102

INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

Ma per il Mezzogiorno (1) ancor più della refrigerazione, assume particolare
 interesse la prerefrigerazione che consente di valorizzarne le produzioni
 di primizia, quando in altri Paesi non sono ancora giunte a maturazione.
 (2).
Questa pratica consiste nel raffreddamento del prodotto, prima della
spedizione, fino ad una temperatura di 4-5 gradi sopra zero, sufficiente ad
attenuare i processi vitali dei vegetali e a mantenerli in buone condizioni di
freschezza e di conservazione. Il trattamento può essere compiuto in impianti
 fissi o in impianti mobili oppure sugli stessi carri ferroviari isotermici
 mediante apparecchi di ventilazione ( elettro-aspiratori); oppure
ancora su veri e propri treni frigoriferi attrezzati con una centrale del
freddo, in grado di prerefrigerare i prodotti nel corso del viaggio. Gli elementi
 fondamentali, per realizzare questo trattamento degli ortaggi e delle
verdure, consistono quindi in impianti con i quali si attua la prerefrigerazione,
 e in mezzi di trasporto capaci di mantenere al prodotto il necessario
 grado di raffreddamento (3).
Disponendo di una sufficiente massa di prodotti deperibili, l’impianto
fisso rappresenta la soluzione più raccomandabile. Esso consente: di regolare
 l’andamento delle lavorazioni e delle spedizioni con una certa indipendenza
 rispetto all’andamento, spesso discontinuo o troppo accelerato, della
raccolta; di sfruttare al massimo l’efficacia dell’applicazione del freddo ai
fini della buona conservazione della merce durante il trasporto; di compiere
una serie di altre operazioni che permettono di realizzare forti economie sul
costo di esercizio.
Senonchè l’attrezzatura frigorifera meridionale presenta gravi deficienze:
 dal Censimento industriale del 1937 risulta infatti che gli impianti
frigoriferi fissi del Mezzogiorno erano a quell’epoca appena 23 (4) sui 323,
che rappresentavano il complesso italiano: nessuno dei 23 impianti suddetti
era attrezzato per la prerefrigerazione.
Sopperiscono in parte-a tale grave deficienza gli elettroaspiratori mobili
 (5), per il funzionamento dei quali sono attrezzate alcune stazioni fer-(1)

 Le quote, con cui il Mezzogiorno partecipa mediamente alla produzione
orto-frutticola nazionale sono: per i limoni il 99%; per le arance il 96 %; per i mandarini
 il 99 %; per le mele il 27 %; per le pere il 37%; per le pesche il 21%; per le
albicocche il 72 %; per le susine il 28 %; per le ciliege il 44 %; per le fragole il 37 %; per
i piselli freschi il 61 %; per i fagioli freschi il 29 %; per le patate primaticce il 76 %;
per le fave fresche il 74%; per i pomidoro il 47 %; per i cavoli il 36 %;! per i cavolfiori
il 57 %; per i carciofi il 66 %; per i poponi e i cocomeri il 47%; per le cipolle e gli
agli il 38 %; per i cardi, i finocchi ed i sedani il 57 %.
(2) Il trasporto prerefrigerato dal Mezzogiorno si rende indispensabile per alcuni
prodotti più delicati (spedizioni di produzioni precoci di piselli, fagiolini, ciliege, albicocche
 e pesche) anche per le destinazioni dell’Alta Italia, che richiedono in pratica
oltre 48 ore di viaggio.
(3) FE’ evidente che nel caso dei treni frigoriferi i due elementi vengono realizzati
contemporaneamente con un'unica attrezzatura.
(4) Esclusi i frigoriferi dei magazzini generali e dei mercati rionali.
(5) Gli elettro-aspiratori, piazzabili sopra le ghiacciaie dei carri isotermici (carri
Hg e Hgb), aspirano attraverso il ghiaccio l’aria interna e ve la riproiettano raffreddata,
consentendo così di realizzare nello stesso vagone un abbassamento della temperatura
del prodotto fino a livelli sufficienti ver medie esigenze.