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        <title>Il prodotto netto dell'agricoltura bresciana negli anni 1938 - 1949 - 1950</title>
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            <idno>1983460044</idno>
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      <div>
        <pb n="1" />
        STUDI SUL REDDITO NAZIONALE
promossi
dall' ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA

IL PRODOTTO NETTO
DELL'AGRICOLTURA BRESCIANA

negli anni 1938 - 1949 - 1950

DIA
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2 A E
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Studio eseguito a cura della
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA DI BRESCIA

1261!
        <pb n="2" />
        STUDI SUL REDDITO NAZIONALE
promossi
dall' ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA

IL PRODOTTO NETTO

DELL'AGRICOLTURA BRESCIANA

negli anni 1938 - 1949 - 1950

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Studio eseguito a cura della
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA DI BRESCIA
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&amp;gt;

LE

SN

e

In armonia con il piano di studi sul reddito nazionale
 promosso dall’Istituto Centrale di Statistica, la Camera
di Commercio Industria e Agricoltura di Brescia ha curato
l’elaborazione del presente studio sul prodotto netto dell’agricoltura
 in questa provincia, seguendo lo schema
suggerito dallo stesso Istituto.
Il lavoro, per criteri di uniformità con lo schema di
cui si è detto, è stato limitato agli anni 1938, 1949 e
1950; la Camera si propone tuttavia di provvedere al
più presto al calcolo del prodotto netto anche per gli anni
successivi al 1950 in modo da render disponibile un’utile
serie di dati sull’andamento dell’agricoltura provinciale.
E’ gradita l’occasione per porgere al Dott. Renzo Molinari
 Tosatti e al Prof. Ugo Volanti, Capo dell’Ispettorato
provinciale dell’agricoltura, il più vivo ringraziamento per
ja valida ed essenziale collaborazione prestata all’Ufficio
Provinciale di Statistica della Camera per l’esecuzione del

E

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presente lavoro.

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        <pb n="4" />
        INDICE

ASPETTI AGRARI DELLA PROVINCIA

Caratteri fisici
Popolazione
Caratteristiche delle regioni agrarie:
— cenni generali
la montagna
la collina
— la pianura
Ripartizioni delle superfici e colture

pag.

i
9

2
12
12
14
18

PRODOTTO NETTO

Generalità

La produzione lorda totale

| — I prodotti diretti del suolo
2 — I prodotti indiretti o di prima trasformazione

24
29

I prodotti reimpiegati

1 — Come mezzi produttivi è ; .
2 — Per alimentare industrie trasformatrici

La produzione lorda vendibile

Le spese
1 — Spese per capitali tecnici e servizi extra-aziendali . .
2 — Spese di manutenzione ed assicurazione e quote di ammortamento

3 — Entità complessiva delle spese

4 54
’ 63
63

33
38

)

Il prodotto netto

i — L’ammontare del prodotto netto
2 — Considerazioni conclusive

65
656
        <pb n="5" />
        ASPETTI AGRARI DELLA PROVINCIA

Caratteri fisici

Il complesso produttivo della Provincia di Brescia è assai vario:
si estende su di un territorio di 474.911 ettari, che, rispetto all’altitudine,
va da un minimo di m 35,.a Fiesse, ad un massimo di m 3.783 sull’Adamello,
 onde è « facile arguire non solo la grande varietà dei prodotti sia
della flora che della fauna, ma anche la loro complicatissima distribuzione
 in conseguenza della complessa configurazione orografica »
(A. Gnaga) -.
Questo territorio è solcato da tre corsi principali: il fiume Oglio
che percorre la Valle Camonica, il fiume Mella che percorre la Valle
Trompia e il fiume Chiese che percorre la Valle Sabbia. Gli ultimi due
confluiscono nel primo; il quale, « ad eccezione del versante benacense,
raccoglie tutte le acque che defluiscono dalla provincia. A queste acque
vanno aggiunte quelle di una o più falde sotterranee, le quali emergono
intorno a quota 110, dove viene a morire lo strato alluvionale ghiaioso
ricoperto da uno strato di humus relativamente sottile. Intorno a questa
quota di m 110 scaturiscono numerosissimi fontanili, cui si deve in
gran parte la formazione di tre corsi secondari: lo Strone, il Molone e
il canale Prandoni. Il contributo di tali sorgive è dovuto in parte alle
acque d’irrigazione, che attraversano facilmente lo strato alluvionale, e
in parte a provenienza più lontana. E’ opinione che quest’ultima parte
compensi largamente la perdita subita dalle acque dei fiumi distribuitesi
nel piano e da questo assorbite per la vegetazione » (A. Gnaga)*,

| CAMERA DI COMMERCIO E INDUSTRIA DI Brescia, &amp;lt; L’Economia Bresciana », Topografia,
i cura del Prof. Arnaldo Gnaga, Brescia, Tipo-litografia F.lli Geroldi e Tipografia F. Apolonio
 &amp;amp; C.. 1927.
        <pb n="6" />
        La superficie territoriale della provincia risultava così ripartita al
30 giugno 1950:

SUPERFICIE - ettari

sang Produttiva
Territoriale (agraria e forestale)

Montagna
Collina .
Pianura

253.293
93.916
127.702
Provincia 474.911

201.850
78.122
120.469

410.441

La superficie agrariamente improduttiva secondo la natura e la destinazione
 economica risultava, sempre al 30 giugno 1950, così distribuita:
SUPERFICIE - ettari

Fabbricati . .
Acque i a
Strade pubbliche
Cave e miniere
Ferrovie e tranvie
Sterili .

Tatale

5.238
28.840
6.039
3
565
33.785
74.470

Popolazione

La popolazione presente della provincia è risultata al 4 novembre 1951
di 842.745 unità ripartite come da prospetto 1 che riassume altresì con
sufficiente chiarezza le condizioni di distribuzione della popolazione, sopratutto
 in relazione alle varie possibilità agricole delle regioni della provincia.
ProspP. 1 - Popolazione e densità della provincia al 4-11-1951

2UNSITA'

REGIONI AGRARIE

Montagna . . .
Collina .
di cui capoluogo |
Pianura . . . |
|
Provincia |

POPOLAZIONE
PRESPNTE

per Kmq di superficie

per 1.000 lire
di reddito
dominicale

territoriale

agraria- | coltiforestale
 vabile (a)

196.947 78 98 549 9,7
328.416 350 420 628 9,7
146.532 1.632 1.877 2.192 25,4
317.382 249 | 268 | 267 | 3,1
842,745 ze ll. uo E arl 54

(a) La superficie coltivabile è stata calcolata sui seminativi, i prati permanenti, +
prati-pascoli permanenti e le colture legnose specializzate desunte dal Catasto Agrario 1930.
        <pb n="7" />
        Non si conoscono i dati del censimento del 1951 relativi alla popolazione
 attiva; si riportano pertanto nel prospetto 2 solamente le percentuali
del censimento del 1936.

ProsP. 2 - Popolazione attiva secondo il censimento del 1936

REGIONI AGRARIE

Montagna . . .
Collina i
di cui capoluogo
Pianura . . . .
Provincia |

% DELLA
POPOLAZIONE
ATTIVA
SUL COMPLESSO

44,0
42,6
4450
37,9
41,2

SU 100 DELLA POPOLAZIONE ATTIVA ERANO

nell'agricoltura | nell'industria I nel commercio
gr e nei trasporti

46,2 39,9
28,8 46,4
9,7 53,4
53,1 831,7
| 41,5 Ì 39,7 |

6,7
10,5
14,5
8,4
8,8

Il numero medio dei membri delle famiglie varia in relazione sia
alle regioni agrarie che alla condizione sociale del capofamiglia come
risulta dal prospetto 3.

ProsP. 3 - Numero medio dei membri delle famiglie nell’agricoltura
secondo la condizione sociale del capofamiglia

CONDIZIONE SOCIALE
DEL CAPOFAMIGLIA

Conduttori non lavoratori . .
Coloni parziali e conduttori
coltivatori . . . 0.
Lavoratori agricoli , . . .

| MONTAGNA

COLLIN?

PIANURA |

PROVINCIA

-,.1

0,1

”0

6,2

5,1 | 6,1 68 1 58
3,9 4,4 5,2 | 4,9

Caratteristiche delle regioni agrarie

CENNI GENERALI — Dall’indagine sulla distribuzione della proprietà
fondiaria effettuata a norma del D.L.L. 26 aprile 1946, n. 381, dall’Istituto
 Nazionale di Economia Agraria in collaborazione con l’Istituto Centrale
 di Statistica e l’Amministrazione del Catasto e dei Servizi Tecnici
Erariali * si desume che la proprietà censita (enti e privati) ammontava
in quel torno di tempo ad ha 437.469 distribuiti come da prospetto 4.

* IstIruto NAZIONALE DI ECONOMIA AGRARIA, La distribuzione della proprietà fondiaria
in Italia - Lombardia, Edizioni Italiane, Roma, 1947.
        <pb n="8" />
        ProsP. 4 - Distribuzione della proprietà fondiaria

PROPRIETA’ IN COMPLESSO

DI CUI PROPRIETA"
DEGLI ENTI

ZONE AGRARIE

Regione di montagna
Alta Val Trompia .
Alta Val Sabbia . .
Val Camonica di Edolo
Val Camonica di Breno .
Val Camonica di Pisogne
3assa Val Trompia . . . .
Bassa Val Sabbia . . . ..
Riviera orientale del Lago
d'Iseo .
Riviera bresciana del Lago
di Garda . . . .

Regione di collina . . . .

Colline rocciose di Brescia . .
Anfiteatro morenico del Lago
d'Iseo . . .
Anfiteatro morenico del Lago
di Garda. . . . . 0.

Regione di pianura . . . .

Pianura bresciana occidentale
Pianura bresciana centrale .
Pianura bresciana orientale .

Provincia

numero | superficie
(ettari)

numero

superficie
(ettari)

63.207

235.643
17.946
30.931
72.937
40.648
17.060
11.872
11.754

1.983

139.215

3.026
5.971
18.277
14.843
5.813
3.672
4.532

121
154
529
443
256
134
55

11.748
12.262
60.735
28.305
7.506
2.972
2.739

1.831

5.698

100
191 | 11.041

2.307

5.242

26.797

28.639

9,525

1.108

10.290

[4.782

38.578
15.318
25.629

593 o
251
264

7322

5.402

1.331

8.455

1.637

30.640

122,301

..186

14.767

7.632
10.633
12.375

30.698
39.655
51.948

371
412
403

3.904
5.519
5.344

122 ARG

l

437.469 | 4.277

| 164.272

Se diamo uno sguardo alla distribuzione del reddito imponibile fondiario
 (reddito dominicale accertato in catasto secondo gli estimi in
vigore al 1° gennaio 1943, basati sulla media dei prezzi del triennio
1937-1939) constatiamo che alla montagna (ha 235.643) era attribuito
anteguerra un reddito fondiario catastale di L 20.277.322, alla collina
(ha 79.525) era attribuito anteguerra un reddito fondiario catastale di
L 33.743.159 e alla pianura (ha 122.301) era attribuito anteguerra un
reddito fondiario catastale di L 102.502.802, dal che si deduce che il
        <pb n="9" />
        reddito fondiario della pianura era anteguerra quasi doppio di quelli
delle altre due regioni sommate insieme,
Se poi spingiamo la nostra indagine ad individuare il reddito dominicale
 unitario troviamo che il reddito medio per ettaro era calcolato
anteguerra intorno a L 86 in montagna, L 424 in collina, L 838 jin
pianura.
Notevole in quest’ultima regione la differenza tra la zona orientale,
che è di più recente bonifica, e le altre due, la centrale e l’occidentale,
di più antica valorizzazione: nella prima il reddito dominicale medio
era valutato intorno a L 630 per ettaro e, nelle altre due, rispettivamente
 in L 989 e 995.
Questa grande diversità esistente fra le regioni agrarie della provincia
 ci induce ad inserire un breve cenno illustrativo distintamente per
ciascuna di esse.
Di un fenomeno che interessa l’impiego della mano d’opera agricola
in tutta la provincia, il superimponibile, sì parlerà in particolare trattando
 della regione di pianura, dove esercita maggiormente il suo peso.

LA MONTAGNA — Nella montagna prevale l’indirizzo zootecnico.
Due quinti delle zone montane sono investiti a bosco e poco meno di
un quinto è incolto produttivo; la parte restante (due quinti), tranne una
piccola percentuale (circa 1% a colture legnose specializzate), è coperta
da prati-pascoli e pascoli permanenti. Il seminativo rappresenta soltanto
il 4% della superficie produttiva (metà a granoturco e il resto a frumento
 e segala). Trattasi, in breve, della tipica agricoltura montana delle
Alpi lombarde, più arida, più povera e, per molti aspetti, meno progredita
 tecnicamente di quella — ad esempio — alto atesina.
La proprietà è, per la superficie coltivabile, frazionatissima, spesso
polverizzata, e condotta quasi esclusivamente da coltivatori diretti, come
risulta anche dai dati percentuali del censimento del 1930:

CONDUZIONE

in proprietà
in affitto
a colonia
mista .

AZIENDE

numero

superficie

66,7
10,6
3,3
19,4

83,5
5,1
1,6
98

Tatale 100.0 100,0
        <pb n="10" />
        e

Le proprietà, per numero e superficie sono classicificate come dai
prospetti n. 5 e 6.

