Ne

c) Nel movimento di tendenza così delineato possono essere individuati
cinque periodi con caratteristiche ben distinte.
La prima fase di sviluppo è interrotta da un decennio di depressione, alla
fine dell' 800. Ad esso segue un periodo di sviluppo, che non ha riscontro ne-3li
 anni successivi tanto per il prodotto industriale medio per abitante, che raddoppia
 in poco più di dieci anni, quanto per quello agricolo che aumenta di
circa 20°. la prima guerra mondiale interrompe bruscamente questa ascesa,
così che trascorrono dieci anni prima che il prodotto medio individuale si porti
sopra la linea di tendenza.
Questa fase di ripresa, che ha il suo massimo nel 1928-29, è determinata
Jjallo sviluppo della produzione industriale, ed è interrotta dalla crisi mondiale.
Nell'ultimo quinquennio il prodotto netto per abitante si risolleva con evidente
 difficoltà nonostante l'ulteriore incremento della produzione industriale,
‘anto da non raggiungere il massimo toccato prima della crisi 1930-33.
Il secondo conflitto mondiale ha trovato l'economia del nostro paese in
Jn momento molto delicato e nel quale la tendenza all'aumento della popolazione
 supera quella del reddito.
di È molto significativo un confronto fra lo sviluppo del commercio estero
taliano e quello del reddito.
Sino al 1900, tanto le importazioni che le esportazioni, si mantengono ad
Jn livello molto basso e non presentano una tendenza all'aumento. Questa apsare,
 invece, accentualissima negli anni successivi. Negli anni della guerra mondiale
 le importazioni si accrescono, e le ragioni sono intuitive, in modo enorme;
ma, a prescindere da questo periodo eccezionale, la tendenza all'aumento, in
maggior misura per le importazioni, ma anche per le esportazioni, è pressochè
continua sino allo scoppio della «grande crisi», .
Il periodo seguente è dominato, anche superata la depressione del 1930-34,
 da circostanze eccezionali per il nostro paese (conflitto etiopico, sanzioni,
politica di autosufficienza, ostacoli internazionali al commercio estero, approvvigionamenti
 di Stato ed a fini militari, ecc}; così che lo sviluppo del commercio
estero, che aveva presentato incrementi più rapidi di guanto non si sia rilevato
pEr il reddito, appare arrestato ».
Insomma, l'indagine — necessariamente non molto effinata — del Golzio,
insieme ai risultati — ancorchè imprecisi — del Coppola D'Anna ed alle valutazioni
 per gli anni del recente dopoguerra, dell'Istituto Centrale di Statistica, costituiscono
 un complesso di deti sufficienti per ottenere una visione — sia pure
imprecisa nei minuti particolari — dell'andamento del prodotto netto nazionale
dai primi anni di vita del Regno d'Italia. ai giorni nostri.
E per quanto concerne la ripartizione territoriale del prodotto netto privato
italiano quali elementi si posseggono ?
Le enormi difficoltà teoriche e pratiche che si incontrano nel voler determinare
 con sufficiente approssimazione il reddito delle singole regioni; hanno
sinora impedito calcoli di tal genere, se si prescinde dal notevole saggio del
De Vita sul reddito regionale del 1928 che, tuttavia, è stato condotto con criter
ali che i risultati non sono a rigore confrontabili con quelli ottenuti dall'Istituto