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        <title>Il prodotto netto dell'agricoltura astigiana negli anni 1938 - 1949 - 1950</title>
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            <idno>1983460257</idno>
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  <text>
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      <div>
        <pb n="1" />
        STUDI SUL REDDITO NAZIONALE

promossi

dall'A STITUTO CENTRALE DI STATISTICA

IL PRODOTTO NETTO

DELL’AGRIGOLTURA ASTIGIANA

negli anni 1929 - 1949 - 19a0

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A cura della
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA DI ASTI
        <pb n="2" />
        STUDI SUL REDDITO NAZIONALE

promossi

Jdall’ISTITUTO CE.:ATRALE DI STATISTICA

IL /PRODOTTO NETTO
NELL’AGRIGOLTURA ASTIG Imi

Negli anni 1928 - 1949 - 1930

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7 g Weir 29, A, 5 7.

A cura della
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA DI ASTI

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INDICE

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PREFAZIONE .

NOTA INTRODUTTIVA

CENNI SULL'AMBIENTE ECONOMICO-AGRARIO ASTIGIANO
1°) LA PRODUZIONE LORDA
2°) 1 PRODOTTI REIMPIEGATI

&amp;gt;) LA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE
{°) LE SPESE .

5°) IL PRODOTTO NETTO

pag

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51

57

23

35

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        PREFAZIONE

La Camera di Commercio di Asti, aderendo di buon grado
 all’invito rivoltole dall’Istituto Centrale di Statistica, hu
disposto per la preparazione di questo studio, che rientra in
quello generale e riferito a tutto il territorio nazionale, alla
cui formazione concorrono tutti gli Uffici Provinciali di Statistica
 d’Italia. |
L’elaborato tende a calcolare l’entità del prodotto netto
dell’agricoltura, a far conoscere il contributo del settore agri.
colo al processo produttivo della provincia ed a porre in evidenza
 aspetti interessanti dell’economia agraria astigiana, fonte
 di vita e di lavorn per un’alta percentuale (68.5%) della
popolazione.
Il lavoro ha presentato non lievi difficoltà, connesse con
la natura stessa dell’indagine e la complessità della materia
che ne forma l’oggetto; non si ha quindi la pretesa di aver fatto
opera scevra da lacune e da errori. A questo riguardo, questa
Camera di Commercio ringrazia sin d’ora gli studiosi e gli esperti
 che vorranno far pervenire — in previsione di un’estensione
dell’indagine agli anni 1951 - 1952 - 1953 -— suggerimenti e
proposte intesi a perfezionare l’elaborato ed a renderlo sempre
 più corrispondente agli scopi che si intendono conseguire.
Ha dato opera particolare alla redazione della presente
monografia, il Dr. Ezio Barbero, capo della Sezione Agricoltura
 di questa Camera di Commercio ed hanno collaborato.
con dati ed. elementi di computo, L’Ufficio Provinciale di Statistica
 e l’Ispettorato Asrario Provinciale.

IL PREFETTO
Commissario Straordinario

Dr. G. QUERCI

IL SEGRETARIO GENERALE
Dr O CENA
        <pb n="5" />
        NOTA INTRODUTTIVA

Per la determinazione del prodotto netto, o reddito globale,
 dell’agricoltura della provincia di Asti, per il periodo
considerato, sono state prese in esame le annate agrarie 1937-38.
1948-49, 1949.50 e si è proceduto al computo seguendo, in
linea di massima, i criteri adoltati dall’Istituto Centrale di
Statistica per il calcolo del prodotto netto agricolo nazionale.
Lo studio è stato elaborato e condotto a termine attraverso
 otto successive fasi che possono così individuarsi:
1°) Prodotti diretti del suolo;
2°) Prodotti indiretti o di trasformazione;
3°) Determinazione quantitativa dei prodotti reimpiegati:
a) come mezzi produttivi;
b) per alimentazione di industrie trasformatrici:
4°) Determinazione quantitativa dei prodotti vendibili;
5°) Accertamento dei prezzi;
6°) Valutazione della produzione lorda vendibile;
7°) Determinazione delle spese;
a) per capiiali tecnici e servizi extra-uzienda;
b ) per manuienzioni, assicurazioni, ammortamenti, ecc. ;
8°) Determinazione del prodotto netto.
Le fasi contraddistinte con i nn. 1° e 2° tendono a stabilire
 la produzione lorda; quella con il n. 3° i prodotti reimpiegati;
 i nn. 4-5-6 determinano la produzione lorda vendibile
ed il relativo valore; il n. 7° le spese sostenute; infine il n. 8°
il prodotto netto. Questo è rappresentato dai prodotti diretti
del suolo e dai prodotti indiretti o di trasformazione (risul.
tanti da trasformazioni dei prodotti del suolo effettuate nell’ambito
 dell’agricoltura).
Il prodotto netto è quindi rappresentato nella sua totalità
 non da beni di consumo. ma in parte da beni di consumo

-
fi
        <pb n="6" />
        ed in parte da capitale. Esso è concretizzato dalla produzione
lorda, dalla quale vanno escluse le ricchezze consumate o distrutte
 nel ciclo produttivo.
Il punto di partenza per il calcolo è costituito pertanto
dalla produzione lorda, formata e caratterizzata dai prodotti
ottenuti sul fondo, considerando in tale caso come fondo l’iniero
 territorio provinciale.
Se dalla produzione lorda totale escludiamo ora la quanlità
 di prodotto reimpiegato come mezzo produttivo, si ottieue
 Ja produzione lorda vendibile comprendente sia i generi
destinati ad essere venduti che quelli consumati dall’imprenditore
 (od eventualmente dai lavoratori quale remunerazione
in natura). Viene detta, appunto perciò, vendibile e non venduta,
 poichè comprende anche i prodotti in realtà non venduti
 ma che potrebbero essere all’occorrenza effettivamerite
alienati senza diminuire od intaecare l’efficienza produttiva
dell’azienda.

Ai fini della valutazione della produzione lorda sono stati
presi in esame i prodotti diretti del suolo ed i prodotti indiretti
o di trasformazione.
Essi sono riportati più oltre nei rispettivi prospetti analitici;
 per maggior chiarezza vengono comunque trascritti in
appresso: -

Prodotti diretti del suolo .

a) CEREALI — Frumento, segale, orzo, avena, granoturco.
 miglio. saggina, paglia.
bh) LEGUMINOSE DA GRANELLA — Ceci, fagioli, fave.
lenticchie, lupini, piselli. veccia.
e) PATATE ED ORTAGGI — Asparagi, cardi, finocchi,
sedani, cavoli, cipolle, aglio, fave, patate comuni,
 patate primaticce, piselli, pomodori, porri.
poponi, cocomeri, barbabietole rosse, basilico, bietole,
 coste, carote, cetrioli, cipollotti, fragole, cicoria,
 indivia, lattuga, manigotti, scarola, melan-È

 see
        <pb n="7" />
        zane, peperoni, prezzemolo, rape, ravanelli, spinaci.
 zucche, zucchini.
d) COLTIVAZIONI INDUSTRIALI — Barbabietole da zucchero,
 canapa (tiglio;}; canapa (seme), lino (tiglio),
 lino (seme). ricino, tabacco, ravizzone, girasole.


:) COLTIVAZIONI FLOREALI — Piante per fiori da reci.
dere (erisantemi, varie), piante ornamentali (fel.
ci. conifere, ligustri, ecc.).

) COLTIVAZIONI FORAGGERE —- Prati avvicendati, erbai,
 pascoli permanenti, prati permanenti, produzione
 accessoria, trifoglio pratense, erba medica.


2) COLTIVAZIONI LEGNOSE A FRUTTO ANNUO — Al
bicocco, ciliegio, cotogno-melograno, fico, melo.
nocciolo, nespolo, noce, pero, pesco, susino, uva
da tavola, uva vinificata, uva da vino destinata
al consumo diretto, uva (produzione complessiva).
 foglia di gelso.
h) LEGNA ED ALTRE — Legname da lavoro, legna da ardere.


Prodotti indiretti o di trasformazione:

a) PRODOTTI VEGETALI -— Vino, vinaece:
b) PRODOTTI ANIMALI — Carne bovina. carne equina,
carne suina, carne ovina e caprina, pollame e conigli,
 latte di vacca, iatte di pecora, latte di capra,
lana, uova, bozzoli, miele, cera.
Dall’entità complessiva della produzione agricola sono
state detratte le quantità dei prodolti reimpiegati. Questi sono
stati successivamente divisi in duc gruppi costituiti: a) dai
prodotti reimpiegati come mezzi produttivi e b) dai prodotti
reimpiegati per alimentare industrie trasformatrici. Di essi si
parlerà diffusamente nel rispettivo capitolo. in sede di illustrazione
 dei prospetti.

_—_ Y
        <pb n="8" />
        E° d'uopo far presente, sin d’ora, che non sono stati presi
in esame il lavoro animale e il letame; si è infatti considerato
ed ammesso che tutti i quantitativi prodotti siano stati utilizzati
 e reimpiegati.
I prezzi applicati a ciascun prodotto, sia questo venduto
od acquistato o consumato — indispensabili per poter determinare
 il valore della produzione lorda vendibile (e delle spese)
 — sono stati assunti lenendo calcolo dei vari fattori che
hanno influenzato il mercato, delle specifiche condizioni locali
e delle particolari situazioni di fatto. Le quantità commerciate
a prezzi diversi da quelli di mercato sono state stimate attribuendo
 a ciascuna una propria percentuale; trattandosi di
prodotti esitati per tutto l’anno, il prezzo assunto corrisponde
a quello medio della campagna; per gli altri si è considerato
e fatto riferimento al periodo di maggior mercato.
Per i prodotti venduti, sono stati assunti i prezzi alla
produzione, mentre per quelli acquistati sì è fatto ricorso ai
prezzi di vendita all’agricoltura.
Facendo propri i criteri adottati dall’Istituto Centrale di
Statistica non è stato determinato nè tenuto conto dell’incremento
 o del depauperamento della fertilità del suolo durante
ciascun ciclo produttivo. Si può affermare, però, che soltanto
per il 1949 la produttività del suolo debba in realtà considerarsiì
 lievissimamente diminuita; per il 1950, le variazioni relative
 possono ritenersi irrilevanti.
L’omissione dell’incremento o del depauperamento non
dovrebbe sostanzialmente modificare l’entità del prodotto netto.
 Per questio motivo e considerando, d’altra parte, le difficoltà
 che avrebbe provocato la sua determinazione, si è preferito
 traseurarlo.

N.B. - Onde permetlere di seguire, passo passo, le fasi ed i eriteri
 adottati nel calcolo del reddito e per una esatta valutazione
 della impostazione data all’indagine, si ritiene opportuno
 ricordare e precisare che il presente siudio si compone
dei seguenti elaborati :
1°) La produzione lorda;
2°) | prodotti reimpiezsati:

I
        <pb n="9" />
        3°) La produzione lorda vendibile;
4°) Le spese;
5°) Il prodotto netto.

Ogni singola parte è corredata dai relativi prospetti, a cui
è necessario far riferimento per poter oggettivamente analizza.
re e spiegare fenomeni e risultati a cui le cifre stesse conducono;
 ad ogni prospetto è stato dato in conseguenza un numero
arabo progressivo.
Nel caso di prospetti a valore relativo o parziale, (necessari
 cioè a preparare e predisporre prospetti conclusivi, e pertanto
 a portata circascritta o limitata ai fini dell’esame del fenomeno
 ) si è attribuito ad essi lo siesso numero arabo, del prospetto
 conclusivo, seguito da una lettera alfabetica.

Il —
        <pb n="10" />
        CENNI SULL'AMBIENTE
ECONOMICO -AGRARIO ASTIGIANO

Caratteri fondamentali e struttura economico - agraria

Le caratteristiche dell’agricoltura astigiana sono state delerminate
 nel corso dei secoli dai fattori climatici ed asro-geologici
 propri della zona.
Dal punto di vista orografico l’astigiano si presenta, nella
zona del Tanaro, come un grande altipiano di altezza quasi uniforme,
 profondamente solcato da valli di erosione, con leggera
inclinazione verso l’albese, che dà alla parte del territorio al
di là del Tanaro quel carattere spiccatamente di alta collina
caratteristico delle Langhe. Esso costituisce quindi la dorsale
molto larga di una piega anticrinale. che, attraverso le Langhe,
va a saldarsi al sud alla catena appenninica, mentre al nord
scende rapidamente verso la pianura padana. unendosi al sistema
 crollinare del torinese.

Geologicamente e stratigraficamente l’astigiano risulta
formato esclusivamente da terreni sedimentari appartenenti
all’era quaternaria od attuale ed all’era terziaria.
Alla prima fanno parte le alluvioni antiche e recenti che
fiancheggiano il corso del Tanaro e degli altri torrenti minori,
in striscie di varia grandezza. Lungo il corso del Borbore si
nota una fascia di alluvioni antiche terrazzate, appartenenti al
terrazziano, le quali giungono fino ad Asti. Un altro terreno,
anch’esso riferibile ad alluvioni antiche e ghiaiose ed in parte
lerrettizzate, si ha lungo il fianco uecidentale della revione.

___ |
        <pb n="11" />
        nella zona di Villanova d’Asti. Si traita di formazioni corrispondenti
 al diluvium, cioè posteriori al periodo glaciale, quando
 cioè i fiumi acquistarono una gran potenza, in seguito alla
fusione dei ghiacciai: formazioni che sono collegate a quelle
della medesima età molto sviluppate nell’Albese.
I terreni dell’era lerziaria appartenenti ad un periodo
pliorenico e miocenico presentano pure un grandissimo svilujpo.
 I più recenti, appartenenti al pliocenico superiore, sono
rappresentati da materiali dovuti a depositi pluviolacustri di
carattere argilloso e sabbioso, e quindi ancora riferibili a formazioni
 di tipo alluvionale. Più sviluppati sono i terreni del
pliocene medio, sotto forma di sabbie e marne sabbiose, che
occupano più della metà della regione nelle parti corrispondenti
 al bacino del Versa e dei suoi affluenti. D’importanza
molto minore sono i terreni del miocene, i quali sono rappresentati
 al nord da una esile fascia di formazioni appartenenti
al miocene superiore, coslituite da marne e arenarie calcarifiche
 con lenti gessose; a queste fanno seguito, nella estrema parte
 settentrionale, altre formazioni relativamente anch'esse poco
 sviluppate, appartenenti all’elveziano ed al tortoniano e
rispettivamente rappresentate da marne e calcari arenacei fossilifere
 e da marne sabbiose. Le medesime formazioni ricompaiono
 alla estremità sud della regione, ove le formazioni del
miocene superiore affiorano nei dintorni di Costigliole ed Agliano,
 mentre quelle del tortoniano formano una plaga diseretamente
 grande tra Castagnole Lanze, Calosso e Canelli.
I terreni dell’Astigiano sono mediamente o scarsamente
fertili, di non facile lavorazione, 1nolto aridi nel periodo estivo.
Nel Comune di Villanova, ed in parte in quelli di 5. Paolo
 Solbrito, Dusino S. Michele, Valfenera, abbondano i terreni
 diluviali con elementi ciottolosi, ma a fondo argilloso
puro, più o meno compatto, od argilloso-arenario, aridi d’estate,
 spesso eccessivamente umidi nell’inverno e nella primavera,
 ferrettizzati e di fertilità poco elevata.
La zona posta nella parte meridionale, e chiamata comuneniente
 Val Bormida (e non facente parte geo-mineralogicamente
 dell’astigiano) denota caratteristiche proprie della Lan.
ga, con pendici franose e ripide, terreni rocciosi e tufacei.
L’astigiano è ricco di sabbie calcaree, leggere, eccellenti

—_— |A —
        <pb n="12" />
        per i vigneti, perchè resistono meglio alla siccità ed ai calori
estivi. La natura fisica del terreno e le proprietà che ne conseguono
 relative al vario grado di porosità, di umidità, di capillarità,
 di disgregamento più o meno avanzato delle molecole
 terrose, hanno sulla quantità e qualità del prodotto della
vite un’influenza più rimarchevole che non la composizione
chimica.

Le specie mineralogiche più frequenti che in essi si trovano
 sono: calcite (spesso associata a frammenti di organismi
fossili), quarzo, feldspati, muscovite. biotite, anfiboli, graniti.
'imonite.

Dal punto di vista fisico-chimico i terreni dell’astigiano
risultano di medio impasto e con quantità varie di materie prime
 uniche, oscillanti da! 12 al 45 %. L’azoto varia dal 0,89
al 2,12 per mille. Predominano i terreni neutri e sub-alcalini ;
infatti, in apposita analisi su 528 campioni prelevaii « una
lantum », ben 478 sono risultati con un PH oscillante da 6.8
a 8,1; circa 50 sub acidi, ed i pochi altri acidi o alcalini. Il
calcare si riscontra in proporzioni variabili dall’uno al 30 %.
con punte che oltrepassano il 40 %. (1) '

Il clima dell’astigiano è tipicamente continentale, caratterizzato
 durante l’inverno da freddi intensi, abbondanti ne.
vicate, con il susseguirsi frequente di gelo e disgelo, e nell’estate
 da temperature relativamente elevate. Le precipitazioni
almosferiche sono scarse, sia come frequenza che come intensità:
 presentano ir: genere i valori maggiori nei mesi di primavera
 ed autunno, variando da zona a zona per quanto riguarda
 il mese.
1 dati che qui si riportano, riferiti ai valori annuali medi
della temperatura, dell’umidità e delle precipitazioni atmosferiche
 durante l’ultimo ventennio, relativi al capoluogo,
confermano i caratteri del clima astigiano e la profonda influenza
 che essi hanno sull’andamento delle colture agrarie
° sui risultati economici dei bilanci rurali.

(1) (Annuario di Sperimentazione della Chimica Agraria» Torino 1936 » Vol, X11°)

—__ 15 —
        <pb n="13" />
        UMIDITÀ

Precipit.

TEMPERATURA

Giorni
con

ANNO

minima | media

mm.

1931
1932
1933
1934 |
1935 |
dedia quin.

?
20
16
21
21
19,5

?
75,31
74,76 |
76,06 |
73,338 |
74,90

559,6 |
732,4
669,9.
723,4
750,8
687,2

1936
1937
1938
1939
1940
Jedi quin.

30
16
21
16
13
192

76,95 |
77,55 |
73,61 |
73,17 |
73,52 |
74 96

876,3
830,2
548,1
504,6
589,4
669,7

1941
1942
1943
1944
1945 |
fedi quin.

6
10
13
18
13
12

73,718
74,15
69,60
67,10
67,20
70.36

713,5
590
689,7
433,1
557,8
598.8

1946
1947
1948
1949
1950
edia quino.

14
19
39
42
36

73,4
75,1
79,40
84
79,36
7895 |!

674,2
630,8
515,4
422,6 |
483,8
545 36

27

doliavenlen! 90171 7461 | 695,26

minima

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temp.

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35
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34
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35.4

11,8 |
11,7 |
12,1 |
12
12,4
12

5
6

6
9

Q

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— 9,6
14,1
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33,3
34
35
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28,2
33.2

12 9
11,9 14
12,8 15
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10 | 8
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—_11

—16,6
— 8,5
—11
—10,7
—17,6

33,9
34,7 |
36
33,7 |
37,4 |
35.1

11,2 12
12,3 15
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12,3 13
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_—_ 1289

12,4
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— 94
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12,1
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13
11
11
11
I

—180| 3477 | 197

16 —
        <pb n="14" />
        Particolare rilievo merita il fenomeno temporalesco, sia
per la frequenza, sia per la violenza dei temporali e le gravi
conseguenze sui raccolti, particolarmente per l’uva.

se sa je

L’irrigazione, elemento essenziale per lo sviluppo della
agricoltura astigiana è ancora poco diffusa e pertanto gravissimi
 sono gli effetti della siccità estiva.
L’unico canale irriguo in provincia di Asti degno di rilievo
 è il « S. Marzano » (con una portata media di 3.000 litri
 al secondo), derivato dal fiume Tanaro in territorio di Barbaresco
 (Cuneo), regione Rocche, che ha uno sviluppo di
Km. 16,5 e provvede a d un comprensorio attuale di 352 ha, dei
quali 115 in Comune di Castagnole Lanze; 153 in Comune di
Costigliole d’Asti; 72 in Comune di Isola d’Asti e 2 in Comune
 di Asti.
Il 70 % della superficie irrigata è coltivata a prato stabile;
 la rimanente, a seminativo (in primo raccolto) ed orto
(in secondo raccolto), ed anche a solo seminativo, seguito dal
mais.
La zona maggiormente soltoposta ad irrigazione (oltre
a quella servita dal « S. Marzano ») è naturalmente situata a
lato del Tanaro (unico corso d’aequa di una certa importanza),
 particolarmente in Comune di Asti. Trattasi di acqua d’infiltrazione
 (e non di falda freatica), che viene sollevata con
motopompe e destinata in misura preponderante alle colture
orticole ed industriali (tabacco).
Purtroppo il percorso del Tanaro in territorio Astigiano
 è alquanto limitato, attraversando una ristretta zona, al
centro della provincia, profonda non più di 30 Km.
Anche la vallata del Belbo consente, sia pure in misura
più limitata, possibilità irrigue, mediante l’utilizzazione diretta
delle acque o con l’escavazione di pozzi.
Per il suo corso limitatissimo (di alcuni Km.) le acque
del torrente Borbore, possono essere utilizzate solamente per
gli orti del capoluogo.
A scopo irriguo vengono pure utilizzate, quando possibile,
 le acque del Tiglione (con una portata per altro scarsissima),
 sopratutto ai margini con la provincia di Alessandria.

