maggior o minor ricchezza e sulle diverse condizioni economiche
 delle’ varie regioni italiane, con particolare riguardo agli effetti della
politica economica e finanziaria del giovane Stato unitario.
Il Pantaleoni — fra i primi e più autorevoli — si occupò della ripartizione
 territoriale della ricchezza privata italiana nel quinquennio 1884-89 e
riuscì a stimare la ricchezza media per abitante di ciascuna regione in base all'ipotesi
 che la ricchezza delle varie parti. d'Italia fosse proporzionale alle tasse
pagate over le successioni {1}.

(1) Omettendo la Sardegna, egli ottenne i risultati dello specchio seguente :

REGIONI

Piemonte e Liguria
lombardia . . +
Veneto . . . .
Emilia
Toscana . . .
Viarche e Umbria. . .
Lazio «nen E Da
Napoletano . .
Sicilia

Ricchezza per
abitante

2,746
2,400
935
762
164
227
j,22z
1,333
1 471

«Non può dubitarsi — commentò l'insigne studioso — che in ordine di ricchezza per abitante,
le regioni presentino la seguente serie decrescente: Lazio, Piemonte e Liguria, Lombardia, Toscana,
Veneto, Emilia, Sicilia, Napoletano, Marche ed Umbria. È non può neanche, entro certi limiti, dubirarsi
 della distanza che corre tra le une e le altre in ordine di agiatezza. Tutto ci porta a ritenere,
che un piemontese sia in media due volte più ricco di un siciliano, che tra un toscano e un