«Si stanno raccogliendo i primi frutti dell’azione intrapresa e si
è convinti che nelle successive rilevazioni, il prodotto netto agricolo-forestale
 sarà progressivamente superiore.
«In ogni caso deve. essere continuata un’azione perseverante per
migliorare ed aumentare il patrimonio zootecnico. Non possiamo e non
dobbiamo dimenticare che nel 1938, nel famoso periodo della battaglia
del grano, il tornaconto economico per la coltura del frumento prese
il sopravvento su quello dell’allevamento del bestiame. Non dobbiamo
dimenticare inoltre che nello stridente contrasto, specialmente il montanaro
 bresciano diminuiva allora talmente il patrimonio zootecnico da
costringerlo a vendere ed esportare il fieno che veniva in parte trasferito
in Svizzera. In quella Nazione, con fisionomia alpina analoga alle nostre
valli, dove si perseguiva una intelligente politica zootecnica, si eliminavano
 i seminativi per sostituirli con il prato ».
«Da noi invece, oltre ad esportare col fieno la fertilità di quelle
povere terre, si commetteva il grossolano errore di dissodare terreni
saldi e prati stabili aumentando il pericolo di asportazione di terra con
la conseguente discesa delle pendici verso il piano e con i disastrosi
risultati che abbiamo purtroppo sofferto nel Polesine ed in Calabria.
« La Provincia di Brescia è sulla giusta strada e con l’esempio addita
alle altre provincie italiane la via che si deve seguire per il miglior
benessere di tutta la Nazione ».