__ ]7_
        <pb n="15" />
        dove viene coltivata la barbabietola da zucchero, destinata
allo zuccherificio di Spinetta Marengo (Alessandria).
Pure la Bormida di Cengio fornisce acqua per scopi irrigui,
 specie nei Comuni di Vesime e Monastero Bormida; per
un periodo limitato nell’anno, vengono anche sfruttate le acque
 del Triversa e del Versa.
La Valle del Triversa — interessante i Comuni di Baldichieri,
 Villafranca, Maretto, Roatto, Montafia ece. — è caratterizzata
 da sorgenti e da numerosi pozzi artesiani in grado
 sì di fornire acqua per tutto l’anno, ma di portata insufficiente.
 Trattasi di polle o fontanili dello stesso tipo di quelli
delle prealpi lombarde. Le acque vengono destinate, in modo
prevalente, ai prati permanenti di cui è ricca la zona.
Dove non risulia proficuo lo sfruttamento dei corsi d’acqua
(che rappresentano ben poca cosa in confronto alle necessità
dell’agricoltura locale), si provvede alla irrigazione sollevando
 l’acqua dal sottosuolo sfruttando le falde freatiche giacenti
sovente ad una profondità di oltre 100 metri. Vengono perciò
costruiti pozzi in muratura (spesso con l’avanpozzo, attesa la
notevole profondità) e l’acqua viene portata in superficie con
l’uso di motori a scoppio od elettrici, che sono venuti a sostituire
 la classica noria, ormai del Lutto scomparsa.
Per incrementare ed aumentare ulteriormente la disponibilità
 di acqua, sono in corso due iniziative per la costruzione
 di due nuovi canali irrigui.
Il primo denominato « Asti-Castello d’Annone » verrebbe
 derivato dal fiume Tanaro nei pressi del capoluogo e permetterebbe
 di irrigare i terreni alla sinistra del Tanaro, appartenenti
 ai Comuni di Asti, Azzano, Castello d’Annone; il
secondo, interessante anche le provincie di Cuneo e Torino,
prevede l’irrigazione dell’Agro di Poirino (in cui è incluso
il comune di Villanova d’Asti) derivando le acque del Po a
Casalgrasso.

me 18 —
        <pb n="16" />
        Aziende e colture

{1 terreno, il clima, le idromeleore hanno creato le migliori
 condizioni ambientali alle colture legnose in genere ed
alla vite in particolare. Oltre un lerzo della superficie agraria
e forestale della provincia (1) è infatti destinato a vite, in coltura
 intensiva e specializzata. Il clima costituisce infatti, coil
lerreno un fattore di notevole influenza sulla vegetazione del.
la vite: nella zona astigiana, specialmente in quella dei « grandi
vini », esiste tutta una climatologia particolare caratterizzata
in specie da calore ed umidità relativa moderati, senza estremi
fecessivi. Anche l’oscillazione giornaliera della temperatura
(cioè la cosidetta « escursione diurna »). la « costante termica
 » (cioè la somma delle temperature medie giornaliere dall’inizio
 della vegetazione alla vendemmia) e l’insolazione (numero
 delle ore in cui i raggi del sole raggiungono la superfcic
terrestre) offrono valori decisamente favorevoli alla viticoltura.
Per comprendere la significativa importanza che esercita
nel quadro dell’economia astigiana la collivazione della vite
° conseguentemente l’industria del vino, nonchè gli aspetti sociali
 che in concreto ne derivano, si deve anzitutto considerare
la somma di attività polarizzantesi intorno al prodotto della
vite e l’impegno di lavoro che il vigneto comporta. Infatti,
mentre un ettaro coltivato a frumento richiede dalle 50 alle 60
giornate lavorative, un ettaro di vigneto specializzato richiede
attualmente dalle 140 alle 150 giornate lavorative annue. uniformemente
 distribuite durante l’anno.
La coltura della vite non solo investe interessi economici
elevati ma comporta altresì riflessi sociali di particolare riliefo
 in quanto concorre a fissare l’uomo alla terra. determinando
 un alto grado di ruralità.
Trattasi di viticoltura intensiva e specializzata, razionalnente
 organizzata, che interessa la quasi totalità dei comuni della
 provincia.
I vitigni allevati appartengono tutti alle uve da vino, eccezione
 fatta per una esigua parte di uva da tavola. considerata la
scarsa quantità delle precipitazioni estive e la natura del terreno

(1) La superficie rimanente è occupata da seminativi : (frumento, mais, prati
1vvicendati) prati permanenti, pascoli ed, in misura minore, boschi.

19 -—
        <pb n="17" />
        ghiaioso, povero di elementi nutritivi e poco adatto all’irrigazione.

Predominano di gran lunga le uve rosse, seguite a distanza
da quelle bianche. Fra le prime in ordine decrescente per impor
tanza’ si segnalano il barbera, la freisa, 5l brachetto, il dolcetto.
il grignolino; fra le seconde il moscato di Canelli e il cortese.
La vinificazione avviene in gran parte nelle aziende agricole,
sebbene esistano in provincia alcune cantine sociali e buone possibilità
 tecniche per il loro sviluppo. Attualmente però il loro
numero è alquanto limitato e notevolmente inferiore alle esigenze
 locali, quantunque ne sia prevedibile uggettivamente., a
breve scadenza, un ulteriore incremento.
Di rilievo nazionale ed internazionale sono poi le industrie
vinicole che lavorano però soltanto una limitata parte delle uve
Lxodotte localmente.
Supera la vite come impiego di giornate lavorative e come
rendimento ad ettaro l’orto specializzato; è appunto in questa
direzione che convergono gli sforzi degli agricoltori le cui aziende
 sorgono in prossimità del Tanaro e dei corsi d’acqua minori
 (Borbore, Belbo, Tiglione, Triversa, Versa, Bormida) o
di falde freatiche. La produzione orticola della provincia, assai
 pregiata, è in continuo aumento e largamente richiesta sui
mercati nazionali, ma la superficie complessiva a coltura trova
 un serio ostacolo ad estendersi per la scarsità di acqua c per
l’alto costo della stessa.
Altre colture concorrono, con il vigneto e l’orto a formare
 il bilancio delle aziende agrarie astigiane, massimamente
I cereali, ma per l’alta incidenza sul valore lotale si può af.
fermare che l’economia agraria del territorio è basata in particolare
 modo sulla viticoltura.

Struttura delle aziende agricole

L’accrescimento naturale delle famiglie e la conseguente
separazione dei nuclei familiari di nuova formazione, determinano
 il frazionamento delle aziende originarie in appezzamenti
di superficie minore la cui ulteriore scissione per lo stesso precedente
 motivo causa la polverizzazione della proprietà fondiaria
 e, contemporaneamente la frammentazione di essa (altra
forma anomala della proprietà terriera).

20 ._
        <pb n="18" />
        Concorrono a consolidare il deprecabile andamento, la
limitata disponibilità finanziaria dei coltivatori che non consente
 di assumere mano d’opera salariale specializzata per lo
levato costo e la conseguente necessità di mantenerla entro
quei limiti cui si possa provvedere con la sola mano d’opera
familiare.

Inoltre, le condizioni agro - eco - geologiche del terri.
torio provinciale non consentono di sostituire vantaggiosamente
le colture sino ad oggi praticate e di modificare, in conseguenza,
 l’indirizzo agronomico atiuale. Pertanto la struttura
delle aziende agrarie astigiane rimane modesta. Si tratta di
piccole aziende, indipendenti, autonome, nella stragrande maggioranza
 delle quali il proprietario ne è anche conduttore e
coltivatore e dove la vite è la coltura principale, seguita a notevole
 distanza, dal frumento, dal mais e dalle foraggere.
Fa eccezione l’altipiano di Villanova, dove predominano
le colture erbacee e dove la vite è presente in misura trascurabile:
 l’indirizzo prevalentemente zootecnico ha permesso la
formazione di aziende della superficie notevolmente superiore
a quella media e la diffusione del contratto d’affitto.
Tale forma di conduzione presenta pure, a sua volta, la
massima frequenza nelle zone stese a lato dei corsi d’acqua
(Asti, Rocchetta Tanaro, Costigliole, Nizza, Monastero Bormida)
 ove sono praticate colture industriali.

Distribuzione della proprietà fondiaria

Onde fornire un quadro esatto della situazione è opportuno
 riportare in appresso i dati relativi alle aziende agrarie
della provincia, secondo le cifre del Censimento agricolo del
19 marzo 19230.

Le aziende censite, distinte per classe di ampiezza, risul.
tano 43.193, con una superficie complessiva di Ha 128.255, =
pari all’84% della superficie lerritoriale. La superficie media
per azienda risulta di circa 3 ettari, calcolata in base al rap.
porto ettari — numero di aziende.

coi SD] si
        <pb n="19" />
        Classi di ampiezza
Fino ad Ha 0,50
da Hz 0,51 A Hg
2,01
3,0.
5,01
10,01
20,01
50,01
100.01

&amp;gt;

20
50
100
500

Numero
5.886
5.143
16.487
8.850
5.618
1.057
139
0

Superfici (Ha)
1.513
3.887
31.860
34106
37.915
13.956
3.846
681
491

In complesso Aziende 43.193 Ha 128.255

I dati di cui sopra si riferiscono ad un periodo di tempo
alquanto remoto; essi sono stati eomunque riportati per permetterne
 « mutatis mutandis » un adeguato raffronto con quelli
ottenuti dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria, nel corso
 dell’indagine statistica affidatagli dagli organi governativi
e concretlizzatasi in una raccolta sistematica di dati che consentono
 di precisare la ripartizione del suolo fra le singole « proprietà
 » e contemporaueamente la ripartizione del reddito fondiario
 imponibile fra le stesse « proprietà ».
Le cifre sono di per sè significative: esse si riferiscono
per la provincia di Asti, agli anni 1946-1947 (1)

(1) Le indagini predette sono state eseguite nei riguardi di tutti i beni compresi
 nella categoria catastale dei terreni, la quale include: i terreni a destinazione
agraria e forestale, i terreni non suscettibili di reddito e le uree occupate dai fabbricati
 rurali. Sono compresi nella categoria catastale dei terreni anche î parchi
e giardini e le aree occupate da strade ferrate e tramvie in sede propria.
Definizione di « proprietà »: l’insieme dei terreni — compresi nella circoscrizione
 territoriale volta a volta indicata — il reddito dominicale dei quali è attribuito
 ad uno stesso Ente, ad una stessa persona, o — pro-indiviso — ad un
gruppo determinato di persone od Enti.
L’unità di rilevazione è quindi la partita catastale.
La superficie è quella cutastale în ettari.
Nella ripartizione in classi di superfici, per le classi intermedie, il limite
superiore deve intendersi escluso dalla classe.
Nei prospetti sono adoperati i seguenti segni convenzionali :
due puntini {..) per i numeri assoluti, quando non raggiungono l’unità
(un ettaro di superficie; una lira di valore); per i numeri relativi quando non
raggiungono lo 0,1%.

2)
        <pb n="20" />
        Distribuzione della proprietà. per classi di superficie :

Classi di superficie

Numero

Fino ad Ha 0,50
da H2 0,50 a4 Ha
2,

2
S
10
25
50
100
200
500

57,427 -
39,956
14.899
3,816
1,007
109
17
7
23

J
20
50
100
200

»

è
$

in complesso 117,240

48,98
34,08
12,69
3,25
0,91
0,09
0,00
0,00
0.00

100.00

Sunperf. (Ha)

12,914
41,443
45,684
25,436
14,191
3,537
1,065
997
539

145,806

a}

8,86
28,43
31,33
17,44
9,73
2,43
0,73
0,68
0,37

100,00

Riducendo le classi di ampiezza, in percentuali del numero e
della superficie censita. si ha:

Da

Classi di superficie

Numero

Meno vJ'

D

Ha

83,0
12,7
3,4
0,9

10

50 -
200 » -

50
200

500

in complesso n. 100,0

Superficie (Ha)

37,3

31,4
17,4
11,9

1,3

0.7

ha 100,6

23 —
        <pb n="21" />
        Distribuzione delle proprietà per classi di reddito imponibile:
 (1)

la
&amp;gt;

“lassi di reddito

Fino a 100 lire
100 » 400»
400 &amp;gt; 1.000 &amp;gt;
1.000 &amp;gt;» 2.000 &amp;gt;
2.000 &amp;gt;» 5.000 &amp;gt;
5.000 &amp;gt; 10.000 »
10.00 &amp;gt; 20.000 &amp;gt;»
20.000 &amp;gt; 40.000 »
40.000 &amp;gt; 400.000 &amp;gt;»
INN 000 » 200.000

N

N complesso

Numero

3

25.206
40.855
26.297
14.771
8.587
1.235
236
43
7

21,51
34,85
22 44
12,61
7,33
0,98
0,21
0,04
0,02
0.01

(17.240 ‘| 100.00

Reddito L.

A

1.045.869 1,21
9.215.813 10,68
16.921.992 149,62
20.861.973 24,18
25.055.960 29,04
8.146.663 9,44
3.070.530 | 3,56
1.103.030 | 1,28
440.530 | 0,51
419199 | 048

86.275.559 | 100.00

Riducendo le classi d’ampiezza in percentuali. del numero
- del reddito imponibile. si ha:

da

&amp;gt;

oltre

Classi di reddito
Meno di
1.000 a
10.000 &amp;gt;
40.000 »

Numero °/

1.000 lire
10.000
40.000
100.000
ON NN

78,9
20,9
0,2

in complesso 100,0

Reddito (L.} ol

31,5
62,6
4,7
0,5
0.7

100.0

(1) 1l reddito, in lire, è quello dominicale accertato in catasto secondo gli
2stimi in vigore al 1° gennaici 1943 {a seguito della revisione generale disposta
con il R.D.L. 4 agosto 1939. n. 589). basati sulla media dei prezzi del triennio
(937 -1939.
Nella ripartizione in classi di reddito imponibile, per le classi intermedie,
i! limite sunveriore deve intendersi escluso dalla classe.

24, ——
        <pb n="22" />
        Un aspetto statistico interessante della proprietà terriera
è quello che riguarda la consistenza della proprietà degli Enti.
FEeco i valori relativi al numero delle proprietà, alla loro
Superficie ed al reddito imponibile:

“nti

Numero

Stato
Provincia
Comuni
Proprietà collettive
Enti ecclesiastici
Enti di beneficenza
Società commerciali
Società civili
Altri Enti

56
71
148
11
474
105
137

Proprietà in complesso 1.053

Superficie {Ha)

157
20
697
29
2.309
254
248.
12
57

1.083

Reddito ({L..}

261.842
4.226
170.317
14.733
1.252.839
155.823
164.019
4.173
27 996

2.055.968

[n altri termini, su 1.000 Ha di superficie censita, appartensono
 a:

Stato
Provincia
Comuni -.
Proprietà collettive
Enti ecclesiastici
Enti di beneficienza
Società commerciali
Società civili
Altri Fnti

Ha

&amp;gt;

2

.ò
)
pe
2

in complesso Ha 28

Ciò significa in totale che, su 1.000 ettari, ben 972 appartegnono
 a privati, e soltanto 28 ad Enti. Tali dati, rapportati
alla superficie complessiva, danno i seguenti valori assoluti:
Privati: Ha 141.723
Enti: » 4.083
in complesso » 145.806

235 —
        <pb n="23" />
        e relativamente al numero delle proprietà .........
Privati: n. 116.187
Enti: » 1.053

in complesso &amp;gt; 117.240

I dati sopra riportati non possono, per quanto analitici ed
estremamente interessanti, illustrare chiaramente l’attuale situazione
 dell’agricoltura astigiana, sopratutto per quanto concerne
 il numero delle aziende agrarie e la loro forma di conduzione.


I dati citati sì riferiscono infatti alla partita catastale (si
è proceduto naturalmente alla riunione delle partite quando
coincidevano le persone indicate nella Ditta come titolari), e
come tali danno effeltivamente il quadro esatto della polverizzazione:
 o sbriciolamento della proprietà fondiaria. oltre.
naturalmente, della distribuzione. (1)
(Ciò che viceversa è opportuno mettere in evidenza ai fini
 dello studio, non è lanto il numero dei rispettivi proprietari,
 quanto piuttosto la consistenza, e relativo numero, delle
aziende agrarie, intendendo l’azienda agraria come il complesso
 fisicamente immobile risultante dal suolo e dai capitali immobilizzati
 per l’attività agricola, e non semplicemente un tratto
 qualunque delimitato della superficie terrestre, specificatamente
 destinato all’esercizio deli’agricoltura.
Al riguardo, è indispensabile ed utile esaminare i risultati
 ottenuti nell’indagine svolta dall’Ufficio Nazionale Statistico
 Economico dell’Agricoltura nel 1950. Indagine condotta
scrupolosamente ed obiettivamente al fine di rilevare e determinare
 la ripartizione della superficie agraria e forestale e della
popolazione agricola secondo i vari tipi di contratti agrari.
A parte il fatto che i dati sono maggiormente realistici in
quanto più recenti, resta pur sempre assicurato il particolare
indirizzo che ha caratierizzato tale indagine. indirizzo esclusi.

(1) (1.N.E.A. « 1 tipi d’impresa nell’ Agricoltura Italiana »).

A —
        <pb n="24" />
        vamente agronomico e colturale, e come tale aderente alla realtà
dei fatti.
Ecco i risultati ottenuti:

Ripartizione della superficie agraria e forestale e della
popolazione agricola secondo i vari tipi di contratti agrari —-Tipo

 d’impresa

Superficie
Ha

o

Popol.

o

Aziende

Mezzadria
Affitto
Salariati fissi
Economia
Compartecipazione
Conduzione diretta
Conduzione mista

21.616 | 15.17
4.766 3.20
1.571 1.08
929 0.64
390 0.27
112.567 78.01
2.356 1.63

19.623 ! 10.70 4,299
3.974 2,00 1,345
917 0.55 180
828 0.50 149
457 025. 111
136.663 85.00 39.314
2170 1.00 746

TOTALI 144.195 ‘100.00 164.632

100.09 46.144

Prima di esaminare e concludere in merito alla realtà c
positività di tali cifre ed agli indispensabili ed utili insegnamenti
 che da queste si devono irarre, è opportuno non trascurare
 le cause che possono aver influito, anche se lievemente, ad
alterare la situazione esistente di fatto con il madificare. in
valore relativo, i dati acquisibili.
Più che cause sufficienti e reali, queste vanno piuttosto
considerate come discordanza nell’impostazione generale dell’indagine
 in questione ed adozione di criteri sensibilmente diversi.

Come è dato da osservare, nei tre studi raffrontati, sono
state adottate, ogni qualvolta. superfici agrarie-forestali diverse

— Censimento agricolo del 1930 - superficie agraria forestale
Ha 128.255 (superficie censita)

Indagine 1.N.E.A. - Cat. geometrico - suverficie agraria
forestale: Ha 145.806

Rilevazione U.N.S.E.A. - Cat. agrario - superficie agraria
forestale: Ha 144.195.

