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dei dati considerati ed i criteri di elaborazione non potessero ancora consentire
risultati molto attendibili e significativi {1}. -
Non vi è chi non veda, inoltre, che se assai discutibili sono risultati i
tentativi rivolti a determinare la ripartizione territoriale della ricchezza italiana,
ancor meno convincenti appaiono le conclusioni alle quali sono pervenuti i vari
autori sulla tendenza a variare, o meno, nel tempo della sperequazione economica
 Ira le diverse regioni italiane. Invero, basta considerare le seguenti
parole del Savorgnan — che esprimono un concetto tuttora diffuso tra statistici
ed economisti — per comprendere anche l'inadeguatezza dei criteri e dei procedimenti
 applicati per misurare tale tendenza. « Allo scopo di vedere se la sperequazione
 vada aumentando o scemando nel corso del tempo, sarà d'uopo
determinare quele sia la variabilità della ricchezza media. Se questa variabilità
andrà crescendo, sarà aumentata anche la sperequeazione, e viceversa».
Ma la tendenza a variare nel tempo della sperequazione economica tra
diverse regioni è un concetto ben diverso da quello di variabitità statistica intesa
 secondo l’accezione più comune. A parte il fatto che una semplice tendenza
 all'aumento proporzionale della ricchezza media di tutte le regioni considerate
 può fer aumentare — a perità di altre condizioni — qualunque indice
di variabilità assoluta, per poter adeguatamente misurare, in generale, la tendenza
suddetta occorrerà tener conto nella graduatoria della posizione di ogni regione
nei riguardi delle altre — ad un tempo determinato — e delle variazioni della
ricchezza media delle singole regioni in un tempo successivo rispetto ai corrispondenti
 valori della ricchezza media del tempo precedente.
| semplici indici di variabilità — assoluta o relativa — come quelli tuttora in
uso, non possono cogliere un ordine delle diverse regioni, nè le variazioni dei
valori di ciascuna regione rispetto a quelli corrispondenti di un tempo poprecedente.

Comunque il calcolo assai grossolano della ricchezza privata ha dovuto
ben presto cedere il passo alle moderne stime — assai più importanti sotto
molteplici aspetti — del reddito collettivo.
Il miglioramento delle rilevazioni statistiche, lo sviluppo della teoria economica
 e nuovi metodi di elaborazione, hanno consentito in questi ultimi
anni di ottenere varie stime, più o meno approssimate. del reddito nazionale anche
del nostro paese. |
A rigore le numerose stime del reddito italiano — eseguite per il passato con
criteri e procedimenti assai diversi una dall'altra — non sono generalmente confrontabili
 e bisogna riconoscere che le stime del Vinci per il 1938 e quelle più recenti
dell'Istituto Centrale di Statistica per il 1938 e per i singoli anni 1947, 1948, 1949

(1) Basterà considerare che se, in generale, opera vana poteva apparire la valutazione della
ricchezza privata delle varie regioni con il vecchio metodo dell'intervallo devolutivo, ben
lieve progresso rappresentava la ricerca della ripartizione percentuale dell'ignota ricchezza
complessiva fondata sulle ipotesi, assunte dal Gini e dal Savorgnan : 1) che l'intervallo devolutivo
ed il coefficiente di evasione fossero gli stessi per tutte le regioni e che 2) per tutte le regioni
fosse uquale l'influenza dei contratti tra vivi e delle variazioni della ricchezza privata.