IV - CREDITO ED ALTRI INTERVENTI PER SVILUPPARE LE INDUSTRIE AGRARIE 85

dovrebbe limitarsi a questo solo aspetto; bensi dovrebbe tendere a che in
ciascun ramo di industria si rafforzino le imprese che meglio ne garantiscono
 l’efficienza, prescindendo quindi da un giudizio aprioristico di preferenza
 verso l’uno o l’altro tipo di imprenditore. Dovrebbe, infine, preoccuparsi
 — con riguardo alla attuale struttura polverizzata, alla diffusa presenza
 di attrezzature mal concepite, disarmoniche, inefficienti, alla dominante
 condotta empirica dei processi produttivi — di stabilire da caso a
caso rigorosi criteri tecnico-economici per la scelta e la installazione delle
attrezzature. E ciò perchè l’esperienza ammonisce che molte nuove aziende,
che moltissimi cosiddetti rinnovamenti, che moltissimo macchinario introdotto
 nelle industrie agrarie anche negli anni più recenti non corrispondono
a quelle esigenze di riforma strutturale che è indispensabile attuare se si
vogliono conservare i mercati.
Non dovrebbe essere difficile realizzare tutto quanto si è detto in un
momento, come l’attuale, in cui lo Stato si avvia sempre più ad essere il
naturale rifornitore dei mezzi necessari agli istituti di credito incaricati di
sostenere una determinata politica di investimenti: lo Stato è perciò in
diritto di stabilire la destinazione dei sussidi e dei finanziamenti, di determinarne
 tutte le caratteristiche e di porre le condizioni a cui debbono essere
erogati.