DI i
        <pb n="25" />
        Tale discordanza non è però dovuta ad errore, come facilmente
 potrebbe anche credersi, ma piuttosto unicamente
alla necessità di rimanere aderenti alla realtà di fatto, in rapporto
 al tipo di indagine da svolgere.
La superficie di Ha 128.255 fu censita come tale nel 1930,
in quanto in detto anno il catasto terreni non era ancora totalmente
 in conservazione (mancano infatti i distretti delle
agenzie di Canelli e Nizza Monf.to): nè poteva quindi essere
presa in considerazione una superficie maggiore.
Quella adottata nella rilevazione dell’U.N.S.E.A. corrisponde,
 per l’esattezza, ai dati riportati a catasto agrario, €
come tale essa ha valore ufficiale (pur se ricavata dalle rilevazioni
 effettuate secondo lo stato di fatto risultante al lontano
 1929).

Infine la superficie agraria-forestale utilizzata dalla
[.N.E.A. è senza dubbio quella che può considerarsi più aderente
 e prossima alla realtà, perchè non solo è la più vicina ist
ordine cronologico, ma desunta direttamente dalle singole pai-Hte
 catastali.

Tutti e tre questi hanno perciò, a modo loro, effettivo valore.
 Scartata però, a priori, l’indagine dell’I.N.E.A. per i motivi
 richiamati prima di commentare i risultati acquisiti con
la rilevazione dell’U.\.S.E.A., giova osservare come relativamente
 al numero d’aziende agrarie (intese come unità colturali
 o meglio imprese agrarie), la situazione non sarebbe nell’ultimo
 ventennio ercessivamente cambiata. Infatti:

inno - 1930: 43.193 aziende egrarie per una superficie agraria
e forestale di Ha 128.255

nno - 1950: 46.144 aziende agrarie per una superficie agraria
e forestale di Ha 144.195

La superficie media per azienda, calcolata in base al rapporto
 ettari-numero di aziende, risulta pertanto nel 1930 di
Ha 2.95 contro Ha 3,12 del 1950.

268 —
        <pb n="26" />
        Sono valori pur sempre relativi, sopratutto quando «i
tratta di medie, ma servono sufficientemente a dare un quadro
concreto della situazione e dimostrare come si abbia in provincia
 la predominanza assoluta della piccola proprietà coltivatrice,
 che non raramente è proprietaria solo in parte dell’azienda
 di cui dispone. Questo si può dedurre non dall’indagine dell’I.N.E.A.,
 dove risulta che i proprietari dei 145.806 Ha censiti
 sono complessivamente 117.240 (perchè la cumulazione
delle partite è stata operata soltanto nell’ambito di ciascun comune
 censuario), ma più che altro dal preoccupante e continuo
esodo dalla campagna verso la città. Il censimento del 4 Novembre
 1951 nei confronti di quello del 21 Aprile 1936 ha denunciato
 una diminuzione di 17.219 unità e poichè il capoluogo
con Nizza M., Canelli e Quaranti sono i soli centri che hanno
per contro constatato un aumento di popolazione, se ne deduce
ovviamente che in tutti i Comuni rurali (116 su 120) è stato
riscontrato un allarmante decremento, imputabile solamente
ad un eccesso delle morti sulle nascite.

Tale decremento di unità è dovuto, per contro, nella quasi
 totalità dei casi, all’emigrazione (maggiore quella verso i
centri extraprovinciali) di piecoli proprietari coltivatori diretti.
In genere i terreni, in questo caso, vengono ceduti in affitto
 e ciò corrobora e conferma come l’aumento di superficie
dell’azienda media da Ha 2,95 a 3,12 non sia da mettere in
relazione ad un reale acquisto, ma semplicemente da considerarsi
 come temporaneo possesso; in genere chi si trasferisce
altrove, non vende la propria azienda, per piccola che sia, perchè
 il desiderio e la volontà di ritornarvi ed ingrandirla lo accompagna
 e lo segue sempre.
Predominio assoluto quindi della piccola proprietà contadina
 e conseguentemente della conduzione diretta: oltre il
78 % della superficie agraria e forestale è interessato a questa
forma di conduzione che assorbe 1’85 % della popolazione
agricola interessata. valutata complessivamente in 164.632
unita.

Tenendo presente che alla conduzione diretta segue la
mezzadria, a notevolissima distanza. con il 15.17 % della su-20
        <pb n="27" />
        perficie agraria e forestale, si intuisce quale possa essere la
distribuzione della proprietà fondiaria. (1)

Superficie investita a coltura: {ettari)

Coltivazioni

Granoturco
Frumento

Avena e segala
Leguminose da granelle

Prati avvicendati
Prati permanenti
Patate

Ortaggi (asparagi, cardo,
 finocchio, sedano,
cavoli, cipolle, aglio,
fagioli freschi, pomo.
dori)

Vite

[08

14.718
37.840
1.183
4.014
26.890

19.323
2 274

140

42.064

[040

13.025
34.075
4.400
4.642
27,800
16.800
2 696

542

44.500 |

1950

12.510
36.000
4.400
4.642
20.855
17.070

2 696

542

44.580

(1) Al riguardo, è da lenere presente come il processo di spezzettamento
della proprietà terriera sia ben lungi dall’essersi ‘fermato, essendo sempre crescente
 da parte della pop&amp;gt;laziane agricola la « fame di terra ». Pur non aumentando
 il numero della popolazione rurale (tutt’altro !) aumenta quello dei proprietari,
 anche se la nuova proprietà, in ultima analisi, consiste in molti casi
in poche aree di terreno. La creazione da parte del Ministero dell’ Agricoltura e
delle Foreste di una apposita « Cassa per la formazione della piccola proprietà
contadina », l’emanazione di apposite favorevoli leggi, l'esasperato senso della
proprietà, spingono il lavoratcre agricolo {bracciante o mezzadro od eventualmente
già piccoler proprietario) sobrio e tenace, ad acquistare anche semplicemente un
palmo di terra. ricorrendo allo smembramento sempre più profondo di altre aziende.

UN —
        <pb n="28" />
        1°) LA PRODUZIONE LORDA

Prodotti diretti del suolo

I prodotti diretti del suolo sono stati riportati nel prospetto
 n. 1).
Al riguardo sono state prese in considerazione tutte. le
coltivazioni praticate in misura tangibile in provincia, anche
se non soggette a rilevazione stalistica ufficiale. Ciò in particolare
 modo per il 1938.
In tale caso i dati relativi sono stati determinati mediante
raffronti con altre colture ed annate per le quali sì era in pos:
sesso di valori, od utilizzando l’esperienza e la conoscenza
« in loco » di tecnici e studiosi, o facendo riferimento a stime
e giudizi di persone particolarmente versate e competenti.
Naturalmente non è detto che proprio tutte le coltivazioni
 siano state prese in esame; quelle di poco conto o di
trascurabile consistenza quantitativa sono state necessariamente
 omesse.
Le coltivazioni sono state indistintamente riportate in un
unico prospetto; non si è ritenuto infatti necessario operare
una netta ripartizione fra coltivazioni principali e secondarie
non essendo ciò molto spesso possibile nè oggettivamente consigliabile
 e razionale.

31 —
        <pb n="29" />
        ProspPETTO N. 1 —

Colture

1° - Gereali
Frumento
Segale
Orzo
Avena . .
Granoturco
Miglio . . . .
Saggina (seme) .
Paglia . .

2° - lesuminose da dranella
Ceci . .
Fagioli
Fave .
Lenticchie
Lupini
Pisello
Veccia

2° - Patale ed ortaggi
Asparagi
Cardi .
Finocchi
Sedani
Cavoli
Cipolle
Aglio .
Fagioli .
Fave . . .
Patate comuni

PRODUZIONI DELLE COLTIVAZIONI
PRINCIPALI -E SECONDARIE (a)

Quantità accertate o stimate
Quintali

Numeri indici
{1938 = 100)

19458

1940

1950

1949 ' 1950

643.530
10.900
1.050
9.070
299.570
3.100
2.000
[.061.237

717.070
38.430
7.030
36.010
243.930
2.400
2.100
670.392

726.090 111
38.630. 1 353
7.100 | 670
32.610 | 397
189.430 81
1.500 77
2.000 105
564,533 632

113
534
676
350
63
48
100
532

6.850
25.200
13.960
20
5.000
180
420

5.140
30.290
28.660
20
4.080 |
320
170)

5.180
25.010
29.150
20
3.840
330
120

75
120
205
100
82
178
0

76
99
209
100
77
183
£2

1.050
2.023
1.095
5.312
26.520
3.520
11.560
2.600
490
2902 #80

590
10.344
5.603
27.153
86.060
3.180
10.540
7.140
2.250
294.240

650 56
10.920 ' 511
5.915 512
28.665 511
85.040 825
3.320 90
11.050 91
7.220 275
2.390 459
283170 | 114

62
540
540
540
321
94
95
278
488
96

(a) Le quantità prodotte si riferiscono alla produzione commerciale e sono indicate
in valcre (migliaia di lire).

32 —
        <pb n="30" />
        Colture

Patate primaticce
Piselli . .
Fomodori .
Poponi . .
Cocomerij .
Forro . . .
Barbabietola rossa
Basilico . .
Bietole coste
Carote . .
Cetrioli
Cipollotti
Fragole
Cicoria
Indivia
Lattuga
Manigotti _
Scarola .
Melanzane
Peperoni .
Prezzemolo
Rape . .
Ravanelli .
Spinaci .
Zucche .
Zucchini . .
Orti familiari .

4° - Coltivazioni industriali
Barbabietole da zucchero
Canapa (tiglio) . . . .
Canapa (seme) e
Lino (tiglio)
Lino (seme).
Ricino . .

Quantità accertate o stimate
Quintali

i 948

040

1950

300
460
26.880
1.683
867
2,269
1.777
518
25,734
12.663
745 |
2,369 |
148
3.080
7.909 |
6.746
9.219
4.621
2.103
33.324
344
6.479
1.666
14.778
74.548
5,550
21 2098

400
-9.050
42.360
1.390
690
3.390
2.542
1.109
36.800
18.115
1.059
3.390
211
4.400
11.314
9.651
13.190
6.610
3.008
47.670
635
9.269
2.380
19.800
105.939
7.594
71.300

480
9.890
11.890
1,760
740 |
3.200
2.400
700
34.756
17.100
1.000
3.200
200
4.160
10.680
9.110
12.450
6.240
2.840
45.000
600
8.750
2.250
18.675
100.000
7.500
72 ENO

1.800
77
13
6
24
92

1.155
158
58
27
43
17

3.390
143
54
26
38
143

Numeri indic:
(1958 = 100)

1040

| 1950

133
197
158
83
80
143
143
214
143
143
142
143
143
143
143
143
143
143
143
143
143
143
143
134
142
137
2a

160
215
156
105
90
135
135
135
135
135
134
135
135
135
135
135
135
135
135
135
135
135
135
126
134
135
29

64
a05
446
450
179
18

186
186
415
433
158
14

3
        <pb n="31" />
        Colture

Tabacco .
Girasole . . .
Ravizzone . ,

d° - Coltivazioni floreali
G° - Coltivazioni foragddere
Prati avvicendati .
Erbai . .
Pascoli permanenti .
Prati permanenti. . . .
Froduzione accessoria .
Trifoglio pratense . . .
Erba medica . . .

1° - Coltivazioni lednose a frutlo
 annuo
Albicocche . . . .
Ciliegie . .
Cotogne-melograni
Fichi . .
Meli . .
Nocciole
Nespolo
Noce .
Pero. .
Pesco .
Susino . . .
Uva da tavola . .
Uva vinificata . . . . .
Uva da vino destinata al
consumo diretto
Foglia di gelso .

0° - legna ed altre
Legna da lavoro (mc)
Legna da ardere .

Quantità accertate o stimate
Quintalti

Numeri indic
(1938 = 100)
1949 | 1950

[058

‘Q40

1050

136
48
40!

540
144
110

1.415
80
80

397 pr
300 | 167
975 | 200

105

gg 2Z0

19.740

924.980 650.610
232,680 157.990
10.970 7.040
862.430 455,220
526.000 784.580
292 | 730
140 © 460

504.390
125.070
9.540
383.080
924.200
430
510

70 54
68 54
64 50
53 44
149 176
250 147
2g ! 364

9a
26.010 |
140:
210
2.610:
2,320
900
510
2.120
5.090
410
580
1.603.600
67 860

80
13.070
740
200
11.410
4.110
750
1.070
15.690
295.390
1.090
1.291
1.754.500
250.946

100
17.450
780
230
12.110
3.950
850
880
16.510
25.430
1.030
1.590
2.035.500
9529 490

89 | 111
50 67
529 557
95 110
437 464
151 153
83. 94
210 © 173
740 779
499 500
266 251
223 274
109 127
970 372

45.000

26 820

238.300

ga |

pr

5.300 | 12.926
310.300 | 312.827

14.576 244 | 275
278.722 | 101 | 90

24 —
        <pb n="32" />
        Fra i cereali la produzione complessiva di frumento per
l’anno 1938 risulta nettamente inferiore a quella del 1949 e
1950 non ostante che la superficie totale (integrante e ripetuta)
 allora investita a frumento fosse superiore (Ha 37.840
contro 34.075 e 36.000). Ciò deve essere imputato in parte
all’andamento climaterico sfavorevole ‘ed in parte alle rese
unitarie, più elevate, oggi conseguibili mediante sistemi più
razionali di coltivazione e l’impiego di sementi elette.
Per orzo, segale ed avena si constata per gli anni postbellici
 un fortissimo incremento di produttività dovuto ad aumento
 di superficie ed a rese unitarie superiori. Anche per
dette coltivazioni l’andamento climatico del 1938 risultò sfavorevole.

Fenomeno opposto si riscontra per il mais: ad una maggiore
 superficie sottoposta a coltura nel 1938, corrisponde conseguentemente
 una maggior produzione. Il 1950 fu d’altronde
negativo a causa del lungo periodo di siccità che non permise
un regolare sviluppo della vegetazione.
[ quantitativi di paglia prodotti sono stati stimati tenendo
conto dei normali rapporti che per ciascuna specie di cereale
intercorrono fra granella e paglia, in relazione al particolare
andamento stagionale, alle varietà allevate, fittezza di semina e
condizioni agrogeologiche locali. I rapporti utilizzati al riguardo
 sono stati i seguenti:

Anno _1938
frumento (per QLL prodotio)
segale
Orzo
avena
granoturco
altri

1,50
1,80
1,20
1,40
1,85
1.60

Anno 1949 e 1950
1,40
1,80
1,20
1,40
1,85
1.60

La produzione così ottenuta non è stata però considerata
come totalmente destinata a lettime e simili; una percentuale
di essa, variabile a seconda degli anni, è stata trasformata in
unità foraggere e considerata quale foraggio accessorio. In
non pochi comuni, infatti, l’agricoltore a causa della cronica
scarsezza di foraggi utilizza questi dopo averli « tagliati » a fienagione,
 sul campo stesso, con paglia.

nc
3” sterno
        <pb n="33" />
        Per le leguminose da seme si nota un incremento di su»
perficie e di produzione per fave e pisello, mentre per gli
ortaggi si registra in genere un netto miglioramento nelle cifre
post-belliche nei confronti del 1938; sedani, cardi, finocchi,
cavoli, bietole, piselli, peperoni, fagioli, denunciano un indice
 di produzione notevolmente superiore al 1938.
La voce «altri ortaggi », dalla statistica rilevata per i
cingoli ortaggi limitatamente al 1949 e 1950, è stata, per il
1938, stimata rapportando questi ai principali ortaggi + tenendo
 calcolo delle variazioni intervenute negli anni in questione.

Per stimare la produzione degli orti familiari si è cireoscritta
 l’indagine unicamente agli ortaggi che trovano posto
in ogni orto a carattere familiare (peperoni, pomodori, cavoli,
insalate varie, sedani e cardi) ed applicando ad essi le stesse
variazioni percentuali attribuite agli ortaggi coltivati in orti
industriali ed in pieno campo.
Le coltivazioni industriali e floreali non rivestono particolare
 importanza, nè denunciano una particolare area di coltivazione,
 eccezione falta per il tabacco, con area di insidenza
lungo il fiume Tanaro ed il torrente Relbo.

Le colture arboree, rappresentate quasi totalmente dalla
vite, costituiscono le principali coltivazioni della provincia.
La vite è per la totalità in coltura intensiva -— specializzata —.
e presenta per gli anni considerati un costante aumento di superficie
 e di produzione. Come è evidente dal prospetto, trattasi
 nella quasi generalità di uva da vino, di cui una parte
viene, per altro, consumata direttamente. Trascurabile l’uva
da tavola.
I fruttiferi hanno segnato per gli anni post-bellici notevole
 miglioramento quantitativo e qualitativo. Nei confronti
del 1938, gli anni 1949 e 1950 denunciano, in prova di ciò,
produzioni superiori, segnatamente per pero, melo, nocciolo
e pesco. Questi sono inoltre i soli in coltura specializzata; per
le altre trattasi infatti quasi sempre di piante sparse. Solo il
ciliegio denota un persistente e cronico regresso, dovuto allo
elevato costo di produzione causato dalle spese di raccolta elevatissime,
 alle quali fa riscontro un prezzo di vendita inadeguato.


— 3]t -—
        <pb n="34" />
        La produzione di legna da ardere è localizzata particolarmente
 nella Valle Bormida e nei comuni posti a nord del capoluogo,
 con qualche eccezione in altre ristrette zone. La produzione
 di legna da ardere, come denunciano le cifre, va contraendosi
 sia per far posto ad altre colture sia perchè soppiantata
 dai combustibili a più elevato potere calorifico e di più
vomodo uso (carbone, nafta, gas liquidi, ecc.).

Il legname da lavoro presenta identica distribuzione a
quello da ardere per quanto riguarda rovere, robinia e castagno.
 L’essenza più coltivata e sulla quale puntano gli agricoltori,
 specie per gli alti prezzi raggiunti e la possibilità di facile
 dimora, è il pioppo. Circa il 60 % della produzione complessiva
 si ritiene sia fornito da esso; la relativa destinazione
ed utilizzazione è data per il 50 % da tavolame e legna da
carta, per il 30 % da legname per fiammiferi e per il 20 %
da trancia.
Prima di concludere questo breve commento delle produzioni
 rilevate negli anni in esame, è utile far presente che,
a ‘differenza di altre provincie, non si sono verificate, negli
anni considerati, particolari ostacoli al normale svolgimento
del lavoro, perchè essendo la quasi totalità delle aziende condotte
 e lavorate direttamente dai proprietari, non si ricorre
— generalmente — a mano d’opera estranea nemmeno per
effettuare quei lavori che hanno un termine improrogabile
(quali la raccolta delle frutta, del tabacco, i trapianti ecc.).
I rapporti tra impresa e inano d’opera, relativamente alle
 non molte aziende condotte ad economia con mano d’opera
salariata, anche nei periodi più tesi sono sempre risultati almeno
 « discreti ».

Prodotti indiretti o di trasformazione

{[ prodotti indiretti o di trasformazione vengono indicati
nel prospetto n. 2). Fanno eccezione quelli che derivano dal
loro reimpiego (quali burro e formaggio) di cui si tratta nella
parte relativa alla produzione lorda vendibile. Per aleuni di
essi si dispone di dati definitivi, rilevati annualmente dalla

bi
dh 4 —e
        <pb n="35" />
        statistica ufficiale; pertanto in tal caso, i relativi valori vengono
 assunti integralmente. Così per il vino, per i bozzoli e
per la lana. Limitatamente al 1949 e 1950, per il latte di vacca
 e di pecora.
Poichè oltre al vino, bozzoli, lana e làtte, formano og.
getto di indagine anche la carne, le uova, il miele e la cera,
verranno di volta in volta fornite notizie sulla valutazione effettuata.


La produzione delle vinacce è stata determinata ritenendo
 che esse corrispondano, in media, al 20 % dell’uva vinificata.


Per l’accertamenio della produzione della carne (bovina,
 equina, suina, ovina e caprina), indicata nel prospetto n.
3), sì è utilizzato il eriterio seguito a suo tempo dall’Istat. La
produzione carnea è nel complesso fornita dall’aumento netto
 di peso vivo (incremento utilizzato, che può essere anche
negativo se nell’anno si è utilizzata una quantità di carne superiore
 a quella prodotta) e dal peso vivo del bestiame macellato
 (incremento utilizzato).
Due sono quindi i valori calcolati: l’incremento (positivo,
 o negativo) di peso vive denunciato dal bestiame; le quan.
lità macellate.
Per il primo si è presa per base la consistenza del bestiame
 all’inizio ed alla fine di ciascun anno ed il rispettivo
peso vivo medio per capo: la differenza fra le due consistenze
 moltiplicata per il peso vivo medio per capo, ha fornito lo
incremento (positivo o negativo) di peso vivo.
Sommando a detto incremento il peso vivo del bestiame
macellato nel periodo preso in considerazione, sì è ottenuta la
produzione carnea.