ProsP. 5 - Distribuzione delle proprietà montane per classi di superficie

fino a ha
da ha
da ha
da ha &amp;amp;
la ha 40
ja ha 25
da ha 50
la ha 100
la ha 200
ila ha 500
oltre 1000 ha

CLASSI DI SUPERFICIE

0.50
0,50 a 2
3 a 5
a 10
a 25
a 50
a 100
a 200
a 500
2 1000

NU MERO DELLE
PROPRIETA?

37.252
15.698
6.346
2.237
1.078
269
114
78
67
29
39

Totale 623.207

SUPERFICIE
(ettari)

5.476
16.478
19.752
15.453
16.093
9.205
17.776
10.729
20.858
21.188
92.635

295.643

ProsP. 6 - Distribuzione delle proprietà montane per classi di reddito imponibile

CLASSI DI REDDITO IMPONIBILE |

NUMERO DELLE
PROPRIETA!

fino a 100 lire
da 100 a
ada 400 a
da 1.099 a
da 2.009 a
la 5.000 a
2a 10.000 a
3la 20.000 a
3a 40.000 a
da 100.000 a
oltre 200.000 lire

400
1.000
2.000
5.000
.0.000
20.000
410.000
00.000
200.000

36.168
17.793
6.384
1.809
727
74
32

1
d

Totale | es207 |

REDDITO
IMPONIBILE
(tire}

1.084.952
3.709.270
3.896.011
2.473.496
2.159.447
..203.225
859.503
1.256.814
2.010.059
..376.899
247.646

22,277 .322

LA COLLINA — In collina l’agricoltura viene esercitata su terreni
dalle strutture diverse (in prevalenza siliceo-argillose), ma comunque
sempre di ridotta fertilità, asciutti e tuttavia assoggettati nei secoli a
colture spesso assai intensive e specializzate. La percentuale dei seminativi
 oltrepassa la metà della superficie produttiva mentre quella dei
boschi ne occupa circa un quarto.
        <pb n="11" />
        I prati e i pascoli permanenti hanno um’estensione pari a circa un
decimo dei terreni coltivabili; invece la percentuale delle colture legnose
specializzate è notevole (oltre il 5 %), con prevalenza assoluta della vite.
La ripartizione dei seminativi tra i due principali gruppi di coltivazioni,
 cereali e foraggere, vede la prevalenza dei cereali (oltre il 50 %).
Nelle coltivazioni cerealicole il frumento occupa i sei decimi e il
granoturco un po’ meno dei quattro decimi.
Le aziende e le proprietà sono in genere di limitata superficie e
condotte in buona parte da coltivatori diretti o a mezzadria. Le cifre
percentuali delle forme di conduzione sono le seguenti (sempre desunte
dal censimento agricolo 1930):

AZIENDE

in proprietà
in affitto
a colonia
mista .

CONDUZIONE

MUmero

30,0
18,3
23,9
"2?

Totale 100,6

superficie

40,7
19,8
20,0
10,5

100.0

Le proprietà, per superficie e per reddito catastale, sono classificate
secondo l’indagine avanti menzionata ’, come da prospetti n. 7 e 8.

Prosp. 7 - Distribuzione delle proprietà collinari per classi di superficie

CLASSI DI SUPERFICIE

fino a ha 0,50
ia ha 0,50 a
la ha 2 a
la ha 5 a
ja ha 19 a
la ha 25 a
la ha 50 :
la ha 100
la ha 200
3a ha 500
5l1tre 1.000 ha

2
ò
10
20
50
100
n 200
a 500
a 1000

NUMERO DELLE
PROPRIETA”

13.297
8.437
3.597
1.711
1.124
305
119
10

Totale | 28,629 i

£UPERFICIE
(ettari)

2.116.
8.910
.1.458
11.986
17.207
10.502
3.265
3.148
1.793
2140

EVA

1 ISTITUTO NAZIONALE DI ECONOMIA AGRARIA, La distribuzione della proprietà fondiaria in
Italia - Lombardia. op. cit.
        <pb n="12" />
        Prosp. 8 - Distribuzione delle proprietà collinari per classi di reddito imponibile

“LASSI DI REDDITO IMPONIBILE

fino a 100 lire
ja 100 a
la 400 a
ja 1.000 a
la 2.000 a
la 5.000 a
3a 10.000 a
ja 20.000 a
ja 40.000 a
da 100.000 a
Sjtre 200.000 lire

400
1.000
2.000
5.000
10.000
20.000
40.000
100.000
200.000

fotale

NUMERO DELLE
PROPRIETA?

9.606
1.550
35.341
2.729
2.086
764
363
‘36
38
4

28.639

REDDITO
IM PONIBILE
(ire)

248.080
1.720.633
3.419.208
3.847.648
6.465.868
3.292.758
5.062.270
3.639.398
3.170.483
619.343
207.470

33.743.159

LA PIANURA — La pianura, irrigua per ben 110.000 ha su una
superficie totale di 127.000 ha, grazie alle acque fornite dai fiumi Oglio,
Mella e Chiese nonchè da numerosi pozzi e fontanili, ha un’agricoltura
con fisionomia determinata dalla tipica azienda irrigua lombarda ad
indirizzo cerealicolo e zootecnico. In questa regione, caratterizzata da
una quasi completa trasformazione fondiaria e da un alto livello tecnico
e produttivo, la percentuale dei seminativi è altissima, raggiungendo quasi
nove decimi della superficie agraria e forestale, mentre le zone occupate
da boschi e da colture legnose specializzate sono molto limitate. I prati
e i pascoli permanenti occupano circa un decimo della superficie. I terreni
 seminativi sono occupati per oltre la metà dai cereali e per il resto
dalle foraggere. .

1 dati rilevati con il censimento agricolo del 1930 indicano che la
forma prevalente di conduzione delle aziende in pianura è quella dell’affitto,
 come risulta dalle seguenti cifre percentuali:

in proprietà
in affitto
a colonia
mista

ZO NDUZIONE

AZIENDE
numero superficie
42,1 30,0
41,9 53,6
3,9 4,4
12,1 12,0
Fotale 100,0 100.0
        <pb n="13" />
        Per superficie e per reddito catastale, le proprietà sono elassificate
secondo l’indagine effettuata nel 1946 dall’Istituto Nazionale di Economia
Agraria come dai prospetti 9 e 10.

Prosp. 9 - Distribuzione delle proprietà di pianura per classi di superficie

CLASSI DI SUPERFICIE

fino a ha 0,50
da ha 0,50 a 2
da ha 2 a 5
da ha 5 a 10
ia ha 10 a 25
ia ha 25 a 50
da ha 50 a 100
ja ha 100 a 200
3la ha 200 a 500
la ha 500 a 1000
3]tre 1000 ha

l'otale

NUMERO DELLE
PROPRIETA?

13.506
9.207
3.789
1.665
1.424
626
2492
96
33

20.640

SUPERFICIE
(ettari)

2.049
9.720
11.901
11.684
22.517
21.891
19.787
12.840
8.821
1.091

122,301

ProsP. 10 - Distribuzione delle proprietà di pianura
per classi di reddito imponibile

CLASSI DI REDDITO IMPONIBILE

ino a 100 lire
da i00 a 400
da 400 a 1.000
da 1.000 a 2.000
da 2.000 a 5.000
ia 5.000 a 10.000
da 10.000 a 20.000
da 20.000 a 40.000
da 40.000 a 100.000
da 100.000 a 200.000
altre 200.000 lire

l'otale | |

NU MERO DELLE
PROPRIETA”

8.701
3.435
3.986
3.656
3.289
1.465
981
642
386
71
289

30.640

REDDITO
IM PONIBILE
(lire)

184.524
1.358.862
3.902.308
5.210.403
10.243.613
10.328.436
13.921.402
17.850.565
22.536.710
3.559.409
7.406.570

102.502.802
        <pb n="14" />
        La meccanizzazione agricola della pianura, pur essendo assai più
spinta che nelle altre regioni della provincia, è tuttavia ridotta rispetto
a quella di zone agricole similari della pianura padana; si contano
infatti circa 2.300 trattori, più di 500 trebbiatrici e oltre 400 sgranatrici.
Si accenna ora, come detto avanti, al problema del superimponibile
di mano d’opera in agricoltura del quale si ritiene necessario fare un
cenno particolare, sia perchè esso è caratteristico di questa provincia,
sia perchè la sua applicazione ha portato un sensibilissimo sollievo alla
disoccupazione nel settore agricolo, se pur a scapito della correlativa
meccanizzazione agricola.
Dal 25 aprile all’Ì1 novembre 1945, a mano a mano che i lavoratori
 agricoli riprendevano la loro normale attività per smobilitazione
militare e partigiana, si sono coperte di mano d’opera tutte le aziende
agricole fino alla saturazione del loro imponibile tecnico-economico.
Si giunse però al San Martino 1945 e si constatò come una massa
notevole di lavoratori fosse ancora disoccupata. Ciò in conseguenza anche
jdell’inizio della smobilitazione dell’industria bellica dalla quale i lavoratori
 rifluivano alla ricerca di una nuova occupazione o per il ritorno
alla loro originaria occupazione agricola.
Pertanto le Organizzazioni Sindacali, constatata la saturazione totale
dell’imponibile aziendale, avanzarono agli agricoltori la richiesta di occupare
 altra mano d’opera oltre auella necessaria ad una razionale conduzione
 aziendale.
Così, nel novembre 1945, tra l’Associazione degli Agricoltori ed i
Sindacati dei Lavoratori veniva sottoscritto un accordo mediante il quale,
constatata la grave situazione agli effetti della disoccupazione, fino al
verdurare di tale grave contingenza, si concordava di aumentare provvisoriamente
 il carico della mano d’opera di due unità lavorative di superimponibile
 ogni 100 piò (circa 33 ha).
Con successivo accordo del novembre 1946, le parti stabilirono di
portare a tre le unità di superimponibile ogni 100 piò. Questo per tentare
di lenire ulteriormente la disoccupazione agricola che, pur con il provvedimento
 adottato nel 1945, si presentava ancora oltremodo preoccupante.
Nel 1948 l’Unione Agricoltori presentava un nuovo progetto di sistemazione
 del superimponibile nel senso di suddividere le giornate messe
        <pb n="15" />
        a disposizione dei lavoratori esuberanti all’imponibile tecnico non più
fra tre lavoratori fissi a contratto annuo, ma fra un maggior numero di
lavoratori che avrebbero effettuato ciascuno meno di una annata di
lavoro e attribuendo a ciascun lavoratore un numero di giornate lavorative
 proporzionato ai bisogni della famiglia.
Subentrava cioè nell’occupazione il concetto del salario familiare,
nel senso che veniva data garanzia di occupazione nell’imponibile a contratto
 annuo ad un lavoratore per ogni famiglia, mentre alle seconde,
terze ecc. unità lavorative costituenti il nucleo familiare veniva concesso
lavoro nel superimponibile a 230, 180, 150, 100 e 80 giornate annue
a seconda delle esigenze familiari ed i lavoratori così classificati in
gruppi coprivano le giornate di superimponibile fino alla quota totale
spettante all’azienda.
Tale sisteva vige tuttora. Con esso sono stati raggiunti i seguenti
scopi:

a) proporzionare i guadagni in rapporto alle esigenze della famiglia
 del lavoratore:

b) distribuire nell’anno l’onere del superimponibile aziendale in
modo che l’agricoltore possa essere lievemente sollevato di mano d’opera
nel periodo invernale spostando l’attività dei lavoratori dei gruppi nel
periodo estivo;

c) invogliare i lavoratori a cercare occupazione in altre provincie
dell’Alta Italia dove i lavoratori stessi possono essere occupati tutto
l’anno in luogo di lavorare in misura ridotta nella nostra provincia.
[1 superimponibile equivale al lavoro di circa 8.000 unità lavorative,
a pieno impiego. Dato però che, come si è visto, nella distribuzione del
lavoro si è tenuto conto delle esigenze familiari, assegnando ad alcuni
lavoratori un numero di giornate inferiore a quello massimo, le persone
effettivamente occupate vengono ad essere circa 9.500, delle quali un
certo numero sottooccupate.

Certo è che il superimponibile, istituito per risolvere una situazione
sociale che pareva destinata ad evolversi abbastanza rapidamente, sta
ora assumendo un carattere di stabilità e grava con un peso assai rilevante
 e differenziato rispetto alle altre provincie, su un settore economico
che sta attraversando anni piuttosto difficili.
        <pb n="16" />
        Ripartizioni delle superfici e colture
Secondo i dati della statistica ufficiale l’intera superficie della provincia
 di Brescia risultava negli anni 1938, 1949 e 1950 suddivisa nel
modo indicato nel prospetto n. 11.

PROSP. 11 - Superficie agraria e forestale, improduttiva e territoriale
ettari

QUALITA’ DI COLTURA

A) SEMINATIVI SEMPLICI E CON
PIANTE LEGNOSE . .

1. Cereali se
2. Coltivazioni industriali
3. Leguminose da seme .
4. Coltivazioni ortive .
5. Altre erbacee . .
6. Coltivazioni floreali e da ornamento
 . . .
7. Coltivazioni foraggere avvicendate
 ce
8. Tare e spazi sotto le arborature

B) COLTIVAZIONI LEGNOSE
SPECIALIZZATE . . . .
CT) COLTIVAZIONI FORAGGERE
PERMANENTI
D) BOSCHI (compresi i castagneti
da frutto) . . . . .
E) INCOLTI PRODUTTIVI

SUPERFICIE AGRARIA E FO-RESTALE
 I

SUPERFICIE IMPRODUTTIVA
«fabbricati, strade, sterili,
acque) . .

