VII - RETE DI CENTRALI PER LA LAVORAZIONE E LA CONSERVAZIONE, ECC. 109

Di queste masse di prodotti forniti dal Sud si può ritenere grosso modo
che un 10% venga destinato ai mercati stranieri e un 30% ai grandi mercati
nazionali prevalentemente del Nord, mentre la restante quota si ripartisce
tra i mercati locali sia dell’industria che del consumo diretto.
L'imponente corrente di traffico, rappresentata da circa 15 milioni di
quintali, che annualmente si determina dalle regioni meridionali per rifornire
 di ortaggi e di frutta i grandi mercati, pone in forma decisa il problema
della salvaguardia e del potenziamento dei canali commerciali, attraverso i
quali la produzione agricola raggiunge la sua valorizzazione.
La struttura dell’economia ortofrutticola meridionale, per ragioni
diverse insite nella posizione geografica dell’Italia rispetto al continente
europeo e nella natura dei mercati di sbocco verso cui si incanala naturalmente
 la produzione, si fonda sul consumo allo stato fresco, a differenza di
quanto avviene per le zone ortofrutticole di altri Paesi ove l’industria conserviera
 e di trasformazione, assume una funzione molto rilevante. E’ evidente
 perciò che un potenziamento della ortofrutticoltura deve riguardare
in particolare i mezzi per rendere tale produzione quanto più possibile
perfetta e quanto più possibile capace di mantenere le sue caratteristiche
originarie nel tempo e nello spazio.
In sintesi, le attrezzature necessarie alla produzione ortofrutticola assolverebbero
 allo scopo di:
1) migliorare lo standard di presentazione dei prodotti sui grandi
mercati esteri e dell’Italia settentrionale;
2) difendere i prodotti dai danni che possono provocare ad essi, dopo
la raccolta, numerosi parassiti, la cui presenza, anche in piccola percentuale,
costituisce, oltre a tutto, per alcuni paesi, motivo per rifiutare le partite già
arrivate a destinazione:

3) salvaguardare, nel periodo estivo, i prodotti più deperibili dagli
effetti del caldo e assicurare così agli esportatori la buona riuscita delle
spedizioni:

4) contenere, con l’immagazzinamento frigorifero, l’offerta dei prodotti
 nei mesi di punta del raccolto e diluirla quindi nel corso dell’anno
con un migliore equilibrio rispetto alla domanda:
5) costituire in alcune.zone produttrici, che ne sono sprovviste, un
primo nucleo di concentramento della produzione al fine di attivare attorno
ad esso la formazione di un « mercato alla produzione », di cui vi è assoluta
esigenza ai fini di una moralizzazione del commercio ortofrutticolo.

2. - La vendita sui grandi mercati di consumo a clientele esigenti in
fatto di qualità e la durata stessa dei trasporti necessari per far affluire la
merce su tali mercati, comportano una serie di lavorazioni e di trattamenti
che rendono ormai indifferibile la creazione di un adeguato complesso di
attrezzature. Le lavorazioni comprendono operazioni diverse come quelle
di selezione, calibratura, preparazioni varie, avvolgimenti, imballaggi; i