l’anno precedente, per il 1949 si sono utilizzate rispettivamente
 le valutazioni del 1949 e 1950; per il 1950 quelle del
1950 e 1951.
Per il 1938 ci si è valsi direttamente dei dati in possesso
dell’Ufficio e riflettenti la consistenza del bestiame in epoche
diverse del periodo considerato (marzo 1937 - marzo 38). Pur
non essendo stato preso in considerazione il periodo gennaiodicembre
 1938, si hanno fondati motivi per ritenere che il
riferimento al marzo 1937 - marzo 1938 rispeechi fedelmente
la situazione dell’anno 1938.
Per quanto concerne il peso vivo medio a capo non si
è stimato opportuno applicare ad essi le stesse variazioni percentuali
 verificatesi nei pesi medi a capo per il bestiame macellato;
 ciò in quanto per il 1938 questi ultimi non erano noti
ed in secondo luogo perchè la composizione per categorie del
bestiame macellato è diversa da quella del bestiame in allevamento.

[1 peso vivo medio per capo per i bovini, equini, suini,
ovini e caprini è stato perciò calcolato tenendo presente la
composizione di ciascuna categoria, il numero dei capi per
ogni singola categoria, loro peso medio e quello cemplessivo.
Per i bovini si è addivenuti alla seguente classificazione
con a lato il rispettivo peso medio singolarmente attribuito:
vacche: q. 5,20 - tori: 7 - torelli: 3 - buoi: 7,8 - manzi:
4 - vitelloni: 2,5 - vitelli slatt.: 1 - vitelli latt.: 0,45. (Per
il 1949 ed il 1950 il peso dei buoi è stato ridotto a Q1. 7,50).
Per gli equini :
cavalli: q. 5 - asini: 2,30 - muli: 3,75.
Per 1 suini :

suini grassi: q. 1,70 - magroni: 1 - lattonzoli: 0,20 - (per
il 1949 ed il 1950 il peso dei suini grassi è stato ridotto a QL.
1,50).
Nel prospetto n. 3 a) sono stati riportati — per specie —
i dati relativi alla consistenza del bestiame, peso vivo medio
(calcolato con media aritmetica ponderata, utilizzando quali
termini il numero complessivo dei capi ed il loro peso vivo
totale. Questo a sua volta è stato determinato ripartendo ciaseuna
 specie in categorie numericamente definite ed appli-#]

