Ma interesse ben maggiore presenta il fatto che i rapporti alla media
nazionale dei valori del prodotto netto per abitante di tutte le regioni dell'Italia
centrale, meridionale e insulare, nel 191] sono apparsi più alli dei corrispon-Jenti
 rapporti del 1928.
Considerando le tre grandi ripartizioni territoriali, si avverte che, mentre
il prodolto netto per abitante dell'Italia settentrionale rapportato alla media dell’intera
 nazione, è passato — in percentuale — da 120,93 nel 1911 a 121,94 nel
1928, gli analoghi rapporti percentuali dell’Italia centrale e dell’Italia meridionale
&gt; insulare sono scesi da 106,90 a 101,38 e, rispettivamente, da 72,28 a 69,50.
È forse superfluo osservare, infine, che i valori estremi dei rapporti alla
nedia nazionale dei prodotti medi regionali, erano rappresentati nel 1911 da
33,79 per la Calabria e da 143,38 per la liguria e, nel 1928, da 59,43 sempre
per la Calabria e da 155,63 per il Piemonte. E poichè per tutte le regioni si
sarebbe verificato una chiara tendenza all'aumento del prodotto netto privato —
espresso in lire a costante potere di acquisto — sembrerebbe lecito ritenere che
dal 1911 al 1928, attraverso un aumento generale del prodotto netto, la sperequazione
 economica fra le regioni italiane del Centro — Meridione e quelle
‘ndustriali del Settentrione, fosse aumentata (]}.
Nelle pagine seguenti introdurremo un criterio adeguato per misurare
e variazioni nel tempo deila sperequazione economica fra le diverse regioni;
comunque, per ora passiamo ad esaminare i risultati delle stime relative al 1938,
che figurano nella Tav. XIII.
Un rapido sguardo alle percentuali di prodotto netto delle singole regioni
consente di rilevare che la Lombardia è la regione che anche nel 1938 ha
5ortato il maggior contribuio al prodotto netto privato nazionale e la Lucania
è quella che ha portato il contributo minore; tuttavia la percentuale di prodotto
‘etto della prima è aumentata rispetto al 1928, mentre la percentuale di auest'ulima
 è diminuita.
Ma non soltanto la percentuale della Lombardia, bensì anche quelle delle
3sltre due regioni industriali del Settentrione — il Piemonte e la Liguria — sono aumentate
 dal 1928 al 1938, mentre sono discese le percentuali di prodotto netto
privato di tutte le regioni meridionali e insulari.
Se si considerano le grandi ripartizicni terriloriali si osserva, pertanto, un
sumento del prodotto netto dell’Italia settentrionale da 58,04 nel 1928 a 58,71
"el 1938 ed una contrazione da 24,35 a 23,56 per l'Italia meridionale e insulare.
Queste variazioni delle percentuali di distribuzione regionale del prodotto
netto dell'attività privata italiana sono da attribuirsi in gran perte all’accrescimento
della produzione industriale verificatosi dal 1928 al 1938, soprattuto quale effetto
jella politica autarchica e protezionista dello Stato.
A seguito; inoltre, del diverso accrescimento demografico delle varie regioni,
nel 1938 le differenze fra il prodotto netto medio per abitanta delle regioni

{1) Naturalmente qui si fa sempre riferimento soltanto a quell'espetto della sperequazione
economica che si riflette nei rapporti, alla media nazionale, dei prodotti netti privati per abitante
Jelle singole regioni.