38 —
        <pb n="36" />
        Prospetto N. 2 — PRODOTTI DI PRIMA TRASFORMA-ZIONE
 — QUANTITA’ ACCERTATE
O STIMATE — QUINTALI

Prodotti

‘0243

{950

Vegetali

vino .

Vinacce

1.154.810
320.720

1.185.640 ‘+ 1.345.010
350.900 | 407.100

Animali

Carne bovina (.) .
Carne equina (.)
Carne suina (.) .
Carne ovina e caprina (.)
Pollame (.) . . .
Conigli (.) .
Latte di vacca
Latte di pecora
Latte di capra
Lana a
Uova (..) .
Bozzoli (Kg.) .
Miele .

Cera

64.215

142
15.342
1.065
16.139
21.600
297.999

6.385

11.354

230

46.000
219.668
300

15

52.956

432

24.106

273

17.118
32.400

225 429

13.131

8.174 |

281

50.000
29.500

260

13

57.869

612

17.995

501

17.707
28.800
198.990

6.660

8.600

302

51.500

47.054

260

132

1. } peso vivo
‘..) migliaia di pezzi

Q
        <pb n="37" />
        ProspETTO N. 3 — PRODUZIONE CARNEA IN PESO VI-VO
 NEGLI ANNI 1938, 1949 e 1950

Specie

Bovini .
Equini
Suini

Ovini e caprini

Bovini .
Equini .
Suini

Ovini e caprini

Bovini .
Equini .
Suini

Ovini e caprini

Aumento o
diminuzione
netto {Q1.)

Anno 1938

20.147
1.786
1.188 |
80

Anno 1040
6.601
— 759
— 3.702

— 522

7.791
— 630
3.059 |,
— 269

Macellazione| Produzione
peso vivo | complessiva
(QLL) (Q1.)

44.068
1.928
14.154
985

64.215

142

15.342
‘ 1,065

46.355 | 52,956
1.191 | 432
27.808 | 24.106
795 273

50.078 |
1.242
21.054
770 |

57.869

612
17.995
501

In applicazione ai criteri sopra esposti si è fatto riferimento,
 per il 1949 e 1950, alla consistenza del bestiame come
appare dalle segnalazioni inoltrate (sui modelli predisposti
dall’Istat) agli Uffici Provinciali di Statistica, relative ai sinoli
 comuni, ed utilizzate per l’applicazione dell’imposta sul
bestiame.

Pertanto essendo l’impasta bestiame stabilita general.
mente in base alle denuncie presentate negli ultimi mesi del-140

 —
        <pb n="38" />
        l’anno precedente, per il 1949 si sono utilizzate rispettivamente
 le valutazioni del 1949 e 1950; per il 1950 quelle del
1950 e 1951.
Per il 1938 ci si è valsi direttamente dei dati in possesso
dell’Ufficio e riflettenti la consistenza del bestiame in epoche
diverse del periodo considerato (marzo 1937 - marzo 38). Pur
non essendo stato preso in considerazione il periodo gennaiodicembre
 1938, si hanno fondati motivi per ritenere che il
riferimento al marzo 1937 - marzo 1938 rispeechi fedelmente
la situazione dell’anno 1938.
Per quanto concerne il peso vivo medio a capo non si
è stimato opportuno applicare ad essi le stesse variazioni percentuali
 verificatesi nei pesi medi a capo per il bestiame macellato;
 ciò in quanto per il 1938 questi ultimi non erano noti
ed in secondo luogo perchè la composizione per categorie del
bestiame macellato è diversa da quella del bestiame in allevamento.

[1 peso vivo medio per capo per i bovini, equini, suini,
ovini e caprini è stato perciò calcolato tenendo presente la
composizione di ciascuna categoria, il numero dei capi per
ogni singola categoria, loro peso medio e quello cemplessivo.
Per i bovini si è addivenuti alla seguente classificazione
con a lato il rispettivo peso medio singolarmente attribuito:
vacche: q. 5,20 - tori: 7 - torelli: 3 - buoi: 7,8 - manzi:
4 - vitelloni: 2,5 - vitelli slatt.: 1 - vitelli latt.: 0,45. (Per
il 1949 ed il 1950 il peso dei buoi è stato ridotto a Q1. 7,50).
Per gli equini :
cavalli: q. 5 - asini: 2,30 - muli: 3,75.
Per 1 suini :

suini grassi: q. 1,70 - magroni: 1 - lattonzoli: 0,20 - (per
il 1949 ed il 1950 il peso dei suini grassi è stato ridotto a QL.
1,50).
Nel prospetto n. 3 a) sono stati riportati — per specie —
i dati relativi alla consistenza del bestiame, peso vivo medio
(calcolato con media aritmetica ponderata, utilizzando quali
termini il numero complessivo dei capi ed il loro peso vivo
totale. Questo a sua volta è stato determinato ripartendo ciaseuna
 specie in categorie numericamente definite ed appli-#]
        <pb n="39" />
        tando a ciascuna un peso vivo medio) e l’aumento — o di.
minuzione — di peso vivo.

PROSPETTO N. 3 a) - —

AUMENTO NETTO DI PESO VIVO
(incremento non utilizzato) NEGLI
ANNI 1938, 1949 e 1950.

Consistenza inizio anno
Peso vivo —- Quintali
Numero | medio ! complesper
 cavo sivo

Consistenza fine anno
Peso vivo - Quintali
! medio | complesper
 capo sivo

Aumento o
diminuzione
netto
di peso vivo
Quintali

\pecie

Numero

Anno 1938
286.138
29,938
9594

Bovini
Equini
Suini
Ovini e
caprini

712.440 3,95
6.480 4,62
10.660 | 0,90

77.150
6.120
11.980 |

3,97
4,60
0.90

306.285 20.147
28.152 — 1.786
10.782 | 1.188

14.730 | 0,40

5.892

| 14.930

| (40

5.972

|

2

Bovini
iquini
Suini
Ovini e
caprini

71.137 3,91
3.422 4,63
20.964 | 0,85

Anno _ 1949
278.146 | 73.578
15.844 83.258
17.819 | 16.608

3,87
4,63
0,85

284.747
15.085
14.117 :

6.601
— 759
— 3.702

10.091 | 0,40

4.036 | 8.784

0,40

3,514 | — 522

Anno 1950
284.747 |
15.085
14.117

Bovini
Equini
Suini
Ovini e
caprini | 8.784 |

3,87
4,63
0,85

75.787
3.122
13.822

3,86 | 292.538
4,63 14.455
0,80 | 11.058

7.191
— 630
— 3,059

0.40

3.514

8.112 | 0,40 | 3.245

| —269

Senza scendere a minuti particolari si può dedurre dal
sopradetto prospetto che i bovini hanno quasi raggiunto la
consistenza prebellica, mentre per i suini la ricostituzione del
patrimonio è già avvenuta (la flessione dell'ultimo periodo
è naturalmente in funzione dell’andamento del mercato). Per
gli equini ed ovini si tratta, per contro, di una contrazione de-42

 —
        <pb n="40" />
        &amp;gt; |

&amp;gt;| |

finitiva per i primi — in considerazione delle mutate condizioni
 di lavoro — e pressochè stazionaria per gli ultimi, con
la scomparsa degli elementi (agrogeologici ed economici) determinanti.

Per stabilire le quantità macellate nel 1949 e 1950 si è
fatto ricorso alle cifre in possesso dell’Ufficio e rilevate dalla
statistica della macellazione. estesa a tutti i comuni della provincia.

Ciò non è stato però possibile per il 1938, ragion per cui
sono state utilizzate le cifre relative al 1940 in quanto la rilevazione
 è stata iniziata solamente nel secondo semestre del
1939. Le cifre iniziali a disposizione sono state per altro rielaborate
 riferendosi esse unicamente al bestiame macellato
uei comuni con più di 5.000 abitanti. I dati complessivi si possono
 pertanto ritenere soddisfacenti.
Il peso vivo del hestiame macellato risulta dal prospetto
a. 3 b).

PROSPETTO N. 3 b) — BESTIAME MACELLATO (incremento
 utilizzato }).

necie

Bovini
iguini
Suini .
Ovini e caprini

Bovini
“quini .
Suini . .
Ovini e caprini

Bovini
Equini .
Suini . .
Ovini e caprini

Peso morto
Quintali

i i |
Resa “iu

Peso vivo
Quintali

Anno 1958
17.790,57
566,56
6.971,65
591 62

5457 | 32.603
53,28 | 1.065
78,59 | 8.871
60,88 | 972

Anno 1949
13.320,19
635,60
16.893,69
473,73

|

53,98 24.675
47,79 | 1.329
78,— 21.628
57,53 i 823

Anno 1950
17.436,48
737,90
12.031,32
485 70

55,16 31.609
60,— 1.230
79,06 15.218
64,50 | 753

{2
        <pb n="41" />
        La produzione carnea degli animali di bassa corte è stata
valutata nel miglior modo possibile; tuttavia i dati devono
ritenersi approssimativi, attesa la difficoltà di indagine.
Non è stato infatti possibile prendere come punto di riferimento
 alcuna cifra, nè la consistenza in un qualsiasi momento,
 anche se remoto. E’ parsa perciò cosa migliore valutare
la consistenza degli animali di bassa corte tenendo conto del
numero delle aziende agricole, della loro superficie, delle colture
 praticate e della popolazione agricola. Nella valutazione
si sono inoltre tenute presenti le aumentate esigenze della
classe rurale, il discreto tornaconto che l’allevamento stesso
procura e la notevole persistente richiesta di uova da parte
del mercato.
Le condizioni di cui sopra hanno perciò permesso di stimare
 la consistenza degli animali di bassa corte nelle seguenti cifre:

PROSPETTO N. 4 a) — CONSISTENZA AVICOLA
Migliaia di capi:

Gallinacei
Tacchini
Anatre .
Oche .
Faraone

specie

2358

920
70
30
I”

TOTALE 1.065

{1040

1.000
75
30
25

A

1050

1.030
80
30
25
15

_..180

Per quanto concerne il peso vivo degli animali di bassa
corte, necessario per calcolare la produzione carnea, si è ritenuto
 soddisfacente applicare per capo i valori riportati nel
prospetto n. 4.
Il numero dei capi abbattuti annualmente è stato valutato
pari al 75 % per i gallinacei; all’80 % per i tacchini; all’85 %
per anatre, oche e faraone.
La relativa produzione in peso vivo (prospetto n. 4) risulta
 pertanto pari a q. 16.139 per il 1938, a q. 17.118 per il
1949 ed a q. 17.707 per il 1950.

1A
        <pb n="42" />
        PROSPETTO N. 4 — ANIMALI DI BASSA CORTE

Gallinacei
Tacchini
Anatre
Oche .
Faraone

Gallinacei
Tacchini
Anatre .
Oche . ,
'araone

Gallinacei
Tacchini .
Anatre ,
Oche .
Faraone

Numero capi
Migliaia

»bperie

Esistenti | Abbattuti

Anno 1938
920
70
30
30
15

690
56
25
25
12

In complesso

1.065

809

Anva ‘1010
1.000
75
30
25
15

750
60
25
21
12

n complesso

1,145

869

Anno 1950
1.030
80
30
25
15

772
64
25
2”
1

[In complesso 1.180

206

Peso vivo
3er capo
Chilogrammi


Carne
prodotta
Quintali

1.550 10.695
6.000 3.360
2.800 714
4.500 1.147
1.750 223

16.139

1.550 11.625
6.000 3.600
2.800 714
4.500 956
1.750 223

17.118

1.550 |, 11.974
6.000 3.840
2.800 714
4.500 956
1.750 229

17.707

Per la produzione delle uova, si è stimata solo quella relativa
 alle galline, calcolando che esse rappresentino fra i gallinacei
 il 50 % della consistenza totale ed attribuendo ad ogni
gallina una produzione media annua di 100 uova.

150
        <pb n="43" />
        iNon è stata viceversa stimata la produzione di uova di tacchina,
 anatra, oca e faraona, destinata totalmente ad essere
reimpiegata.
Si è ottenuto perciò la seguente produzione:
1938 : 46.000 migliaia di pezzi
1949 : 50.000 » » »
1950 : 51.500 » » »

La consistenza del patrimonio cunicolo (conigli riproduttori),
 necessaria per stimare la. relativa produzione carnea
cunicola, è stata valutata per gli anni considerati, rispettivamente
 in capi 150.000 (1938); capi 225.000 (1949) e capi
200.000 (1950). Tenuto conto del rapporto esistente fra i due
“essi (1 maschio ogni 4 femmine) ed ammesso che ogni femmina
 generi annualmente 12 figli (inacellabili), si ottiene, rispettivamente
 per gli anni considerati, una produzione di
q. 21.600; q. 32.400; e q. 28.800 (vedi prospetto n. 5).

PROSPETTO N. 5 —

Anni

Riproduttori

1938
1949
L950

150.000
225.000 |!
200.000

CONSISTENZA E PRODUZIONE CU
NICOLA

Numero Capi

Femmine

\dacelfltati

Peso vivo
Medio per Carne pro-Capo
 (Kg.)!' dotta (ql.)

120.000
180.000
160.000

1.440.000
2.160.000
1.920.000

1,500 |
1,500
1,500

21.600
32.400
28.800

La produzione di latte di tacca è stata dedotta parzialmente
 dalla statistica ufficiale per il 1938; totalmente per gli
anni 1949 e 1950.
Infatti, mentre l’indagine condotta per il 1938 si proponeva
 di considerare l’intera produzione di latte, prescindendo
dal fatto che essa fosse, o non, munta e dalla sua specifica destinazione
 (alimentazione del vitello, industria casearia, consumo
 diretto umano), quella relativa agli altri due anni non
tiene conto del latte poppato dai vitelli e neppure del latte
munto e poi somminisirato ai vitelli.

16 —
        <pb n="44" />
        Per questo i dati del 1938 hanno dovuto necessariamente
essere diminuiti escludendo i quantitativi destinati all’alimentazione
 dei redi. .
I dati del 1938, espressi dalla statistica in ettolitri, sono
stati perciò trasformati in quintali, moltiplicando gli ettolitri
per il coefficente medio 1.03.
La produzione complessiva risulta pertanto la seguente:
1938 : q. 297.999
1949 :  q. 225,429
1950 : q. 198.990

Ad illustrare meglio le cifre di cui sopra si ritiene conveniente
 far seguire un breve prospetto:

PROSPETTO N. 6 — PRODUZIONE DEL LATTE DI VAC-CA
 NEGLI ANNI 1938, 1949 e 1950.

inno

Femmine adulte
in lattazione
(numero)

19386 34.360
1949 30.654 |
1950 30.776

Produzione annua - Quintali

media per capo *

complesso in

8,67..
7,35 .
646...

297.999
225.430
198.990

Le vacche di cui sopra risulterebhero poi distribuite, in
)er cento secondo la razza. nel modo seguente:

Razza o meticce

Piemontese . . .
Bruno alpina
Frisona .
Valdostana .
Altre .

Meticcie

IO

92,2
3,4
0,5
0,6
0,9

24

100.0

190409

B6,4
6,6
0,6 |
0,4
22

28

100,0

1050

86,4
6,6
0,7
0,4
31

28

100.0

47 —
        <pb n="45" />
        La produzione di latte di pecora e capra è stata del pari
desunta dalla statistica ufficiale, eccezione fatta per il 1938,
per il quale anno è siata stimata tenendo calcolo della consistenza
 ‘dei capi, dei foraggi disponibili e delle razze allevate.
La produzione di latte considerata è quella effettivamente
munta e destinata al consumo diretto allo stato fresco, alla
caseificazione ed ad altri impieghi industriali; non si è perciò
tenuto conto del latte poppato dagli agnelli e dai capretti.
I relativi valori ottenuti sono indicati nel prospetto n. 7.

PROSPETTO N. 7 —

PRODUZIONE DEL LATTE DI CAPRA
E DI PECORA

Quintali

Prodotto

Latte di pecora
Latte di capra

353358

6.385
11,350

O40

{950

13.130 | 6.660
8.174 © 8600

La produzione di lana sucida ovina è stata stimata prendendo
 come base per il 1938 i dati forniti in proposito, dal
Comitato Provinciale Ammassi, integrati da un quantitativo
pari al 10 % della lana ammassata: quantitativo che si ritiene
 sia stato trattenuto per consumo familiare in considerazione
 anche al particolare allevamento a carattere prevalente.
mente stallino.
Per il 1949 e 1950 si è fatto riferimento all’indagine eseguita
 dall’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura i cui dati
sono stati riportati integralmente. trattandosi di produzione
totale.
L’allevamento del coniglio d’angora non è stato preso
in esame, non presentando particolari caratteri. La produzione
 di lana per gli anni 1949 e 1950 è anzi del tutto nulla. La
produzione di lana sucida ovina risulta perciò la seguente:

Anno 1938 -
Anno 1949 .
Anno 1950 :

1
dq.

230
281
302

418 —
        <pb n="46" />
        La produzione di bozzoli è stata desunta dalla statistica
ufficiale. Le cifre relative pongono in evidenza la forte contrazione
 verificatasi nei confronti del periodo prebellico. La
gelsicoltura astigiana è in costante, progressiva riduzione accusando
 la crisi che da tempo ha colpito tutta l’industria serica.
 |
Delle tre vecchie filande esistenti un ventennio fa, nessuna
 è rimasta in funzione. Meglio di ogni commento al riguardo
 valgono le cifre:
Anno 1938 : Kg. 219.668
Anno 1949 : Kg. 29.500
Anno 1950 : Kg. 47.054

Il quantitativo di miele e di cera prodotto negli anni
presi in esame è indicato nel prospetto n. 8.
Giova, a tale proposito, ricordare che l’apicoltura non
riveste, per l’economia della nostra provincia, importanza.
Trattasi di apicoltura a carattere familiare, di complemento
al bilancio aziendale.
La produzione di miele è stata valutata in q. 300 - per
il 1938; q. 260 - per il 1949 e q. 260 per il 1950. La produzione
 di cera si è calcolata pari al 5% di cuella del miele;
risulta pertanto di q. 15 (1938), q. 13 (1949) e q. 13 (1950).
Per determinare la quantità di miele si è tenuto calcolo
del numero delle arnie, e non degli alveari, in quanto l’allevamento
 delle api, in provincia, è molto frazionato. Molto
spesso un alveare è costituito da una sola arnia; non mancano
però alveari razionali con un adeguato numero di arnie.

PROSPETTO N. 8 — CONSISTENZA DELLE ARNIE E PRO-DUZIONE
 DI MIELE E CERA

Anni

1938
1949
1950

Arnie | Produzione - Quintali
Numero Cera

3.750
3.250 |
3.250 |

300
260
260

15
13
13

bè —
        <pb n="47" />
        2°) PRODOTTI REIMPIEGATI

1° - I reimpieghi come mezzi produttivi

Come si è accennato in precedenza non tutti i prodotti
ottenuti (sia diretti che di trasformazione) vengono destinati
alla vendita od al consumo; una parte di essi infalti è utilizzata
 e reimpiegata nel processo - produttivo. All’uopo viene
distinta in due categorie, a seconda si tratti direttamente di
mezzo produttivo oppure di mezzo destinato, a sua volta, ad
alimentare industrie trasformatrici.
Appartengono alla prima categoria: sementi, legname da
lavoro, da ardere ecc.; alla seconda: foraggi, mangimi, latte,
ecc., prodotti reimpiegati per l’allevamento del bestiame e per
la produzione di burro e formaggi.
Nel prospetto n. 9 sono riportate le quantità di seme, distinte
 nei due gruppi: per produzione di granella ed altro
(A) e per produzione di foraggio (B).
Le quantità reimpiegate sono state calcolate tenendo
conto delle superfici investite. sulla scorta dei dati riportati
dalla statistica ufficiale e delle quantità unitarie richieste dalle
 singole colture e determinate in base alla pratica colturale.
Moltiplicando la superficie investita per la quantità di prodotto
 impiegato per ettaro si è oltenuto il totale dei reimpieghi.

