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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

Cassa aveva già finanziato 12 caseifici, 45 oleifici, 38 cantine, il cui costo
complessivo ammontava a circa 716 milioni di lire.

Questa non indifferente massa di investimenti, che, per la funzione
esercitata dalla Cassa, si è potuta orientare verso le industrie agrarie fa
bene sperare per le sorti di questo importante settore, di cui non era stato
mai così nettamente puntualizzato il carattere di necessità come è stato
invece fatto nel Convegno di Napoli, tenuto ad iniziativa della Cassa per il
Mezzogiorno nell’ottobre 1952 (1).
Ma perchè un programma di sviluppo delle industrie agrarie possa
sortire gli effetti sperati sarà necessario che la Cassa:
1) anzichè attendere le domande degli interessati — con il rischio di
vedere muoversi soltanto quelle iniziative che più sono tradizionali al
Mezzogiorno e in quelle forme che spesso sono ormai superate e già appesantiscono
 largamente il settore — si faccia promotrice di veri e propri
piani di industrializzazione, indicando quali sono le industrie che, anche
se non tradizionali, possono però sorgere convenientemente nel Mezzogiorno,
 quali sono le zone dove meglio potrebbero andare ad ubicarsi,
quali sono i tipi tecnici e le caratteristiche economiche che meglio potrebbero
 garantire l’esito dell’iniziativa;

2) superi il limite di potenzialità, che anche recenti disposizioni
tendono ad imporre alle unità industriali agrarie, stabilito entro la modesta
 misura che può consentire la materia prima aziendale. Bisognerebbe,
invece, permettere il finanziamento, con le agevolazioni del credito agrario
di miglioramento, degli impianti in cui, oltre alla materia prima dell’azienda
 dell’agricoltore o delle aziende degli agricoltori associati, si
lavori anche materia prima per conto di terzi e anche materia prima
acquistata; e ciò per incominciare a sanare quella struttura polverizzata
che, tra l’altro, moltiplica i costi di reperimento delle singole partite per
formare la massa necessaria al mercato;

3) affini gli strumenti agevolativi già messi in atto soprattutto dal
punto di vista delle garanzie, che l’industria agraria non sempre può
dare nella misura richiesta dagli Istituti di credito che operano per conto
della (Cassa.

E’ necessario infatti adottare una politica di sostegno e di propulsione
nei confronti delle industrie agrarie, che sia coraggiosa, pur senza essere
imprudente. Sembra che organismo più adatto della Cassa ad attuare tale
politica, non sia mai sorto nel Mezzogiorno e che nessun organismo, se
non la Cassa, possa assumersi la responsabilità di una tale politica.

‘1) Vedasi la relazione Agricoltura. di F. Curato, in Atti del Conv. cit.