dove viene coltivata la barbabietola da zucchero, destinata
allo zuccherificio di Spinetta Marengo (Alessandria).
Pure la Bormida di Cengio fornisce acqua per scopi irrigui,
 specie nei Comuni di Vesime e Monastero Bormida; per
un periodo limitato nell’anno, vengono anche sfruttate le acque
 del Triversa e del Versa.
La Valle del Triversa — interessante i Comuni di Baldichieri,
 Villafranca, Maretto, Roatto, Montafia ece. — è caratterizzata
 da sorgenti e da numerosi pozzi artesiani in grado
 sì di fornire acqua per tutto l’anno, ma di portata insufficiente.
 Trattasi di polle o fontanili dello stesso tipo di quelli
delle prealpi lombarde. Le acque vengono destinate, in modo
prevalente, ai prati permanenti di cui è ricca la zona.
Dove non risulia proficuo lo sfruttamento dei corsi d’acqua
(che rappresentano ben poca cosa in confronto alle necessità
dell’agricoltura locale), si provvede alla irrigazione sollevando
 l’acqua dal sottosuolo sfruttando le falde freatiche giacenti
sovente ad una profondità di oltre 100 metri. Vengono perciò
costruiti pozzi in muratura (spesso con l’avanpozzo, attesa la
notevole profondità) e l’acqua viene portata in superficie con
l’uso di motori a scoppio od elettrici, che sono venuti a sostituire
 la classica noria, ormai del Lutto scomparsa.
Per incrementare ed aumentare ulteriormente la disponibilità
 di acqua, sono in corso due iniziative per la costruzione
 di due nuovi canali irrigui.
Il primo denominato « Asti-Castello d’Annone » verrebbe
 derivato dal fiume Tanaro nei pressi del capoluogo e permetterebbe
 di irrigare i terreni alla sinistra del Tanaro, appartenenti
 ai Comuni di Asti, Azzano, Castello d’Annone; il
secondo, interessante anche le provincie di Cuneo e Torino,
prevede l’irrigazione dell’Agro di Poirino (in cui è incluso
il comune di Villanova d’Asti) derivando le acque del Po a
Casalgrasso.

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