Per fissare le quantità reimpiegate per produzione di
foraggio si è tenuto conto della ripartizione colturale di foraggi
 secondo i dati in possesso dell’Ufficio ed in base alla
classificazione adottata dall’Istat: prati avvicendati - erbai -
pascoli permanenti - prati permanenti. I valori fissati, parziali
 e complessivi, sono pure indicati nel prospetto n. 9
La quantità di legname da lavoro reimpiegata è stata delerminata
 tenendo in debito conto le necessità aziendali, la
“uperficie vitata ed i lavori di manutenzione fondiaria, ordi-N,
        <pb n="48" />
        nari e straordinari. Essa è stata valutata a circa il 70 % per
il 1938 ed all’80 % per il 1949 e 1950.
La quantità di legname da lavoro reimpiegata risulta,
in tale modo, la seguente:
Anno 1938 = me. 3.710
Anno 1949 = me. 10.340
Anno 1950 — me. 11.660
Notevole pure il reimpiego della legna da ardere, per
cui non si è molto distanti dal vero valutando che rispettivamente
 per i periodi 1938 e 1949-50 circa il 70 % e 60 %
della legna prodotta sia stata direttamente utilizzata nel processo
 produttivo.
Si ha così rispettivamente:
Anno 1938 = QI. 217.210
Anno 1949 = Ql. 187.696
Anno 1950 = QLL 167.233
{n considerazione della trascurabilissima produzione di
vimini, si è ritenuto che tuito il complesso della produzione
sia stato destinato al reimpiego. Del pari si è ritenuto che
identica sia stata la destinazione delle canne, atteso l’elevato
loro impiego in viticoltura e per usi aziendali.
Sia il lavoro animale che il letame non sono stati presi
in considerazione, potendosi ritenere che tutto il complesso
della produzione sia slato retmpiegato.
Ultima voce da esaminare: le uova destinate alla formazione
 delle cove. Îl quantitativo è stato calcolato ammettendo
che ogni anno si rimuovi il 60 % della consistenza e che per
ottenere il numero dei pulcini desiderato, sia necessario aumentare
 quello delle uova poste ad incubare nel rapporto di
50 a 100. (Si è ammesso cioè che su 100 uova impiegate, soltanto
 in 60 casi si abbia la nascita del pulcino).
In conseguenza, prendendo come base la consistenza annua
 dei gallinacei (come già segnalato precedentemente la
produzione delle uova di tacchina, anatra, oca e faraona è destinata
 totalmente al reimpiego) si sono slimate come segue
le uova reimpiegate:
Anno 1938 : pezzi n.
Anno 1949 : »
Anno 1950 : »

32
        <pb n="49" />
        Prospetto N. 9 — QUANTITA’ REIMPIEGATE PER LA SEMINA NEGLI ANNI 1938, 1949
1950

Prodotti

1° Cereali
Frumento
Segale
Orzo |
Avena
Granoturco
Miglio .
Saggina
2° Leduminase da granella
Ceci.
F'agioli
Fave
Lenticchie
Lupini
Piselli
Veccie

d° - Patale - Orladdi
Patate primaticce
Patate comuni

Superficie
Ha

37.840
748
54
435
[4.718
480
200

780
1.827
1.155

2
250
10
21

3
2.274

1938
Quantità seme: Q1.
per Ha] complessiva

Superficie
Ha

dot
Quantità seme: Q1.
per Hal complessiva

A) ‘PER PRODUZIONE DI GRANELLA

2
1,50
1,50
1,40
0,55
0,15
0.15

75.680
1.122
o
609
8.095 |
72
230

34.075 2,05
2.400 1,50
350 | 1,50
2.000 1,40
13.025 0,55’
320 0,15,
180 015 |

69.854
3.600
525
2.800
7.164
48
27

0,80
0,60
1,30
1,00
0,75
0,80
0.80

624
1.096
1.501
2
187
8
33

350
2.550
1.500
2
240
20
20

0,80
0,60
1,30
1,00
0,75
0,80
0.80

280
1.530
1.950
2
180
16
16

14
14

42
931.836

4
2.696

14
14 |

36
37.744

Superficie
Ha

950
Quantità seme: QI.
per Haj complessiva

ED ALTRO

36.000
2.400
350
2,000
12.510
300
200

2,05 73.800
1,50 3.600
1,50 525
1,40 2.800
0,55 6.880
0,15 45
0,15 20

350
2.550
1.500
2
240
20
20

0,80
0,60
1,30
1,00
0,75
0,80
0 80

280
1.530
1.950
2
180
16
16

è
2.696

14. |

56
37.744
        <pb n="50" />
        Prodotti

Superficie
Ha

938
Quantità seme: QI.
per Hal complessiva

Superficie
Ha

1949
Quantità seme: Q1.
Der Hal complessiva

Superficie
Ha

19350 -
Quantità seme: QI.
per Hal complessiva

Fave (-)
Fagiuoli (-)
Piselli (-)

13 |
18 |
12

1,20
0,65 -
0,75

16
12 |
9

20
60
110

1,20
0,65
0,75

24
39
82

20
60
110

1,20
0,65
0,75 :

24
39
82

4° - Galtiv. industr.
Canapa tiglio
Canapa seme
Lino tiglio
Lino seme
Ricino
Ravizzone
Girasole

12
3

0,40
0,25
1,50
0,80
0,10
0,05
0,10

12
16

0,40
0,25

12
16

0,40
0,25

2

2
6
10
2

0,80
9,10
0,05
0,10

0,80
0,10
10 0,05
10 | 0,10

E)
15

Bì PER PRODUZIONE DI FORAGGIO
fi a76 790

Segale
Avena
Fave
Granoturco (.)
Ravizzone

3°

1.260
162

198
195
105
6.000
15

1,80
1,80
-,80
1,50
I 0,07

897
351
189
9.000
i

ni



‘126.

6.00N

+}

non

(-) —
(-) -
N.B. —

Tali quantitativi sono stati tolti dalla produzione da granella,
Sranoturco con lievi percentuali di saggina, o sorgo zuccherino ‘o sorgo ‘gentile; o vigna sinensis.
L’intera produzione di seme dî trifoglio pratense e di erba médiîca viene reimpiegata per la preparazione dei prati
irtificiali. 1] quantitativi prodotti sono amzi inferiori alle necessità della Provincia.
        <pb n="51" />
        2°. 1 reimpieghi per alimentare industrie
trasformatrici

x

=
pe

E
a

E
ò
Ra
pi
e:

ed:
3
I
4

2
=
2
1

=
&amp;gt;
3
2
4
A

$
3
pe

Parte della produzione lorda viene utilizzata — oltre
quale mezzo produttivo — anche per alimentare industrie trasformatrici,
 sia si tratti di prodotti diretti del suolo che di
prodotti indiretti o di trasformazione,
Una parte di essa viene anzitutto reimpiegata per l’allevamento
 del bestiame: i relativi. quantitativi vengono al riguardo
 riportati nel prospetto n. 10. A questo proposito, è
bene rilevare le difficoltà incontrate per la determinazione
dei rispettivi valori, basati spesso su stime approssimative e
su valutazioni teoriche delle necessità alimentari del bestiame
in rapporto al peso, età, destinazione, razza. I dati sono comprensivi
 anche della parte utilizzata dagli animali di bassa
corte.

PROSPETTO N. 10 —

QUANTITA’ REIMPIEGATE PER LO
ALLEVAMENTO DEL BESTIAME
Quintali

Prodotti

‘348

gh

1950

Segale
Orzo
Avena
Granoturco
Fave
Patate ;
Foraggio ;
Paglia di cereali
Mele
Vinacce
Barbabietole da
zucchero

3.202
969
8.389
209.699
12.443
29.726
2.557.060
1.061.237
208
16.000

33.570
6.505
33.048
170.751
26.686
33.424
2.055.510
670.392
912
17.545

34.133
6.575
29.459
132.601
26.987
28.317
1.946.020
564.533
968
20.355

|
#0

150

Per quanto concerne il reimpiego delle uve è note come
parte d’esse venga acquistata e vinificata da industrie extraagricole.
 Si è considerato perciò che nelle aziende agrarie ven-SE

 ser
        <pb n="52" />
        ga trasformato in vino 1’85 % dell’uva destinata alla vinificazione
 attribuendo il restante 15% alle industrie extra-agricole.
Î quantitativi di uva reimpiegati (con le rispettive vinacce)
 risultano in tale modo i seguenti:
Anno 1938 : Q1. 1.363.060 :; vinacce :
Anno 1949 : QI. 1.491.325 ; » ;
Anno 1950 : QI. 1.730.175 ; &amp;gt;

QI. 272.612
QI. 298.265
QI 346.035

L’intera produzione di foglia di gelso è considerata come
reimpiegata in agricoltura.

Il reimpiego del latte ha tre destinazioni: allevamento
dei redi, consumo diretto ed uso industriale (produzione di
burro e formaggi).
Il quantitativo reimpiegato per l’allevamento dei redi
non viene preso in esame in quanto i dati della produzione
del latte sono al netto della quantità destinata agli allevamenti,
(direttamente poppato oppure munto e suecessivamente somministrato).

Il prospetto n. 11 considera perciò unicamente i quanti-:ativi
 consumati allo stato fresco e quelli trasformati:

PROSPETTO N. 11 — UTILIZZAZIONE E REIMPIEGHI DEL
LATTE — Quintali

Prodotti

Latte di vacca
Latte di pecora
Latte di capra

Latte di vacca
Latte di pecora
Latte di capra

Latte di vacca
Latte di pecora
Latte di capra

Consumo
diretto

|___ Trasformato in
lazienda agr.jazienda ind
Anno 1938
269.479 ' 18.253
— 6.385
5.900 5.450
Anno 1949
116.510 | 71.440
— | 13.130
4.250 3.920
Anno 1950
112.610 64.570
ann 6.660
3.560 | 5.040

10.267
—_ |

37.480
=

21.810 |
|

Totale

297.999
6.385
11 250

225.430
13.130
2170

198.990
.6.660
8.600

6 —
        <pb n="53" />
        3°) LA_PRODUZIONE LORDA VENDIBILE

1° - Le quantità vendibili

Le quantità vendibili dei prodotti diretti del suolo sono
quelle prodotte (prospetto n. 1), meno le quantità reimpievate.

Per i prodotti indiretti o di trasformazione i dati relativi
 al vino, vinacce, latte ed uva si devono considerare modificati
 rispetto a quelli contenuti nel prospetto n. 2 in quanto,
evidentemente, non possono essere calcolate come quantità
vendibili la parte di uva trasformata presso aziende extra-agricole,
 il latte destinato alla produzione di burro e formaggi e
le uova reimpiegate per la riproduzione.
Conseguentemente i prodotti indiretti o di trasformazione
di cui sopra (compresi anche burro e formaggi ottenuti dalla
lavorazione del latte in aziende agrarie) risultano i seguenti:

PROSPETTO N. 12 — QUANTITA’ VENDIBILI DI ALCUNI
PRODOTTI DPI TRASFORMAZIONE
Quintali

Prodotti

Anno 1938

Anno 1040

Anno 10450

a) — VINO

in complesso
prodotto venditile
prodotto da aziende
agricole

|.154.810
173.222

381.588

1.185.560
177.834

1.007.726

1.345.010
201.752

1.143.258

Ji —
        <pb n="54" />
        Prodotti

2) — VINACCE
in complesso
prodotte presso aziende
 extra agricole
prodotte presso aziende
 agricole |
reimpiegate
vendibili

n}

— LATTE DI VACCA
— per consumo diretto
per uso industriale

d) — LATTE DI CAPRA
— per consumo diretto
— ver uso industriale
e) — BURRO
fì} — FORMAGGI

g} — UOVA (migliaia di
Pezzi)

Anno 1938

320.720

48.109

272.612
16.000
256.612

269.479
10.267

&amp;gt; 904

375

.691

45.080

Anno 1949

Anno 1950

350.900

407.100

52.635

61.065

298.265
17.545
280.720

346.035
20.355
995 640)

116.510
27 24980

112.610
21 810

250

3,560

[.500

1.292

7.290

5.665

49.000 | 50,470

Per calcolare la produzione di burro e formaggi, occorre
tenere presente che tuito il quantitativo di latte di pecora e di
capra viene destinato esclusivamente alla produzione del formaggio,
 mentre quello di vacca viene, per la massima parte, utilizzato
 per la produzione di burro; in minima parte, (mescolato
 a quello di pecora o capra) del formaggio.
Per calcolare i relativi quantitativi, si è ammesso, trattandosi
 di latte di pecora e capra, che, per ogni quintale di latte
lavorato, si ottengano Kg. 33 di formaggio; oppure — se di
vacca — Kg. 14 di formaggio. Quest’ultimo dato (Kg. 14) è
puramente teorico, in quanto il latte di vacra, per essere trasformato
 in formaggio, deve essere necessariamente mescolato
con quello di pecora uv di capra, in proporzioni variabili a seconda
 delle disponibilità.

o —
        <pb n="55" />
        Per la produzione del burro, considerato il caraitere familiare
 della lavorazione, e tenuto calcolo che il burro prodotto
viene quasi esclusivamente consumato dallo stesso produttore,
si è ammesso che per ogni quintale di latte di vacca lavorato
sì ottenzano Kg. 2.5 di burro.

2°. I prezzi

| La determinazione del valore della produzione lorda ven.
dibile ha richiesto l’atitribuzione di un prezzo a tutti i prodotti
che possono essere teoricamente ceduti al mercato (indipenden.
temente dalla loro effettiva avvenuta cessione o consumo).
L’attribuzione di tale prezzo non si è rivelata. cosa semplice,
 sia per la difficoltà di reperire alcune cifre, sia per la
necessità di ricorrere frequentemente all’impiego di medie ponderate,
 e sia per gli ostacoli incontrati nel fissare esattamente le
quantità e le percentuali di beni a cui riferire i singoli prezzi
parziali.

L’adozione dei prezzi è stata effettuata dopo una severa selezione,
 scegliendo opportunamente tra le varie fonti informa-Hve.


prezzi utilizzati sono stati scelti tenendo presente l’epoca
 di maggior scambio, la durata del periodo di scambio, le
varie quantità commerciate a prezzi diversi e le eventuali anormali
 perturbazioni del mercato.
Le quantità consumate dagli agricoltori sono state valulate
 a prezzi correnti; analogamente per quelle corrisposte ai
salariati fissi, atteso la loro esigua entità.

[ prezzi adottati sono normalmente quelli all’ingrosso,
rilevati come sopra accennato. Non viene infatti, di norma,
praticato in provincia un vero e proprio prezzo alla produzione,
 data la notevole frammentazione della proprietà terriera
 ed il predominio del piccolo proprietario coltivatore diretto.


prodotti, peraltro limitati, per i quali viene praticato
 effettivamente un prezzo di produzione diverso da quello
all’ingrosso, si è assunto, naturalmente, il primo.
59 —

pe qe__—
        <pb n="56" />
        3° - La produzione lorda vendibile
Il valore della produzione lorda vendibile risulta dal prospetto n. 13.
Essa è data dall’applicazione, alle singole quantità dei prodotti (diretti ed indiretti), dei relativi
prezzi unitari. |

PROSPETTO N. 13 — VALORE DELLA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE NEGLI ANNI 1938,
1949, 1950

1958

194°

Produzioni

o A Valore
Quantità | SE 5 | comples.
quintali | $ = 2] migliaia
24 5-| di lire

Quantità
quintali

vr
Q'E
Nooo
NR N
Hg. |
5 i

Valore
“omplessivo
migliaia
di lire

Quantità
quintali

A) — PRODOTTI DIRETTI
83.911

|° - Cereali
Krumento
Sranoturco
Miglio
sSaggina (seme)

5.114.673

567.850 135 76.660
77.856 87: 6.773
3.028 © 115 | 348
1.970 66° 130.

647.216
57.015
2.352
2.073

7.360
5.675
6.806
5.600

4.763.510
323.560
15.994
11.609

652.290
40.949
1.455
1.970

0° - leduminose da granella
“eci I 6.226 | 90: 560
ragiuoli | 24.092 | 149 3.445
enticchie | 18 | 150 3,
upini | 4.818 58 279 |

334.044

4.860 6.320 |,
28.271 10.083
18 12.300
3.900 4.050

30.715 4,900
285.056 23.441
221 | 18
15.795 | 3.660

GA

Produzioni

se &amp;amp; &amp;amp;
Quantità Q'E
- NS o
quintali | = &amp;amp;
- C ..,
e 5

Valore
“omples.
migliaia
di lire

Quantità
quintali

ge o
Le
Nago
vm A
[=de
 il

Valore -
“omplessivo
migliaia
di lire

Quantità
quintali

Piselli
Veccie

163 | 175 |
397 90

29
28

a22
15Z

6.700 , 1.487
5.009 770

232
164

1° - Patate ed ortaddi
{sparagi
zardi
‘inocchi
Sedani
zavoli
sipolle
Lglio
‘agiuoli
Fave -
Patate comuni
Patate primaticce
Piselli
’omodori i
Poponi
Socomeri

2A NiR9

3.200.517

L.050 | 260 273
2,023 82 166
L09580 88
3.312 36 191
26.520 40! 1.061
3.520 83° 292
11.560 94 1.087
2.600 106 ' 276
490 28 14
231.726  4R 10.428
258 60 15
460 65 30
26.880 114 3,064
1.683  69| 116
67 49: ar

599
10.344
5.603
27.153
26.060
3.180
10.540
7.140
2.250
263.072
344
9.050
12.360
1.390
RN |

27.500
5.600
3.530
7.200
2.349
2.660
4.230
7.290
[650
2.590
2,900
3.500
3.990
3.400
2 90fN

16.225
57.296
19.779
195.502
202.155
8.459
44.584
52.051
3.712
681.356
998
76.925
169.016
4.726
1.932

650
10.920
5.915
28.665
85.040
3.320
11.050
7.220
2.390
217.109
424
3.890
‘1.890
1.760
740

|

1950

Qu
So
VA
LZ
Du 5 ll

Valore
complessivo
migliaia
di lire

4.572.466

6.630 4.324.683
5.540 226.857
6.800 ' 9.894
5.600 | 11.032

328.543
6.646 32.065
11.854 277.870
12.850 231
4.200 | 15.372

dp»

ds i
e e
eo
Rao
Q 5

Valore
complessivo
migliaia
di lire

6.700
E 9Nn

1.554
951

3.360.827

32.250 | 20.962
7.540 | 82.337
3.380 19.993
4.440 127.273
2.650 225,356
3.310 10.989
3.620 40.001
9.750 70.395
1.750 4.182
4.440 963,964
3,700 1.569
6.550 | 64.779
1.230 177.195
3.050 5.368
2 600 1.922
        <pb n="57" />
        Produzioni

Porri
3arbabietole rosse
Basilico
3ietole - Coste
varote ?
-etrioli |
Zipollotti
*ragole
nsalate diverse
Aelanzane
‘2eperoni
Prezzemolo
Rape
2avanelli
Spinaci
Zucche
Zucchini
srti familiari

Produzioni

1° - Goltivaz. industriali
Barbabietola da zuc:.
chero
vanapa (tiglio)
Canapa (seme)
Lino (tiglio)
Lino (seme)
2icino
l’abacco
Tavizzone
+irasole

3° - Coltivazioni floreali
Fiori °

B° - Coltivazioni lednose
a frutto annuo
Albicocche

lo e Valore
Quantità I 5 5| comples.
quintali | $ = S| migliaia
A 5-ij di lire

195

2.369 143!) 339
1.777 27 48
518 240 | 124
25.734 80 | 2.059 '
12.663 71 899
745 85 63
2.369 62 | 147
148 680! 101
31.575 130 4.105
2.103 124. 271
33.324 126 4.199
444 149 66
5.479 147 952
1.666 196 : 327
14.778 90 1.330
14.548 16 1.193
5.550 RE 472
31.398 2.229

28
o w| Valore
2
2 So comples.
i = Li migliaia
'- E | 2 pi
‘5, di lire

Quantità
quintali

145

1.800
72

x ‘11 |
473:

20

3 70
22 250
91 125
136 + 450
40 200
48 | 120

0.2.