SUPERFICIE TERRITORIALE

o

157.923
87.122
1.066
400
1,212

45.436
20 686

7790)

50.739

‘06.417
39.278

102.077

12.835

174.912

940

155.544

67,71),
1,515

2 886

52,999
21,129

11.451

30.939

122.079

20.428

100.441

14.470

174.911 |

050

155.516

75,207
1.765

3174

54.242
21.127

11.453

90.959

122.085
20.428

400.441

14.470

474,911
        <pb n="17" />
        Lo

Negli stessi anni — 1938, 1949 e 1950 — la superficie produttiva
(agraria e forestale) risultava distribuita fra le diverse qualità di coltura
nella maniera indicata dal prospetto 12.

ProsSP., 12 - Ripartizione della superficie produttiva agraria e forestale
ettari

QUALITA’ DI COLTURA
E
COLTIVAZIONI

19238

integrante |

ripetuta

e 3

integrante |

ripetuta

L950

integrante

ripetuta

A) SEMINATIVI

[ Cereali

frumento autunnale
frumento marzuolo
segale . . .
Onzo i e e E sg
avena . . e
riso...
granoturco primav.
granoturco estivo .
altri cereali . . .

Totale

17.040
3.000
817
56
195
22
35,392

7,122

22
13.035
15

17.000
..000
660
200
250
6
‘8.598

877/14

3.402
3.000
22

18.000
300
300
200
250
6
25,851

15.207

sati

6.149
3.900
9

[I Coltiv. industriali

sarbabietola da zucchero
 . . .
lino per seme . -.
lino per tiglio . .
labacco . . .
2olza . . .
ravizzone .
arachide
sola . .

Totale

100
366

..066

700 |

100
380
74
300
150
1
10

1.515

2
120
562
328
125
125

1.763

[II  Leguminose da
seme

fava da seme è
fagiuolo in p. c. .

Totale

100

:00

569

00

600
        <pb n="18" />
        Segue: Prose. 12 - Ripartizione della superficie
ettari

QUALITA’ DI COLTURA
E
COLTIVAZIONI

1945

integrante |:

ripetuta

[V Coltiv. ortive
patata comune: p. c.
oi.
asparago: o. i.
carciofo: 0. i.
ravolo: p.c.
ravolfiore: o. i
cipolla e aglio: p. c.
0. i.
pomodoro: o. i.
pisello fresco: o.i.
fagiuolo fresco: o. i.
fava fresca: 0. i.
popone e cocomero
p. e.
altre ortive (a) . .
orti familiari . . .
Totale

1.655
12
25
1

41
B9
7
37
84
85
20

119

358
219
550
3.212

produttiva agraria e forestale

1 0409

‘950

integrante

ripetuta

integrante ] ripetuta

1.300
12
25
1

800

25

20

79

40
83
13
31
90
120
30

40
3
43
1
30
120
30

350
217
344
&amp;gt; 886

350
217
544
2.174

V Altre erbacee

VI Coltiv. floreali

VII Coltiv. foraggere
avvicendate
prati:
di nuovo impianto
di vecchio impianto
2rbai: annuali .
intercalari
semi da prato:
serba medica . .
Irifoglio pratense .
trifoglio incarnato .
trifoglio iadino .

Totale

VIII Tare

Totale seminativi |

15.228
208

ta

m—

15.436

20.686

157,922

15,998

19.915

115
178
180
27

62.091
208

82,299

21.129
[55.544

29 000

20.100

117
179
2.465
831

miao

4.034
208

mn

54.242
21.127
155.516

28.311

24.588

117
179
3.615
831

(a) compreso cardo, finocchio e sedano.
        <pb n="19" />
        Segue: Prosp. 12 - Ripartizione della superficie produttiva agraria e forestale
ettari

QUALITA' DI COLTURA
E
COLTIVAZIONI

B) COLTIVAZIONI
LEGNOSE
vite: . colt. spec. .
colt. prom.
olivo: colt. spec..
colt. prom.
gelso: colt. prom.
limone: colt. spec...
melo: colt. spec..
colt. prom.
pero: colt. spec. .
colt. prom.
cotogno e melograno:
 colt. prom.
pesco: colt. spec..
colt. prom.
albicocco: colt. pr.
ciliegio: colt. prom.
susino: colt. prom.
mandorlo:
colt. spec. .
colt. prom.
noce: colt. prom.
altri fruttiferi in
colt. prom.
tare . .
Totale

C) COLTIV. FORAG-GERE
 PERMAN.
prati perm. asciutti
prati perm. irrigui .
prati-pascoli perm.
pascoli permanenti
tare
Totale

D) BOSCHI
castagneti da frutto
altri boschi . . .

Totale

E) INCOLTI PRO-DUTTIVI


938

integrante

ripetuta

3.759
212

19.776

1.725
113.592

?
38

ia

3.427

18

1,520

o |

4.520
11.075
11.075
3.328
11.075

560
8905

520
7,720

[1.075

25.311
12.891
468
19.319
2.750
30.739

5.320
101.097
106.417

29,278

. 949

initegratiteo Î rinetuta

9344

‘212

229 540

1.725
112.590

6
38

—

3.710

53

4 520

61 |

4.520

11.059
11.075
2.319
11.075

560
265

330
11.451

11.075

24,945
12.861
474
19.910
2.749
904.929

6.817
115.262
122,079

20,428

1950

integrante | ripetuta

O 244

1.212

38.540

1.753
112.539

6
38

3710

55

4,520

26

4 520

11.059
11.075
2.313
11.075

560
365

530
11.453

11.075

24,945
12.881
474
49.910
2.749
90.959

5.317
116.768
122 085

20.428
        <pb n="20" />
        PRODOTTO NETTO

GENERALITA'

Se consideriamo l’agricoltura della provincia come un complesso
produttivo gestito da un’unica grande impresa, con riferimento all’agricoltura
 in senso stretto, astrazion fatta cioè del reddito forestale, il
prodotto netto è rappresentanto dalla differenza fra il valore della produzione
 lorda vendibile e le spese che non si risolvono in remunerazione
delle diverse persone economiche cooperanti alla produzione e cioè:
a) spese per l’acquisto di capitali tecnici circolanti e servizi extra
agricoli (concimi. antiparassitari, energia motrice. noleggi di macchine,
ecc.)

b) spese per l’acquisto fuori provincia di capitali tecnici circolanti
 agricoli non prodotti in tutto o in parte nella provincia (sementi,
mangimi, ecc.);
c) quote di ammortamento e spese di manutenzione ed assicurazione.
 dei capitali fissi.
Per determinare il prodotto netto è necessario calcolare in primo
luogo la produzione lorda totale, cioè la somma di tutti i’ prodotti diretti
è indiretti, beni materiali e servizi, che in parte sono venduti sul mercato,
in parte vengono consumati dagli imprenditori e lavoratori agricoli e in
parte vengono reimpiegati come strumenti di nuova produzione.
Detraendo da tale somma i prodotti reimpiegati come mezzi produttivi
 si ottiene la produzione lorda vendibile, cioè i beni materiali e i
servizi destinati esclusivamente alla vendita sul mercato o al consumo da
parte degli imprenditori e dei lavoratori compensati in natura.
Detraendo ancora dal valore della produzione vendibile — come si
è già detto -— il valore dei beni e servizi occorrenti a reintegrare i capitali
 in tutto in parte annualmente trasformati nell’attività produttiva
agricola, ma che sono forniti da attività non agricole o da attività agricole
n0n provinciali, si ottiene il prodotto netto (al lordo dei gravami fiscali)
        <pb n="21" />
        vale a dire l’insieme dei compensi tratti dall’impresa per tutte le persone
2conomiche cooperanti alla produzione e precisamente:
a) salari e stipendi, che sono i prezzi del lavoro;
b) interesse, che è il prezzo d’uso dei capitali di anticipazione
e di scorta;
c) beneficio fondiario, che è il compenso per l’uso del fondo;
d) profitto, che è il compenso del lavoro d’intrapresa.

E’ necessario a questo punto precisare che nella presente indagine
vengono omessi, al fine di semplificare il lavoro, tanto all’attivo (produzione
 totale) quanto al passivo (prodotti reimpiegati come mezzi produttivi)
 del bilancio della produzione vendibile alcuni servizi e prodotti,
quali — ad esempio — il lavoro animale e il letame, che sono di più
difficile e complesso accertamento. Tale omissione non pregiudica il comsuto
 del prodotto netto, ma lascia solamente incompleto il quadro della
produzione totale.
Riguardo alle spese detraibili per l’ottenimento del prodotto netto,
occorre tener presente che tali spese non sono confrontabili, specie nei
riguardi della produzione lorda vendibile, con le spese vive che sostengono
 in genere le singole aziende concrete, perchè le frequenti compravendite
 di capitali tecnici circolanti e servizi agricoli che si verificano
fra di esse, rappresentano per il complesso dell’agricoltura provinciale
un semplice spostamento dei medesimi beni e servizi (detratti per altro
dalla produzione lorda totale come strumenti di nuova produzione).

LA PRODUZIONE LORDA TOTALE

| - I prodotti diretti del suolo

Le produzioni delle principali coltivazioni vengono annualmente rilevate
 dalla statistica agraria ufficiale; tali dati, riportati nel prospetto 15
sono stati perciò utilizzati agli effetti di questa indagine.
Di tali dati però non ci si è potuti valere per quanto riguarda le
produzioni ortive, in quanto i dati della statistica ufficiale devono essere
integrati da quelli relativi alla produzione degli orti familiari.
Le produzioni accertate dalla statistica ufficiale. per le più impor-:anti
 coltivazioni ortive sono indicate nel prospetto seguente:
        <pb n="22" />
        Prosp. 13 - Produzione delle coltivazioni ortive principali
quintali

PRODOTTI

patata comune .
asparago .
2arciofo i
cavolo . ..
cavolfiore . .
csipolla e aglio
9omodoro . .
pisello fresco .
fava fresca . .
lagiuolo fresco . .
popone e cocomero

1938

222.760
1.240
60
11.930
6.300
22.970
7.930
3.060
1.730
13.800
12.700

1949

107.110
2.150
30
20.500
4.010
19.000
3.800
6.320
2.850
9.000
35.660

1950

120.680
2.200
40
12.710
3.850
18.420
3.720
6.650
2.880
9.000
53.950

Queste produzioni non comprendono però le produzioni degli « orti
familiari » che nella provincia avevano una superficie di ha 550 nel 1938
e ha 544 negli anni 1949 e 1950.
Si può calcolare approssimativamente che circa i quattro quinti
della superficie degli « orti familiari » siano comunemente destinati alla
coltivazione degli ortaggi principali; pertanto, aumentando proporzionalmente
 la superficie coltivata di detti ortaggi e facendo parziale riferimento
 alle produzioni unitarie degli orti industriali, si ottengono le quanlità
 prodotte del prospetto 14 che aggiunte a quelle del prospetto 13
danno la produzione complessiva degli ortaggi principali.

ProsP. 14 - Produzione delle coltivazioni ortive principali degli orti familiari
quintali

PRODOTTI

patata comune .
asparago . .
carciofo . . .
cavolo . .
cavolfiore . .
cipolla e aglio
pomodoro . .
pisello fresco
fava fresca .
fagiuolo fresco .
popone e cocomero

1938

87.058
225
12
2.140
1.110
5.635
1.434
552
312
2.448
20.317

1949

40.290
434
7
1.207
820
1.902
960
.288
580
1.845
10.740

L950

43.275
396
8
2.286
720
1.268
840
.199
518
1.620
9717

Nel prospetto 15 è indicata la produzione delle coltivazioni principali.
        <pb n="23" />
        ProspP. 15 - Produzione delle coltivazioni principali
quintali

PRODOTTI

1938

1949

1950

1) Cereali

frumento
segale .
ZO...
avena .
ciso o.
granoturco

2) Coltivazioni industriali
barbabietola da zucchero
lino seme
lino tiglio
;abacco .
colza #
ravizzone
arachide
soia .

3) Leguminose da seme
fava (secca) n:
fagiuolo (secco)

.930.030
13.530
1.150
21.030
1.227
..676.130

2.430
2.430
8.626

140
ASSO

1.343.000 1.468.270
10.560 4.800
3.000 3.000
4.250 5.150
310 330
313.500 1.202.000

3215
2,342
10.452 |
3.880!
1.990
17
910

1.070
1.809
3.710
‘6.084
1.740
1.780

040

950

1) Coltivazioni ortive

patata comune
asparago . .
carciofo e
cavolo: . .
cavolfiore . .
2ipolla e aglio
pomodoro . .
pisello fresco
fava fresca .
iagiuolo fresco
5opone e cocomero

309.818
1.465
72
14.070
7.410
28.605
9.364
3.612
2.042
16.248
33.017

147.400
2.584
37
24.707
4.830
23.902
4.760
6.608
3.430
10.845
36.400

163.955
2.596
48
14.996
4.570
22.688
4.560
7.849
3.398
10.620
83.667

3) Coltivazioni floreali (a)

a) le quantità prodotte saranno indicate in valore nel prospetto 26.
        <pb n="24" />
        Segue: Prosp. 15 - Produzione delle coltivazioni principali
quintali

PRODOTTI

6) Coltivazioni foraggere (b)
prati da vicenda vecchi
(oltre l’anno) . . . .
prati da vicenda nuovi
(di 1 anno) . . . .
erbai annuali . . .
sarbai intercalari . .
prati permanenti asciutti
prati permanenti irrigui
prati pascoli permanenti
pascoli permanenti .
produzione accessoria

semi da prato:
&amp;gt;rba medica . .
‘trifoglio pratense
trifoglio incarnato
trifoglio ladino

7) Coltivazioni legnose
uva da tavola ,. . si
ava da vino per consumo diretto
uva vinificata
olive oleificate
gelso ( foglia)
‘imoni . .
mele i
pere . .
2otogne .
melograne
pesche .
albicocche
ciliege .
susine .
mandorle
noci . .
2astagne

1922

2.919.100

277.400
16.300
798.100
1.111.300
1.175.800
12.600
467.100
1.345.000

241
374
170 |
1985

5.500
27.000
562.880
14.460
871.820
420
9.270
7.240
80
20
1.710
610
1.650
2.360
100
700
8.340

194”

’ 5,244,320

1.449.990

| 2.362.670

| 606.960

598.500

160
290
2.010
250

12.800
35.060
784.310
14.500
1.319.560
340
40.800
38.800
20
10
28.010
390
720
3.000
170
200
7710

43450

FE
| 4.768.450

1.450.910

’ 2.411.840

Ì

314.720

655.820

210
310
«7.270
430

12.900
36.060
804.660
15.400
1.085.030
360
36.990
35.710
80
10
25.390
340
1.020
2.990
160
170
5.820

b) Ja produzione è espressa in fieno normale,
        <pb n="25" />
        Le produzioni delle coltivazioni secondarie esposte nel prospetto 16
sono stimate. In particolare è stato considerato, agli effetti del calcolo della
produzione degli ortaggi secondari, che alla superficie risultante come
coltivata ad « altri ortaggi » deve venire aggiunta quella del residuo 20 %
(circa) degli orti familiari con una produzione di un quinto inferiore a
quella normale.
Per la legna da ardere, compreso il fasciname, e per il legname da
lavoro si sono stimati i soli quantitativi provenienti da qualità di colture
agrarie, escluse le forestali.

