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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

I criteri adottati però da tale legislazione, come meglio si vedrà in
un capitolo successivo (1), considerano in genere gli aspetti ubicazionali
e imprenditoriali delle industrie allo studio; dal che deriva che una stessa
industria, a seconda che sia gestita da un tipo di impresa piuttosto che da
un altro, può beneficiare o no di determinate agevolazioni.
Siccome, sulle industrie che lavorano i prodotti dell’agricoltura si fa
particolare affidamento per iniziare la fase di industrializzazione del Mezzogiorno,
 si rende. necessaria per esse una attiva politica di sostegno,
da realizzarsi attraverso una serie di adatti provvedimenti: da quelli
per la disciplina dei criteri e dei metodi produttivi che in esse vengono
applicati, a quelli per il riconoscimento delle caratteristiche di tipicità
 ad una serie di loro prodotti, fino a quelli, a carattere finanziario,
fiscale e tariffario, che si propongono di favorire il miglioramento della
struttura e delle attrezzature degli impianti, per rafforzarne le possibilità
di contatto con i grandi mercati di consumo nazionali ed esteri (2).
Ora è evidente che, per attivare un determinato settore industriale,
occorre fare léva, mediante appropriati stimoli, su tutti gli operatori economici,
 a qualunque categoria essi appartengano.
La varietà delle situazioni in cui nel nostro Paese viene prodotta e
commerciata la materia prima agricola è tale infatti da rendere inoperante
qualsiasi linea di industrializzazione che volesse basarsi esclusivamente su
una o poche formule organizzative, che si proponesse cioè di far svolgere
il processo in questione ad opera di soli agricoltori o di soli industriali, di
sole imprese di speculazione oppure di cooperazione o di imprese consorziali
 di pubblico interesse.
E’ logico invece predisporre strumenti che, tenendo conto di determinate
 caratteristiche intrinseche, proprie del processo di trasformazione
dei prodotti agricoli e delle necessità che ne derivano all’organizzazione
dei vari fattori che entrano a far parte del ciclo produttivo, possano applicarsi,
 sia pure con adattamenti da caso a caso, ai diversi tipi di impresa
che intendono dare vita ad una industria agraria.

(seguito della nota di pag. prec.}
olive e dalle sanse; raffinazione degli oli destinati al consumo alimentare; preparazione
e conservazione delle olive destinate al consumo diretto; preparazione, essiccazione,
confezionamento delle frutta destinate al consumo diretto allo stato secco; produzione
di marmellate e succhi di frutta; preparazione e conservazione delle frutta destinate
al consumo allo stato fresco; produzione di essenze, conserve e succhi dagli agrumi;
produzione del citrato di calcio; squadratura dei tronchi; segagione, stagionatura e
conservazione del legno; preparazione e prima lavorazione delle scorze di sughero;
produzione di carbone vegetale; produzione di estratti vegetali per tinta e per concia.
c) Industrie afferenti a prodotti di provenienza animale:
Macellazione degli animali; lavorazione e conservazione di carni e dei relativi
 sottoprodotti; conservazione e trasformazione del latte; salagione e stagionatura
dei formaggi; concia delle pelli; lavatura, scelta e imballaggio della lana: essiccazione
dei bozzoli; conservazione e lavorazione del miele.
E’ ovvio che le operazioni industriali elencate implicano tutto il complesso di
dotazioni edilizie e di attrezzature meccaniche che sono ad esse necessariamente inerenti.
(1) Vedasi il cap. IV: Credito ed altri interventi, ecc.
(2) Vedasi il cap. V: Lineamenti di un programma. ecc.