ù
1
61
8
6

105
md
[685

39.055
90 | 175 i 16

Quaniità
quintafi

=
No
254

3.390 2.840
2.542 1.620
1.109 5.200
36.800 2.430
18.115 5.360
1.059 2.700
3.390 2.133
211 33.000
15.165 6.770
3.008 6.710
47.670 9.450
635 4.700
9.269 2.600
2.380 3.926
19.800 5.029
‘05.939 720
7.594 | 8.790
71.300 | 5.431

“se

Quantità
qiuintafi

&amp;amp; dii
e le
Ss o
Sme |
2 Sl

1.115
153
54
27
10
17
549
109
143

917
36.440
41.000
3.500
17.500
[0.000
25 000
18.000
8.n00

80 | 10.000

Valore
‘omplessivo
migliaia
di lire

Quantità
quintati

[I i
vi AQ
HE
fi Sl

9.628
4.118
5.767
89.424
97.096
2.839
7.434
6.963
305.767
20.184
450.481
2.984
24.099
9.344
99.396
76.276
66.751
387.230

3.200 '
2.400
700
34.750
17.100
1.000
3.200
200
415.480
2.840
15.000
600
8.750
2.250
18.675
100.000
7.500
73.500

2.950
1.760
4.900
2,590
4.360
2.600
2.300
33.000
6.300
5.150
8.390
4.200
2.220
3.325
4.680
660
13.670
5.201

Valore a
complessivo | Quantità
migliaia quintali
di lire

gio
‘ma
SS
AE
LE O

26.381

1.022
5.575
2.214
‘94
700
170
13.500
1.962
1.144

3.200
138
50
26
35
13
1.415
73
79

890
28.000
41.200
4.000
18.094
9.609 |
25.000
19.000
7,500

9.240
9,240

2.957.604

800

100 |° 7.250

Valore
complessivo
migliaia
di lire

9.440
4.224
3.430
90.002
74.556
2.600
7.360
6.600
286.528
14.626
377.550
2,520
19.425
7.481
87.399
66.000
102.525
382,274

Valore
complessivo
migliaia
di lire

47.102

2.848
3.864
2.060
104
633
125
35.375
1.501
592

9.740
9,740 -

3.036.267
725
        <pb n="58" />
        N

Produzioni

Ciliegie
Cotogne - Melograni
Fichi
Mele
Nocciuole
Nespolo
Noce
Pero
Pesco
Susino
Uva da tavola
Uva vinificata
Uva destinata al consumo

1° - ledna ed altre
Legname da lavoro
Legna da ardere

[QTALE PROOOTTI DIRETTI

Quantità
quintali

=
a e
VE n
e - A
Li 5 i

3

I
ta

Valore
comples
migliaia
di lire

26.010 | 145 | 3.771
140 | 80 11
210 34) 11
2.402 110/264
2.820 412 956
900 250 | 225
510 210 107
2120 | 113 240
5.090 168 | 855
410 75 31
580 150 87
240.540 104! 25,016
67.860 110 7465

1 458

1.590 |
32 090

156
12

248
1 210

165.028

Quantità
quintali

13.070
740
200
10.498
4.110
750
1.070
15.690
25.390
1.090
1.291
263.175
9EN 94R

2.586
125 121

è
2°
doo
Wa a
EA
N il

5.500
2.600
11.120
4.200
18.870
3.600
11.000
5.000
8.440
2,600
6.700
4.410
5100

8.150
700

Valore
complessivo
migliaia
di lire

71.885
1.924
2.224
44.092 |
77.556
2.700
11.770
78.450
214.292
2.834
8.650
1.160.602
1 29709 gr

108.668

| 21.076
97 5092

11.751.127

Quantità
qgilintali

17.450
780
230
11.142
3.550
850
880
16.510
25.430
1.030
1.590
305.325
952 108

2.915
111.489

o
No o
iN
mM.
A 5

3.630
2.600
9.000
3.950
23.370
3.600
12.800
3.500
6.190
2.500
7.100
4.332
E NI5f}

11.000
705

Valore
complessive
migliaia
di lire

63.343
2.028
2.070
44.011
82.693
3.060
11.264
57.785
157.412
2.575
11.289
1.322.668
1.275.074

110.665

|
le

32.065
78 600

[1.465.610
        <pb n="59" />
        {°° sii,

Produzioni

Quantità
quintali

sa
2 Eu
BSc
SI È
REC.
-

Valore
comples.
migliaia
di lire

Quantità
quintali

ie
3foo
SE O
+ a
i =;

Valore
complessivo
migliaia
di lire

Quantità
quintali

E
ai
pie
Lo a.
Ae 5

Valore
Complessivo
migliaia
di lire

B) — PRODOTTI INDIRETTI]

1° - Vedetali
Vino
Vinacce

2° - Animali
Carne bovina (p. v.).
Carne equina (p. v.)
Carne suina (p. v.)
Carne ovina e capri.
na (peso vivo)
Pollame (peso vivo)
Conigli (peso vivo)
Latte di vacca
Latte di capra
Burro
Formaggi
Lana

176.608

981.588 176 172.759
56612 15: 9849

110.059

64.215
142
15 949

439 28.190
200 284
560 859}

1.065 440
16.139 841
21.600 353
279.746 80
5.900 115
375 1.200
4.691 ! 550
920 1500

468
13.573
7.625
22.380
679
450
2.580
245

1.007.726
280.720

52.956
432
24.106

273
17.118
32,400
153.990
4.250
1.500
7.230
281

7.017
700

31.472
18.000
22 NN

22.500
59.501
25.000
6.000
‘6.500
85.000
50.000
98.000

7.267.717
7.071.213
196 504

7.198.408
1.666.631
77.760
682 200

6.142
1.018.538
810.000
923.940
27.625
127.500
361.500
7.868

1.143.258
9295 RN

57.869
612
17 995

501
17.707
28.800
134.420
3.560
1.292
5.666
302

6.695
ASSO

30.126
16.000
26 ANN

20.830
56.622
26.600
5.800
6.500
92.000
50.000
35.547

7.862.804

7.654.112
211 692

6.847.271
1.743.615
9.792
658.617

10.436
1.002.606
766.080
779.636
‘23.140
118.864
283.300
10.735
        <pb n="60" />
        Produzioni

Uova (.)
Bozzoli
Miele
Cera

[OTALE PRODOTTI INDIRETTI

folale comulessivo

Quantità
quintali

Ei
e
N
Vi a
i
i Si

Valore
comples
migliaia
di lire

45.080 | 500 22,540
2132 1,000 2.132
300 700 210
15 | 805 12

28868 667

451.75

Quantità
quintali

49.000
295
260
13

04

si. a
3 e
Ss o
W 2 A
Ro.
ni 5

30.000
30.000
35.000
58 000

Valore
complessivo
migliaia
di lire

1.470.000 !
8.850
9.100
57

14.466.125

296 9417 2959

Quantità
quintali

50.470
471
260
19

IE

&amp;gt;
I
255
NEO
SEA
n

28.000
40.090
30.000
50.000

Valore
complessivo
migliaia
di lire

1.413.160
18.840
7.800
A5N

14.710.075

26 175 685

(.) migliaia di pezzi; prezzo per mille pezzi

Per conoscere e valutare rapidamente ed efficacemente il valore dei singoli gruppi di prodotti
 — loro composizione e variazione percentuale — vale il seguente prospetto n. 14.
        <pb n="61" />
        ProspETTO N. 14 — VALORE DELLA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE DEGLI ANNI 1938,
1949 e 1950, PER GRUPPI’ DI PRODOTTI E COMPOSIZIONE PERCEN-TUALE
 RELATIVA

Migliaia di lire

19

{Ar

GRUPPI DI PRODOTTI

A) Prodotti diretti
1 - Cereali
2 - Leguminose da granella
5 - Patate ed ortaggi
4 - Coltivazioni industriali
3 - Coltivazioni floreali
6 - Coltivazioni legnose a
frutto annuo
7 - Legna ed altre

D) Prodotti indiretti
1 - Vegetali
2 - Animali

TOTALE

in
complesso

165.988

83.911
4.332 |
36.062
145
105

39.055
1 458

286.667
176.608
110.059

451.755

36,55
18,58
0,97
7,98
0,03
0.02

8,65
032

63,45
39,09
24,36

100

in
complesso

11.751.127
5.114.673
334.044
3.200.517
26.381
9240

2.957.604
108.668

14.466.125
7.267.717
7.198.408
26.217.252

44,82
19,51
1,27
12,21
0,10
0,04

11,28
041

55,18
27,72
27,46

100

in
com ptesso

11.465.610
4.572.466
328.543
3.360.827
47.102
gg 740

3.036.267
110.665

14.710.075
7.862.804
6.847.271

26.175.685

43,80
17,47
1,25
12,84
0,18
0,04

11,60
0,42

56,20
30,04
26,16

100
        <pb n="62" />
        E° superfluo ricordare che il rilevante aumento di valore
 riscontrabile fra gli anni 1938 e quelli post-bellici è dovuto,
 quasi esclusivamente, all’inflazione monetaria. |
Pur non potendosi precisare esattamente l’indice di. svalutazione
 della lira nel confronto tra l’anteguerra ed il 1949.
50, (non essendo il solo fenomeno che influisca sul conto in
esame) il rapporto di 1:50 è quello comunemente accolto ed
applicato in casi simili.
Trattasi, per la verità, di un rapporto medio che per
certi prodotti può anche non risultare aderente alla realtà;
tuttavia, tenendo presente che viene presa in esame la produzione
 lorda vendibile complessiva, detto rapporto può considerarsi
 sufficientemente preciso.
Il raffronto tra i due grandi gruppi di prodotti — diretti
 ed indiretti — rivela come, mentre per il 1938 quelli diretti
 superarono sensibilmente, come entità, quelli indiretti,
nel 1949 e 1950 tale differenza venga riducendosi, lasciando
quindi presumere, a prima vista, una minor operosità aziendale
 ed una meno accentuata attività trasformatrice.
L’aumentato valore dei prodotti diretti rispetto a quelli
di trasformazione è dovuto al gruppo dei « vegetali » che, per
questa provincia, sono rappresentati unicamente dal vino (e,
in misura trascurabile, dal sottoprodotto vinacce).
Devesi, infatti, al minor realizzo sul mercato di questo
prodotto la flessione accennata. in quanto: la produzione risulta
 in aumento.
Realizzo che, pari al 39,09 % della produzione lorda
vendibile nel 1938, è sceso, nel 1949, al 27,72 %, per risalire,
 nel 1950, al 30,04 % (unicamente perchè in quest’ultimo
anno, ad un aggravarmento del prezzo. ha fatto riscontro un
aumento di produzione).
Una più minuziosa analisi dei due gruppi di prodotti,
consente di rilevare come nel primo (prodotti diretti) segnano
un sensibile aumento (al di fuori delle inevitabili oscillazioni
di prezzo e naturali variazioni di produzione) le voci: « patate
 ed ortaggi » e « coltivazioni legnose a frutto annuo », passate
 rispettivamente ‘da 7,98 % a 12,21 % e 12,84 %, e da
8.65 % a 11,28 % ce 11,60 %. Nel secondo gruppo (prodotti
indiretti o di trasformazione) che comprende i « vegetali » e

&amp;gt;
Mi 4 —.
        <pb n="63" />
        gli « animali », la contrazione dei primi (vegetali), non argirata
 dai secondi (animali), ha determinato una contrazione
della percentuale di concorso, scesa dal 63,45 % del 1938, al
55.18 % del 1949 ed al 56,20 % del 1950.
Mentre la contrazione dei « vegelali » sembra cronica,
meno pesante apparirebbe quella dei prodotti « animali » (legata
 sopratutto alle voci: carne bovina, pollame ed uova) che
hanno denunciato un lieve incremento; rispettivamente per gli
anni considerati, da 24.36 % a 27.46 % e 26.16 %.
Si è stimato utile far seguire, alle brevi considerazioni
sopra richiamate, il prospetto n. 15, nel quale sono riepilogati,
 per gruppi di prodotti, i valori risultanti dalla applicazione
 alle rispettive auantità del 1938, 1949 e 1950. dei prezzi
 degli anni di riferimento.
Così per il 1938 (anno base) il valore è stato ricavato
dalla equazione: quantità 1938 per prezzi 1938; per il 1949,
oltre alla valutazione al prezzo corrispondente dell’anno, si
è operato il raffronto con l’anno base, valutando la quantità
del 1949 ai prezzi dei 1938 e reciprocamente la quantità del
1938 ai prezzi del 1949.
Analogamente al 1949 si è operato per l’anno 1950.

I dati ricavati come sopra risultano i seguenti:
Valore della produzione lorda vendibile del 1938, ai
prezzi del 1949 e del 1950, in migliaia di lire:

— per il 1938 (valutata ai prezzi del 1949)
— per il 1938 (valutata ai prezzi del 1950)
— per il 1949 (valutata ai prezzi del 1938)
per il 1950 (valutata ai prezzi del 1938)

23.206.510
22.714.657
509.018
530.369

Inoltre per dare una visione maggiormente riassuntiva,
si è proceduto alla determinazione degli indici delle quantità,
dei prezzi e dei valori — per gruppi di prodotti -—- della produzione
 lorda vendibile degli anni considerati (prosnetto
n. 16).
Detto prospetto vonferma quanio già in precedenza precisato,
 per cui si ritiesc superfluo ogni ulteriore commento al
riguardo.

a
        <pb n="64" />
        ProspETtTTtOo N. 15 — VALORE DELLA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE DEL 1938 - 1949 e
1950, AI PREZZI DELL’A NNO, E DEL 1950, 1949 e 1938, PER GRUPPI DI
PRODOTTI — Migliaia di lire.

PRODUZIONE

A) Prodotti diretti
1 - Cereali
2 - Leguminose da granella
3 - Patate ed ortaggi
4 - Coltivazioni industriali
3 - Coltivazioni floreali
6 - Coltiv. legnose a frotto annuo
7. Legna ed altre

Q) Prodotti indiretti

1 - Vegetali
2 . Animali

IQTALE COMPLESSIVA

Quantità
del ’38 ai
prezzi del
1958

165.088

83.911
4.352
36.062
145
105
39.055
1.458

286.667

176.608
110 059

451 755

’ Quantità |
del ’49
ai prezzi del
1949

Quantità
del ’38
ai prezzi del
1040

h

11.751.127
5.114.673 - 4.652.831
334.044 305.259:
3.200.517 2,012,947 '
26.381 10.084
9.240 5.707
2.957.604 1.674.750
108.668 78151

14.466.125

14 466 811

7.267.717
7.198.408

7.067.432
7.999 379

26,917 959

23.206.510

Quantità
del ’49 ai
prezzi del
1958

d

220.687

92,742
4.762
54.056
380
170
66.527
9030

298 251

181.571
106.780

509.018

Quantità | Quantità
del 50‘ del '58
ai prezzi del | ai prezzi dei
19050 1050

Quantità
del '50 ai
prezzi del
10938

11.465.610 8.671.858

221,207

4.572.466 - 4.227.790 | 91.919
328.543 350.805 4.063
3.360.827 2.395.754 | 51.477
47.102 9.422 775
9.740 5.390 | 190
3.036.267  1,599,579 | 71.689
110.665 893118 1.094

14.710.075

14.042.799

309 162

7.862.804
6.847.271

6.738.530
7.304.269

206.098
103.064

26.175.685

22 714.657

520 3A6
        <pb n="65" />
        PROSPETTO N. 16 — INDICI DELLE QUANTITA’, DEI PREZZI E DEI VALORI DELLA PRODU-ZIONE
 LORDA VENDIBILE DEL 1938 - 1949 e 1950 RISPETTO ALLA
BASE 1938 = 100 (°%)

Gruppi di prodotti

A) Prodotti diretti
1 - Cereali
2 - Legum. da granella
3 - Patate ed ortaggi
&amp;amp; - Coltiv. industriali
5 - Coltivazioni floreali
6 - Coltiv. legnose frate
7 - Legna ed altre

8) Prodotti indiretti
1 - Vegetali
2 - Animali

IN COMPLESSO

Quantità 1949

Quantità 1950

Prezzi 1949

Prezzi 1950

Valore
b : a

d:a | pic | media

d:a | b:c ‘media' c:a © b:d ' media’

c:a | b:d ‘media! 1949 | 1950

133,7. 1945 1341

134.0 1322 133.1

529 593,3 531! 525 51,9

52,2 712) 695

110,5, 109,9 110,2 109,5 108,2 108,8
109,4 109,4 ; 109,4! 93,4 93,7. 93,5
149,9 159,0: 150,4 142,7 140,3 141,5
262,1 261,6: 261,8' 53,4 50,0 51,7
161,9; 161,9! 161,9 181,0: 180,7; 180,8
170,3/176,6 . 173,4 183,6: 189,8! 186,7
139,2 139,1 139,1, 75,0 133,1/104,0

55,4 55,1 55,2.
70,1 70,1 70,1
55,8 59,2 57,5
69,5! 69,4 69,4
54,4 54,4 54,4
42,9 44,5' 43,7
53,6: 53,5 53,5

50,4 49,7
80,6’ 80,9
66,4. 65,3
65,0 60,8
51,3 51,3
41,0) 42,4
570/1012

50,0 1 54,5
80,7| 76,8) 75,5
7 88,7) 93,2
62,9 181,9 324,8
51,3 88,0 92,8
417 75,7 771,7
79,15 74,5) 75,9

100 6 100.0/ 100,3 107,8 104,8. 106.3

50.5!

50.2 50,3ì 490 47.6) 48,3

50,5, 51,9
38,1 38,1 41,2 44,5
66,4) 66,4| 65,4. 62,2

102 8 suE,2 102,7 116," "Z1e,
97.0. 97,2! "7 93,6 923°”

dl.
43 r

40,0 40,0, 40,7 38,2
07,2 67°, 67,3, 66,2,

13.0

12 9g: 11%

115.2: 116.3

DL.

515: 514

5

494

49 al

58 0 57.

‘0) Le lettere che figurano tiella testata fanno riferimento alle colonne distinte con uguali lettere nel prospettc n. 15
        <pb n="66" />
        4°) LE SPESE

Dalla produzione lorda vendibile si ottiene il prodotto
netto, detraendo da quella gli oneri sostenuti nel ciclo produttivo:
 oneri che vengono genericamente — se non propria:
mente — definiti con la voce « spese ».

fisse sono state, per proprietà, ripartite in gruppi, onde
renderne nel contempo più semplice e spedila la determinazione
 e più facile la elaborazione degli elementi conclusivi.
In primo luogo si è proceduto alla suddivisione generale in:
A) - spese per capitali tecnici e servizi extra-aziendali:
B) - spese di ‘manutenzione ed assicurazione e quote di
ammortamento; ripartendo successivamente dette voci principali
 in altre secondarie.

A) Spese per capitali tecnici e servizi extra - aziendoli.

Comprendono a ioro volta:
(+) — -spese per concimi;
(+) — spese per antiparassitari;
(+) spese per sementi;
(+) — spese per mangimi;
(+) —- spese per energia motrice e lubrificanti;
spese per stalla; |
spese per acque irrigue:
spese varie.

(+) L’entità delle spese analitiche, relative alle vaci con l’asterisco, sono ri
portate nel prospetto n. 17.

74 —
        <pb n="67" />
        Spese per concimi.

Pur non potendosi affermare che in provincia di Asti
l’impiego dei concimi sia notevolissimo — come in altre zone
 — esso rappresenta tuttavia una delle maggiori spese sostenute
 dalle nostre aziende agricole.
I concimi utilizzati appartengono quasi interamente agli
azotati ed ai fosfatici, essendo pochissimo impiegati i potassici
 e pressochè insignificante l’uso dei composti. Questi ultimi
 devono la loro poca diffusione alla attuale facilità nei
trasporti ed alla diffidenza diffusa nelle nostre campagne nei
riguardi dei cosidetti « guani ».
La percentuale delle varie qualità di concime impiegato
varia naturalmente, entro determinati limiti, a seconda delle
annate: comunque il primo posto spetta incondizionatamente
a quelli fosfatici, seguiti dagli azotati e potassici.
Fra i fosfatici, prevale il perfosfato ininerale 18/20; fra
gli azotati, il solfaio ammonico, mentre l’impiego della calciocianamide
 è limitatissimo, data l’esistenza di pochi terreni
a reazione acida e sub-acida, ed essendo il calcare presente nei
terreni in misura sufficiente.

Spese per antiparassitari.

Stabilire, anche approssimativamente, quale sia stato lo
impiego, per i periodi considerati, dei quantitativi di antiparassitari
 contro i parassiti animali (insetticidi) e contro i
parassiti vegetali (anticrittogamici), è cosa alquanto difficile,
mancando elementi di sicuro riferimento, eccezion fatta per
quelli forniti dal Consorzio Agrario e dall’Ufficio Provinciale
dei Monopoli di Stato.
Più facile l’accertamento statistico degli anticrittogamici,
 data la caratteristica vitivinicola della zona e la stabilità
media quantitativa ormai raggiunta da detti prodotti e sopratutto
 dal solfato di rame e dallo zolfo. L’oscillazione nell’impiego
 di detti antierittogamici è ormai contenuta entro
limiti fissi, essendo legata sopratutto alle condizioni meteorologiche.

