espressi in lire a potere di acquisto costante, sarebbero aumentati entrambi, ma
il primo in proporzione assai maggiore del secondo.
Questi risultati apparirebbero in contrasto con l'opinione di molti che nel
1928 il reddito privato italiano sia stato inferiore a quello del periodo — di
relativo benessere — precedente il primo conflitto mondiale.
Ma è facile rendersi conto che tale opinione errata discende dal fatto, che
i più, anzichè riferirsi al concetto di prodotto netto, intendono valutare il grado
di benessere economico facendo riferimento — più o meno consapevolmente —
al potere di acquisto della moneta e dei salari reali, senza considerare l'enorme
aumento che ha presentato, nel nostro paese, il volume della produzione dei
beni e dei servizi, (1) dagli anni prebellici al 1928.
È interessante aggiungere poi che — sempre nell'ipotesi che le nostre

(1) Il Mortara, pur senza procedere a calcoli molto dettagliati, ha potuto concludere quanto
segue :
« Se consideriamo il reddito nazionale come un complesso di beni e di servigi prodotti,
svincolandoci così dalla valutazione monetaria di essi, come della ripartizione tra le singole
aziende, potremo abbastanza facilmente rispondere alla domando:
Il reddito nazionale italiano nel 1928 è maggiore o minore che nel 1913 ?
Supposto che la proporzione fra il prodotto lordo e il reddito sia rimasta presso 8 poco
la medesima nelle varie forme di produzione, passando in rassegna le principali categorie di
beni e di servigi che concorrono a costituire il reddito nazionale, potremo formarci un'idea
del senso in cui questo ha variato.
Quella parte del reddito nazionale che corrisponde alla produzione di beni materiali, e
che può essere espressa in unità fisiche di tali beni, è certamente aumentata.
Si riscontra, infatti, aumento nella massima parte delle produzioni agrarie, forestali e
zootecniche. | diversi prodotti del sottosuolo hanno avuto vicende diverse, ma nell'insieme la
produzione delle miniere e delle cave è aumentata. Sul prodotto della caccia, d'altronde di
trascurabile importanza economica, mancano notizie; it prodotto della pesca è aumentato.
La produzione di energia elettrica è qrandemente aumentata ; minor aumento ha segnato
la produzione del gas.
Tra le industrie trasformatrici di materie prime, alcune hanno diminuito la loro attività o
l'hanno mantenuta stazionaria, ma la meggior parte hanno accresciuto la loro produzione, e
ai vecchi prodotti si sono aggiunti nuovi prodotti di nuove industrie.
Venendo ora ai servizi reali e personali, non v'ha dubbio che la quantità dei trasporti e
degli scambi di merci sia fortemente aumentata; che si siano estese le operazioni di credito,
di assicurazione, ecc.; che quasi tutte le varie forme di attività costituenti servigi non concorrenti
 direttamente alla produzione di beni materiali, abbiano assunto più largo sviluppo.
La accresciuta quantità delle abitazioni costituisce un indice dell’aumentata estensione del
servizio che esse rendono.
Taciamo della produzione di altri beni e servigi, di minor conto, le cui vicende non
altererebbero i'impressione d'insieme che si riceve dalla precedente analisi. È crediamo di
poter concludere che se si valutassero alla stessa stregua i beni ed i servigi prodotti in Italia
‘el 1913 e quelli prodotti nel 1928 si riscontrerebbe un notevole incremento della somma dei
valori così calcolati, dalla prima alla seconda epoca.
Ma questa somma non rappresenta ancora il reddito nazionale: bisogna aggiungere ad
essa la differenza tra la somma del redditi percepiti da aziende italiane che corrispondono al
valore di beni o servigi prodotti all'estero, e la somma di redditi percepiti da aziende estere
che corrispondono al valore di beni e di servigi prodotti in Îtalia : redditi che supponiamo
di poter valutare con criterio identico nel 1913 e nel 1928. Tale differenza era certamente po-