tendenza a razionalizzare sempre più i trattamenti, allo scopo
 di diminuirne i consumi ed il costo di produzione dei relativi
 prodotti.
Tuttavia si nota spesso, in diverse zone, un impiego troppo
 accentuato di prodotti a base di sali di rame, mentre del
tutto opposta è la situazione per gli insetticidi, il cui utilizzo
è ancora scarso e stravrdinariamente inferiore alle necessità,
anche se quest’ultime non sono eccessive, stante la ancora
limitata diffusione della frutticoltura.

Spese per sementi.

Sono state prese in esame le sementi non prodotte in provincia
 e, parzialmente, quelle che, comunque prodotte, non
risultano sufficienti al fabbisogno locale e per le quali l’agri.
coltore ha dovuto procedere ad un effettivo esborso di denaro.
Per altre, viceversa, si è tenuto presente l’invalsa abitudine
 di procedere al cosidetto « cambio seme », consistente
nel baratto con un ugual quantitativo di prodotto, più il versamento,
 da parte dell’acquirente, di una somma integrativa
che costituisce il cosidetto « costo aggiunto ».
Il costo aggiunto è stato calcolato per tutte le sementi
incluse nel prospetto, eccezion fatta per barbabietola da zucchero,
 erba medica, trifoglio pratense e seme bachi.
Naturalmente non sono state prese in considerazione le
sementi i cui quantitativi sono slati opportunamente detratti
dalla produzione e direttamente utilizzati.

Spese per mangimi.

L’alimentazione del bestiame riveste una discreta importanza
 per la provincia di Asti, anche se non sempre, da parte
degli allevatori, si seguono criteri razionali e tecnici nella
somministrazione degli alimenti.
Come già accennato in precedenza, l’indirizzo lattierocaseario
 è scarsamente seguito, predominando- l’allevamento
del bestiame da macello. Si tratta di vitelli alimentati quasi
sempre direttamente dalla madre e che soltanto negli ultimi

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