Si pone però in rilievo il fatto che i viticoltori abbiano

__ 74 —
        <pb n="68" />
        tendenza a razionalizzare sempre più i trattamenti, allo scopo
 di diminuirne i consumi ed il costo di produzione dei relativi
 prodotti.
Tuttavia si nota spesso, in diverse zone, un impiego troppo
 accentuato di prodotti a base di sali di rame, mentre del
tutto opposta è la situazione per gli insetticidi, il cui utilizzo
è ancora scarso e stravrdinariamente inferiore alle necessità,
anche se quest’ultime non sono eccessive, stante la ancora
limitata diffusione della frutticoltura.

Spese per sementi.

Sono state prese in esame le sementi non prodotte in provincia
 e, parzialmente, quelle che, comunque prodotte, non
risultano sufficienti al fabbisogno locale e per le quali l’agri.
coltore ha dovuto procedere ad un effettivo esborso di denaro.
Per altre, viceversa, si è tenuto presente l’invalsa abitudine
 di procedere al cosidetto « cambio seme », consistente
nel baratto con un ugual quantitativo di prodotto, più il versamento,
 da parte dell’acquirente, di una somma integrativa
che costituisce il cosidetto « costo aggiunto ».
Il costo aggiunto è stato calcolato per tutte le sementi
incluse nel prospetto, eccezion fatta per barbabietola da zucchero,
 erba medica, trifoglio pratense e seme bachi.
Naturalmente non sono state prese in considerazione le
sementi i cui quantitativi sono slati opportunamente detratti
dalla produzione e direttamente utilizzati.

Spese per mangimi.

L’alimentazione del bestiame riveste una discreta importanza
 per la provincia di Asti, anche se non sempre, da parte
degli allevatori, si seguono criteri razionali e tecnici nella
somministrazione degli alimenti.
Come già accennato in precedenza, l’indirizzo lattierocaseario
 è scarsamente seguito, predominando- l’allevamento
del bestiame da macello. Si tratta di vitelli alimentati quasi
sempre direttamente dalla madre e che soltanto negli ultimi

75 —
        <pb n="69" />
        mesi (vengono di solito venduti a 8 - 10 mesi di età) ricevono
maniimi (specie fave e mais) oltre a foraggio secco.
In alcune ristrette zone si pratica l’allevamento del « sanato
 », consistente nell’alimentare il vitello esclusivamente
con latte; in tal caso la vendita viene anticipata a 4-4 mesi
di età.

Poichè l’alimentazione delle vacche comuni (nella grande
 maggioranza appartenenti alla razza piemontese a triplice
attitudine) non è molto curata, ne deriva un impiego modesto
di panelli e di mangimi complessi.
Ciò che è opportuno porre in rilievo è piuttosto la cronica
 deficienza di foraggi, per cui è necessario ricorrere annualmente
 all’importazione di foraggio, sotto forma di fieno.
Le zone della Valle Bcermida e dell’altopiano di Villanova risultano
 in proposito le più deficitarie.
Anche la produzione di paglia risulta insufficiente al fabbisogno
 provinciale: i quantitativi importati provengono particolarmente
 dalle provincie emiliane.
In considerazione, perciò, di tali persistenti importazioni
 di fieno e paglia, i rispettivi quantitativi sono stati inelusi
nella voce € mancimi »

Spese ner energia motrice e lubrificanti.

Riguardano: energia elettrica, carburanti e lubrificanti.
Per quanto concerne l’impiego di energia elettrica, non
essendo stato possibile alla Società P. C. E. fornire i dati relativi
 al 1938, si sono utilizzati quelli corrispondenti del 1942.
Per gli altri, le cifre si riferiscono direttamente agli anni in
questione.
Per determinare i quantitativi di benzina e lubrificanti,
non disponendo in merito di una statistica come per il petrolio
 ed il gasolio, si sono assunti valori corrispondenti rispettivamente
 al 3 % (per la benzina) ed al 4 % per i lubrificanti)
 dei quantitativi complessivi di petrolio e gasolio consumati.


Come è possibile constatare nel prospelto n. 17, l’uso
P | i prosp °
dell’energia motrice in agricoltura ha subito romplessiva-76

 .__
        <pb n="70" />
        mente un netto increriento, sopratutto per le voci « energia
elettrica » e « gasolio ». Tale incremento di consumo è date
specialmente da trattori, motori per sollevamento di acque a
scopo irriguo, pompe, diraspatrici, pigiatrici (per uso enologico).
 nonchè da una maggiore meccanizzazione.

Spese per stalla.

Sono state prese 11 esame le spese relative alla cura del
bestiame: assistenza velerinaria, medicinali, vaccini. sieri, ferrature,
 ecc.
Tali spese, mancando ogni possibilità di indagine anali.
lica, sono state valutate (tenendu calcolo anche di alcuni bilanci
 aziendali) in .L 2.100.000 per il 1938; in L. 130.000.000
per il 1949: ed in L. 135.000.000 per il 1950.

Spese per acque irrigue.

L’irrigazione in provincia di Asti viene attuata sopratutto
 mediante sollevamento di acqua dal sottosuolo — ad opera
dei singoli proprietari -— sfruttando la presenza di falde acquifere.
 L’irrigazione ad acqua fluente, attuata mediante la
utilizzazione di corsi d’acqua, è limitata solo al canale di San
Marzano. derivato dal fiume Tanaro.
Tenuto calcolo della superficie irrigata, dei canoni corrisposti,
 ecc., si è stimato per anni indicati una spesa rispettiva
 di

L.

35.000 per il 1938;
3.900.000 per il 1949;
3980.0906 per il 1950:

L’aumento della spesa per gli anni post-bellici devesi attribuire
 unicamente all’aumento della superficie irrigua, tenuto
 calcolo, beninteso. del relativo indice di svalutazione della
 moneta.

77
        <pb n="71" />
        Spese varie.

Comprendono le spese per noleggi di macchine (trattrici,
 trebbiatrici, sgranatrici, pigiatrici, torchi, motori, ecec.).
per trasporti, mediazioni, contabilità, ed altre non contemplate
 e prese in considerazione sino ad ora, che indicheremo
con la voce « generali »
Anche in questo caso si è fatto ricorso ai bilanci aziendali,
 essendo dette voci di non facile accertamento.
Fra le voci sopra indicate, incidono in misura più notevole
 quelle relative aila trebbiatura e sgranatura dei cereali.
I valori a cui si è pervenuti sono i seguenti:
L. 4.900.000 per il 1938;
» 290.009.000 per il 1949
&amp;gt;» 270.000.000 per il 1950

78
        <pb n="72" />
        PROSPETTO N. 17 — SPESE PER ACQUISTO DI MATERIALI NEL 1938 - 1949 e 1950

Viateriali

° . Goncimi

FOSFATICI

Perfosfato minerale (a)
Perfosfato minerale azotato
Scorie di defosforazione
Perfosfato organico

AZOTATI

Solfato ammonico 15/16
Calciocianamide 15/16
Nitrato ammonico (b)
Nitrato di calcio 15/16
Nitrato di calcio 13/1Z

057 10=2

Quantità
quintali

2 e
2 e
lg e
ù =
ne.
iL, Se

Valore
omples.
nigliaia
di lire

6.731

1.677

175.451

( 22
+

! 1.660

5g |

20 |

17

4.206

23.304
3.608
524198

30
î4
ne

2.097
267 |
466 !
{961

gg12

' 97

Quantità
guintali

73.889 I
11.163 |
100
2744

13.855
1.899
1.436
17.351
1275

rp Aaa

Si e
RE]
sE a
me no
i 5]

Valore
“omples.
migliaia
di fire

521.931

169.691

2.080) 135.689
2.089 23,219
3.000 300
98001 10483

305.575

1.600) 201.733
4550 8.640
8.500 9,334
1.500) 78.079
4.500, 5.737

Quantità
1itintali

30.900
7.610
200
4.689

41.789
2.869
2.187
14.716
935

1040 e 100

si
QI
NS o
QU A
mg,
1

Valore
comples.
migliaia
di fire

512.063

183.701

1.800 163.620
1.800 13.692
2.700 540
1.200 5.943

278.696

4.100 171.335
4.500 12.910
6.000 13.122
4.500 66.222
4.500 4.207

a} — comprende perfosfati minerali, azotati e d’ossa
(b) — per i! 1938 con titolo 15/16; per il 1949-50 con titolo 15/16.
        <pb n="73" />
        Tm 1°

Materiali

Quantità
quintali

,.&amp;amp; o) Valore
3% S| comples.
) E A, migliaia
‘E. +;
3-=| di lire

Nitrato di sodio

4.025

108 | 415

POTASSICI

704

Sali potassici
Salino potassico 40/42

1.827

90 :

704

COMPOSTI
Fosfato biammonico

144

200

[89

174

2° . Antiparassitari
a) - Contro i parassiti animali
Arseniati
Fosfuro di zinco
Solfuri e polisolfuri |
DIio di catrame
A base di olio di catrame | 15

6.a7R

200
200
450

1937 - 1°

Materiali

Quantità
jJuintafi

oo
e
Ss o
a -
5

Valore
3omples.
migliaia
di lire

Estratto di tabacco
comune
Estratto di tabacco
superiore
Polvere di nicotina
[nsetticida Monital ]
Fluosilicati
A base di D.D.T.
A base di Gammesano

1

350

6

b) - Contro i parassiti Vegetali

Solfato di rame 98/99 26.867 '_ 204
Ossicloruro di rame 1.700 [85
Zolfo doppio raffinato 85%; 10.200 110
Zolfo ramato | 113 | 202
solfato di ferro | 120 | 451

8.918

3.454
314
1.122
23
5

‘948- 1°

O e €

Quantità
quintali

o
4 e
ns o
3 si e
mM uo
di 5

Valore, -
comples, Quantità
migliaia quintali
ji lire

Ve
SEI
E
de I i

Valore
comples.
migliaia
di lire

360 | 5.790|

2.052

2.000 | 5,450]

10.900

46.199

48.316
2.600) 46.561
1.600) 1.755

13.998 : 3.309

46.193

17.908 |
[.097 |

72

1.350
9.000) 1.350

(}

9,450

472

[50 |

250.997

353.797
20.342

‘4 N27

pia 3.500
1.220) 9
‘2.009! 84
oo 33
19.000 133

45.000] 3.060
1.980] 28
a 12.000 24
5 11.000 55
15 | 19.000 285

7

1048 = 1013

490 = 7

o
Quantità | QQ E
; REN
quintali a
A 5

Valore
“omples.
migliaia
di lire

i i o
Quantità | Q'E n
I N55
quintali © è a
5

Valore
zomples.
migliaia
di lire

]

37.125|

27

2
i

44.000

38

(a)

55.000!
L1.000|
50.000
549] 2
a 7.990
45.000| 1,935

4.000)

50,000) 24
486! 1
65.000 15.015
45.000! 1.755

è
g
49

91
2g

336.960

333.455
11.550) 241.765
‘1.000| 4.356
6.190) 86.827
6.300! 485
2.208 22

21.049
372
10.745
209

13.000) 273.637
12.500. 4.667
5.350| 57.486
5.600 1.170

20.932
396
14.027
77
10

(a) .. quando i valori non raggiungono l’unità.
        <pb n="74" />
        \ateriali

3° - Sementi Ca)
Frumento
Orzo
Avena |
Granoturco
Patata
Barbabietola da zucchero
Erba medica
trifoglio pratense
Seme bachi (b)

cruscami
Panelli di semi oleosi
Melasso di bietola |
Sale pastorizio
Orzo

1° . Mandimi

dm

7 {€

[948 - 19?

Quantità |
quintali

= * Valore
SE 5 comples.
BE Sl migliaia
| di lire

Quantità |
guintali

E
[n
SER
E
da: I pl

Valore
romples.
migliaia
di lire

2,097

217 048

12.000
10
L50
1.400
1.000

26
[2
25
26
20
310
375
615
31

312

15.000
90
1.300
L.200
4,500

2.200) 33.000
1.300) 117
1.200 1.560
1.800| 2.160
00 3500
20.000 14
57.500) 171.465
£9.300| 6.409
1.500) 523

4
36!
80
1
1.431
224
q

2.488
365
206

2.982
130
349

207

317.234

32.500
RO

211° 28,700 3.623! 103.980
65 2,216 5.000} 11.080
1 48 2,700 130
13 | 350 | 1.800 630
mio 469 6.000] 2,814

r3(

Ò

Quantità
quintali

(6.000
90
1.300
1,100
41.500
2
1.495
71
RZ

31.000
3.732
140
470
10

(Q49 mm !

ga o
NSS
me A
[a
Le Il

Valore
zomples.
migliaia
di lire

104.189
30.400
126
1.820
2.420
3.150
40
62.491
2.648
1.094

1.909|
1.400,
1.400
2.200
700
20.000
11.800
37.300
2 000

405,733

3.190] 98.890
1.600, 17.167
2.700 378
2000 940
5.800 58

a) Costo aggiunto, eccezione fatta per barbabietola da zucchero, erba medica, trifoglio pratense, seme bachi.
b) Once.

Materiali

Daglia
Fieno

1°. Energia motrice e lubrificanti

Energia elettrica (Kwh)
Petrolio .
3asolio i
Benzina
Carboni fossili
3ljii lubrificanti

i Vi
tà ‘a È Si Valore
Quantità ' &amp;amp; 5i 7omples.
quintali | SE e migliaia
‘Su di lire

set e

90.000 | 26
80.000 | 47

2.340
3.760

8AZ

535.140 0,40 214
5.067. 88 446
1.385 76 105
198 . 463 92
60 . 18! 1
259 ! E 6

RR”

=
Quantità | E
. NS O
«quintali AEZI
e Do
e MS

Valore
comples.
migliaia
di lire

70.000
A0.000

780
9 400

54.600
{ZZZ ONN

64 767

1.029.399
1.284
3.690
244
30
219

14,29| 14.710
5.337 | 22.864
3.136 | 18.952
15.288 3.730
1.505 | 45
114.000 4.466

1A © :
Quantità | SÈ i
sali : NZ
quintali | SE e
GG 5

Valore
comples.
migliaia
di lire

100.000 633
9p/ 000 2500

63.300
2295 000

A5 ZAR

1.038.402 13,25: 13.759
5.408 4.008 | 21,675
5.080 | 3.767 19.136
318 115.753 5.009
20 | 1.330 27
420 ‘14.000 5.880

’ dati relativi riportati nel prospetto n, 17, sono riferiti alle campagne di consumo (luglio-giugno) e non all’anno sciare.
        <pb n="75" />
        B) - Spese di manutenzione ed assicurazione e quote
di ammortamento.

Vengono prese in considerazione tutte le spese di manulenzione
 e le quote di ammortamento del capitale fondiario
e delle macchine (ed attrezzi), nonchè le spese di assicurazioue
 (contro la grandine, gli incendi e la mortalità del bestiame).
Per determinare tali spese e quote sarebbe ovviamente
necessario conoscere il reale valore del « complesso dei beni
costituenti il capitale fondiario » (terra e capitali in essa stabilmente
 investiti, sotto forma di fabbricati, piantagioni legnose,
 sistemazioni, opere irrigue, viabilità, ecc.) e dei mezzi
meccanici od a mano comunemente raggruppati sotto la dizione
 « macchine ed atirezzi agricoli », rappresentanti, questi
ultimi, una notevolissima parte delle scorte morte del capitale
agrario di scorta.
Purtroppo mancano dati precisi relativi alla consistenza
generale di detti capitali, per cui un’esatta determinazione è
quanto mai problematica. Si è pertanto ritenuto cosa migliore
è più aderente alla reaità far riferimento ai bilanci aziendali.
esaminando l’incidenza che dette voci presentano nel bilancio
di alcune tipiche aziende provinciali. Sono state scelte all’uopo
aziende largamente rappresentative, sia per superficie e per
qualità di coltura che per rapporti fra proprietà, impresa e mauo
 d’opera, ed i relativi valori sono stati opportunamente in.
tegrati con considerazioni di carattere generale.
Due sono i sistemi più indicati per giungere alla determinazione
 del valore complessivo di tali spese o quote: trovare
il coefficente medio per azienda e moltiplicarlo per il numero
complessivo di aziende, oppure calcolare il coefficente medio
di incidenza per ettaro e moltiplicarlo per la superficie agraria
e forestale provinciale.
Dei due sistemi è stato adottato il secondo, in quanto il
primo avrebbe portato sicuramente a risultati meno probatori,
 data la notevole differenza di struttura economica esistente
 fra le singole aziende agricole dell’astigiano e tenuto
calcolo che non poche aziende presentano fabbricati inefficenti
e insufficenti e scorte ridottissime, al servizio di un fondo
dalla superficie complessiva. assai spesso, non superiore all’ettaro.
        <pb n="76" />
        Il secondo criterio, quello adottato, seppure non immune
da pecche, deve essere comunque considerato il più attendibile
 e l’unico possibile.
I valori complessivi trovati sono i seguenti:

Anno 1938
Manutenzione ed ammortamento
 del capitale fondia.
rio . . . . . .
Manutenzione ed ammortamento
 macchine ed attrezzi
3 - Assicurazione (bestiame,
grandine, incendi) ;

2

Anno 1949
Manutenzione ed ammortamento
 del capitale fondia.
rio . ; ;
Manutenzione ed ammortiamento
 macchine ed attrezzi
- Assicurazione (bestiame,
grandine, incendi) .

)
&amp;gt;

3

migliaia di lire

li,

19.611 — per Ha. L. 136

22.494. — per Ha. L. 156

11.680
L. 53.785

-— per Ha. L. 81

migliaia di lire

L. 1.317.654 — per Ha. L. 9.138

&amp;gt; 1.374.899 — per Ha. L. 9.535

&amp;gt;

725.733

— per Ha. L. 5.033

L. 3.418.286

2

Anno 1950
Manutenzione ed ammorta
mento del capitale fondiario
 . . ‘ ; ; .
Manutenzione ed ammoriamento
 macchine ed attrezzi
Assicurazione (bestiame,
grandine, incendi)

Totale

migliaia di lire

L. 1.317.654 — per Ha. L. 9.138
&amp;gt; 1.374.899 — per Ha. L. 9.535

&amp;gt; 704.104 — per Ha. L. 4.833
L. 3.396.657

I dati di cui sopra dimostrano come le spese di manutetnzione
 e quote di ammortamento del capitale fondiario — che

PS —
        <pb n="77" />
        nel 1938 erano nettamente distanziate ed inferiori a quelle
corrispondenti delle macchine ed attrezzi — abbiano come
entità raggiunto, nel 1949 e 1950, queste ultime.
Ciò è dovuto anzitutto alla sempre maggiore frammentazione
 della proprietà terriera, caratterizzata da superfici minime,
 cui fa riscontro un numero superiore « medio » di fabbricati
 rurali, anche se non sempre in ottimo stato; aggiungansi
 i lavori di restauro, ampliamento, particolarmente quelli
indispensabili ed improcrastinabili di miglioramento fondiario,
 quali stalle, concimaie, fienili, ecc., effettuati nel periodo
post-bellico. Occorre inoltre ricordare che circa 1/3 della superficie
 agraria forestale è a coltura viticola intensiva e specializzata
 e che il costo di impianto di un ettaro di vigneto
è elevatissimo, raggiungendo sovente, con lo scasso a mano, il
milione di lire; a questo costo di impianto iperbolico fa riscontro
 invece un limitato periodo di stazione o produzione,
che con l’impiego dei portainnesti americani si è ormai ridotto,
 nel migliore dei casi, a 25-28 anni. Inevitabile che in
un periodo così breve le annualità siano gravose ed incidano
sensibilmente sulle quote di ammortamento. Altro fattore che
giustifica l’aumentata spesa di manutenzione del capitale fondiario
 è il crescente abbandono delle vasche e tini (in legname)
 per la vinificazione, a favore delle corrispondenti opere
in muratura.
Anche per quanto concerne le stalle, è da segnalare un
sensibile miglioramento, sia nel numero di costruzioni che
nella loro razionalità e funzionalità, dovute, non raramente.
ad un lieve incremento nell’indirizzo lattiero. :
Un ulteriore aumento del capitale fondiario — e quindi
delle rispettive quote — è inoltre rappresentato dalle opere
di sollevamento dell’acqua dal sottosuolo per scopi irrigui e
da quelle inerenti alla distribuzione: oppure fisicamente immebili
 ed economicamente fisse che vanno sempre più diffondendosi.

