Centrale di Statistica -- sulla base di nozioni meno imprecise — con il calcolo
del reddito nazionale del 1938. |
in generale, la' distribuzione territoriale dei redditi in Italia ha formato
5ggetto di ricerche particolari sulla base di statistiche indirette e per lo più di
carattere finanziario.
Così, ad esempio, numerosi studi sono stati fatti sull'intensità e sulla variazione
 della disuguaglianza regionale dei redditi di ricchezza mobile di categoria
B e C, dei redditi medi imponibili dei fabbricati e di ricchezza mobile, per articoli
di ruolo e per abitante, (1) ecc.
* appena il caso di osservare, tuttavia, che se queste indagini — fondate su
particolari statistiche finanziarie — non possono risultare sufficientemente significative
 ai fini della determinazione del reddito delle singole regioni, è anche vero
che, a rigore, impossibile appare un'esatta determinazione di tale reddito, qualora
si consideri che ogni regione non può, logicamente, essere avulsa dal complesso
nazionale di cui fa parte. Basta pensare alla congiunzione dei prodotti e dei
servizi nello spazio per convincersi dei pericoli che sorgono qualora si vogliono
 applicare alla stima dei presunti redditi regionali, criteri e procedimenti
validi per il calcolo del reddito dell'intera Noazione.
Anzitutto, in generale, il. prodotto netto di una regione non può essere
considerato quale reddito vero e proprio di quella regione, poichè le due
quantità possono coincidere solo eccezionalmente. Quasi sempre non si conoscono
 i dividendi e gli interessi, attivi e passivi, dei capitali stranieri o di allre
regioni investiti in ciascuna regione e viceversa; così pure, in generale, non si
posseggono dati sufficienti per valutare i trasferimenti di redditi che avvengono
mediante imposte prelevate in una regione ed erogate in un'altra, per calcolare
l'imposizione indiretta sui beni prodotti in altre regioni ed importati, e così via.
Un'altra circostanza che ha un peso sensibile nella determinazione del
presunto reddito regionale, riguarda l’attività della Pubblica Amministrazione,
quale produttrice di beni e di servizi. Non vi è chi non veda poi le difficoltà
pratiche che sorgono qualora si voglia tentare di stabilire il bilancio economico
vero e proprio di una regione, ossia l'uguaglianza tra il reddito da una parte e la
somma dei consumi e del risparmio — o dei consumi e degli investimenti — dall'altra.
A dir il vero, il calcolo meno complesso, con riferimento alle singole regioni,
 e che può consentire — entro limiti praticamente accettabili — una sufficiente
 approssimazione alla realtà, è il calcolo del prodotto netto privato (2).

{1) La differenza semplice media, ad esempio, calcolata dal De Vergottini per le serie dei
-1umeri indici del reddito medio per articolo di ruolo dei vari compartimenti — posto uguale a
100 il reddito medio nazionale — per l'anno 1894 è risultata uguale a 19,4 per la categoria
3 ed a 18,6 per la categoria C, mentre per l'anno 1922 ha assunto, rispettivamente, i valori
30,8 e 35,7.
(2) A. Giannone, illustrando alcune considerazioni sulla possibilità di costruire un bilancio
economico regionale con particolare riguardo alla Sicilia, è pervenuto alle seguenti conclusioni:
a La costruzione del bilancio economico è basata sulla eguaglianza tra prodotto netto più
interessi e dividendi sui capitali investiti all'estero più eventualmente le rimesse degli emigrati.