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zione il 35,40 per cento nel 1928 ed il 32,07 per cento nel 1938, del prodotto
"etto privato —- comprese le duplicazioni e le omissioni — ed è salito a 40,13
nel 1947 — per la diminuzione relativa del prodoîto netto di altre categorie
di altività economica — per poi scendere à 39,03, 34,55 e 32,88 negli anni
successivi.
Per la Sicilia, invece, non si è verificato un sensibile aumento della percentuale
 del 1947 rispetto a quella del 1938 ed anzi si può dire che, in tutti gli anni
considerati, la percentuale di prodotto netto privato dell'Isola spettante all’agricolura
 si sia aggireta attorno a 47 - 49.
Riguardo alle altre categorie di attività economica, si rileva una — sia pur
lieve — maggior percentuale di prodotto netto delle miniere e cave in Sicilia rispetto
 al complesso della nazione — nonostante la fortissima caduta del recente
jdopoguerra — e di contro una minor percentuale di prodotto netto spettante
all'industria edilizia, all'industria elettrica, gas e acqua e, soprattutto, all'industria
manifatturiera.
Per i Irasporti e le comunicazioni, le percentuali di prodotto netto privato
della Sicilia sarebbero apparse, invece, lievemente inferiori a quelle corrispondenti
 dell'intera nazione degli anni 1928 e 1938, ma superiori negli anni post-bellici,
però con decisa tendenza convergente.
Le percentuali di prodotto netto della Sicilia corrispondenti al commercio —
-on il credito e le assicurazioni — ai fabbricati ed ai servizi sono risultate —
se sì fà eccezione per i servizi del 1938 — sempre maggiori delle analoghe
sercentuali dell'intera nazione (1).
Raggruppando le percentuali di prodotto netto privato in Ire grandi categorie
 : 1) agricoltura e foreste {con zootecnia e pesca), 2) industria e trasporti,
3) altre attività economiche, si ricavano i dati delle Tav. XXIl e XXIII, rispettivamente
ver l'Italia e la Sicilia. Da queste percentuali raggruppate appare ancor più chia--amente
 la diversa struttura economica dell'Isola nei confronti di quella della
+azione nel suo complesso. La percentuale di prodotto netto italiano. spettante
all'industria ed ai trasporti, ha palesato una decisa tendenza all'aumento da 38,01
nel 1928 a 46,27 nel 1950, mentre l'analoga percentuale siciliana, in corrispondenza
 degli stessi anni, è passata attraverso qualche fluttuazione da 22,72
a 27,75. Ciò significa che la percentuale di prodotto netto privato siciliano dell'industria
 e dei trasporti nel 1950 è risultata assai più bassa di quella corrispondente
 nazionale di quanto sia apparsa nel 1928.
È appena il caso di aggiungere poi che il vero grado di industrializzazione
 — inteso nel suo moderno significato — della Sicilia, nei confronti di quello
dell'intero paese, è assai minore di quanto possa apparire da queste percentuali
di prodotto netto, poichè è ben noto il fatto che nelle percentuali dell'Isola è
compresa una maggior proporzione di prodotto netto dovuto ad attività artigiana
e di piccole industrie.

{1) Considerando distintamente le tre attività economiche: commercio, credito e assicurazione,
 la percentuale di prodotto netto spettante a quest'ultima risulterebbe per la Sicilia senibilmente
 minore dell'analoga percentuale riguardante il complesso della nazione.