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del prodotto netto degli Abruzzi e Molise, delle Puglie, della Lucania e della
Calabria — grazie al miglioramento della Sardegna, della Campania e, soprattutto,
della Sicilia.
Se osserviamo, ancora una volta, i dati relativi alle tre grandi ripartizioni
territoriali rileviamo che dal 1949 al 1950 le percentuali di prodotto netto privato
nazionale sono lievemente diminuite da 59,51 a 39,47 nel settentrione, sono
scese da 18,23 a 17,97 nell'Italia centrale, e sono risalite da 22,26 a 22,56 nel
meridione e nelle isole.
Eliminando l'influenza del diverso accrescimento demogreafico, gli indici
sercentuali — con base la media nazionale — del prodotto medio per abitante
passano, rispettivamente per le tre suddette ripartizioni territoriali, da 133,59 a
133,87, da 99,81 a 98,37 e da 59,86 a 60,47.
Se ora, per altro aspetto, vogliamo confrontare le variazioni del prodotto
netto privato delle singole regioni rispetto al 1938 — a costante potere di acquisto
 della moneta — possiamo Irasformere i valori delle varie stime, dal 1928
al 1950, .in lire del 1938 ed ottenere i dati della Tev. XVIII e della Tav. XX, riguardanti,
 rispettivamente, le distribuzioni annue fra le varie regioni dei valori,
in lire del 1938, del prodotto netto privato nazionale, e le corrispondenti medie
per abitante. -
| numeri indici della Tav. XIX pongono in luce il diverso ritmo di ripresa
economica delle varie regioni italiane, dopo la fine dell’immane conflitto. Si
-ileva, infatti, che nel 1950 tutte le regioni dell'Italia centrale e settentrionale —
esclusa la Venezia Giulia a causa della riduzione di lerritorio — avevano già
raggiunto e superato il prodotto netto del 1938, mentre fra le regioni dell'Italia
meridionale e insulare, soltanto la Sardegna, la Calabria e gli Abruzzi e Molise
svevano decisamente superato il valore — in verità assai basso — del prodotto
netto del 1938. E se la Lucania e le Puglie oscillevano già attorno: al valore
prebellico, la Campania e la Sicilia. rimanevano ancora al disotto.
Giova rilevare che la Lombardia nel 1948 aveva già conseguito un prodotto
netto privato — espresso in lire a costante potere di acquisto — lievemente superiore
 a quello del 1938, e nel 1950 presentava l'indice più alto, pari a 113,11.
Considerando le Ire grandi ripartizioni geografiche si nota che, negli anni
dal 1947 in poi, gli indici di variazione del prodotto netto privato regionale, in
ire del 1938, sono apparsi — rispetto ai corrispondenti indici del complesso della
nazione — maggiori nell'Italia settentrionale e centrale e minori nell'Italia meridionale
 e insulare.
Invero, mentre gli indici nazionali sono saliti da 86,09 nel 1947, a 91,88
nel 1948, a 93,92 nel 1949 ed a 104,10 nel 1950, quelli del meridione e delle
sole sono scesi da 85,26 nel 1947 a 84,67 nel 1948, per risalire poi ad 88,72
nel 1949 ed a 99,68 nel 1950.
Ma se si elimina l'influenza dello sviluppo della popolazione e si passa
ad esaminare il prodotto netto privato per abitante negli anni considerati — in
lire del 1938 — di ciascuna regione, si rileva che soltanto alcune regioni dell'|-‘alia
 settentrionale avevano superato nel 1950 il livello del 1938.
Gli indici di variazione del prodotto netto privato nazionale per abitante