nari e straordinari. Essa è stata valutata a circa il 70 % per
il 1938 ed all’80 % per il 1949 e 1950.
La quantità di legname da lavoro reimpiegata risulta,
in tale modo, la seguente:
Anno 1938 = me. 3.710
Anno 1949 = me. 10.340
Anno 1950 — me. 11.660
Notevole pure il reimpiego della legna da ardere, per
cui non si è molto distanti dal vero valutando che rispettivamente
 per i periodi 1938 e 1949-50 circa il 70 % e 60 %
della legna prodotta sia stata direttamente utilizzata nel processo
 produttivo.
Si ha così rispettivamente:
Anno 1938 = QI. 217.210
Anno 1949 = Ql. 187.696
Anno 1950 = QLL 167.233
{n considerazione della trascurabilissima produzione di
vimini, si è ritenuto che tuito il complesso della produzione
sia stato destinato al reimpiego. Del pari si è ritenuto che
identica sia stata la destinazione delle canne, atteso l’elevato
loro impiego in viticoltura e per usi aziendali.
Sia il lavoro animale che il letame non sono stati presi
in considerazione, potendosi ritenere che tutto il complesso
della produzione sia slato retmpiegato.
Ultima voce da esaminare: le uova destinate alla formazione
 delle cove. Îl quantitativo è stato calcolato ammettendo
che ogni anno si rimuovi il 60 % della consistenza e che per
ottenere il numero dei pulcini desiderato, sia necessario aumentare
 quello delle uova poste ad incubare nel rapporto di
50 a 100. (Si è ammesso cioè che su 100 uova impiegate, soltanto
 in 60 casi si abbia la nascita del pulcino).
In conseguenza, prendendo come base la consistenza annua
 dei gallinacei (come già segnalato precedentemente la
produzione delle uova di tacchina, anatra, oca e faraona è destinata
 totalmente al reimpiego) si sono slimate come segue
le uova reimpiegate:
Anno 1938 : pezzi n.
Anno 1949 : »
Anno 1950 : »

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