PrRosP. 16 - Produzione delle coltivazioni secondarie
quintali salvo diversa indicazione

PRODOTTI

1) Cereali
miglio e panico .
pagliéè .

2) Ortaggi
basilico .
biete
carote
cetrioli
cicorie .
ndivie .
iattughe
melanzane
seperoni
porri...
prezzemolo
ravanelli
spinaci .
zucchini
zucche
fragole
altri .

3)

Coltivazioni legnose a frutto
annuo
loti o kaki. . .
21espole .

i)

Legna
legname da lavoro (fresco) me
legname da ardere (verde) . . |

10282

240
2.348.610

461
1.605
1.474
2.072
5.447
8.289
‘1.052
1.844
1.918
403
1.611
2.419
8.908
18.420
7.964
184
3.828

000

35.949
3.351.223

1949

380
2.014.500

435
1.341
1.386
1.952
6.065
7.198
10.397
1.733
1.809
378
1.522
2.271
6.521
17.328
16.895
170
3,618

;j.200
50

31.338
| 2.926.691

1950

340
9.202.405

410
4.104
1.313
1.851
5.746
7.387
9.850
1.642
1.710
362
1.436
2.155
6.156
16.416
16.006
170
3.420

5.500
55

| 31.337
2.926.556
        <pb n="26" />
        2 - 1 prodotti indiretti o di prima trasformazione

Per il vino, l’olio, il latte. e i bozzoli sono stati assunti i dati di
produzione accertati dalla statistica ufficiale. 1 sottoprodotti -della vinificazione
 e della oleificazione sono stati invece calcolati in base alla stima
delle rese medie provinciali: per le vinacce il 21 7% circa dell’uva vinificata;
 per le sanse il 32 % circa delle olive oleificate.
La consistenza del patrimonio zootecnico della provincia, base indispensabile
 per una valutazione della produzione carnea, è stata ricavata
dalle cifre della statistica dell’imposta sul bestiame aumentate della presunta
 consistenza del bestiame non soggetto a tale -imposta (redi, lattanti,
 ecc.).
[1 peso vivo medio delle varie specie di bestiame che è stato considerato
 agli effetti del calcolo del peso vivo complessivo, è il seguente:
bovini q 4,00, equini q 4,15, ovini e caprini q 0,40 e suini q 1,00.

Prose. 17 - Consistenza del bestiame

CONSISTENZA ALL’INIZIO
DELL’ANNO

1938
1.949
‘950

1938
1949
1950

BOVINI T EQUINI

OVINI
E CAPFPRINI

SUINI

NUMERO DEI CAPI
225.450 32.200 45.630
246.540 31.350 68.770
256.910 I 31.160 65.830

73.280
89.290
86.620

PESO VIVO COMPLESSIVO - quintali
301.800 133.630 18.252 73.280
986.160 130.102 | 27.508 89.290
| 1.027.640 129.314 | 26.332 86.620

Appare evidente dalle cifre esposte nel prospetto 17 che nel 1949-1950
il patrimonio zootecnico, depauperato negli anni di guerra, non solo era
stato integralmente ricostituito, ma era persino superiore al livello prebellico
 ad eccezione dei soli equini che risultavano leggermente inferiori
 al 1938.
Questa constatazione deve essere attentamente considerata se si tiene
presente che la zootecnia rappresenta una delle principali fonti di reddito
dell’agricoltura bresciana.
        <pb n="27" />
        n
À

La produzione carnea non ha potuto essere calcolata sommando l’incremento
 annuale del patrimonio zootecnico al bestiame macellato, in
quanto tale procedimento non tiene conto delle esportazioni e delle impor-‘azioni
 di bestiame, relativamente alle quali non si conosce alcun dato.
Si è perciò ricorsi ad un altro procedimento. In considerazione che
la produzione carnea sì mantiene su percentuali pressochè costanti della
consistenza del bestiame, si sono calcolate dette percentuali del numero dei
capi esistenti all’inizio dell’anno moltiplicando il risultato per il peso vivo
medio del bestiame macellato.
Si è ottenuto in tal modo il peso vivo complessivo della produzione
carnea, indicato nel prospetto 18 sotto la denominazione di « capi disponibili
 per la macellazione ».

Prosp. 18 - Calcolo della produzione di carne

SPECIE

CAPI
ESISTENTI
ALL’INIZIO |
puo a; | comnumero
 esi-_ vlesssivo
stenti

CAPI DISPONIBILI PER LA MACELLAZIONE DURANTE L’ANNO
Peso morto - q.li

Peso vivo - g.li !

medio | comper
 ;
RESO plesssivo

capo
apo | commegio
 plesssivo

ANNO 12238

Sovini
Equini
vini e caprini
Suini

225.450 , 54.108 2,50
32.200 i o 3.220 3,40
45.630 | 55 | 25.097 | 0,17
73.280 90 | 65.952 | 1.10

135.270 1,26 68.176
10.948 1,62 | 5.216
4266 0,09 | 2.259
29547 | 0,87 | 57.378

ANNO 1949

Bovini
tquini
vini e caprini
Suini

246.540 e
31,350 | 0
58.770 55
9290 1 0 |

59.170
3.135
37.824
98n 2361

2,41
3,38
0,16
1.05

142.600 1,28 | 72.779
10.596 1,64 5.047
6.052 "0,09 | 3.404
84379 | p83 | 66.700

ANNO 1950

Bovini |
Equini
Ovini e caprini |
Suini

256.910
31.160
65.830 |
26.620 |

55
90

31.658
3.116
36.207
77.958

2,53
3,58
0,1%
| 1,10

55.995 1,27 | 78.306
11.155 1,72 5.360
6.155 | 0,09 3.258
85.754 | 0,87 | 67.823
        <pb n="28" />
        31

Il calcolo della produzione carnea degli animali di bassa corte conduce,
 a causa della mancanza di dati statistici, a risultati di larga approssimazione;
 si ritiene comunque che le stime riportate nei prospetti 19 e 20
non siano troppo lontane dalla realtà.

ProsP. 19 - Consistenza avicola
capi

SPECIE

polli . .
di cuì maturi
oche . . .
lacchini .
’araone .
anitre

Totale

|

1938

1.100.000
390.000
3.000
55.000
35.000
38.000

1.233.000

L949

195090

900.000
320.000
4.000
15.000
30.000
34.000

1.000.000.
350.000
4.500
47.000
31.000
35.000

1.013.000 | 1.117.500

Tenendo presente che annualmente vengono macellati il 65 % circa
dei polli e l’84-86 % delle altre specie e che il peso vivo medio a capo è
di Kg 1,4 per i polli, Kg 5,0 per le oche, Kg 6,0 per i tacchini, Kg 1,5
per le faraone e Kg 2,5 per le anitre si è ottenuto la produzione carnea
di cui al prospetto 20.

Prose. 20 - Avicoltura: produzione carnea

1938

19189

1950

SPECIE

capi
abbattuti
migliaia)

polli I
sche I
tacchini i
faraone
anitre

710,0
4,3
46,8
29,8
393

Totale | 823,2

i
!

carne capi
prodotta abbattuti
{ quintali) (migliaia)

carne
prodotta
quintali)

9.940
215
2.808
447
808

380,0

8.120
170
2.298
382
723

38,0
25,0
28,5

14.218 |

876,1 ! 11.693

capi
abbattuti
migliaia)

650,0
3,8
40,0
26,4
29 8

150,0

carne
prodotta
fguintali}

i

9.100
190
2.400
896
745

12.831
        <pb n="29" />
        La produzione di uova di galline è stata stimata in ragione di 80
pezzi per capo maturo, mentre si è trascurata quella degli altri volatili
in quanto reimpiegata pressochè per intero nella riproduzione.
La consistenza dei conigli è stata così stimata per tutti e tre gli anni:

femmine da riproduzione 11.000
maschi da riproduzione 2.000
conigli in corso di allevamento 120.000
on una produzione di q 2.000 di carne in peso vivo.

Riguardo alla lana, per il 1938 è stato utilizzato il quantitativo
ammassato maggiorato del’ 10 % circa; per il 1949 e il 1950 i dati
ufficiali della produzione.

ProsP. 21 - Quantità totali dei prodotti di prima trasformazione
quintali salvo diversa indicazione

PRODOT T

1092

194909

‘Gn

1) Vegetali

vino . .
lio.
vinacee .
sanse

hl

398.570
2.710
118.200
4,630

552.251
3.170
164.700
4 640

548.964
3.590
169.000
4 9230

2) Animali

carne bovina (peso vivo)
carne equina (peso vivo)
carne suina {peso vivo) . . .
carne ovina e caprina (peso vivo)
pollame . . .
conigli . . e.
latte di vacca (a) . a
latte di capra i w
lana . a Kg
uova . . . (migliaia di pezzi)
bozzoli . . . Kg

135.270
10.948
72.547
4.266
14,218
2.000
2.286.881
50.000
90.000
31.200
1.562.747

142.600
10.596
84.379
6.052
11.693
2,000
2.345.210
52.140
82.940
25.600
578.240 |

155.995
11.155
85.754
6.155
12.831
2.000
2.512.840
57.830
134.360
28.000
1094 174

(a) Le quantità di latte vaccino sono al netto dei quantitativi destinati all’alimen
tazione dei vitelli.
        <pb n="30" />
        I PRODOTTI REIMPIEGATI

l - Come mezzi produttivi

In base alle superfici nonchè alle produzioni accertate o stimate, di
cui ai prospetti 15 e 16, si sono computate le quantità complessive dei
prodotti destinati alle semine in relazione alle quantità unitarie mediamente
 occorrenti per ettaro coltivato.
Oltre alle sementi, che costituiscono il reimpiego di gran lunga più
rilevante dei prodotti diretti del suolo, si è conteggiato anche il legname
da lavoro e da ardere reimpiegato nel processo produttivo: il primo in
ragione del 5 % della produzione totale per il 1938 e del 10 % per gli
anni 1949 e 1950, in dipendenza dei maggiori lavori postbellici di manutenzione
 di alcuni capitali fissi; il secondo, in ragione del 15 %.
Omessa la determinazione del letame e del lavoro animale reimpiegati
 pressochè per intero nel processo produttivo (stante, come si è già
detto, la difficoltà di un siffatto accertamento), si è passati a stimare il
quantitativo di uova destinato alla formazione delle cove: poichè annualmente
 si rinnova il 35 % circa del pollame esistente e poichè, fra nascite
mancate e morti premature nelle successive fasi d’incubazione e d’allevamento,
 occorrono circa tre uova per ogni allievo, il predetto quantitativo
 è stato calcolato in 1.170.000 pezzi per il 1938, 960.000 pezzi per
il 1949 e 1.050.000 pezzi per il 1950.
Nel prospetto 22 sono riassunti i prodotti reimpiegati nel processo
produttivo come mezzi di nuova produzione.
        <pb n="31" />
        PRODOTTI

1) Cereali
frumento .
segale . .
orzo.
avena . . -
risone . a
granoturco . . .
miglio e panìco . . .

2) Leguminose da seme
fave 2a
fagiuolo . . .

3) Patate e ortaggi (comprese le
superfici degli orti familiari)
patate comuni . . . . . -
fave . ae
fagiuoli . .
piselli . . re =

4) Coltivazioni industriali
lino tiglio . . ”
lino seme .
colza . . .
ravizzone . .
arachide . .
soia . .

PROSP. 22 - Quantità

SUPERFICIE
ettari

iiinnziorenaareniaitin or
i TANTITA” SEME (quintali)
per ettaro | complessiva

A) PER PRODUZIONE

50.040
317
56
795,
22
18.449
15

1,80
1,50
1,50
1,50
1,80
0,55
010

90.072
1.225
84
1.192
40
26.647
2

ALU

fa

0,35
f},65

40
1.020

967
34
.00
78

18,00
1,50
0,65
1.80

35.406
51
65
61

UO

20

|!

