La produzione di legna da ardere è localizzata particolarmente
 nella Valle Bormida e nei comuni posti a nord del capoluogo,
 con qualche eccezione in altre ristrette zone. La produzione
 di legna da ardere, come denunciano le cifre, va contraendosi
 sia per far posto ad altre colture sia perchè soppiantata
 dai combustibili a più elevato potere calorifico e di più
vomodo uso (carbone, nafta, gas liquidi, ecc.).

Il legname da lavoro presenta identica distribuzione a
quello da ardere per quanto riguarda rovere, robinia e castagno.
 L’essenza più coltivata e sulla quale puntano gli agricoltori,
 specie per gli alti prezzi raggiunti e la possibilità di facile
 dimora, è il pioppo. Circa il 60 % della produzione complessiva
 si ritiene sia fornito da esso; la relativa destinazione
ed utilizzazione è data per il 50 % da tavolame e legna da
carta, per il 30 % da legname per fiammiferi e per il 20 %
da trancia.
Prima di concludere questo breve commento delle produzioni
 rilevate negli anni in esame, è utile far presente che,
a ‘differenza di altre provincie, non si sono verificate, negli
anni considerati, particolari ostacoli al normale svolgimento
del lavoro, perchè essendo la quasi totalità delle aziende condotte
 e lavorate direttamente dai proprietari, non si ricorre
— generalmente — a mano d’opera estranea nemmeno per
effettuare quei lavori che hanno un termine improrogabile
(quali la raccolta delle frutta, del tabacco, i trapianti ecc.).
I rapporti tra impresa e inano d’opera, relativamente alle
 non molte aziende condotte ad economia con mano d’opera
salariata, anche nei periodi più tesi sono sempre risultati almeno
 « discreti ».

Prodotti indiretti o di trasformazione

{[ prodotti indiretti o di trasformazione vengono indicati
nel prospetto n. 2). Fanno eccezione quelli che derivano dal
loro reimpiego (quali burro e formaggio) di cui si tratta nella
parte relativa alla produzione lorda vendibile. Per aleuni di
essi si dispone di dati definitivi, rilevati annualmente dalla

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