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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

Tutti gli studi in genere tendono a mettere in evidenza l’importanza
della sezione frigorifera come di quella che — oltre ad essere la più necessaria
 nelle condizioni attuali dell’ortofrutticoltura meridionale — meglio
garantisce un armonico esercizio della centrale.
La scelta di una dimensione minima ottimale dei vari reparti risponde
essenzialmente a tre scopi:
1) di creare una struttura funzionale sia dal punto di vista tecnico
che da quello economico;
2) di stabilire un « modulo » base convenientemente ampliabile in
funzione di esigenze sviluppabili con l’andare del tempo; a
3) di proporzionare l’attrezzatura, non alle totali disponibilità delle
zone ma ad una quota prudenziale sufficiente a garantire il pieno funzionamento
 iniziale della centrale e, nello stesso tempo, a permettere larghe
possibilità di vita ad altre iniziative già in atto o capaci di sorgere per
l’azione promotrice dei nuclei pilota. ,

4. - Va tenuto presente che per il regolare servizio delle centrali
 ortofrutticole occorre una larga disponibilità a bassi costi di alcuni
mezzi di lavorazione per consentire, oltrechè la migliore presentazione
dei generi ortofrutticoli, anche la più alta economicità di gestione. Tra i
mezzi di più comune impiego nelle centrali sono gli imballaggi, il cui costo
incide mediamente per una quota del 15% sul valore del prodotto. Uno
dei risultati immediati della istituzione delle centrali ortofrutticole sarà
l’economia, che vi si può conseguire, nelle spese per gli imballaggi. Il
fabbisogno di grandi quantitativi di essi, collegabile quindi ad una produzione
 tipicizzata e standardizzata, permetterà una forte riduzione degli
sprechi nelle lavorazioni del legname e un abbassamento notevolissimo
dei costi. Il riferimento agli imballaggi, fatto a titolo esemplificativo, richiama
 però un problema di carattere generale riguardante una serie di altri
servizi che potrebbero essere assolti, non per ogni singola centrale separatamente,
 ma per un complesso di centrali; dal che sorge — per un
ulteriore processo di affinamento nell’impostazione del problema riguardante
 lo sviluppo delle attrezzature — il concetto della « rete di centrali
ortofrutticole », armonicamente distribuite nelle singole regioni meridionali.
 Occorre però precisare in proposito che il concetto di rete di centrali
 non implica strettamente la soluzione integrale e totalitaria del problema
 relativo alla valorizzazione commerciale dei prodotti dell’ortofrutticoltura,
 ma semplicemente potrebbe segnare, con una serie razionalmente
studiata di localizzazioni iniziali, i centri di ulteriori sviluppi di questo
nuovo tipo di attrezzatura. In altri termini, una rete di centrali ortofrutticole,
comunque possa essere impostata e gestita, non ha e non può avere che una
funzione pilota e indicatrice e promuovitrice di successive iniziative.