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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

zione di industrie appartenenti a determinate categorie di operatori, mentre
gli altri provvedimenti esaminati prescindono dal tipo di impresa e mirano
alla riuscita dell’opera in sè. Il primo gruppo si potrebbe quindi dire che
ha carattere personale e soggettivo, in quanto interessa determinati soggetti
del campo economico; il secondo ha invece carattere obiettivo perchè
considera lo stabilimento industriale nelle sue caratteristiche tecniche di
opificio organizzato per determinate lavorazioni e trasformazioni di
prodotti.
Altra caratteristica, che distingue i due gruppi citati, è conseguenziale
alla precedente e consiste nel tipo di agevolazione che si intende concedere
nell’uno e nell’altro caso: agli agricoltori si concedono sussidi in conto capitale
 o si danno agevolazioni di credito a lunghissimo termine fino ad arrivare
 a 35 anni, con il concorso statale nel pagamento degli interessi, o
entrambe le provvidenze; agli stabilimenti industriali il credito a medio
termine, che di regola non supera i 10 anni, sostenuto però, nelle leggi del
dopoguerra per il Mezzogiorno, dalla garanzia sussidiaria statale e agevolato
nel pagamento degli interessi.
Qual'è la posizione delle industrie agrarie e quali le loro necessità e possibilità
 di beneficiare dei vari strumenti citati?
Si ricordano in proposito due fatti, che sembrano di capitale importanza
per poter avviare l’auspicato sviluppo delle, industrie agrarie nel Mezzogiorno,
 e cioè:
a) che le industrie agrarie ripetono, per molti aspetti e per motivi
legati alla loro stessa funzione (1), la fisionomia propria dei fatti dell’agricoltura,
 che hanno ritmi produttivi lenti e realizzazioni periodiche, molto
distanziate nel tempo, molto aleatorie e modestamente redditizie;
b) che le industrie agrarie, per il processo storico del frazionamento
della proprietà fondiaria, dell’ampliamento dei mercati, dello sviluppo e del
perfezionamento della tecnica di attrezzatura degli impianti e di condotta
dei processi produttivi, vengono sempre più spinte fuori dai tradizionali
luoghi di insediamento rurale e abbisognano quindi dell’apporto di capitali
e di capacità imprenditoriali, che sovente le categorie agricole non sono in
grado di conferire.

Ora, se il primo gruppo di provvidenze risponde bene alla situazione
prospettata in a), non altrettanto corrisponde alle esigenze prospettate in b),
dato che esso esclude, di massima, tutti gli operatori che non siano agricoli;
viceversa il secondo gruppo, che in via di principio si rivolge a tutti i tipi di
impresa, di fatto esclude le industrie agrarie, le quali nella brevità dei periodi
di ammortamento concessi dal credito per la industrializzazione trovano
l’ostacolo maggiore per poterne beneficiare.
Entrambi i gruppi presentano poi nei confronti del settore allo studio
aspetti insoluti o aspetti che, risolti da uno di essi, non sono ancora stati
affrontati dall’altro: in primo piano si presenta il problema delle garanzie.
(1) Vedasi il cap. V: Lineamenti di un programma per lo sviluppo, ecc.