840

impiegate per la semina

1

A

TA? REM. i
SUPERFICIE ; QUANTI O ME (quintali) i
ettari per ettaro complessiva

DI GRANELLA ED ALTRO

48.000
660
200
250
6
29.000
90

1,90
1,50
1,50
1,50
1,80
0,55
10

91.200
990
300
375

1

i

5.950

ann

7,65

340

581
36
45
108

18,00
1,50
0,65
0.80

18.498
54

34
RA

380
L00
300
150

1,50
0,90
0,08
1,06
0,60
121

70

1
n

3U PERFICIE
ettari

‘8.600
300
200
250

t0. NO
2

06

..888
35
142
106

62
:20
125
125

a e 0
QUANTITA’ SEME (quintali)
per ettaro | complessiva
A

1,90
1,50
1,50
1,50
1,80
0,55
0,10

92.340
450
300
375
11
22.495

9.65

(40

18,00
{,50
0,65
1.80

33.984
52
92
pe

1,50
9,90
0,06
0,06

343
108
7
        <pb n="32" />
        ‘8

Segue: Prosp. 22 - Quantità impiegate per la semina

2 RODOTTI

:rumento

segale
zo
avena .
granoturco
fagiuolini
oiselli . .
’%lza . .
ravizzone

semi da prato (a):
seme di erba medica
seme di trifoglio pratense
:eme di trifoglio ladino

seme di trifoglio incarnato

altre sementi . . .

SUPERFICIE
ettari

150
326
856
2.550
.020

130

194.

1,920
2.600

4,562
2.290
10.296
2.115
1.842

QUANTITA? SEME (quintali)
per ettaro complessiva

B) PER PRODUZI

1,80
70
1,50
1,50
9,55
0,65
0,80
0,06
noe

270
1.239
1.284
3.825
561
150

155
295

|56

0,40
0,30
2,08
0,30
0.30

.825

687
824
834

| 452?

SUPERFICI
ettari

QUANTITA’ SEME (quintali)
per ettaro I complessiva.
i —— | ————

ONE DI FORAGGI

153
856
902
2.630

20
1,20
1,50
1,50

291

1.284
1.353
2 945

' 016

9,55
1,65

559
151

299

206
5.047
2 570

1.80

165
303

0,06
006

|

154

6.233
3.083
13.811
4.477
4 684

2,40
230
“re

2.493
925
1.104
1.344

0,30

(20

1.405

1 9F 0
i 2
SUPERFICIE i QUANTITA’ SEME tavintali
ettari per ettaro | complessiva

9e
.095
1.155
3,229

1,90
‘50

376
1.642

1,50
1,50
0,55
0,65
0,80
0,06
0,06

1.733
4.843
758
{72

1.978

265

245

10

6.340 |
3.121

380

197

7.999
3.908
17.531
5.926
5.459 |

0,40
0,30
0,08.

3.200
1.172
1.402
| 772

0,30

030

' AAA

a) comprese le quantità reilmpiegate per le superfici destinate esclusivamente a seme.
        <pb n="33" />
        de

2 - Per alimentare industrie trasformatrici

L’industria trasformatrice più importante che si attua nella stragrande
maggioranza delle aziende agricole della pianura è l’allevamento del bestiame,
 mediante il quale si trasformano in latte, carne, lavoro, letame, ecc.
diversi prodotti diretti del suolo: innanzitutto i foraggi, quindi avena,
granoturco, patate, paglie di cereali, mele e pere di scarto, ecc.
Considerando l’agricoltura provinciale nel suo complesso (ove gli
scambi di capitali tecnici circolanti che si verificano fra le singole aziende
concrete non sono che un semplice spostamento nello spazio dei medesimi
capitali) si può affermare senz'altro che la produzione di foraggio viene
reimpiegata per intero nell’alimentazione del bestiame. A tale proposito
è anzi necessario osservare che, in base ai dati statistici ufficialmente rilevati,
 la produzione di foraggi anche incrementata dagli altri prodotti impiegati
 a tale fine (cereali, mangimi, ecc. di cui al prospetto 24), risulterebbe
insufficiente al fabbisogno alimentare del patrimonio zootecnico provinciale.
Poichè la provincia di Brescia notoriamente produce foraggi in misura più
che sufficiente al proprio fabbisogno (una certa quantità di foraggi viene
esportata) il deficit di foraggi non è stato inserito nelle spese per acquisto
di cavitali tecnici.
Le quantità degli altri prodotti indicati nel prospetto 24 sono state
stimate in relazione ai consumi medi delle diverse specie di bestiame
allevato, compresi gli animali di bassa corte.
In particolare il consumo di granoturco è stato così calcolato: Kg 20
per ogni q di peso vivo * per i bovini, Kg 300 per ogni q di peso vivo dei
suini disponibili per la macellazione e Ka 9 per ogni capo di pollame.

PROSP, 23 - Consumo annuo di granoturco per l’alimentazione del bestiame
quintali

bovini .
suini . .
nollame

LR PECIE

Totale

{1928

193.887
217.641
110.970

599 4198

1949

211.492
253.137
91.170

555.799 |

31950

221.128
257.262
100 575

578.965

1 FE’ stata calcolata la consistenza in peso vivo all’inizio dell’anno aumentata della metà
dell'incremento verificatosi nell’anno :
        <pb n="34" />
        2g

Nel seguente prospetto sono indicate le quantità di prodotti reimpiegati
 per l’allevamento del bestiame nel 1938 - 1949 - 1950.

Prosp. 24 - Prodotti reimpiegati per l’allevamento del bestiame
quintali

PRODOT T

segale
orzo.
avena .
granoturco .
patate . .
foraggi . .
paglie di cereali
mele di scarto
pere di scarto
foglia di gelso
siero di latte

928

11 066

16.013
522.498
60.676
8.122.700
2.348.610
463
217
305.460
2299 310

L949

8.286
1.817

555.799
29.480
10.262.440
2.014.500
408
233
1.221.544
330.009

1950

2.708

967

578.965
32.800
9.601.740
2.202.405
370
214
905.570
370.696

Per l’industria enologica si è considerato un reimpiego di circa il
95 % della produzione di uva da vino destinata alla vinificazione. Il
residuo è ceduto infatti a industrie extra agricole insieme a più della
metà delle vinacce ricavate dalla vinificazione; l’altra metà all’incirca
viene utilizzata dai viticoltori per la preparazione dei vinelli.

L’oleificazione delle olive è stata considerata come opera esclusiva
dell’industria olearia extra agricola, che utilizza anche tutte le sanse per
l’estrazione dell’olio con solventi, essendo trascurabile il quantitativo trasformato
 direttamente.

Infine il latte di vacca (quello di capra è interamente consumato allo
stato fresco) di cui abbiamo già riportato le quantità prodotte al netto
delle quote reimpiegate per l’alimentazione degli allievi, ha la seguente
destinazione:
        <pb n="35" />
        ProsP. 25 - Destinazione del laite vaccino
quintali

DESTINAZIONE

1) consumo diretto

1938

756.660

' 049

560.978

195060

596.190

2) trasformazione:

a) aziende agrarie
b) aziende industriali

Totale

411.638
[.118.583

2.286.881

412.512
1.371.720

2.345.210

463.370
1.453.280

2 512.840

All’alimentazione del baco da seta sono stati destinati i seguenti
quantitativi di foglia di gelso:

ANNI
1938
1949
1950

QUINTALI
366.360
98.016
179.460

LA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE

Le produzioni elencate nei prospetti 15. e 16, depurate dei prodotti
reimpiegati come mezzi di produzione (vedi pag. 33 e prospetto 22) e
di quelli reimpiegati (nella misura indicata al paragrafo 2 pag. 38) per
alimentare industrie trasformatrici prettamente agricole, rappresentano le
quantità vendibili dei prodotti diretti del suolo.
Le produzioni indicate nel prospetto 21 (prodotti di prima trasformazione)
 depurate dei quantitativi non trasformati direttamente da aziende
agricole e di quelli reimpiegati come strumenti di nuova produzione (vedi
paragrafo 2 pag. 38) rappresentano le quantità vendibili dei prodotti
indiretti del suolo: in parte venduti allo stato di prima trasformazione
(es. latte) e in parte venduti dopo successive trasformazioni (burro e formaggio).
 In quest’ultimo caso la produzione è stata mediamente calcolata
in ragione di Kg 1,8 di burro e Kg 7,2 di formaggio per ogni quintale
di latte lavorato, considerato che i tipi di formaggio più largamente pro-
        <pb n="36" />
        dotti nella provincia di Brescia sono il grana, l’emmenthal, lo sbrinz, il
caciocavallo e il provolone grasso, lo stracchino. a latte intero e l’uso
monte con grasso non inferiore al 20 %.

PrRosP. 26 - Quantità vendibili di alcuni prodotti di trasformazione
quintali salvo diversa indicazione

PRODOTTI

vino
vinacce . .
latte di vacca
per consumo diretto
per uso industriale

. .. . (ettolitri)

19582

378.640
112.290

756.660
| 118.523

1949

1950

524.638
156.465

521.516
160,550

560.978 | 596.190
1.371.720 1.453.280

latte di capra

per consumo diretto
burro . .
formaggi . . . . .
uova . . . . (migliaia di pezzi)

50.000
7.409
29.638
30.030 |

52.140 57 830
7.425 8.341
29.701 33.363
24.640 | 26.950

Nel prospetto 28 sono indicate le quantità vendibili dei prodotti
diretti ed indiretti forniti dall’agricoltura con i relativi prezzi, a proposito
dei quali è necessario premettere alcune considerazioni delucidative.
Per i prodotti venduti o consumati dagli imprenditori e lavoratori
compensati in natura, si sono assunti i prezzi alla produzione praticati nel
periodo della loro maggiore espressività, cioè subito dopo il raccolto o
durante il raccolto, secondo che questo avvenga in una sola volta o in
più riprese.
Per le produzioni a carattere continuo (latte, carne, uova, ecc.) i prezzi
assunti sono invece quelli medi dell’anno solare.
Per i prodotti parzialmente vincolati si è tenuto conto dei prezzi legali
e dei prezzi effettivi applicati alle quantità rispettivamente soggette a
vincolo o liberamente commerciate.
Per il frumento, in particolare, si è applicato il prezzo legale ai
quantitativi trattenuti dagli agricoltori o conferiti agli ammassi ed il prezzo
di mercato libero al resto, circa il 15 % del prodotto vendibile: media
L 6.277 nel 1949 e L 6.250 nel 1950.
        <pb n="37" />
        Per alcuni prodotti si è tenuto conto, oltre che delle categorie, anche
delle qualità (prima e seconda, comune e scelta, ecc.) sicchè i prezzi esposti
sono spesso il risultato di una media ponderata, desunta da indagini particolari
 o da suggerimenti di esperti.
Nel caso dei bovini e dei suini, ad esempio, i dati assunti per la
ponderazione dei prezzi sono quelli risultati dal prospetto 27.
ProsP. 27 - Composizione percentuale e prezzi medi
per specie e categoria di bestiame

SPECIE

COMPOS, Y% DELLE QUANTITA”

PREZZI MEDI (lire)

CATEGORIE

macellate
1949
1938 | e 1950

allevate

1938

949

L950

Bovini
vitelli da latte .
vitelloni . . . .
manzi e buoi o
tori. a
vacche .

100,0

100,0
16,0
14,0
23,0
2,0
45.0

100,0

15,0
20,0
20,0
2,0
143,0

25,0
50,0 |
25,0

451
393
335
256
9279

41,732
33.328
24.628
23.862
18.902

39.250
31.550
23.400
19.600
17 250

Suini
lattonzoli
magironi . .
grassi .

00,0 100,0
0,1 0,1
7,9 12,0
920 87.9

100,0

56,0
44,0

503
488 .
510

30.765
28.540
29.150

49.500
38.300
35.600

|

In base a tali proporzioni delle specie e categorie sono stati ricavati
seguenti prezzi medi ponderati per quintale:

Mi a,

i

ANNI

3 0v IN
macellato

allevato

8 UU I N
macellato

allevato

1938
1949
1950

335,33 393,00 508,25 496,40
25.990,00 33.328,00 29.078,00 29.786,00
24.233,00 31.550,00 35.938,00 44.572 00
        <pb n="38" />
        165

Per la ponderazione fra bestiame macellato e allevato, intendendo
per quest’ultima sia l’incremento del patrimonio zootecnico che il bestiame
da allevamento venduto, si è considerato che il bestiame allevato sia il
20 e 25 7% circa della produzione carnea per i bovini, rispettivamente
per il 1938 e il 1949-1950, e il 10 % circa per i suini.
Analoghi criteri sono stati seguiti per ovini e caprini ed equini.
Nel caso delle mele, pere, pesche, fagiuoli freschi, ecc., si è consìderato
 che i due terzi almeno sono di qualità « comune » e un terzo
« scelta » (oltre lo scarto) e che i relativi prezzi del mercato ortofrutticolo
all’ingrosso vanno diminuiti di una congrua spesa per il trasporto dal
luogo di produzione al mercato.
        <pb n="39" />
        PRODOTTI.

:) Cereali
frumento . .
iso...
granoturco .
miglio e panico . .

2) Leguminose da granella
tagiuolo (secco)

3) Patate e ortaggi
patate comuni .
asparagi . .
carciofi . . .
ravoli .
cavolfiori . .
sipolle e aglio
pomodoro . . .
pisello fresco. . .
‘ava fresca . . .
‘agiuolo fresco . .
popone e cocomero
-Jasilico cs .
biete e
2arote . .
2etrioli .
2icorie .
ndivie .
iattughe
melanzane
peperoni .
dorri = sr:
prezzemolo
ravanelli .

