Per le leguminose da seme si nota un incremento di su»
perficie e di produzione per fave e pisello, mentre per gli
ortaggi si registra in genere un netto miglioramento nelle cifre
post-belliche nei confronti del 1938; sedani, cardi, finocchi,
cavoli, bietole, piselli, peperoni, fagioli, denunciano un indice
 di produzione notevolmente superiore al 1938.
La voce «altri ortaggi », dalla statistica rilevata per i
cingoli ortaggi limitatamente al 1949 e 1950, è stata, per il
1938, stimata rapportando questi ai principali ortaggi + tenendo
 calcolo delle variazioni intervenute negli anni in questione.

Per stimare la produzione degli orti familiari si è cireoscritta
 l’indagine unicamente agli ortaggi che trovano posto
in ogni orto a carattere familiare (peperoni, pomodori, cavoli,
insalate varie, sedani e cardi) ed applicando ad essi le stesse
variazioni percentuali attribuite agli ortaggi coltivati in orti
industriali ed in pieno campo.
Le coltivazioni industriali e floreali non rivestono particolare
 importanza, nè denunciano una particolare area di coltivazione,
 eccezione falta per il tabacco, con area di insidenza
lungo il fiume Tanaro ed il torrente Relbo.

Le colture arboree, rappresentate quasi totalmente dalla
vite, costituiscono le principali coltivazioni della provincia.
La vite è per la totalità in coltura intensiva -— specializzata —.
e presenta per gli anni considerati un costante aumento di superficie
 e di produzione. Come è evidente dal prospetto, trattasi
 nella quasi generalità di uva da vino, di cui una parte
viene, per altro, consumata direttamente. Trascurabile l’uva
da tavola.
I fruttiferi hanno segnato per gli anni post-bellici notevole
 miglioramento quantitativo e qualitativo. Nei confronti
del 1938, gli anni 1949 e 1950 denunciano, in prova di ciò,
produzioni superiori, segnatamente per pero, melo, nocciolo
e pesco. Questi sono inoltre i soli in coltura specializzata; per
le altre trattasi infatti quasi sempre di piante sparse. Solo il
ciliegio denota un persistente e cronico regresso, dovuto allo
elevato costo di produzione causato dalle spese di raccolta elevatissime,
 alle quali fa riscontro un prezzo di vendita inadeguato.


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