Particolare rilievo merita il fenomeno temporalesco, sia
per la frequenza, sia per la violenza dei temporali e le gravi
conseguenze sui raccolti, particolarmente per l’uva.

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L’irrigazione, elemento essenziale per lo sviluppo della
agricoltura astigiana è ancora poco diffusa e pertanto gravissimi
 sono gli effetti della siccità estiva.
L’unico canale irriguo in provincia di Asti degno di rilievo
 è il « S. Marzano » (con una portata media di 3.000 litri
 al secondo), derivato dal fiume Tanaro in territorio di Barbaresco
 (Cuneo), regione Rocche, che ha uno sviluppo di
Km. 16,5 e provvede a d un comprensorio attuale di 352 ha, dei
quali 115 in Comune di Castagnole Lanze; 153 in Comune di
Costigliole d’Asti; 72 in Comune di Isola d’Asti e 2 in Comune
 di Asti.
Il 70 % della superficie irrigata è coltivata a prato stabile;
 la rimanente, a seminativo (in primo raccolto) ed orto
(in secondo raccolto), ed anche a solo seminativo, seguito dal
mais.
La zona maggiormente soltoposta ad irrigazione (oltre
a quella servita dal « S. Marzano ») è naturalmente situata a
lato del Tanaro (unico corso d’aequa di una certa importanza),
 particolarmente in Comune di Asti. Trattasi di acqua d’infiltrazione
 (e non di falda freatica), che viene sollevata con
motopompe e destinata in misura preponderante alle colture
orticole ed industriali (tabacco).
Purtroppo il percorso del Tanaro in territorio Astigiano
 è alquanto limitato, attraversando una ristretta zona, al
centro della provincia, profonda non più di 30 Km.
Anche la vallata del Belbo consente, sia pure in misura
più limitata, possibilità irrigue, mediante l’utilizzazione diretta
delle acque o con l’escavazione di pozzi.
Per il suo corso limitatissimo (di alcuni Km.) le acque
del torrente Borbore, possono essere utilizzate solamente per
gli orti del capoluogo.
A scopo irriguo vengono pure utilizzate, quando possibile,
 le acque del Tiglione (con una portata per altro scarsissima),
 sopratutto ai margini con la provincia di Alessandria.

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