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j'Italia abbia manifestato nel tempo una tendenza ad aumentere od a diminuire.
Purtroppo — come abbiamo già osservato — per epoche anteriori al 1928,
il materiale statistico troppo scarso non consente di eseguire stime analitiche —
sufficientemente attendibili e confrontabili con quelle degli anni successivi — del
prodotto netto privato delle singole regioni italiane. Tutto ciò che è possibile
ottenere è rappresentato dalla stima sintetica del presunto prodotto netto privato
+azionale attorno al 1911 e dalle ripartizione — mediante l'indice composto cui
abbiamo fatto cenno — di questo prodotto netto fra le verie regioni italiane,
secondo le circoscrizioni territoriali al censimento del 1911.
A rigore le valutazioni così ottenute non si possono considerare confronabili
 con quelle — ben più analitiche — del 1928. Tuttavia, giovà osservere che,
ancorchè la stima del valore del prodotto netto nazionale del 1911 sia affetta
da notevole errore, purchè risulti sufficientemente corretto il criterio di riparto
di questa stima Ira le varie regioni, sarà sempre lecito confrontare i rapporti
alla media nazionale del 1911 dei valori del prodotto netto privato per abitante
jelle singole regioni con i corrispondenti rapporti del 1928 (1).
il confronto poi sarà ancor più giustificato qualora ci si proponga non
‘anto di valutare l'ordine di grandezza di questi rapporti, quanto di accertare la
‘endenza nel tempo all'aumento o alla diminuzione dei rapporti stessi, poichè,
in tal caso, anche sensibili errori nelle quote di riparto Ira le regioni del prodotto
 netto nazionale, non potranno modificare i risultati, se le quote del 1911
e, rispettivamente, quelle del 1928 corrispondenti alle stesse regioni, saranno affette
 da errori di proporzione tali che i loro rapporti siano tendenzialmente esatti.
Sulla base di queste ipotesi potremo allora confrontare - sempre s'intende
con le necessarie riserve — i rapporti al valor medio nazionale del 1911 dei
valori del prodotto netto privato medio per abitante di ciascuna regione con i
corrispondenti rapporti del 1928. Potremo quindi confrontare gli indici dell'ultima
colonna della Tav. XXIV con gli analoghi indici della Tav. XII.
Si rileva immediatamente che anche nel 1911 il Piemonte, la Liguria e la
Lombardia rappresentavano le tre regioni italiane con il più alto prodotto netto
medio per abitante e che la Calabria appariva pur sempre la regione più povera.
 Tuttavia, il prodotto netto medio più. alto proveniva dalla Liguria, anzichè
dal Piemonte, e la Lombardia — nell'ordine — occupava il secondo posto, invece
del terzo (2).

{1} S'intende che nell'interpretazione dei confronti occorrerà tener presenti anche le notevoli
sariazioni territoriali avvenute in alcuni compartimenti dal 191} al 1928. Così, ad esempio, —
&gt;rescindendo dalla Venezia Giulia e dalla Venezia Tridentina che alla prima data non figuravano
ra le regioni italiane — non si può ignorare che dal 1911 al 1928, il Veneto ha avuto un aumento
ji superficie di circa 900 km*, l’Emilia di 1.400 km? ed il Lazio di oltre 5.000 km*, mentre la Tosca-+8,
 l'Umbria, gli Abruzzi e Molise e la Campania hanno subito riduzioni territoriali, rispettisamente,
 di circa km? 1.200, 1.100, 1.100 e 2.700.
12) Senza dubbio il 1911 risentiva ancora, in perte, l'effetto della situazione esistente mezzo
secolo prima, quando la liguria entrò a far parte dello Stato italiano con un prodotto medio
&gt;er abitante che — date le condizioni di floridezza economica della Regione — era notevolnente
 maggiore di quello di tutte le altre regioni d'Italia.