Fra i cereali la produzione complessiva di frumento per
l’anno 1938 risulta nettamente inferiore a quella del 1949 e
1950 non ostante che la superficie totale (integrante e ripetuta)
 allora investita a frumento fosse superiore (Ha 37.840
contro 34.075 e 36.000). Ciò deve essere imputato in parte
all’andamento climaterico sfavorevole ‘ed in parte alle rese
unitarie, più elevate, oggi conseguibili mediante sistemi più
razionali di coltivazione e l’impiego di sementi elette.
Per orzo, segale ed avena si constata per gli anni postbellici
 un fortissimo incremento di produttività dovuto ad aumento
 di superficie ed a rese unitarie superiori. Anche per
dette coltivazioni l’andamento climatico del 1938 risultò sfavorevole.

Fenomeno opposto si riscontra per il mais: ad una maggiore
 superficie sottoposta a coltura nel 1938, corrisponde conseguentemente
 una maggior produzione. Il 1950 fu d’altronde
negativo a causa del lungo periodo di siccità che non permise
un regolare sviluppo della vegetazione.
[ quantitativi di paglia prodotti sono stati stimati tenendo
conto dei normali rapporti che per ciascuna specie di cereale
intercorrono fra granella e paglia, in relazione al particolare
andamento stagionale, alle varietà allevate, fittezza di semina e
condizioni agrogeologiche locali. I rapporti utilizzati al riguardo
 sono stati i seguenti:

Anno _1938
frumento (per QLL prodotio)
segale
Orzo
avena
granoturco
altri

1,50
1,80
1,20
1,40
1,85
1.60

Anno 1949 e 1950
1,40
1,80
1,20
1,40
1,85
1.60

La produzione così ottenuta non è stata però considerata
come totalmente destinata a lettime e simili; una percentuale
di essa, variabile a seconda degli anni, è stata trasformata in
unità foraggere e considerata quale foraggio accessorio. In
non pochi comuni, infatti, l’agricoltore a causa della cronica
scarsezza di foraggi utilizza questi dopo averli « tagliati » a fienagione,
 sul campo stesso, con paglia.

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