LA STRUTTURA DELLE INDUSTRIE AGRARIE

1. - Le principali industrie agrarie meridionali raggruppavano, prima
della guerra (1), 49.824 esercizi attivi con 134.751 addetti; gli esercizi dotati
di forza motrice, in numero di 14.123, disponevano di una potenza pari
a 246.867 cavalli-vapore. Mentre sul complesso delle industrie italiane gli
addetti alle industrie agrarie (2) rappresentavano il 9,5% nel Mezzogiorno
gli addetti alle industrie agrarie costituivano il 16,3% di tutti gli addetti
all’industria meridionale. Analogamente, mentre la potenza utilizzabile
presso le industrie agrarie dell’intero territorio nazionale era pari al 15,2%
della disponibilità totale, nel Mezzogiorno essa era pari al 30,7% della
rispettiva disponibilità.

(1) Per un esame delle linee strutturali delle industrie agrarie, i dati del Censimento
 1937-39, anche se ormaî vecchi di un quindicennio circa, sono ancora significativi
ed il presente studio pertanto si attiene ad essi per illustrare il settore meridionale. Sui
criteri seguiti dal Censimento non è il caso qui di ripetersi, essendo stati ampiamente
illustrati sia nelle Avvertenze ai vari volumi pubblicati dall’IstaAtT sia nello studio
x Particolari aspetti strutturali dell’industria italiana » pubblicato nel Rapporto della
Commissione economica al Ministero per la Costituente - Vol. I, Industria, 1947. Qui va
precisato che l’esame, oggetto del presente studio, è stato condotto sugli esercizi attivi
e non su quelli censiti, salvo che per il dato concernente la potenza utilizzabile; e ciò
perchè, per i primi, è disponibile una serie di dati più ampia di quella disponibile per
gli esercizi censiti e poi perchè lo scarto tra attivi e censiti, nel settore in questione, è
minimo, rappresentando gli attivi sui censiti rispettivamente il 95,5% e il 91,1% in
Italia e nel Mezzogiorno. Lo scarto massimo si ha per i frantoi da olive, dove quelli
attivi alla data del Censimento erano l82,1% di quelli censiti in Italia e il 76,2.% di
quelli censiti nel Mezzogiorno: divario anche questo che, per un esame degli aspetti
strutturali, non porta pregiudizio.
(2) Circa i criteri, con cui sono state scelte le varie sottoclassi del Censimento,
per comporre il settore delle industrie agrarie, considerato nel presente studio, vedasi
il cap. Il concetto di industria agraria ecc. Non sempre però la classificazione adottata dal
Censimento consente una piena corrispondenza con la classificazione proposta nel cap. cit.,
per cui si sono dovuti considerare, ad esempio, nel loro insieme, perchè così li espone
il Censimento, i dati della sottoclasse 54: Distillerie di alcool di 2° categoria e produzione
 di acquaviti e liquori ecc. A rigore, si sarebbe dovuto invece tenere conto solo
delle distillerie e non delle fabbriche di liquori ecc. I dati illustrati nel presente studio
hanno quindi solo un carattere orientativo, anche perchè il gruppo di sottoclassi esaminato
comprende solo le principali industrie agrarie, restandone escluse altre di minore rilievo.
Infine, va precisato che in questo studio si sono considerati tutti gli esercizi, sia
quelli dal Censimento definiti industriali che quelli artigiani; e ciò perchè nelle industrie
agrarie una tale distinzione, lungi dall’essere soddisfacente, avrebbe comportato, qualora
 sì fosse esclusa una delle due categorie, un grave svisamento delle linee strutturali,
che caratterizzano il settore in questione.