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Per la ponderazione fra bestiame macellato e allevato, intendendo
per quest’ultima sia l’incremento del patrimonio zootecnico che il bestiame
da allevamento venduto, si è considerato che il bestiame allevato sia il
20 e 25 7% circa della produzione carnea per i bovini, rispettivamente
per il 1938 e il 1949-1950, e il 10 % circa per i suini.
Analoghi criteri sono stati seguiti per ovini e caprini ed equini.
Nel caso delle mele, pere, pesche, fagiuoli freschi, ecc., si è consìderato
 che i due terzi almeno sono di qualità « comune » e un terzo
« scelta » (oltre lo scarto) e che i relativi prezzi del mercato ortofrutticolo
all’ingrosso vanno diminuiti di una congrua spesa per il trasporto dal
luogo di produzione al mercato.