Prosp. 28 - Valore della

a}

e

’ PREZZO
QUANTITA: | I
(quintali) i (lire)

VALORE
COMPLESSIVO
{milioni di lire)

A) PRODOTTI

ini

1.439.688
1.187
|.126.420
238

146,00
92,00
90,00
110,00

311,71
210,19
0,11
101,38
0,03

0,08
0,08

165

180,00

25,91
8,55
0,34

213.736 40,00
1.465 235,00
72 44,00
4.070 35,00
7.410 51,00
28.605 85,00
9.364 50,00
3.612 45,00
2.042 55,00
16.248 134,00
33.017 28,00
461 240,00
1.605 45,00
1.474 65,00
2.072 90,00
3.447 67,00
8.289 75,00
1.052 100,00
844 48,00
918 72,00
403 105,00
1.611 149,00
2.419 90,00

0,49
1,38
3,43
0,47
0,52
0,11
2,18
7,72
9,11
3,21
0,10
3,19
1,43
9,62
1,10
3,09
0,14
0,04
0,24
0,22

‘produzione lorda vendibile

QUANTITA?
(quintali }

PREZZO VALORE
UNITARIO | COMPLESSIVO
(lire) milioni di lire,

DIRETTI

1.251.509
299
241.192
378

6.277
5.950
4.261
1.000

8.886,7
7.855,7
| 1,8
1027,7
1.5

L1.199,6

89.462
2.584
37
24.707
4,830
23.902
4.760
6.608
3.430
10.845
86.400
435
4.341
.386
1.952
6.065
7.798
10.397
1.733
..809
378
1.522
2.271

1.785
15.000
2.000
1.879
3.500
1.000
3.800
10.000
2.400
83.196
3.000
14,200
2.400
3.900
6.000
2.408
6.800
7.400
5.500
5.500
3.500
7.500 |
2.500

159,7
64,6
0,1
46,4
16,9
“56
18,1
66,1
8,2
88,9
199,2
6,2
10,4
5,4
11,7
14,6
53,0
76,9
9,5
9,9
13.
sua |
57 i

|

L 95

QUANTITA? | PREZZO VALORE
i . UNITARIO COM PLESSIVO
(quintali) (liìre} (milioni di lire)

1.375.554
319
599.782
22

; 11.718,4
6.250 8.597,2
5.650 1,8
5.198 | 3.117,7
5.000 1,7

1.236,7

97.171
2.596
48
14.996
4.570
22.688
4.560
7.849
3.398
10.620
63.667
410
4.104
1.313
1.851
5.746
7.387
9.850
1.642
1.710
362
1.436
2155

3.255
32.000
2.500
1.889
3.000
2.500
3.900
3.900
2.500
8.500
2.500
i7.000
2.150
4.000
3.000
2.500
8.500
6.500
5.000
5.000
7.300
8.500
92 500

316,3
83,1
0,1
28,3
13,7
56,7
17,8
30,6
8,5
90,3
159,2
7,0
8,
5,3
5,6
14,4
62,8
64,0
8,2
83.6
9 /

19,5
Fr4
        <pb n="40" />
        Segue: Prosp. 28 - Valore della produzione lorda vendibile

E:

PRODOT T'!

spinacci
zucchini
zucche . .
fragole .
altri . .

i) Coltivazioni industriali
barbabietola . . .
lino: seme . .
tiglio .
tabacco .
colza .
ravizzone . .
arachide .
sola . ..

5) Coltivazioni floreali

6) Coltivazioni foraggere
seme trifoglio incarnato
seme trifoglio ladino

!) Coltivazioni legnose
uva da tavola . . . ,
uva da vino per consumo diretto
uva per vinificazione . . . .
olive per oleificazione .
limoni .
mele . . .
pere . . .
cotogne . .
melograne -.
pesche . . .
albicocche .

QUANTITA? | PREZZO
O UNITARIO
(quintali) (lire)

VALORE
COMPLESSIVO
{milioni di lire)

6.908
.8.420
7.964
184
3.838

87,50
90,00
26,00.
750,00 |
95,00

0,60
1,66
0,47
0,14
0,36

381

750
2.430
3.686

250,00
70,00
485,00

0,40
0,17
3,24

},02

1,32
3,17
1.15

136
L61

320,00
} 500.00

12,31
0,68
2,29
1,83
2,46
D,05
1,45
1,17
0,01
1,04
0.08

5.500
27.000
28.144
14,460
420
8.807
7.023
80
20
7.710
610

124,00
85,00
65,00
170,00
119,00
165,00
167,00
90,00
70,00
135,00
125.00

QUANTITA?
faquintali)

6.521
17.328
16.895
170
3.618

2.555
2.342
.0.452
3.559
827
16
208

10.666

12.800
35.060
39.215
14.500
340
40.392
38.567
90
10
28.010
200}

PREZZO
UNITARIO
(lire)

5.200
5.500
3.700
48.000
5.500

13.500
3.000
18.500
13.000
13.000
21.000
10.000

25.000

6.988
4.468
3.575
11.000
4.500
3.724
3.714
3.000
3.500
5.600
10 500

VALORE
COMPLESSIVO
milioni di lire)

33,9
95,3
62,5
8,2
199

207.4

34,5
7,0
93,4
46,3
23,8
0,3
21

12

166,6
266.6

10581

89,4
[156,6
140,2
159,5
1,5
150,4
'43,2
0,3
'56,9
41

QUANTITA! PREZZO VALORE
- - | UNITARIO COMPLESSIVO
quintali) (lire) {milioni di lire)

6.156
16.416
16.006
170
3.420

4.700
3.400
1.300
9.000
5200 |!

28,9
105,1
68,8
6,6
17,8

381,8
0,8
14,4
9,6
297,6
13,5
15,9

1.070
3.858
3.710
6.084
1.353
586

750
‘1.500
2.600
18.500
10.000
10.000

10

— | 356,3
23.000 | 356,3

15.492

1.089.0

12.900
36.060
10.233
15.400-360

36.620
35.496
80
10
25.390
340

’.155
1.311
’.693
1.000
3.600
3.919
1060
3.000
3.500
5.500
9000

92,3
191,5
148,6
169,4
2,4
143,5
144,1
0,2
139,6
31

|
        <pb n="41" />
        Segue: Prosrp. 28 - Valore della produzione lorda vendibile

eP#  RODOTT

ciliege . .
susine . .
mandorle .
noci . . .
castagne .
loti o kaki
nespole .

8) Legna

legname da lavoro
.egname da ardere

(me)

i) Vegetali

vino A
sinacce

2) Animali
carne bovina (peso vivo) .
carne equina (peso vivo) .
carne suina (peso vivo) .
2arne ovina e caprina
(peso vivo) .
sjollame . . a
onigli .
atte di vacca . . . . .
‘atte di capra .
QUTILO: i ns 2 e E E E E a
formaggi . . .
ana . . . . . . . . (Kg)
uova . . . (miglidia di pezzi)
vozzoli . . (Eg.)
rOTALE

a

QUANTITA! PREZZO VALORE
. . | "TNITARIO COMPLESSIVO
(quintali) (lire) (milioni di lire}

1.650
2.360
400
700
3.340
1.000

195,00
80,00
200,00
200,00
70,00
80,00

0,32
0,19
0,08
0,14
0,44
0,08

- 26,89
120,00 4,10
800 | 29,79

34.152
è} 848 540

B) PRODOTTI
39,20
37,80
1,40

378.640
12.290

99,84
12.45

275,24
46,92
2,19
36,79

35.270
10.948
79 547

346,86
200,00
507.07

4.266
14,218
2.000
875.243
30.000
7.409
19.638
30.000
30.030
1.962.747

308,72
300,00
370,00
63,00
60,00
.022,00
340,00
21,00
461,00
8,00

1,32
1,37
0,74
118,14
3,00
7,57
18,97
1,89
13,84
12,50
296.49

QUANTITA? PREZZO VALORE
;intali | UNITARIO COMPLESSIVO
(quintali) (lire) (milioni di lire!

720
3.000
170
200
7.710
5.200
50

‘800
3.300
27.000
-2.000
2.500
2.254
3.000

1.8
9,9
4,6
2,4
19,3
11,7
0,3

= 12112
6.250 176,3
416 1 1.034,9

28.204
2.487.687

 NDIREFTTI

pr

2.962,5
2.856,1
106,4

324.638 i
‘56.465

5.444
Fan

47.825
21.500
29,149

19.886,1
3.967,8
227,8
2.459,6

42.600
10.596
84.379

6.052
11.693
2.000
..932.698
52.140
7.425
29.701
82.940
24.640
578.240

[9.170
55.000
13.225
1.810
4.500
31.280.
45.794
600
28.409
313

116,0
643,1
46,5
‘7.296,3
234,6
603,5
. 360,1
49,8
700,0
181,0
35.777 4

9

dd

QUANTITA?
(quintali)

PREZZO
INITARIO
(lire)

1.020
2.990
160
170
5.820
5.500
55

6.700
2.500
25.000
12.000
3.000
2.958
4 000

28.203 . 6.000
2.487.573 400

O

o

521.516
160.550

4.968
620

155.995
11.155
85.754

26.062
19.000
36.801

6.155
12.831
2.000
2.049.470
57.830
8.341
33.363
134.360
25.950
1.094.174.

18.164
55.000
24.100
3.786
3.500
11.350
35.100
750
72.790
379

VALORE
COMPLESSIVO
(milioni di lire}

6,8
7,5
4,0
2,0
17,5
16,3
0.2

1.164,2
169,2
995,0

2.690,4
2.590,9
99,5

19.291,1
4.065,5
211,9
3.155,8

111,8
705,7
48,2
7.759,3
202,4
595,1
1.171,0
100,8
748,9
414,7

27 .928,9
        <pb n="42" />
        }

Si è ritenuto opportuno di riepilogare nel prospetto 29 i valori della
produzione lorda vendibile per gruppi di prodotti, indicando altresì la
composizione percentuale della produzione stessa.

Prosp. 29 - Valore della produzione lorda vendibile
milioni dì lire

19°

194909

1950

GRUPPI DI PRODOTTI

2a) Prodotti diretti

1) cereali . . .

2) leguminose da granella .

3) patata e ortaggi . . .
4) coltivazioni industriali .

5) coltivazioni floreali .

6) coltivazioni foraggere .

7) coltivazioni legnose . .
8) legna

b) Prodotti indiretti

1) vegetali

2) animali

T'otale

COM PLESSO |

382 05

211.71

0.08

25.91

281

0,02

1,32

12,31

26.89

314,44

29 90

275.24

896.49

%

54,9

4,8

37

0.5

0.2

1.8

3.9

45 1

56

29.5

100.0

COMPLESSO] % | coseLEsso| %

12.928.8

326.1

15.947 4

42.0

3.886.7

24.8

11.718.4

2) 0

1.199 6

3,3 | 1.236.7

282

307.4 ! 0.9 | 281.8

1.0

1.9

LO

266.6

07?

356.3

D.9

[.056.1

3.0

10890

209

1.211.2

2!

1.164.,2

3.1

220 848 6

623.9 |21.981.5

520

29829 5

23 | 2 690.4

4

19 2926 1

ss 6 |19991 1

50.9

35477 .4

100.0

2% 998 9

100.0
        <pb n="43" />
        i

La svalutazione monetaria impedisce però, nella comparazione dei
valori assoluti, di separare dal complesso le variazioni dei valori della
produzione lorda vendibile non dovuti alla variazione del potere d’acquisto
della moneta; per questo scopo sono stati calcolati, utilizzando i dati dei
prospetti 29 e 30, gli indici delle quantità. dei prezzi e dei valori riportati
nel prospetto 31.

ProsP. 30 - Valore della produzione lorda vendibile del 1938, del 1949 e del 1950
ai prezzi del 1950, del 1949 e del 1938 per gruppi di prodotti
milioni di lire

GRUPPI DI PRODOTTI

4) Prodotti diretti

1) cereali . . ..
2) leguminose da granella
3) patate e ortaggi. . . .
4) coltivazioni. industriali .
5) coltivazioni floreali . .
6) coltivazioni foraggere ;
7) coltivazioni legnose " .

8) legna

b) Prodotti indiretti

1) vegetali .

2) animali

Lotale

‘1938 | 1949

AI PREZZI DEL

o ——_
194909 1938

17.743,11

284,37

13.844.7

204.50

3,5
1 656.9

18,35

152,5

6,83

1.2

0,02
341

98.2

5877

27 98

1.398 4

23 9289

21.7162.4

200

21377

54 33

19.624. 7

on 54

20 505 5

614,24

1938 | 1950

iI PREZZI DEL

1950

10928

18.946,3

323% 22

14.861,1
4,9
1.873,8
148,3
1,0
95,7
617,2
1.244 3

254 88

[7,92

9,53
0,02
4,96
26.73

29 9282

19,599 5

252 94

1.950.7
[7 42 2

54,07

209.17

28.545 8

890.56
        <pb n="44" />
        GRUPPI
DI
PRODOTTI

2) Prodotti diretti

2) leguminose da granella
3) patate e ortaggi . .
4) coltivazioni industriali
5) coltivazioni floreali
3) coltivazioni foraggere
7) coltivazioni. legnose

i) cereali . .

8) legna Pa

0) Prodotti indiretti

1) vegetali . . .

2) animali .

