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INDUSTRIE AGRARIE, NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

2. - Spesso le nuove costruzioni, come nel caso del settore conserviero,
oleario, vinicolo, ecc., assumono la funzione di impianti sostitutivi, in quanto
che presuppongono la scomparsa di tutta una serie di aziende piccole e
piccolissime tecnicamente arretrate ed economicamente non convenienti.
Sotto questo aspetto esse possono assimilarsi, negli effetti, agli
ammodernamenti e potenziamenti degli impianti esistenti, anche se, nel
provvedere ad una più economica distribuzione della capacità produttiva
esistente e alla razionalizzazione del processo produttivo, esse faranno
aumentare la potenzialità dei vari settori.
In relazione a questa funzione sostitutiva di una parte di attrezzature
preesistenti non è da escludere che alcune razionalizzazioni, mentre
avranno effetti positivi sui costi e sulla qualità del prodotto, possano però
provocare una minore occupazione di mano d’opera.
In proposito tuttavia si osserva che in parte non indifferente tale
mano d’opera è fornita dalle stesse categorie agricole, le quali trovano la
loro fondamentale occupazione nelle operazioni campestri. Si tratterà, nel
caso ipotizzato, di ottenere che il rinnovamento degli impianti si accompagni
 ad una intensificazione degli ordinamenti colturali e ad un maggiore
assorbimento in essi di unità lavorative, anche in vista di fornire alla
industria una materia prima più abbondante e più pregiata.
Il rammodernamento delle attrezzature e il concentramento degli
esercizi possono anche comportare la necessità che gli impianti abbandonino
 la loro tradizionale sede, costituita dall’azienda agricola, non più
sufficiente ad alimentare con la sua sola materia prima la moderna unità.
In questo caso perchè gli agricoltori possano continuare a beneficiare
direttamente dell’incremento di valore derivante dalla trasformazione dei
loro prodotti, si aprono due vie: la prima è quella della gestione associata
di un impianto dove far confluire le singole partite; la seconda è quella
della creazione, da parte di enti pubblici, di impianti che eseguano lavorazioni
 per conto degli agricoltori. In questo senso, ad esempio, si sta orientando
 il programma inteso alla creazione di una rete di centrali ortofrutticole
 nel Mezzogiorno.
Al di fuori di queste soluzioni, il processo di concentrazione della
struttura di molti settori dell’industria agraria non sembra realizzabile
per opera degli agricoltori. E in conseguenza si pongono dei problemi di
natura commerciale per far sì che la rinuncia degli agricoltori a trasformare
 direttamente il loro prodotto sia garantita da un sistema di contrattazioni
 capace di valutare le qualità intrinseche delle singole partite di
materia prima fornite; d’altra parte ci si dovrà preoccupare anche che
l’impegno degli industriali ad acquistare il raccolto abbia in contropartita
la sicurezza di una costante fornitura di merce avente i requisiti voluti.
Ma efficienti rapporti fra produttori agricoli e industriali non
potranno raggiungersi se alle garanzie contrattuali inerenti alla fase di
compravendita della materia prima non si aggiungeranno altre condizioni
e strumenti e provvidenze, quali, ad es.: agevolazioni tariffarie, per favo-