Per contro, l’auspicata meccanizzazione, specie negli anni
 considerati, non ha raggiunto uno sviluppo adeguato alle
necessità ed alle esigenze locali di una agricoltura moderna.
Pur essendosi notato un progressivo aumento, sopratutto nel
parco trattoristico e nelle macchine enologiche (diraspatrici,
pigiatrici, pompe, ecc.), molto rimane da fare, dovendosi ana6

 —
        <pb n="78" />
        cora superare ostacoli di ordine economico, strutturale (e la
stessa piecola proprietà contadina non è certo, in senso asso»
luto, la più indicata a promuovere un’accentuata meccanizzazione,
 anche se si può in parte ovviare a tale stato di cose con
forme cooperativistiche), nonchè psicologico. Negli anni considerati
 post-bellici ha inizio, per la verità, la parabola discendente
 nel diagramma del reddito dell’agricoltura astigiana
(fortunatamente quasi trascurata ed ignorata da danni bellici
diretti); ma essendo detta parabola solo all’inizio, non si fa
ancora sentire in tutta la sua concretezza e gravità la necessità
di meccanizzare e di considerare la meccanizzazione come uno
dei principali mezzi per diminuire i costi.
Nelle spese di manutenzione dei fabbricati sono state ncluse
 anche le spese di assicurazione incendi, per cui sotto la
voce « assicurazione » sono comprese la assicurazione bestinme,
 grandine, e quella incendi relativamente ai soli prodotti
di scorta.
Non essendo possibile desumere i dati provinciali dalle
Società di Assicurazione, nè fare affidamento, in questo caso,
a bilanci aziendali — essendo l’assicurazione alguanto sog.
gettiva, personale, e dipendente da un insieme di fattori economici,
 psicologici, ambientali quanto mai vari —. si è cercato,
 sulla scorta delle conoscenze dirette e dell’esperienza
« in loco », di valutare e stimare le spese di assicurazione nel
miglior modo possibile. I relativi valori, a cui si è pervenuti,
sono riportati nel prospetto n. 18,

a
        <pb n="79" />
        ProSPETTO N. 18 -— ENTITA’ DELLE SPESE NEGLI ANNI 1938 - 1949 e 1950 E RELATIVA
COMPOSIZIONE PERCENTUALE. — Migliaia di lire

CATEGORIE DI SPESE

{ Spese per capitali tecnici e servizi
axtra - aziendali

L - Concimi . ; ;
2 - Antiparassitari .
3 - Sementi . #
+ - Mangimi | ; ;
5 - Energia motrice e lubrificanti
6 - Spese per stalla . ;
1 - Spese per acque irrigue .
B- Spese varie . .

n) Spese di manutenzione ed assicurazione
2 quole di ammortamento

- Manutenzione ed assicurazione
capitale fondiario . ; . i
2 - Manutenzione ed ammortamento
macchine ed attrezzi .
3 - Assicurazioni

IOTALE COMPLESSIVO

in
complesso

31.994

6.731 |
8.976 |
2,097
8.291
864
2,100
35
4 900

53.785

[9.611

22.494
11,680

85.779

ei

37,30

7,85
8,13
2,44
9,67
1,01
2,45
0,04
5.71

62 70

22 86

26,22
13,62

100.00

in
complesso

1.895.877

521.931
350.997
217.048
317.234
64.767
130.000
3.900
290.000

3.418.286

1.317.654

1.374.899
725.733

5.314.163

CAO

35.68

9,82
6,61
4,08
5,97
1,22
2,45
0,07
546

684,32

24 79

25,87
13,68

100.00

il
complesso

1.850.248

512.063
353.797
104.189
405.733
65.486
135.000
3.980
270.000

3.396.657

1.317.654

1.374.899
704.104

5.246.905

‘50

35 26

9,76
6,74
1,99
7,73
1,25
2,57
0,08
5.14

64,74

25.11

26,21
13,42

100.00
        <pb n="80" />
        Entità complessiva ed andamento delle spese

il totale complessivo delle spese per reintegrazione di
capitali (di quelle spese, cioè, che non si risolvono in rem
nerazione delle persone economiche che prendono parte alla
produzione) è stato riportato nel precedente prospetto n. 18,
dal quale è possibile ottenere un quadro sintetico e concreto
delle singole spese raggruppate per categoria e distinte per
ciascun anno.
Dall’esame del predetto prospetto risulta, in primo luogo,
 come il totale complessivo delle spese sia passato da Lire
85.779.000, — (1938) a L. 5.314.163.000,— (1949) ed a
L. 5.246.905.000,— (1950), segnando rispettivamente valori
pari a 61,95 e 61,17 volte quelli del 1938. lT'enuto pure calcolo
 della svalutazione della moneta e dei vari fattori contingenti
 che possono aver alterato il raffronto comparativo, risulta
 evidente come l’entità delle spese abbia raggiunto —-in
 valore comparativo — cifre più elevate negli anni 1949 e
1950.
In secondo luogo si rileva (sempre dal prospetto n. 18)
come le percentuali di comparazione dei due grandi gruppi
di spese (A - per capilali tecnici e servizi extra-aziendali ;
B - di manutenzione ed assicurazione e quote di ammortamento)
 siano rimaste pressochè immutate, segnando unicamente
leggerissime variazioni.
Quelle di cui alla lettera B), a loro volta, superano largamente
 le prime, raggiungendo rispettivamente valori del 62,70
- 64,32 e 64,74 %.
I valori sopra riferiti sono ampiamente sufficienti, da
soli, a fornire un esatto quadro del grado di intensità e laboriosità
 dell’agricoltura astigiana e ad illustrare nonchè spiegare
 il relativo indirizzo tecnico-colturale e sociale che vi predomina.


La prevalenza delle spese di cui alla lettera B) è dovuta
ad un insieme di fattori ed elementi vari che si possono sostanzialmente
 ricondurre a due fondamentali: presenza della piccola
 proprietà contadina e coltura intensiva specializzata del
vigneto, con un’area di insidenza pari a circa 1/3 della superficie
 agraria e forestale della provincia, che comportano gragii:

 IO ian
        <pb n="81" />
        vosi investimenti per impianti e manutenzioni ai quali il contadino
 non può sottrarsi, ciò che, d’altra parte, tenta ancora
oggi di fare nei riguardi delle spese costituenti il cosidetto
« capitale di anticipazione ».- i

Interessa osservare come, fra le spese per capitali tecnici
 e servizi extra-aziendali, i concimi occupino il primo posto
(e la relativa incidenza vada ulteriormente progressivamente
aumentando), seguiti dai mangimi ed antiparassitari. Fra le
categorie rimanenti, da segnalare l’incremento dell’ener ia
motrice, lubrificanti ed acque irrigue, dovuto ad aumento va
consumi. Significativo. se pur lieve, l’aumento delle spese er
stalla, dovuto sia agli alti costi che ad un maggior «pere per
mento rivolto al bestiame. I
Come già per la produzione lorda vendibile, anche er
le spese si è ritenuto utile far seguire due prospetti ai
uno (n. 19) all’entità delle spese negli anni considerati ai
prezzi dell’anno e del 1950, 1949 e 1938 per cate oria
l’altro (n. 20) agli indici della quantità, dei prezzi spo 1a, e
lori delle spese del 1938, 1949 e 1950. I criteri era
sli stessi utilizzati precedentemente per la produzione lorda

I
        <pb n="82" />
        Prospetto N. 19 — ENTITA’ DELLE SPESE NEGLI ANNI 1938, 1949 e 1950, AI PREZZI
DELL’ANNO E DEL 1950, 1949 e 1938, PER CATEGORIE.
Migliaia di Lire

Categorie di spese

A) Spese per capitali tecnici
 e servizi extraaziendali
 ca
Concimi . . . ..
Antiparassitari . . .
Sementi i
Mangimi . . . . .
Energia motrice e lubrificanti
 . . . . .
Spese per stalla . .
Spese per acque irrigue
 . .
Spese varie . .

6 -
7

G

E)

Spese di manutenzione
 e quote di ammortamento
 PRE
Manutenzione ed ammortamento
 capitale
fondiario . . . ..
Manutenzione ed ammortamento
 macchine
 ed attrezzi . . .
Assicurazioni . . . .
Totale complessiva

3

4

Spese del ’38
ai prezzi del
1048

31.994
6.731
6.976
2,097
8291

864
2100

35
: 900

n 795

19.611

22.494
11.680
AR 770

Spese del ‘49
ai prezzi del
1949

fn

1.895.877

521.931
350.997
217.048
317 234

64.767
130.000

3.900
290.009

3.418.286

1.317.654

1.374.899
725.733

5.214.162

Spese del ’38 | Spese del ‘49 ' Spese del 50
ai prezzi del | ai prezzi del ai prezzi del
1949 i 1938 1950

4

e

1.879.291 | 32.442
418.055
429.260
192.212
3985 012

1.850.248

9.199
5.653
2.350
6.689

512.063
393.797
104.189
405.733

48.532
130.200

1.191
2097

65.486
135 000

1.620
274.400

84
5.179

3.980
270.000

2 643.533

69.540

2 206 657

963.881

26.809

1.317.654

1.105.580
574.072

27.974
14.766

1.374.899
704.104
5246.9058

4.522 824

11 991

Spese del ’38
ai prezzi del
1950

Spese del ’50
ai prezzi del
1058

1.734.917 | 34.746
375.408 9.699
396.398 5.966
147.109 1.489
365 455 9157

39.427
130.200

1.435
2177

1.620
279.300

86
%.737

2.608.034

70.049

950.937

27 174

1.090.734
566.362
4.342.951

28.354
14.521

104.795
        <pb n="83" />
        PROSPETTO N. 20 — INDICI DELLE QUANTITA’ DEI PREZZI È
LA BASE 1938 = 100 (°)

Categorie di spese

Quantità 1949

dia

b:c | media

A) Spese per capitali tecnici e servizi extra-aziendali
 . ;
1 - Concimi ; ;
2 - Antiparassitari
3 Sementi .
4 - Mangimi
5 . Energia motrice e lubrificanti .
6 - Spese per stalla. . . -
7 . Spese per acque irrigue. . .
8 - Spese varie ;

101,4

100,9 | 101.1
124,8 | 130,7
818) 81,4
112,9 | 112,5
82,4 | 815
133,5 | 235,6
99,9 | 99,8 | 99,8
240,0 | 240,7 | 240,3
1057 | 1057 10517

6) Spese di manutenzione e quote di ammortamento
 . . ;
. Manutenzione ed ammortamento capitale fondiario
 . ; ; .
2a. Manutenzione ed ammortamentto macchine ed
attrezzi ; ; .
3 - Assicurazioni . : .

129,3 | 1293 129,3

136,7 | 136,7! 136,7

124,4 |

124,4: 124,4

126 4!

126 4! 126.4

Totale complessivo

118,9

117 5

118.2

Big 75" pt 29, 4,57
DEI VALORI DELLE SPESE DEL 1938, 1949 e 1950, RISPETTO AL-Quantità

 1950

Prezzi 1949

Prezzi 1950

Valore
b:a
19049 19050

d:a | b:c | media

c:a | b:d media | c:a | b:d media

108,6 | 106,7 107,6 | 5.874 5.844 5.859 5.423 | 5.325 5.374 5.926 5.783
144,1 | 136,4 ans 6.211 | 5.674, 5.942 5.577 | 5.280 5.428 | 7.754 7.608
85,5 | 89,2  87,3/ 6.153 6.209 6.181 5.682 | 5.930, sea 5,031 ' 5.072
71,0 | 70,8 a 9.166 ' 9.236 : 9.201 | 7.015! ‘6.997 | 7.006 | 10.350 4.968
110,4 | 111,0| 110,7 | 4.644 4743 1693 | 4408 4491 4419 3.826 4.804
166,1 | 166,1 | 166,1 5,498 | 5.527 | 4,563 4.568 4.563 7.496 7.579
103,7 | 103,7: 103,7 6.200 6.199 6.199 | 6.200 | 6.201 6.200 6.190 6.429
sa 245,7; 245,7! 4.629 4.643 4636 | 4.629 | 4.628 4.628 11.143 11.371
967 | 96.7! 96.7) 5.600 5.600; 5.600! 5.700 | 5.700 5.700 5.918 5,510

[30,2

130,2 | 1302 | 4.915

4.915 | 4.915

4.849 '

4849 4.049

6.355 | 6.315

138,6

|
138,6 | 138,6

915 | 4915 | 4.915 | sea) s.849| 4.849

6.719 | 6.719

126,1 | 126,1 | 126,1
124,3 | 124,3 | 124,3

4915 | 4.849 | sa 4.849
£915 | 4915 | 4,915 | 4.849 | 4.849 | 4.849

6.112 | 6.112

6.213 | 6.028

1999 | 120.9 | 1215

5974

501N° 5241 | 5063

5,007! 5.035 !

6195

6.117

(0) Le lettere che figurano nella testata fanno riferimento alle colonne distinte con uguali
lettere nel prospetto n. 19.

4»
        <pb n="84" />
        5°) IL PRODOTTO NETTO

Ammontare del prodotto netto

Calcolato il valore della produzione lorda vendibile ec
stabilita l’entità complessiva delle spese, il prodotto netto è
dato dalla differenza tra il valore della produzione lorda vendibile
 e le spese.

Esso risulta dal prospetto n. 21, nel quale è pure riportata
 la relativa composizione percentuale.

5
        <pb n="85" />
        PROSPETTO N. 21 — IL PRODOTTO NETTO NEL 1938, 1949 e 1950 IN LIRE CORRENTI.
Migliaia di lire

PRODUZIONE, SPESE,
PRODOTTO NETTO

PRODUZIONE LORDA VENDIBILE
A) Prodotti diretti . . . .
B) Prodotti indiretti

SPESE DI REINTEGRAZIONE DI
CAPITALI

A) Spese per capitali tecnici e
servizi extra-aziendali . .
Spese di manutenzione e quote
 assicurazione e di ammortamento
 . . .
PRODOTTO NETTO

1928

Complesso

451.735

165.083
986 867

AF 779

21.994

n 75

265 976

100

36,55
63,45

18 99

708

11,91

01 n

[94€

Complesso

26.217.252

11.751.127
14.466.125 :

5.314.163

1.895.877

3.418.286

2N 902 NQ

100

44,82
55 18

20 27

7,23

13.04

70 79

1050

Complesso

26.175.685

11.465.610
14.710.075

5.246.905

1.850.248

3,396.657

20 928 _78aN

2

100

43,80
56.20

20,04

7.07

1297

79.96

Qualora si voglia poi confrontare tale prodceito netto rapportandolo al valore della produzione
 lorda vendibile ed alle spese sulla base dei prezzi del 1938, 1949 e 1950, si ottengono i valori
 contenuti nel prospetto n. 22.
        <pb n="86" />
        PROSPETTO N. 22 — IL PRODOTTO NETTO NEL 1938, 1949 e 1950 IN LIRE DEL 1938, 1949
e 1950. Migliaia di lire

PRODUZIONE, SPESE,
PRODOTTO NETTO

PRODUZIONE LORDA VENDI-BILE
 ; # #
A) Prodotti diretti . .
B) Prodotti indiretti .

SPESE DI REINTEGRAZIONE
DI CAPITALI . -

A) Spese per capitali tecnici e
servizi extra-aziendali . .

B)

Spese di manutenzione ed
assicurazione e quote di
ammortamento . ; ;

PRODOTTO NETTO .

1058

451.755

165.088
286.667

85.779

21 007

53.785

2685 976

IO4O

26.217.252

11.751.127
14.466.125

E 9217 142

1.895.877

3.418.286 !

20.903.089

1938 o 1949
in Lire del
1949

10458

23.206.510

509.018

8.739.699
14.466.811

220.667
288.351

4.522 2

101 991

1.879.291

32 442

2.643.533

89,549

18.683.686

107.027

1950

1938 | 1950
in Lire del
1950 1938

26.175.685

22 714.657

530.369

11.465.610 ‘8.671.858
14.710.075 ‘14.042.799

221,207

309.162

E 2926 905

4.942.951

104.795

1 850 248

1.794.917

34.746

3.396.657

2.608.034

70.049

26 998 70

18.371.706

495 574
        <pb n="87" />
        a} —

b) —

e)

Dal prospetto di cui sopra è pertanto possibile concludere:
il valore del prodotto nette è passato da L. 365.976.000
(1938) a L. 20.903.089.000 (1949) ed a L. 20.928.780.000
(1950). Raffrontato al 1938, esso risulta quindi pari a
37.12 volte (per il 1949) ed a 57,19 volte (per il 1950);

sempre per gli anni 1949 e 1950, la produzione lorda
vendibile presenta corrispondenti valori, pari a 58,03
e 07,94 volte quelli del 1938; le spese di reintegrazione
di capitali, valori rispettivamente pari a 61.95 e 61,17
volte

le spese incidono sulla relativa produzione lorda nella
misura del 18,99 % (1938), 20,27 % (1949) e 20,04 %
(1950).

1l prodotto netto, per effetto dell’incidenza di cui sopra,
costituisce 1’81,01 % (1938), 79,73 % (1949) e 79,96 % (1950)
della produzione lorda vendibile, essendo stato l’ineremento
assoluto della produzione lorda vendibile — registratasi negli
 anni 1949 e 1950 — leggermente intaccato dal corrisponlente
 aumento delle spese.
Nell’introduzione al presente studio si era precisato che
scopo dello stesso era di conoscere in qual misura il prodotto
aetto dell’agricoltura s’inserisca in quello complessivo provinciale;
 in quale entità e con quale intensità l’agricoltura
contribuisca, nel processo produttivo generale della provin.
ria, a creare nuova ricchezza.
Raggiunto tale primitivo obbiettivo, è parsa cosa opportuna,
 ed anzi necessaria, approfondire ulteriormente la
indagine, estendendola al campo nazionale, con l’inserire i
predetti valori provinciali in quelli senerali relativi alla intera
 agricoltura italiana.
TI dati ottenuti risultano dal suecessivo prospetto n. 23.

— 98 —
        <pb n="88" />
        PROSPETTO N. 23 -—

INCIDENZA %% DEL PRODOTTO NET-TO
 PROVINCIALE SU QUELLO NA-ZIONALE.


PRODUZIONE, SPESE,
PRODOTTO NETTO

Valore
prodotto netto
nazionale
migliaia di L.

Valore
prodotto netto
provinciale
migliaia di 1.

di incidenza

Produzione lorda vendi.
bile . . ; ;
Spese . ; ; . .
Prodotto netto . . .

42.936.400
6.904.600
26 N21 290

451.735
85.779
2A5 976

1,05
1,24
102

Produzione lorda vendibile
 . ; ; .
Spese . ; . .
Pradotto netto . .

2.249.000.000
380.000.000
1.869.000.000

26.217.252
5.314.163
2,0 902 N89

1,17
1,40
112

Produzione lorda vendibile
 ; ; .
Spese . . : I :
Prodotto netto . . .

2.347.300.000
419.500.000
1.927.800.000

26.175.685
5.246.905
50.928.780 |

1,12
1,25
1.09

Come si può osservare dal prospetto predetto, il prodotto
netto provinciale costituisce, a seconda degli anni presi in esame,
 1’1,02; 1,12; 1,09 % di quello complessivo nazionale. La
produzione lorda vendibile: 1’1,05; 1,17; 1,12 per cento. Le
«pese. infine: 1’1,24; 1,40; 1,25 per cento.
Maggior significato dimostrativo, si trae dal raffronto del
prodotto netto provinciale riferito ad ettaro. con quello corrispondente
 nazionale. 1 dati di superficie agraria e forestale assunti
 in proposito sono i seguenti: Ha. 143.068 (Provincia) ed
Ha. 27.757.000 (Repubblica).
I valori ottenuti sono veramente concreti ed indicativi,
tali da non richiedere alcun altro commento o disamina.

JO
        <pb n="89" />
        PRODOTTO NETTO PER ETTARO

Anno 1938 - Provincia L. 2,558, — = Repubblica L. 1.298
Anno 1949 - Provincia L. 146.106, — = Repubblica L. 67.334
Anno 1950 - Provincia L. 146.286,-— = Repubblica L. 69.452

100 —
        <pb n="90" />
        SCUOLA TIPOGRAFICA MICHELERIO . ASFI
        <pb n="91" />
        <pb n="92" />
        <pb n="93" />
        <pb n="94" />
        <pb n="95" />
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        <pb n="97" />
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        <pb n="100" />
        <pb n="101" />
        <pb n="102" />
        <pb n="103" />
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>
