ndustriali del Nord e quello corrispondente delle regioni del meridicne e delle
sole, si sono accentuate. È tali dijferenze si sono accresciulte al punto che le
variazioni assolute del prodotto netto medio per abitante dal 1928 al 1938 hanno
&gt;resentato per le regioni settentrionali tendenze opposte a quelle delle regioni
del Centro-Sud. Infatti, considerando le tre grandi ripartizioni geografiche, si
5sserva che, mentre il prodotto netto privato per abitante dell'Italia Centrale è
passato da 2726 lire nel 1928 a 2656 nel 1938 e quello dell’Italia meridionale
e insulare è sceso da 1869 lire a 1779, il prodotto medio dell'Italia settentrionale
 è salito da 3279 a 3365.
Posto uguale a 100 .il prodotto netto medio nazionale, gli indici del prodotto
 netto regionale per abitante sono risultati uguali, rispettivamente, a 125,75
&gt;er il settentrione ed a 99,25 e 66,48 per il centro e per il meridione e le
isole e, mentre l'indice della Calabria è sceso a 54,56, quello del Piemonte è
salito a 165,32. In altri termini, nel 1938 il prodotto netto privato per abitante
della regione italiana relativamente più ricca risultò superiore al triplo di auello
della regione più povere.
Per il 1939 ed il 1940, non conoscendosi i valori del prodotto netto privato,
on è possibile accertare con sufficiente grado di attendibilità le condizioni realive
 delle varie regioni italiane; tuttavia, gli elementi che si posseggono sono
‘ali da giustificare la convinzione che assai probabilmente in tali anni le distanze
sconomiche fra il Nord ed il meridione si siano ulteriormente accentuate.
Non vi è dubbio che l'intensificazione dell'attività industriale delle regioni
settentrionali, determinata. dalle inderogabili necessità della guerra, abbia contribuito
 — insieme agli altri molteplici fattori connessi agli eventi bellici — ad accrescere
 la già grande differenza di potenzialità produttiva fra le regioni settentrionali
 e quelle dell’Italia meridionale e insulare.
È un fatto che nel 1947 — come appare dai dali della Tav. XIV — la ripartizione
 regionale del più basso prodotto netto privato dell'intera Nazione è
-isultata non molto diversa da quella del 1938, ma la sperequazione economica
fra- Nord e Sud è aumentata ancora.
Invero, pur essendo diminuite le percentuali di prodotto netto privato del
Piemonte e della Liguria ed aumentate quelle di alcune regioni del meridione,
il diverso accrescimento demografico ha condotto ad una contrazione del rapsorto
 tra il prodotto netto privato per abitante dell’Italia meridionale e insulare
a la media nazionale, e ad un ulteriore aumento dell’analogo rapporto del prodotto
 netto medio del settentrione.
Doste uguali a 100 le medie nazionali del 1938 e, rispettivamente, del 1947,
gli indici del prodotto netto per abitante sono passati da 125,75 a 129,34 nell’1-talia
 settentrionale, da 99,25 a 102,37 nell'Italia centrale e da 66.48 a 63.21 nel
meridione e nelle isole.
Occorre avvertire, tuttavia, che questi indici del prodotto netto privato per
abitante, riferentisi ai confini territoriali degli anni considerati, risentono anche
l'influenza delle differenti ripercussioni della guerra. In realtà, dal 1938 al 1947,
gli indici del Piemonte e della Lombardia hanno subito una lieve diminuzione,
mentre quelli della Calabria hanno palesato un leggero aumento.