statistica ufficiale; pertanto in tal caso, i relativi valori vengono
 assunti integralmente. Così per il vino, per i bozzoli e
per la lana. Limitatamente al 1949 e 1950, per il latte di vacca
 e di pecora.
Poichè oltre al vino, bozzoli, lana e làtte, formano og.
getto di indagine anche la carne, le uova, il miele e la cera,
verranno di volta in volta fornite notizie sulla valutazione effettuata.


La produzione delle vinacce è stata determinata ritenendo
 che esse corrispondano, in media, al 20 % dell’uva vinificata.


Per l’accertamenio della produzione della carne (bovina,
 equina, suina, ovina e caprina), indicata nel prospetto n.
3), sì è utilizzato il eriterio seguito a suo tempo dall’Istat. La
produzione carnea è nel complesso fornita dall’aumento netto
 di peso vivo (incremento utilizzato, che può essere anche
negativo se nell’anno si è utilizzata una quantità di carne superiore
 a quella prodotta) e dal peso vivo del bestiame macellato
 (incremento utilizzato).
Due sono quindi i valori calcolati: l’incremento (positivo,
 o negativo) di peso vive denunciato dal bestiame; le quan.
lità macellate.
Per il primo si è presa per base la consistenza del bestiame
 all’inizio ed alla fine di ciascun anno ed il rispettivo
peso vivo medio per capo: la differenza fra le due consistenze
 moltiplicata per il peso vivo medio per capo, ha fornito lo
incremento (positivo o negativo) di peso vivo.
Sommando a detto incremento il peso vivo del bestiame
macellato nel periodo preso in considerazione, sì è ottenuta la
produzione carnea.

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