2omplesso

PROSP, 31 - Indici delle quantità, dei prezzi
_ (base 193?
QU Aa ia x

94°

13,7

36,2

54,9

30,3

37,6
203,8
100,0
373,5
196,8
86.6

'1,6
90,5
100,0
264,9
203,5 |
86,6

105,0

112,2

138,6
00,7

137,9
109,0

18.,è

è dei valori della produzione lorda vendibile
= 100)

a a

949

o

La È

05

1.843

i.394

1.683

1,375

8.125

3.466
1,252

7,066

3.949

3.000

;.000

'.628

1.217

1.274

1.544

3.201

5.000

è 9A

1.228

; 453

a76

1.173

3.430

1.748

313

224

}.851

1.630

3.068

3.000
2.020
2.579

4.504

1.266

7 557

{.225

1.137

A LORI

3

LL:

3.759

4.773
10.021
5.000
2.699
8.846
4.329

6.990

68.863

7.009

1.446
        <pb n="45" />
        LE SPESE

1 - Spese per capitali tecnici e servizi extra aziendali

Per i concimi chimici si sono assunte le quantità distribuite nel
periodo 1 luglio - 30 giugno, rispettivamente delle campagne 1937-38 -
1948-49 - 1949-50, giusta le rilevazioni dell’Istituto Centrale di Statistica.
Le quantità di anidride fosforica, di azoto e di ossido potassico contenute
 in detti concimi rispettivamente per le campagne agrarie 1937-38,
1948-49 e 1949-50 sono le seguenti: anidride fosforica q 81.234, 67.475
e 68.257, azoto q 51.986, 31.461 e 29.915, ossido potassico q 14.982.
8.577 e 11.276.
Per gli antiparassitari si sono assunte le quantità distribuite al -consumo
 e rilevate ufficialmente nelle campagne 1948-49 e 1949-50, mentre
i dati della campagna 1937-38 sono induttivi, fatta eccezione per il solfato
di rame, mancando rilevazioni ufficiali per le singole provincie.
Per le sementi si è tenuto conto dell’intera spesa di acquisto per
quelle non considerate o parzialmente considerate nei reimpieghi e della
differenza di prezzo fra il prodotto venduto e il prodotto acquistato per
quelle già detratte dalla produzione, ma il cui cambio totale o parziale
— al fine di impiegare un materiale riproduttivo selezionato — comporta
una spesa: il cosidetto costo aggiunto. Le quantità relative sono state
desunte dalle vendite effettuate dal Consorzio Agrario Provinciale, con le
aggiunte e correzioni suggerite da un’accurata disamina del fabbisogno e
della produzione, secondo i dati in precedenza esposti.
Le quantità di mangimi acquistate extra-azienda si sono del pari stabilite
 in base alle vendite effettuate dal Consorzio Agrario Provinciale
(opportunamente integrate come sopra) nelle campagne 1948-49 e 1949-50:
quelle del 1938 invece sono interamente presunte.
Il consumo di energia elettrica, come forza motrice destinata al
sollevamento meccanico dell’acqua a scopo irriguo risulta, per quanto
riguarda le utenze esistenti a tal fine in provincia, rispettivamente n 156
nel 1938 con 2.643.000 Kwh consumati, n 372 nel 1949, con 8.494.000
Kwh, n 380 nel 1950, con 12.007.000 Kwh (dati forniti dalla Società
Elettrica Bresciana). La maggiorazione invece di Kwh 500.000 in tutti e
tre gli anni predetti, per tenere conto di altri usi agricoli, quali la trin-
        <pb n="46" />
        55

ciatura di foraggi, la lavorazione del latte e dell’uva, la preparazione dei
mangiini ecc., è induttiva e molto approssimativa.
Le quantità di petrolio e gasolio consumate nel 1938 - 1949 . 1950
fornite dall’U.M.A., sono state opportunamente ridotte per tener conto
delle quantità consumate da non agricoltori (ad es. trebbiatori, essendo
le spese per la trebbiatura compresa nella voce « spese per noleggio macchine
 »); tutte le altre quantità di carburanti e lubrificanti indicate nel
prospetto 32 sono stimate.
I prezzi unitari applicati ai mezzi di produzione suindicati sono
quelli mediamente pagati dall’agricoltore nelle predette tre annate e sono
stati per la maggior parte desunti dai listini mensili del Consorzio Agrario
Provinciale.
        <pb n="47" />
        ProsP. 32 - Spese per

3’

acquisto di capitali tecnici

ft 94 9

‘o

MATERIAL.

i) Concimi

perfosfati miner., d’ossa ed altri
solfato ammonico . . .
calciocianamide (a) . .
nitrato ammonico (a)
nitrato di calcio 13/14
nitrato di calcio 15/16
nitrato di sodio . .
cloruro potassico .
solfato potassico
altri potassici .
salino potassico . .
fosfato biammonico

2) Antiparassitari
solfato di rame . .
ossicloruro di rame
ossidulo . . .
zolfo semplice . .
zolfo ramato . .
solfato di ferro .
arseniati . . . .
solfuri e polisolfuri
solfuro di carbonio .
fluosilicati . . .
fosfuro di zinco . .
derivati da oli minerali

QUANTITA?
(quintali) '

448.667
54.644.
114.878
43.360
93.782
14.611

34,985

970

}.445
450
500 |
450

ce
&amp;lt;

-9
I

i
5
720

PREZZO IM PORTO
UNITARIO | COMPLESSIVO
(lire) (milioni di lire)

46,17

32,50
95,00,
78,00 |
88,00
95,00
108,00

14,58
9,19
8,96
3,82

8,91

1,58

87 00

? 00

165 00

0,14

2,61
1,89
9,08
0,15
0,05
0,03
0,05
0,03
0,01
0,03

200,00
182,75
100,00
105,00

750,00
170,00
225,00
850,00
2.200,00
450,00

QUANTITA?
(quintali)

378.357
45.058
12.509
31.510
45.435
55.980
2.198
1.050
1.450
17.116
1.046
200

{1.557
132

3.305
344
387
22
20
152
12
17
35

|

PREZZO
‘INITARIO
(tire)

2.050
4.900
4.400
4.125
4.220
4.750
5.670
5.625
7.000
5.250
2.800
9,900

13.700
12.000

5.200
6.000
1.000
30.000
5.000
12.000
30.000
55.000
20.000

IM PORTO
COM PLESSIVO
(milioni di lire}

1.762,3

775,6
220,8
55,0
130,0
191,7
265,9
12,5
5,9
10,1
89,9
2,9
20

:47,9
103,5
1,6

7,2
2,1
0,4
‘0

fn1

3
0,4
0,9
1,0

QUANTITA?
(quintali)

376.204
43.266
8.318
23.927
2.545
90.376
9.940
150
200
26.857
617

7.523
574
66
1.910
160

272
622
239

RO

PREZZO
UNITARIO
(lire)

IM PORTO
COMPLESSIVO
(milioni di lire)

1.645,2

1.900
4.750
5.000
3.600
4.200
4.650 !
5.450
4.550
5.300 +
4060 |
2.100 |

714,8
205,5
41,6
86,1
10,7
420,2
54,2
0,7
1,1
109,0
1,3

157,6

11.500
12.500
12.000
6.200
6.800

86,5
7,2
0,8
11,8
1,1

35.000
5.000
12.500
30.000
50.000
34.000

9,5
3,1
n
0,2
0,2
20

(a) riportati al titolo 15/16%.
        <pb n="48" />
        1

Segue: ProsP. 32 - Spese per acquisto di capitali tecnici

I 92 7

I ATERIALI

derivati da vegetali . .
prodotti a base di nicotina .
vreparati diversi . . . .
composti organici di sintesi
esche avvelenate . . .
calce .

3) Sementi
2) costo aggiunto
frumento .
segale . . .
orzo
avena . . .
granoturco.
patata .

p) costo intero
orzo
avena . .
fava . .
pisello . . .
fagiuolo . ..
fagiolini . . .
colza e ravizzone
erba medica . .
trifoglio pratense .
*rifoglio ladino . . .
altre sementi (erbai, ecc.)
seme bachi (once)

QUANTITA?
quintali)

13
30
2

0.000

6.572

è 047

1.081
154

2182

s1
216

150
451
.984
312

1.453
10.520

PREZZO
TNITARIO
fire)

550,00
600,00
500,00

25.00

290 00

30,00

55,00
50,00

145,00 |!

160,00 |
300,00 |

240,00
230,00
580,00
380,00

400,00
29.00

IM PORTO
COMPLESSIVO
‘milioni di lire)

0,01
0,02
0,01

a

0,25

7,72

0,48

0,11

0,22
0.11

0,03

0,01
0,06

D,04
0,10
0,92
0,18

0,58
0.88

QUANTITA?
(quintali)

PREZZO
'INITARIO
(lire)

20
8
44

25.000
30.000

18.000

1.000

1.250

9.462
265
145
772
5.033
1582

2.750
1.500
2.350
1.800
2.500
9 500

70

3.500
3.500
21.000
8.000
8.750

4
251
24

151

2.339 32.000
635 58.000
854 190.000
1.405 28.000
B.618 Ì 2.000

IM PORTO
COMPLESSIVO I
milioni di lire)

0,5
0,5
6,9

10.0

482.0

53,5
0,4
0,3
1,4
2,6
39

1,5
3,5
5,3
1,7
1,3

145,0
36,8
162,3
39,3
17.2

QUANTITA?
(quintali)

PREZZO
"IJNITARIO
tire)

15
44
39
390
14
è NNO

22.500
30.000
30.000
48.000
10.000"
1250 !

‘8.371
83
62
..024
17.366
1.571

2.750
1.600 |
1,350 |
3.000
5.000
2.000

20

7.250
10.000
21.000
23.000
13.000

j2
‘81
[82
[72

1.990
863
972
1.638
14 955

58.000
1° 000
245.000
30.000
2 000

|

IMPORTO
COMPLESSIVO
{milioni di lire)

0,3
1,3
1,2
18,7
0,1
10,0

138.9

50,5
0,1
0,1
3,1
36,8
21

D,5
2,5
5,9
4,2
2,2

173,4
41,4
238,1
49,1
29.9
        <pb n="49" />
        I

Segue: Prosp, 32 - Spese per acquisto di capitali tecnici

1 9E 0

Xx A TERIA L

4) Mangimi

segale . .
orzo
avena .
crusca di frumento
crusca di granoturco
tritello
carina di soia e simili . . .
farinetta di granoturco e varie
miscela per suini . . . . ..
miscela per bovini . . . ..
panelli di lino, granoturco e vari
polpe secche di barbabietole
polpe melassate o integrali
melasso . . . a...
lattolo . LD.
varie...

5) Energia motrice e lubrificanti

energia elettrica . . . . . .
(migliaia di Kwh)
petrolio a»
gasolio , . . . ie .
benzina . . . PE
carboni .
olii lubrificanti

QUANTITA?
fquintali)

9.000
21.000
1.700
77.500
1.150
16.850
21,950
4.050
37.200
19.250
5.100
25.750
1,050
500
1.100
1100

3.143
12.230
983
1.321
8.500
1.500

PREZZO - IMPORTO
UNITARIO COMPLESSIVO
(lire) fmilioni di lire}

20,02

110,00
110,00
105,00
79,00
77,00
75,00
77,00
79,00
79,00
80,00
88,00
56,00
100,00
78,00
210,00
20 00

0,99
2,31
0,18
6,12
0,08
1,26
1,69
0,32
2,94
1,54
0,45
144
0,10
0,04
0,23
0,33

|

3,96

340,00
89,00
77,00
342,00
25,00
550.00

1,06
1,09
0,08
0,45
0,46
0,82

|

QUANTITA’? | PREZZO
i . UNITARIO
(quintali) (lire)

6.000
14.000
1.133
51.666
769
11.219
14.625
2.691
24.810
12.848
3.389
17.163
697
328
734
2 633

4.500
4.500
5.500
5.000
5.000
4.600
,.800
5.020
5.500
5.500
8.000
4.000
6.000
4.500
13.500
5.000

Ì

8.994 8.000
15.638 5.600
3.657 5.500
1.929 15.400
17.000 1.600
2.000 35.000

] IM PORTO
COMPLESSIVO
{milioni di lire}

8399

27,0
63,0
6,2
258,3
3,8
51,6
84,8
13,5
136,5
70,7
27,1
68,6
4,2
1,5
9,9
13,2

306.5

71,9
87,6
20,1
29,7
27,2
70,0

QUANTITA? i PREZZO
i UNITARIO
faquintali) (lirej

IM PORTO
COM PLESSIVO
{milioni di lire}

464,5

4.595
10.614
1.011
23.099
57
3.265
20.196
4.497
8.082
9.372
4.669
7.957
3.547
654
452
927

1.600 21,1
4.600 48,8
5.200 rp
3.400 78,5
3.400 0,2
3,800 12,4
1,500 0,9
1.800 21,6
4.700 38,0
5.000 46,9
5.500 25,7
4.800 38,2
7.000 24,8
3.000 2,0
13.000 5,9
4.500 4,2

355.1

12.507
21.975
5.187
2.716
15.000
9 500

8.000 100,0
4.400 96,7
4.000 20,7
14.800 40,2
1.500 | 22,5
30.000 75,0
        <pb n="50" />
        n)

Oltre l’acquisto dei materiali, di cui è detto sopra, l’agricoltura
sostiene — com’è risaputo — altre notevoli spese per vari servizi di
carattere particolare e generale: le prime riguardano la stalla, le acque
di irrigazione, i noleggi di macchine, i trasporti; le seconde, l’amministrazione.

