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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

Nel caso degli allevamenti zootecnici, che nei trattati di economia
agraria (1) vengono di solito classificati nell’ambito delle industrie, si ha
l’esempio più classico dell’estendimento analogico del termine in questione
 ad indicare quell’insieme di operazioni, con cui l’uomo tende a
dirigere il processo di assimilazione dei foraggi, che si svolge con il metabolismo
 animale, verso il massimo rendimento.
Ma proprio per il fatto che tale sintesi si attua, in ultima istanza,
all’infuori di ogni possibilità di intervento umano, sembra doversi riservare
 l’appellativo di industria a quei processi di trasformazione, per i
quali l’uomo ha saputo creare degli strumenti capaci di regolarne interamente
 lo svolgimento (2).
Se sì accogliesse in proposito il concetto di opificio tecnicamente organizzato,
 quale la nostra giurisprudenza e la legislazione industriale sono
venute nel tempo elaborando, si potrebbe già meglio intendere e definire
l’elemento oggettivo, che deve caratterizzare le industrie agrarie: esso è
dato da quel complesso di « macchine » e o di ambienti in cui si attua un
processo di trasformazione dei prodotti agricoli (3).

(seguito della nota di pag. prec.)
— o, anche più semplicemente, attraverso una razionaiizzazione dei metodi colturali
oppure con l’introduzione di specie vegetali. e animali che richiedono maggior copia
di capitali tecnici e di mano d’opera addetta alla loro cura. Non è infrequente sentire
parlare di industria floreale, per indicare quel particolare ordinamento che si svolge
nelle aziende floricole della Liguria occidentale, di una industria vivaistica intesa a
produrre semi e piantine per i bisogni dell’agricoltura, ecc.
(1) « Le più importanti trasformazioni dei prodotti diretti del suolo, che chiamiamo
 industrie agricole, sono le seguenti: l’industria zootecnica, la quale trasforma
i foraggi in prodotti animali e alla quale può congiungersi, in fase successiva, l’industria
 casearia; alcune minori industrie animali, in particolare bachicoltura e pollicoltura
 che trasformano, rispettivamente, foglia di gelso in bozzoli e prodotti secondari
vari dell'azienda in pollame e uova; l’industria enologica e quella olearia che trasformano
 in vino ed olio uva ed olive ». (A. SerpIERrI, L’azienda agraria, Firenze 1943).
Anche per il Tassinari (Appunti di economia e politica agraria, Roma 1942)
» rientrano nel quadro delle industrie agrarie, anzi tutto la zootecnica, poi la enologica,
la casearia, l’oleificio, la pollicoltura, la bachicoltura, la apicoltura ».
(2) « La vera e propria coltivazione, l’esercizio della vera e propria agricoltura,
ha termine con la raccolta dei prodotti o, tutto al più, con quella loro prima manipolazione
 che è necessaria a renderli commerciabili. Ma, in diversi casi, può riuscir
necessaria e conveniente presso la stessa azienda rurale, una loro trasformazione
ulteriore e più complessa, sia a renderli più concentrati 0, a pari peso o a pari volume,
di maggiore valore venale; sia ad impiegare la mano d’opera in tempi nei quali non
trova impiego sufficiente nelle faccende della coltivazione e nell'allevamento del
bestiame; sia a giovarsi di alcuni residui i quali altrimenti o non avrebbero valore
o ne avrebbero uno limitatissimo; sia, talora, a. trarre profitto di alcuni fabbricati o
locali superflui agli ordinari bisogni e non suscettivi, altrimenti, di utile impiego.
Ognuna di queste trasformazioni costituisce una industria a sè ed ha una
economia tutta sua particolare, la quale, molto più dell’agraria, s’approssima, per i
suoi caratteri generali, a tutte le altre manifatturiere ». (V. NiccoLI, Economia rurale,
estimo e computisteria agraria, Torino 1898).
(3) « Nella classificazione generale delle industrie figurano conte industrie rurali
l’agricoltura, nelle sue varie forme di produzione vegetale, e l’allevamento del bestiame,
nelle sue varie manifestazioni di produzione animale: si hanno poi, fra le industrie
manifatturiere, quelle derivate dalle industrie rurali.
Ora, agli intenti dell’economia rurale, giova un'’ulteriore classificazione delle
industrie rurali, in base ai rapporti che queste hanno con l’agricoltura propriamente
(segue nota a paa. 11)