I PRODOTTI REIMPIEGATI

l - Come mezzi produttivi

In base alle superfici nonchè alle produzioni accertate o stimate, di
cui ai prospetti 15 e 16, si sono computate le quantità complessive dei
prodotti destinati alle semine in relazione alle quantità unitarie mediamente
 occorrenti per ettaro coltivato.
Oltre alle sementi, che costituiscono il reimpiego di gran lunga più
rilevante dei prodotti diretti del suolo, si è conteggiato anche il legname
da lavoro e da ardere reimpiegato nel processo produttivo: il primo in
ragione del 5 % della produzione totale per il 1938 e del 10 % per gli
anni 1949 e 1950, in dipendenza dei maggiori lavori postbellici di manutenzione
 di alcuni capitali fissi; il secondo, in ragione del 15 %.
Omessa la determinazione del letame e del lavoro animale reimpiegati
 pressochè per intero nel processo produttivo (stante, come si è già
detto, la difficoltà di un siffatto accertamento), si è passati a stimare il
quantitativo di uova destinato alla formazione delle cove: poichè annualmente
 si rinnova il 35 % circa del pollame esistente e poichè, fra nascite
mancate e morti premature nelle successive fasi d’incubazione e d’allevamento,
 occorrono circa tre uova per ogni allievo, il predetto quantitativo
 è stato calcolato in 1.170.000 pezzi per il 1938, 960.000 pezzi per
il 1949 e 1.050.000 pezzi per il 1950.
Nel prospetto 22 sono riassunti i prodotti reimpiegati nel processo
produttivo come mezzi di nuova produzione.