Per spese di stalla s'intendono quelle destinate all’assistenza veterinaria,
 ai medicinali, ferrature, illuminazione ecc., esclusa la quota di
rimonta (implicita nella determinazione del prodotto lordo vendibile).
Mancando specifiche rilevazioni di queste spese, queste sono state stimate
sulla base delle risultanze dei bilanci di alcune aziende-campioni, in
L 8.257.200 nel 1938, L 596.583.000 nel 1949 e L 578.733.000 nel 1950.
Altrettanto s’è fatto per le acque di irrigazione distribuite a cura di
enti statali o consortili 0 imprese private, desumendone cioè la spesa
media dai bilanci di alcune aziende-campioni e adeguandola poi all’inera
 superficie irrigua della provincia: L 2.500.000 nel 1938, L 150.000.000
rispettivamente nel 1949 e 1950,
Le spese per noleggio di macchine riguardano principalmente la
mietitura, trebbiatura, sgranatura dei cereali e la lavorazione dei terreni
da parte di enti o privati estranei all’agricoltura: in base alle superfici
coltivate nonchè alla produzione conseguita e ai prezzi praticati per le
diverse operazioni suindicate, si ritiene di non essere lontani dal vero
stimando una spesa complessiva rispettivamente di L 12 milioni nel 1938,
di L 600 milioni nel 1949 e di L 550 milioni nel 1950.
I prezzi unitari adottati nella valutazione sia dei prodotti venduti
che dei materiali acquistati non sempre sono quelli dell’azienda; spesso
si tratta dei prezzi relativi a merce resa franco magazzino o base magazzino:
 bisogna quindi considerare le spese di trasporto al magazzino o
all’azienda, quando al trasporto non vi provvedano le singole aziende.
In relazione alla quantità di derrate che si presume siano state trasportate
 con mezzi extra-agricoli, alla percorrenza media e al costo medio
per quintale-chilometro, le spese in parola sono state stimate in L 3.000.000
nel 1938, in L 57,5 milioni nel 1949 e L 67,5 milioni nel 1950.
Infine sono da considerare le spese di carattere amministrativo:
cancelleria, illuminazione, viaggi dei conduttori, postali, ecc.
Si tratta evidentemente delle spese di meno facile accertamento,
per cui è giocoforza ricorrere ancora ai bilanci di aziende-tipo e” deter-
        <pb n="51" />
        i
pig

minarle in percentuale della produzione lorda vendibile (1%): a un
dipresso L 6.963.200 nel 1938, L 357,8 milioni nel 1949 e L 379,3 milioni
nel 1950.

2 . Spese di manutenzione ed assicurazione e quote
di ammortamento

Si tratta delle spese di manutenzione e ammortamento del capitale
fondiario, delle macchine e degli attrezzi, nonchè di assicurazioni contro
gli incendi, la grandine e i danni a terzi (responsabilità civile).
Poichè non si conosce la esatta consistenza quanti-qualitativa e di
conseguenza il valore dei fabbricati e degli impianti aziendali e nemmeno
 della maggior parte delle macchine e attrezzi agricoli, in quanto
non hanno mai formato oggetto di completi accertamenti statistici, sì è
dovuto determinare le spese afferenti al loro ammortamento e alla loro
manutenzione sulla base delle rilevazioni eseguite in parecchie aziendetipo,
 per generalizzare poi all’intera superficie agraria della provincia.
Sulla base dunque di specifiche indagini condotte in tal senso — con
l’avvertenza per altro di adottare per le macchine e per gli attrezzi i
valori risultanti da inventario, trattandosi di strumenti per la maggior
parte esistenti nelle singole aziende e non di nuovo acquisto — si è
presunto che l’ammortamento e la manutenzione dei capitali predetti siano
costati mediamente e complessivamente L. 18 milioni nel 1938, L. 1.450
milioni nel 1949 e L. 1.500 milioni nel 1950.
Per quanto riguarda le spese di assicurazione, al netto naturalmente
degli indennizzi riscossi dagli agricoltori, si ritiene — sentiti anche
esperti in materia — che siano ammontate a L. 6 milioni nel 1938 e
a L. 300 milioni in ciascuno degli anni 1949 e 1950. .

3 - Entità complessiva delle spese

L’ammontare complessivo delle spese negli anni 1938, 1949 e 1950
ripartito per categoria e con la relativa composizione percentuale viene
riportato nel prospetto 33.
        <pb n="52" />
        PRrosP. 33 - Entità delle spése
valori in milioni di lire

1 93 8

19 4

E

1950

CATEGORIE DI
SPESA

a) Spese per capitali
lecnici e servizi extra
aziendali

1) concimi . . .
2) antiparassitari.
3) sementi . . . .
4) mangimi se.
5) energia motrice e
lubrif. . 0.
6) spese per la stalla


7) spese per acque
irrigue .
8) spese per noleggiò
 macchine

3) spese per trasporti
10) spese varie . .

b) Spese e quote di
manutenzione, assicurazione
 e ammortamento


|) manutenzione e
ammortamento

2) assicurazione

Totale

VALORE

109,20:

82.0

46,17
2,61
3,72
20.02

342 |
20

28

15.0

3.96

36

426

as

2560

{6

12,00 | 90
3,00 |
896 |!

2,2
5.2

24,00

12.0

18,00

14 5

5.00

bs

133,20

100.0 |

VALORE

5.300,5

1.762,3
147,9
482,0
82399

306,5

596.6

150,0

600,0
57,5
257 82

1.750.0

{4506

300.0

7,.050,5

7A

VALORE

75,2

4.986,8:

25,8
2,1 |

1.645,2
157,6
638,9

6,8

11,9

464,5

Lab

355,1

RE

578,7

21

150.0

85
0,8
51

550,0
67,5 |
37993 |

|

24,8

1.8200.0

90.È

1.500.6

L,2

200.0

100.0 | 6.786,8

”

73,5

2413
2,3

9,4
6.9

5.2

5

23

8,1
1.0

5.6

26,5

22,1

4h

100.0
        <pb n="53" />
        o WELT- - -
3ig 292 water 20. 9. dA

[IL PRODOTTO NETTO

] - L'ammontare del prodotto netto

L’ammontare del prodotto netto negli anni considerati risulta dalle
cifre riportate dal prospetto che segue: -

ProspP. 34 - Il prodotto netto
valori in milioni di lire

PRODUZIONE LORDA VENDIBILE,
SPESE, PRODOTTO NETTO

Produzione lorda vendibile
a) prodotti diretti . . .
b) prodotti indiretti .

Spese

a) spese per capitali tecnici e
servizi extra aziendali . . . -
b) spese e quote di manutenzione,
assicurazione e ammortamento .

PRODOTTO NETTO

gg 2

VALORE

696,49

382,05
214 44

133,20

09.20 |

400 |!

563,29

100.0 |

549 |
45 1!

1207

15.7 |

2}

20.9

VALORE

35.777 4

12.928,8
92 9248 6

71.050.5

5.300,5

1.750,0

28 726.9

Ai @

100.0

26,1

63.9

19,7

148 |

so |

20 2

985 rn

VALORE

37.928,99

15.947,4
21.981.5

6.786,8

4,986.8

1 200 0

21 149 1

A

100.0

42.0
58.0

17.9

18,1

L,.E

22.1
        <pb n="54" />
        2 - Considerazioni conclusive

1 risultati finali del presente lavoro, riportati nel prospetto 34,
sono stati così commentati dal Capo dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura
 dr. Ugo Volanti:
« Come s’è avuto occasione di far rilevare, l’ammontare del prodotto
netto è dato dal valore della produzione lorda vendibile meno le spese
per l’integrazione dei capitali e dei servizi extra-aziendali. Nel prospetto
34 si è.riportato il valore del prodotto netto che è risultato di 563 milioni
e 290 mila lire nel 1938, di 28 miliardi 726 milioni e 900 mila lire
nel 1949 e di 31 miliardi 142 milioni e 100 mila lire nel 1950.
«Per un lavoro più completo sarebbe stato interessante esaminare
la distribuzione del prodotto netto nelle singole regioni di montagna,
collina e pianura attraverso uno studio dettagliato delle singole zone
agrarie.

« Il valore del prodotto netto, riferito alla superficie produttiva nelle
singole regioni, ci avrebbe fatto rilevare un interessante confronto dei
contributi che l’agricoltura dà al tenore di vita delle popolazioni nelle
singole zone agrarie. Ma la necessità di non protrarre ulteriormente la
pubblicazione del presente studio, consiglia di rimandare ad uno dei
prossimi anni un’eventuale indagine più dettagliata.
« Due fatti importanti si possono rilevare dall’esame delle percentuali
 esposte nel prospetto 34:
— l’incidenza delle spese per capitali tecnici e servizi extra-aziendali
 che sono sensibilmente diminute nel 1950 rispetto al 1938 e il 1949;
— la preponderanza nel 1950 e specialmente nel 1949 dei prodotti
indiretti rispetto a quelli diretti, mentre un fenomeno inverso si rileva
nell’annata agraria 1938. Questo fatto conferma che mentre prima della
guerra (vedasi prospetto 29) il valore dei cereali (prodotti diretti) incideva
 sulla produzione lorda vendibile totale con ben il 44.8 %. nel 1950
tale percentuale scendeva a 30,9 %,
« In contrapposto, la percentuale della produzione zootecnica (prodotti
 indiretti), saliva da 39.5 nel 1938 a ben 50,9 nel 1950.
« Questo fatto importante mette in evidenza che l’azione svolta dalle
Organizzazioni provinciali (Camera di Commercio. Ispettorato Agrario,
        <pb n="55" />
        Si

Organizzazioni sindacali e zootecniche) a favore del bestiame, nel 1950
cominciava già a dare i primi risultati. Difatti, scorrendo i dati della
consistenza del bestiame (prospetto 17) si constata con soddisfazione che
nel 1950 il peso vivo complessivo in quintali dei bovini, degli ovini
e dei suini, è notevolmente aumentato rispetto al 1938.
« Negli anni successivi il patrimonio zootecnico ha continuato a
migliorare ed aumentare. Difatti nel 1952 avevamo, rispetto all’anno
precedente, ben 34.349 capi bovini in più, con un incremento di ben
10.000. vacche.
«Si deve dunque continuare ad insistere ad aumentare il più possibile
 il patrimonio zootecnico che dovrebbe costituire il cardine dell’agricoltura
 bresciana ed italiana. La stalla rappresenta sempre la base su
cui fare assegnamento per incrementare tutte le produzioni. Con una
stalla efficiente si ha un’abbondante produzione di letame che, sposato con
i concimi chimici, è in grado di dare un ulteriore impulso produttivo.
« E’ logico che per raggiungere questa méta è indispensabile migliorare
 ed estendere l’irrigazione ed introdurre la fertirrigazione tanto in
pianura quanto in collina e in montagna.
« Specialmente nella regione collinare, per lo più dotata di terreni
permeabilissimi, l’elevata temperatura e la quasi ininterrotta ventilazione
 estiva provocano una rapida evaporazione dell’acqua contenuta negli
strati superficiali. La produzione foraggera subisce tali falcidie da costringere
 il mezzadro o il piccolo coltivatore a svendere parte del bestiame.
Con la diminuzione del carico diminuisce la produzione del letame, precipita
 la fertilità del terreno e le produzioni unitarie di tutte le colture
si riducono ai minimi termini.
«Ne consegue un preoccupante abbassamento del tenore di vita di
quelle laboriose popolazioni. Appare quindi evidente la necessità di
intervenire con l’acqua che rende possibile la vegetazione alle colture
intensive e lo sfruttamento al massimo di tutti gli altri fattori della produzione:
 il sole (luce e calore) e la concimazione organica e chimica.
«La Camera di Commercio, con la collaborazione dell’Ispettorato
Agrario, delle Banche locali e delle Organizzazioni sindacali agricole ha
già iniziato un proficuo lavoro di impulso alla diffusione dell’irrigazione
a pioggia nella collina e nella montagna, dove le terre non sono economicamente
 sistemabili per ricevere la tradizionale irrigazione a scorrimento.
        <pb n="56" />
        «Si stanno raccogliendo i primi frutti dell’azione intrapresa e si
è convinti che nelle successive rilevazioni, il prodotto netto agricolo-forestale
 sarà progressivamente superiore.
«In ogni caso deve. essere continuata un’azione perseverante per
migliorare ed aumentare il patrimonio zootecnico. Non possiamo e non
dobbiamo dimenticare che nel 1938, nel famoso periodo della battaglia
del grano, il tornaconto economico per la coltura del frumento prese
il sopravvento su quello dell’allevamento del bestiame. Non dobbiamo
dimenticare inoltre che nello stridente contrasto, specialmente il montanaro
 bresciano diminuiva allora talmente il patrimonio zootecnico da
costringerlo a vendere ed esportare il fieno che veniva in parte trasferito
in Svizzera. In quella Nazione, con fisionomia alpina analoga alle nostre
valli, dove si perseguiva una intelligente politica zootecnica, si eliminavano
 i seminativi per sostituirli con il prato ».
«Da noi invece, oltre ad esportare col fieno la fertilità di quelle
povere terre, si commetteva il grossolano errore di dissodare terreni
saldi e prati stabili aumentando il pericolo di asportazione di terra con
la conseguente discesa delle pendici verso il piano e con i disastrosi
risultati che abbiamo purtroppo sofferto nel Polesine ed in Calabria.
« La Provincia di Brescia è sulla giusta strada e con l’esempio addita
alle altre provincie italiane la via che si deve seguire per il miglior
benessere di tutta la Nazione ».
        <pb n="57" />
        TIPOGRAFIA
MORCELLIANA
BRESCIA - 1954
        <pb n="58" />
        <pb n="59" />
        <pb n="60" />
        <pb n="61" />
        <pb n="62" />
        <pb n="63" />
        <pb n="64" />
        <pb n="65" />
        <pb n="66" />
        <pb n="67" />
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>
